I paletti necessari e il ruolo della politica. Difendiamo i bambini dagli smartphone

di  Daniele Novara
 
È davvero inquietante che siano alcuni azionisti della Apple stessa a voler tutelare i bambini sull’uso degli smartphone mentre la politica e le istituzioni tacciono, chiuse in un silenzio davvero colpevole. La particolare pericolosità degli smartphone per i bambini è legata alla loro stessa natura: si tratta di una tecnologia portatile, estremamente comoda e facile da utilizzare. Il successo di questi dispositivi nelle famiglie risale a pochi anni fa quando whatsapp divenne un vero e proprio cavallo di troia per ottenere che i genitori regalassero ai figli non più i vecchi cellulari monouso ma dei veri e proprio computer portatili.

Il pretesto fu rappresentato dalla gratuità dei messaggi whatsapp rispetto agli sms che apparentemente costavano di più. In realtà fu una vera e propria manipolazione dell’opinione pubblica in quanto, come è noto, per avere whatsapp bisogna anche avere una connessione a Internet. Improvvisamente bambini di 8-9-10 anni si sono ritrovati in tasca un apparecchio con un accesso libero alla Rete, il cui 50% dei contenuti, come purtroppo sappiamo bene, sono di natura pornografica e violenta, come le esecuzioni dell’Isis o i film dell’orrore. In realtà i danni maggiori non attengono ai contenuti specifici visibili su Internet ma al dispotismo che gli smartphone esercitano sulla vita dei ragazzi: la facilità dell’uso rende difficilissimo separarsene. I danni maggiori sono quelli relativi al sonno. Sono tantissime le ricerche che dimostrano l’interferenza dei videoschermi sulla qualità del riposo. In seconda battuta vanno considerate le ripercussioni sulla capacità di concentrazione: lo studio, lo sport, la musica, le attività ludiche vengono compromesse a tal punto da sparire quasi del tutto. Sono sempre di più i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni completamente in balìa degli smartphone , da cui non si staccano mai. Continua a leggere

Il Vangelo della vita, gioia per il mondo

GIORNATA PER LA VITA 2018

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40^ Giornata Nazionale per la Vita (4 febbraio 2018)
 
IL VANGELO DELLA VITA, GIOIA PER IL MONDO
 
“L’amore dà sempre vita”: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Vogliamo porre al centro della nostra riflessione credente la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia. La gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità.
 
Formati dall’Amore
La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24). La grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano “formare” dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto (cf. Lc 15,32); figli che vivono nel timore del Signore, come insegnano i sapienti di Israele: «Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,10). Ancora, è l’esito di un’esistenza “cristica”, abitata dallo stesso sentire di Gesù, secondo le parole dell’Apostolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù», che si è fatto servo per amore (cf. Fil 2,5-6). Timore del Signore e servizio reso a Dio e ai fratelli al modo di Gesù sono i poli di un’esistenza che diviene Vangelo della vita, buona notizia, capace di portare la gioia grande, che è di tutto il popolo (cf. Lc 2,10-13). Continua a leggere

Eminem chiede perdono al suo bambino mai nato

Eminem_aborto

Eminem, il celebre rapper americano, noto per le sue rabbiose diatribe contro la società, nel suo nuovo album “Revival”, ha pubblicato un singolo che parla di una esperienza dolorosa che ha vissuto: l’aborto di suo figlio ed i traumi che ne sono seguiti.

I media, accorti nel cogliere, all’interno dell’album, le varie tematiche politiche, hanno trascurato quel brano che senza dubbio ha più toccato la sfera intima dell’artista, oltre che un vero e proprio dramma sociale mascherato, spesso, da conquista.

È proprio intorno a questo inganno – racconta un articolo di LifeNews – che si costruisce il testo di “River”: una dolorosa confessione del suo crimine ed un potente grido di perdono rivolto al piccolo ed alla madre.

Eminem è senza veli nella descrizione di tutta la storia. Ammette di essere un imbroglione seriale, un «tossicodipendente» che dopo aver avuto una relazione con una donna, Suzanne, l’ha abbandonata ed allontanata dalla sua vita. Ciò che, di lui, però, non poteva abbandonarla era il figlio concepito insieme e della cui vita Eminem non voleva prendersi cura. Continua a leggere

Giù le mani da Inès

di Giuliano Guzzo
 
Dal diritto a morire al dovere di morire è un attimo. O, al massimo, alcuni mesi. Non si tratta uno spauracchio cattolico o da talebani pro life ma di un fatto, di una scomoda evidenza che continua ad imporsi. L’ultima conferma viene dalla vicina Francia dove, nel gennaio 2016, era stata varata una legge sul fine vita dal retrogusto platealmente eutanasico e dove, due giorni fa, il Consiglio di Stato ha stabilito che ad Inès, quattordicenne affetta da Myasthenia gravis, una malattia neuromuscolare autoimmune cronica che causa debolezza muscolare e grave affaticamento, le cure dovranno essere sospese. Dovrà morire, in pratica.

