Se il magistero ordinario e autentico della Chiesa sia fallibile

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Quesito
 
Gentile Reverendo Padre Angelo Bellon Le volevo porre una domanda sul valore del Magistero solo ordinario del Papa. Quando un Papa si esprime con atti di Magistero ordinario, solo autentico, essi sono infallibili oppure no? Potrebbero contenere errori questi atti? Io sapevo che a questo Magistero ordinario autentico il cattolico deve prestare l’ossequio dell’intelletto e della volontà che si distingue dall’assenso di Fede. In caso contrario si ha peccato mortale, ma non di eresia. E’ possibile che un Papa possa insegnare degli errori nel suo Magistero ordinario autentico, ingannare i fedeli, offuscare la Chiesa e che quindi il cattolico debba seguire il Papa nell’errore? Se poi anche il Magistero ordinario del Papa è infallibile, che non contiene errori, in che cosa si distinguerebbe dal Magistero solenne che è infallibile secondo la definizione del Concilio Vaticano Primo?

Rinnovo i miei più vivi apprezzamenti per le risposte riportate nel sito che leggo ogni giorno con molto interesse. La ringrazio in anticipo delle risposte. Sarò felice di ricordarla nelle mie preghiere.

Distinti Saluti.

Marchesini
 


 
Risposta del sacerdote
 
Carissimo Marchesini,
 
1. il magistero ordinario del papa è duplice. Può essere un magistero ordinario infallibile, se propone un insegnamento definitivo. Oppure può essere un magistero ordinario autentico e basta.

Tu mi chiedi se questo ultimo tipo di magistero sia fallibile. È certamente strano coniugare le parole magistero e fallibilità. Il magistero in quanto tale, soprattutto perché è garantito, non può contenere errore. E pertanto non è fallibile. Tuttavia talvolta la Chiesa nel suo magistero non impegna il suo carisma di infallibilità che dà l’aut aut al fedele (o dentro o fuori della comunione con la Chiesa) e si limita a proporre un solo magistero autentico.
 
2. Un documento della Congregazione per la dottrina della fede sulla “Professione di fede e Giuramento di fedeltà” (29.6.1998) dopo aver parlato del magistero straordinario e definitorio (sempre infallibile) e del magistero ordinario definitivo (anche questo infallibile), parla del magistero ordinario autentico.

La Professione di fede richiesta per quest’ultimo tipo di magistero si esprime così: “La terza proposizione della Professione di fede afferma: «Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il romano pontefice o il collegio episcopale propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo». A questo comma appartengono tutti quegli insegnamenti in materia di fede o morale presentati come veri o almeno come sicuri, anche se non sono stati definiti con giudizio solenne né proposti come definitivi dal magistero ordinario e universale”. Allora, caro Marchesini, non si tratta di magistero fallibile, ma vero e sicuro.
 
3. Il documento poi va avanti così: “Tali insegnamenti sono comunque espressione autentica del magistero ordinario del romano pontefice o del collegio episcopale e richiedono, pertanto, l’ossequio religioso della volontà e dell’intelletto. Sono proposti per raggiungere un’intelligenza più profonda della rivelazione, ovvero per richiamare la conformità di un insegnamento con le verità di fede, oppure infine per mettere in guardia contro concezioni incompatibili con queste stesse verità o contro opinioni pericolose che possono portare all’errore”.

E conclude: “La proposizione contraria a tali dottrine può essere qualificate rispettivamente come erronea oppure, nel caso degli insegnamenti di ordine prudenziale come temeraria o pericolosa e quindi «sicuramente non può essere insegnata» (tuto doceri non potest).
 
4. Tu mi chiedi: ma se anche questo magistero è infallibile che differenza vi è da quello proposto in maniera definitoria o definitiva? Come avrai notato, a proposito del terzo tipo di magistero, non si parla di infallibilità, ma di insegnamento vero e sicuro e che affermare il contrario significa proporre un insegnamento erroneo, temerario e pericoloso e che sicuramente non può essere insegnato (tuto doceri non potest).

– Se uno rifiuta ciò che è dogma di fede è scomunicato.

– Se uno rifiuta un insegnamento definitivo commette un errore nella fede.

– Se uno rifiuta un insegnamento relativo al magistero ordinario autentico insegna una dottrina che viene classificata prossima all’errore, erronea, temeraria, pericolosa.
 
5. Circa il tipo di peccato:

Nel primo caso vi è peccato mortale e pena canonica.

Nel secondo caso c’è peccato mortale direttamente contro la fede.

Nel terzo caso c’è peccato mortale indirettamente contro la fede oppure per la temerarietà.
 
Caro Marchesini, mi hai portato nel sottile. Ma spero di essere stato chiaro. Ti ringrazio per la domanda e per le preghiere che mi assicuri. Sii certo che anch’io faccio altrettanto e ti benedico.
 
Padre Angelo

Pubblicato 25.02.2007

[Fonte: Amici Domenicani]

 

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