Lei pare non abbia mai richiesto nulla di simile, i suoi genitori neppure. Anzi, si sono opposti con forza, scontrandosi coi medici, ad ogni scenario mortifero. Peccato invece che la magistratura – suffragando il responso di tre esperti, i quali hanno stimato che la ragazzina non avrà mai più la capacità di stabilire alcun contatto col mondo esterno – abbia dato ragione ai medici. Inès, dunque, dovrà morire. E chi se ne importa se manca una richiesta di morte, se di essa anzi non vi sia neppure l’ombra e se chi ha messo al mondo la giovane desidera che essa, al mondo, resti fino all’ultimo: dovrà morire, perché così hanno deciso terzi.

Ora, il ricordo del piccolo Charlie Gard è ancora vivo e con esso l’auspicio, sorto davvero in moltissimi, di non dover assistere più a nulla di simile. Eppure ci risiamo. Ancora una volta un minore malato. Ancora una volta la scelta di lasciarlo morire perché gravissimo, privo di possibilità di guarigione. Ancora una volta il diritto a morire che getta la maschera, mostrandosi come dovere, come barbaro innalzamento della soglia di accettabilità civile: o rispetti dei requisiti minimi, o sei fuori. Anzi, devi essere fatto fuori. A prescindere. La domanda dunque adesso è: fino a quando ci lasceremo prendere per il naso? Continua a leggere

Buon Natale

 

“Quando gli angeli annunciarono ai pastori la nascita del Redentore, lo fecero con queste parole: «Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). Il “segno” è proprio l’umiltà di Dio, l’umiltà di Dio portata all’estremo; è l’amore con cui, quella notte, Egli ha assunto la nostra fragilità, la nostra sofferenza, le nostre angosce, i nostri desideri e i nostri limiti. Il messaggio che tutti aspettavano, quello che tutti cercavano nel profondo della propria anima, non era altro che la tenerezza di Dio: Dio che ci guarda con occhi colmi di affetto, che accetta la nostra miseria, Dio innamorato della nostra piccolezza”.

Papa Francesco

 

Con queste parole del Santo Padre auguro a tutti gli amici e alle loro famiglie un sereno S. Natale.

 

Non aveva speranze, è nata e sta bene: “miracolo di Paolo VI”

Contenta, con una grande soddisfazione nel cuore che però non vuole esternare pubblicamente perché, spiega mamma Vanna Pironato, ha promesso per rispetto che non intende fare commenti fino a quando non sarà papa Francesco in persona a proclamare santo Paolo VI per il miracolo compiuto sulla sua piccola Amanda.

Ora, dopo quasi tre anni di studi, il Vaticano ha esaminato e riconosciuto ufficialmente il miracolo per intercessione compiuto da papa Paolo VI il 25 dicembre 2014.

Il giorno di Natale, all’ospedale di Borgo Roma, venne alla luce a sole 26 settimane e 4 giorni Amanda, uno scricciolo di appena 865 grammi che oggi ha quasi tre anni e vive sana e felice con i genitori e il fratellino Riccardo di 6 anni a Villa Bartolomea.

Il peso alla nascita era compatibile con le settimane di gestazione, ma persino i medici che assistettero al parto dubitavano che la neonata potesse farcela viste le problematiche che il feto aveva affrontato fino ad allora. Il parto prematuro infatti è stato solo la conclusione di una storia medica e umana travagliata che ha visto la mamma Vanna Pironato, lottare con coraggio e determinazione, sostenuta dal marito Alberto. La donna decise di andare a pregare nel santuario di Santa Maria delle Grazie a Brescia, luogo legato alla devozione di Giovanni Battista Montini, dove si trova anche una reliquia. Continua a leggere

Stati Uniti. L’Ohio ferma gli aborti dei nascituri Down. Legge antidiscriminazione

Mamme in attesa (Siciliani)

La norma vieta l’interruzione di gravidanza volontaria se gli esami prenatali rivelano che il bambino è affetto dall’anomalia genetica. In Islanda invece si applica l’eliminazione sistematica.
 
Ricordate il bando islandese per la sindrome di Down? I numeri sulle nascite rivelarono l’estate scorsa che sull’isola tutte le gravidanze con diagnosi del cromosoma in più vengono interrotte anzitempo. Sull’estremità opposta si pone ora l’Ohio, dove il governatore John Kasich ha firmato il «Down Syndrome non discrimination Act», la legge votata dal Parlamento dello Stato nel nord degli Usa che vieta l’aborto quando gli esami prenatali abbiano rivelato che il bambino è affetto dall’anomalia genetica.

Come ha spiegato Sarah LaTourette, relatrice della legge alla Camera della capitale Columbus, «non è una legge anti-aborto ma un provvedimento contro la discriminazione», criterio che però non ha disarmato gli oppositori, fermi nel condannare quella che giudicano un’interferenza nel diritto delle donne di decidere in modo libero: «Non dovremmo mai costringere una donna a diventare madre contro la sua volontà – è il duro commento di Gary Daniels, direttore locale dell’American Civil Liberties Union, influente lobby i cui giudizi sono fatti propri dai media liberal americani –. Non conosciamo le circostanze della scelta, i nostri legislatori dovrebbero vergognarsi». Un giudizio sul quale di certo pesa anche la politica: il governatore Kasich infatti è una delle figure di spicco del Partito Repubblicano, a lungo rivale di Trump nell’ultima campagna per la nomination alla Casa Bianca, interprete dell’anima moderata del partito. Continua a leggere

Manovra 2018. Materne paritarie, tagliato il contributo di 50 milioni

Foto Ansa

Cancellati anche 10 milioni per gli altri istituti paritari. La Fism: «Colpite migliaia di famiglie»
 
Cancellato in commissione Bilancio della Camera il contributo di 50 milioni di euro per le scuole materne paritarie, introdotto lo scorso anno nella legge di stabilità. Dura la reazione della segreteria nazionale della Federazione che riunisce le scuola materne di ispirazione cattolica (Fism), che esprime «disappunto» e «preoccupazione». E non manca la sorpresa visto che l’introduzione dei 50 milioni per le materne paritarie lo scorso anno «era stata salutata come una novità positiva per il 2017».

Eppure non erano mancate «rassicurazioni a vari livelli – ricorda la segreteria nazionale della Fism –, cui sono seguite anche iniziativa concrete di proposte ed emendamenti da parte dei parlamentari, che la Federazione ben conosce e ringrazia», ma «purtroppo si deve constatare, ancora una volta, la sordità e l’insensibilità su questioni che interessano centinaia di migliaia di famiglie, visto che le scuole e le istituzioni educative associate alla Fism accolgono circa 600mila bambini da zero a sei anni». Una cancellazione di fondi – a cui si aggiunge un ulteriore taglio di 10 milioni al capitolo di bilancio destinato alle scuole paritarie – che avviene nello stesso periodo nel quale il medesimo governo annuncia il varo di un decreto attuativo proprio per rafforzare il sistema formativo da zero a sei anni, con uno stanziamento di 209 milioni di euro da erogare agli Enti locali affinché li utilizzino per potenziare la rete delle scuole dell’infanzia presente sul proprio territorio. Continua a leggere

DAT – Appello al Presidente Mattarella

Ufficio Pastorale Sanitaria della Conferenza Episcopale Italiana  

A.R.I.S. Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari

A.M.C.I Associazione Medici Cattolici Italiani 

Forum Associazioni Sanitarie Cattoliche 

S.I.B.C.E. Società Italiana Bioetica e Comitati Etici

 

A S.E. il Presidente della Repubblica

On. Prof. Avv. Sergio Mattarella

Sig. Presidente,
 
nel corso dei lavori relativi al disegno di legge Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, sul quale è arrivato il voto finale del Senato giovedì 14, il CSL-Centro Studi Livatino, formato da magistrati, docenti universitari, avvocati e notai, ha più volte fatto pervenire a Deputati e Senatori propri documenti sui profili critici del provvedimento. A sua volta, il CDNF-Comitato Difendiamo i nostri Figli, ha accompagnato l’iter del d.d.l. con propri interventi egualmente critici e – come il CSL – li ha esplicitati durante le audizioni in Parlamento di propri rappresentanti, anche con memorie scritte. Analoghe segnalazioni e approfondimenti sono stati pubblicati dalle Associazioni firmatarie della presente lettera.

Non intendiamo riproporre alla Sua attenzione l’insieme dei rilievi problematici già esposti all’interno e all’esterno delle sedi istituzionali di volta in volta interessate, pur restando convinti che le norme approvate qualche giorno fa configgono con più disposizioni della Costituzione italiana, allorché per la prima volta introducono nell’ordinamento la disponibilità della vita umana, parificano impropriamente idratazione e alimentazione ai trattamenti sanitari, formalizzano per minori e incapaci una sorta di eutanasia del non consenziente, stravolgono il profilo professionale del medico e del personale sanitario. Continua a leggere

Comunicato del Movimento per la Vita Ambrosiano sulla legge sul Biotestamento

Il Movimento per la vita Ambrosiano esprime un giudizio negativo sull’approvazione della Legge sul Biotestamento che ritiene una legge sbagliata.
Un Parlamento in scadenza accelera l’approvazione della legge sul biotestamento, legge ingiusta, legge che mina alle fondamenta l’alleanza terapeutica medico paziente, fino a considerare il medico un mero esecutore delle volontà del paziente. Una legge che toglie al medico la responsabilità penale per l’omicidio del consenziente, smascherando così la mancanza nella legge del divieto di eutanasia.
Una legge che non garantisce l’obiezione di coscienza né per il medico né per le strutture ospedaliere. Una legge che pretende di dare valore terapeutico a nutrizione e idratazione che sono sostegni vitali, e ne autorizza l’interruzione senza nessun riferimento alla condizione del paziente e quindi apre all’abbandono terapeutico e alla introduzione dell’eutanasia omissiva.
L’alternativa all’accanimento terapeutico, che nessuno vuole, è la competenza del medico associata alla proporzionalità dell’intervento medico relativo alle condizioni e al consenso del paziente, bisognerebbe attuare in pieno le cure palliative di cui esiste una legge in Italia dal 2010.
Una urgenza politica che non è un’emergenza nazionale, ben altre istanze dovrebbero essere messe come priorità dalla politica nel nostro paese se pensiamo ai soli 20 milioni dati per l’assistenza delle persone non autosufficienti nell’ultima manovra economica.
Con questa legge il bene comune viene sacrificato per un’ideologia che strumentalizza l’autodeterminizione introducendo un concetto culturale di qualità della vita discriminatorio verso i più deboli.
 
Milano 14 dicembre 2017

Il Direttivo del Movimento per la vita Ambrosiano
 
http://www.movimentovitamilano.it/comunicato-mva-sulla-legge-sul-biotestamento
 

Biotestamento. Bassetti: nutrire e idratare, gesti essenziali

Il presidente della Cei a Radio Vaticana: garantire l’obiezione di coscienza ai medici e agli ospedali cattolici. Martedì le Dat in Senato, incognita voto segreto.
 
Garantire al medico l’obiezione di coscienza, evitare che il no all’accanimento terapeutico sconfini nell’eutanasia rinunciando a idratazione e alimentazione, evitare di fare del malato terminale uno “scarto”. Il cardinale Gualtiero Bassetti intervistato da Radio Vaticana commenta le parole del Papa nel messaggio per la Giornata mondiale del malato. Ma, alla vigilia del ritorno in aula al Senato della legge sul fine vita – oggi – per quello che potrebbe essere il secondo e definitivo passaggio, quello del presidente della Cei suona come un estremo invito a riflettere sul rischio di toccare aspetti indisponibili della vita umana.

Le parole di papa Francesco sul fine vita «si collocano nel solco della sollecitudine della Chiesa, sempre caratterizzata dal contribuire a rendere più umana possibile la condizione del vivente che muore o del morente che vive», premette Bassetti. «Non si tratta certo – chiarisce – di rinunciare a quei gesti essenziali come sono il nutrire, l’idratare, il curare l’igiene della persona. Come Cei – aggiunge l’arcivescovo di Perugia – ci sta a cuore anche che venga riconosciuta, oltre alla possibilità di obiezione di coscienza del singolo medico, quella che riguarda le nostre strutture sanitarie». Continua a leggere

“Così facevamo morire i malati di fame e di sete”

“Confusione e disinformazione”. Questa, secondo il presidente di Pro Vita onlus, Toni Brandi, la strategia di una “campagna mediatica orchestrata dai radicali” per spingere il Parlamento ad approvare la legge sulle cosiddette Dat, ovvero le Dichiarazioni anticipate di trattamento. L’incontro promosso alla Stampa estera con l’infermiera canadese Kristina Hodgetts ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’iter legislativo e portare la testimonianza di chi nella sua esperienza professionale ha praticato l’eutanasia passiva sui malati attraverso l’interruzione di alimentazione e idratazione.
 
L’esperienza

Ma prima del racconto, per certi versi drammatico, della Hodgetts, è toccato al segretario della Stampa estera, l’inglese Christopher Warde Jones, che ha moderato il dibattito, raccontare quello che gli è capitato alla fine dello scorso anno. “Mio fratello mi ha chiamato da Londra e mi ha detto di raggiungerlo subito perché nostra madre stava molto male. Il giorno dopo un medico mi ha avvicinato e mi ha spiegato che potevamo accelerare la fine per evitare che soffrisse. Io e mio fratello gli dicemmo di aspettare, di non fare nulla. Vorrei che quel medico vedesse ora mia madre che si è perfettamente ristabilita e a 84 anni guida ancora e fa un lavoro di beneficenza. Ma voglio sottolineare – ha concluso – che in quel momento noi non ci siamo resi conto di quello che stava accadendo”. Continua a leggere

A Jesolo il presepe si fa con la sabbia

 
Le colossali sculture a grandezza naturale rimarranno esposte sino a febbraio e l’anno prossimo approderanno in Vaticano
 
(da La Stampa, 8.12.17)
 
Giuseppe abbraccia Maria e il piccolo Gesù su un giaciglio di paglia, scaldati dal respiro del bue e dell’asinello. Niente di strano, se non fosse che questa natività è stata realizzata a grandezza naturale esclusivamente con la sabbia, e fa parte di un presepe monumentale che ogni Natale, dal 2002, prende forma a Jesolo, a pochi passi dal litorale veneto.

A ispirare gli scultori della sabbia ogni anno è un tema diverso: quello di questa edizione, che s’inaugura proprio oggi, 8 dicembre, è «Va’ e anche tu fa’ lo stesso», ispirato alle parabole e ad episodi del Vangelo incentrati sull’amore per il prossimo.

Uno spettacolo mozzafiato, in grado di emozionare e stupire. Non si può che rimare a bocca aperta davanti alla maestosità delle opere esposte, ricchissime di dettagli e particolari. Difficile da credere che per modellare la sabbia – ben 1500 tonnellate! – sia stata utilizzata solo acqua. Continua a leggere

“Lo Stato non può prendersi la responsabilità di un suicidio”

“Ho fatto il ‘68 sulle barricate a Parigi. Il nostro motto era “proibito proibire”. Per me la libertà è una cosa importantissima. Ma la mia libertà non deve togliere la libertà agli altri. In uno Stato dove l’eutanasia è permessa, sarà difficile, per chi è contrario e vuole vivere, continuare a chiedere assistenza e cure senza farsi condizionare dalla società circostante. Lo sforzo che deve fare il sistema sanitario per fornire assistenza ai malati rischia di rallentare, favorendo la scelta del paziente di morire, qualora l’assistenza fosse ritenuta insufficiente”.
 
Sylvie Menard (medico e ricercatrice oncologica)

 

Per approfondire: Sylvie Menard, l’oncologa allieva di Veronesi che oggi dice no all’eutanasia

 

Medjugorje, è stato autorizzato il culto ufficiale. Parla l’inviato del Papa

Intervista esclusiva con l’inviato del Papa al santuario mariano
 
“Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto. La mia missione consiste precisamente nell’analizzare la situazione pastorale e nel proporre delle migliorie”, afferma mons. Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga in Polonia, inviato speciale di Papa Francesco per la pastorale del santuario di Medjugorje, in Bosnia-Herzegovina, luogo di presunte apparizioni mariane che dal 1981 attira milioni di persone.

“Da oggi, le diocesi e altre istituzioni possono organizzare pellegrinaggi ufficiali. Non ci sono più problemi”, continua l’arcivescovo in un’intervista accordata ad Aleteia nella sua residenza situata in un quartiere di Varsavia.

“Papa Francesco ha recentemente chiesto a un cardinale albanese di dare la sua benedizione ai fedeli presenti a Medjugorie”, spiega.

Sono pieno d’ammirazione per il lavoro che i Francescani compiono laggiù. Con un’équipe relativamente ristretta – sono una dozzina – fanno un enorme lavoro di accoglienza dei pellegrini. Tutte le estati organizzano un festival dei giovani. Quest’anno ci sono stati 50mila giovani da tutto il mondo, con più di 700 preti.

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Papa Francesco ha cambiato il Padre Nostro?

Nelle ultime ore molti quotidiani online hanno diffuso la notizia che Papa Francesco vuole cambiare il Padre Nostro in italiano, la preghiera insegnata direttamente da Gesù agli apostoli.  

Nel corso della settima puntata del programma di Tv2000 “Padre nostro” condotto da don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, Francesco ha infatti sottolineato come l’espressione secondo cui «“Dio induce in tentazione” non sia una buona traduzione». Anche i francesi – ha aggiunto il Papa – «hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “non lasciarmi cadere nella tentazione”. Sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito».

La preghiera del Padre Nostro in italiano, in realtà, è già stata cambiata dalla CEI nel 2008, con la pubblicazione di una traduzione aggiornata della Bibbia, nella quale si legge, nel capitolo 6 del vangelo di Matteo, al versetto 13: “e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male”. Continua a leggere

La «decima» del Vescovo (rovinavacanze e cambiatutto)

Giacomo Poretti (del celebre trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo) commenta il discorso alla città di Milano del vescovo Delpini
 

A volte i vescovi, se si mettono di impegno, sono capaci di rovinarti la vacanza meglio della moglie o della propria squadra di calcio. Sì, perché un milanese aspetta sant’Ambrogio come il resto d’Italia aspetta Ferragosto. Sant’Ambrogio arriva in un momento dell’anno che si situa tre mesi dopo la fine delle vacanze (a questo punto dell’anno il milanese è già agonizzante) e a due settimane dal Natale (dove svariati milanesi in genere soccombono).

Ecco che la festività di sant’Ambrogio, specie se il calendario come quest’anno favorisce un ponte di quattro giorni, è un vero è proprio toccasana da godersi tra sciate e polenta concia prima di affrontare le tanto temute festività natalizie. I viaggi in auto verso le località montane del ponte di sant’Ambrogio non sono quelli che si ricordano con maggior piacere: liti con la moglie sulle strade da evitare per non rimanere incolonnati, con il risultato che si sta tutto il tempo incolonnati a litigare, mentre dietro la nonna e il figlio si disputano l’iPhone per giocare a ‘Clash of Clans’. Si arriva in loco verso le 21.30 e l’unica pizzeria del paese è stata presa d’assalto: sold out. Continua a leggere

Preghiera di san Bernardo per il nome di Maria

 
Chiunque tu sia,
che nel flusso di questo tempo ti accorgi che,
più che camminare sulla terra,
stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste,
non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella,
se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!
Se sei sbattuto dalle onde della superbia,
dell’ambizione, della calunnia, della gelosia,
guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne
hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria.
Se turbato dalla enormità dei peccati,
se confuso per l’indegnità della coscienza,
cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza
e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria. Continua a leggere

Biotestamento in aula. Appello di medici contrari alle Dat: «Legge inaccettabile»

Appello di medici contrari alle Dat: «Legge inaccettabile»

Trenta specialisti criticano regole che «ledono l’autonomia decisionale del medico, che ha competenze professionali e diritto all’obiezione di coscienza»
 
Il ddl sul consenso informato e sulle Dat è ancora inaccettabile nella parte in cui prevede che «il medico sia tenuto al rispetto delle Dat e che possa disattenderle, in tutto o in parte, ma in «accordo con il fiduciario» (art.4, comma 5). Il testo dispone infatti che, nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, la decisione sia rimessa al giudice tutelare, lasciando presagire l’imposizione al medico di quando deciso in sede giudiziale. Identica soluzione viene indicata «nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (Dat) di cui all’articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie» (art.3, comma 5).

Tali previsioni ledono l’autonomia decisionale del medico, che ha specifiche competenze professionali e diritto all’obiezione di coscienza. Tali garanzie vanno fra l’altro a beneficio dello stesso paziente e sono sancite in termini inequivocabili dal Codice deontologico (art.22): «Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici». Continua a leggere

Scuola, come procede il cammino verso il costo standard di sostenibilità

“Un passaggio storico un punto di non ritorno”. È entusiasta suor Anna Monia Alfieri, presidente della Fidae Lombardia, delle dichiarazioni della ministra Valeria Fedeli al Festival della Dottrina Sociale della Chiesa al Cattolica Center di Verona. Sabato scorso 25 novembre, nella terza giornata dedicata alla scuola paritaria, in un confronto con il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha affermato: “Credo sia giunto il momento dopo 17 anni di cominciare a fare sul serio sul pluralismo educativo e sull’offerta formativa per il diritto allo studio, anche per le scuole paritarie cattoliche. Ci tengo ad annunciare di aver firmato la costituzione del Gruppo di lavoro per la definizione del costo standard di sostenibilità per gli studenti, uno dei punti che ritengo fondamentali per iniziare un percorso insieme.”

Suor Monia s’è battuta per l’introduzione del costo standard di sostenibilità nella scuola che permetterà di cancellare finalmente le discriminazioni alle quali sono sottoposte le famiglie che scelgono una paritaria (la maggior parte cattoliche) costrette a pagare due volte i costi scolastici per i propri figli, prima con le tasse e poi con la retta d’istituto. Condizione che non permette a tutte le famiglie una libertà di scelta educativa per l’impossibilità di sostenerne il peso economico. Continua a leggere

Chagall, la luce della croce che illumina il Novecento

di Michele Canali
 
Il Novecento è stato archiviato come il secolo più orribile della storia. Non sono solo i catastrofisti ad affermarlo, ma è una considerazione ormai unanime. Mai l’uomo ha vissuto tragedie tanto grandi quanto concentrate in un così breve spazio di tempo: due guerre mondiali, la crudeltà delle ideologie comunista e nazionalsocialista, i genocidi di armeni, ebrei, ucraini, quelli in Africa, quelli nell’ex Jugoslavia, quelli in Cambogia, per non ricordare che i principali.

Nel 1937, uno dei massimi geni artistici del secolo scorso, il pittore spagnolo Pablo Picasso (1881- 1973), immortalò con il quadro Guernica, la catastrofe vissuta dalla cittadina basca vittima di un tremendo bombardamento tedesco a sostegno del generale Francisco Franco (1892-1975). Nella tela, si perde la bellezza delle forme, lo spettatore è coinvolto nella disperazione e nella protesta, i colori cedono lo spazio a un monocromatismo malinconico. In breve tempo, Guernica è divenuto il dipinto più significativo del secolo, e per pubblico e critica il miglior manifesto del secolo XXI.

Eppure c’è stato un altro modo per raccontare i drammi di quel tempo.

Marc Chagall (1887-1985), pittore bielorusso ma naturalizzato francese e di origine ebraica, usava dire: «Io sono nato morto». Questo perché nel giorno in cui vide la luce il suo villaggio natale fu attaccato dai cosacchi durante un pogrom e la sinagoga frequentata dalla sua famiglia data alle fiamme. Chagall visse cioè sulla propria pelle quella violenza ideologica che poi ha attraversato tutto il Novecento.  Eppure non sono mai stati né il risentimento né la ribellione i protagonisti della sua opera. Anzi, la religione, la Bibbia e l’amore sono la sua costantemente fonte d’ispirazione.  Fu così che nel 1938 Chagall, non sentendosi rappresentato da Guernica ha risposto al suo autore spagnolo. Ne è nata la Crocifissione bianca, uno dei suoi capolavori, anche se spesso la critica la trascura. Il quadro confuta, infatti, la sfiducia di Picasso. Continua a leggere

Donne e uomini: più profondamente diversi di quanto si creda

Tutti sanno che gli uomini hanno, in ogni cellula del corpo, cromosomi sessuali X e Y e le donne hanno due cromosomi X.  E – anche senza essere genetisti – tutti sanno che le differenze tra il maschio e la femmina vanno ben oltre l’apparato sessuale e l’apparenza fisica.

Ma un recente articolo della professoressa Jenny Graves su The Conversation spiega che al di là dei geni X e Y, un terzo degli elementi del nostro genoma si comporta in modo molto diverso negli uomini e nelle donne.
 
Uomini e donne hanno circa 20.000 geni.

L’unica differenza fisica  è la presenza del cromosoma Y  nei maschi. Questo Y, come potete vedere dalla foto, è più piccolo dell’X e contiene solo 27 geni. Uno di questi è il gene che determina il sesso e che si chiama SRY .  E’ presente nell’individuo fin dal concepimento e dà il via alla crescita dei testicoli già 12 settimane dopo la fecondazione.

Fino a poco tempo fa, si credeva che solo la presenza o l’assenza di questo gene  SRY distinguesse gli uomini dalle donne.

Ma ci sono altri 25 geni nel cromosoma Y, e  un centinaio di geni nel cromosoma X (che nelle donne sono doppi perché hanno due X). Continua a leggere

Santo Sepolcro. Più gli studiosi scavano e più la sua autenticità viene confermata

Le date concordano con i resoconti storici relativi agli sforzi di Costantino di reclamare il luogo

La tomba del Santo Sepolcro, chiamata anche Edicola, è stata aperta per la prima volta nell’arco di secoli nel 2016 ed è stata sottoposta a un accurato restauro. In questo periodo sono stati estratti per essere datati dei campioni di malta, e i risultati hanno confermato la convinzione che si tratti davvero del luogo in cui Gesù venne deposto dopo essere stato tirato giù dalla croce.

Riferisce il National Geographic:

Durante il restauro dell’Edicola, durato un anno, gli scienziati sono riusciti a stabilire che una quantità significativa della grotta sepolcrale rimane racchiusa tra le mura del santuario. I campioni di malta estratti dai resti del muro meridionale della grotta sono stati fatti risalire al 335 e al 1570, il che offre prove ulteriori dei lavori di costruzione del periodo romano e del restauro documentato del XVI secolo. La malta estratta dall’ingresso della tomba è stata fatta risalire all’XI secolo, datazione coerente con la ricostruzione dell’Edicola dopo la sua distruzione nel 1009.

La malta è stata analizzata e ritenuta risalente all’anno 345, il che si adatterebbe ai resoconti storici relativi all’opera di Costantino.

Sappiamo che Costantino, primo imperatore romano cristiano, decise di scoprire il luogo della sepoltura di Gesù nel 325. I suoi rappresentanti si diressero a un tempio romano dedicato a Venere che era stato costruito sopra quel sito. Costantino lo fece radere al suolo, e ulteriori scavi rivelarono una piccola tomba scavata nel calcare. Costantino vi costruì sopra la chiesa del Santo Sepolcro, e i suoi architetti rimossero la parte superiore della tomba per poter costruire la splendida Edicola. Continua a leggere

Biotestamento. I dieci nodi da sciogliere del provvedimento

Dall’alleanza terapeutica all’obiezione e alla nutrizione, ecco tutte le riserve tecniche
 
Di una legge sul fine vita si parla da quando, nell’autunno del 2016, iniziò la discussione alla Camera del disegno di legge sulle «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento», relatrice la deputata del Pd Donata Lenzi, provvedimento approvato il 20 aprile di quest’anno dopo un tormentato iter e tra molte perplessità e riserve, dentro e fuori dall’aula, sempre documentate da Avvenire. Al Senato il testo è poi stato oggetto di numerose audizioni in commissione Sanità, presieduta da Emilia De Biasi (Pd), relatrice del testo. Ma l’impasse politica che ha frenato il percorso verso l’aula, frutto anche delle stesse riserve tecniche ed etiche mai venute meno, ha portato alle dimissioni della relatrice e all’accelerazione di queste ore. In attesa che venga fissata la data d’avvio del dibattito in aula, vale la pena riepilogare le criticità e i nodi tuttora irrisolti su un testo che andrebbe a normare un ambito delicatissimo per il quale sono indispensabili condivisione, saggezza e piena consapevolezza delle possibili conseguenze. Difficile dire quanto tempo è davvero a disposizione di questo Parlamento, ma non un secondo dovrebbe essere negato al lavoro di cura su questo delicatissimo testo di legge. 
 
LA NUTRIZIONE È UNA TERAPIA?
 
1. Il punto sul quale le posizioni sono più distanti è lo statuto di nutrizione e idratazione assistite: la legge le definisce «trattamenti sanitari» (articolo 1, comma 5) ma sul punto esiste una documentata opinione divergente: se tutti sono d’accordo che vanno sospese qualora prolunghino l’agonia di un paziente terminale o non raggiungano più il loro scopo, c’è dissenso sul fatto che siano assimilabili a terapie trattandosi di un modo diverso per alimentare un malato incapace di farlo da solo. Continua a leggere

Un altro caso Charlie Gard?

I genitori del piccolo Isaiah lottano per impedire che i medici stacchino le spine
 
Si chiama Isaiah Haastrup, ha otto mesi, è inglese e la sua vicenda somiglia in modo impressionante a quella di Charlie Gard. Il piccolo è affetto da paralisi celebrale, i medici vorrebbero staccare la spina che lo fa respirare ma i genitori sono fermamente contrari. A rendere pubblico quanto sta avvenendo è stato il Guardian.
 
La vicenda

Isaiah è ricoverato al King’s College Hospital di Londra. Il danno alla testa sarebbe occorso durante il parto cesareo. Dal giorno in cui è venuto alla luce, il piccolo è ricoverato in rianimazione. Le responsabilità della sua salute, secondo i genitori, sarebbero dunque dei medici, i quali avrebbero commesso errori già nel corso del travaglio. “Il battito del bimbo – ha raccontato il papà Lanre, di professione avvocato – diminuiva ma nessuno ha fatto nulla per almeno 40 minuti”. Il cesareo sarebbe avvenuto troppo tardi, mettendo a repentaglio anche la vita della madre, e ciò risulterebbe anche da un’indagine interna a conclusione della quale i medici si sarebbero scusati con la famiglia per i problemi emersi.
 
La speranza dei genitori

Ora, quegli stessi medici dell’ospedale vorrebbero togliere i sostegni vitali ad Isaiah, convinti che non ci sia più niente da fare per salvarlo. Ma i genitori, così come quelli di Charlie Gard la scorsa estate, desiderano un ulteriore trattamento sanitario per loro figlio, e sono fiduciosi che un giorno possa stare bene a tal punto da poter tornare a casa. Continua a leggere