Vacanze finite. La mano di Maria

Ciao a tutti. Riapro oggi il blog e apprendo con gioia che in questi giorni di pausa è stato visitato spesso, nonostante l’inattività.

Sono rientrata con la mia famiglia dalla mia splendida Sicilia dove sono nata e vissuta per 30 anni.

Ho trascorso come sempre giorni splendidi: tanto mare, tramonti e paesaggi che pochi luoghi come la Sicilia sanno regalare; la consueta rimpatriata con parenti e amici; una nuova edificante conoscenza con due persone, Francesca e Manuela (di Francesca ricordavo vagamente il volto per qualche amicizia comune), con le quali ho scoperto di condividere da tempo gli stessi ideali e valori umani, sociali e cristiani (conoscerle mi ha resa felice!).

Infine, due “visite turistiche” diverse fra loro ma altrettanto interessanti.

La prima è stata un’escursione sull’Etna.
Da tempo i miei figli chiedevano di andarci, affascinati dalle eruzioni, dalla lava e dai crateri. Così, stavolta, mio marito ed io con molto piacere li abbiamo accontentati. In effetti non hanno tutti i torti perché questo vulcano colpisce, è una presenza inquietante, spaventosa, ma suggestiva, che sovrasta l’intera provincia catanese.

Come tutti sanno, è il più maestoso vulcano attivo d’Europa (3350 mt). E’ amato e allo stesso tempo temuto da tutti i catanesi, che subiscono il fascino di tanta magnifica imponenza, sono orgogliosi della loro montagna di fuoco, ma sanno che essa potrebbe distruggere. Eppure nessuno di loro vorrebbe veramente che l’attività del vulcano cessasse.

In realtà oggi gli scienziati effettuano un monitoraggio costante dell’Etna e sono in grado di preannunciare il manifestarsi di attività più o meno importanti.

Il paesaggio è surreale, sembra quasi uno spettacolo lunare. Si cammina tra le rocce aride e nere formatesi con la lava e davvero si ha l’impressione di trovarsi in un altro pianeta.

La particolarità che abbiamo notato tutti è stata la strana presenza di vegetazione, anche abbastanza ricca, in alcune zone di alta quota del vulcano, evidentemente risparmiate, almeno in tempi recenti, dalla lava.
 
A Siracusa (la mia città fino ai 30 anni), una domenica abbiamo partecipato alla Santa Messa presso il Santuario della Madonna delle Lacrime. E abbiamo scoperto che proprio quel giorno iniziavano le celebrazioni per il 59° anniversario della lacrimazione dell’icona della Vergine Maria. La Messa era infatti una Messa solenne, con tanto di cori tradizionali mariani, Comunione nelle due specie, e distribuzione del cotone benedetto che ha toccato l’effigie.

Nei giorni successivi, invogliati anche da quel momento particolarmente significativo per la diocesi siracusana, siamo tornati in visita al Santuario, stavolta da pellegrini.

Può sembrare strano, ma nei miei 30 anni di vita trascorsi a Siracusa, pur avendo partecipato diverse volte alla Messa in quel Santuario, non mi ero mai interessata al prodigio della lacrimazione. In realtà non è strano ma – purtroppo – normale perché in quegli anni la mia Fede era piuttosto tiepida; era presente, ma molto poco vissuta e ben lontano da tutto ciò che riguardasse la Chiesa, i suoi insegnamenti, i miracoli, le apparizioni mariane, i Santi.

Un primo “accostamento” alla storia della Madonna delle Lacrime l’ho vissuto alcuni anni fa, quando già lentamente e forse ancora inconsapevolmente iniziava il mio cammino di conversione. Mi trovavo a Siracusa per una breve vacanza e il mio datore di lavoro mi aveva chiesto di procurargli un po’ di materiale che riguardasse questo famoso miracolo. E così feci. Andai al Santuario e raccolsi alcuni libri e filmati sulla storia della lacrimazione della Vergine.
In quell’occasione questa straordinaria storia, letta forse troppo distrattamente, non mi colpì in modo particolare, tuttavia oggi non posso escludere che proprio in quella circostanza la Madonna mi abbia presa per mano per condurmi piano piano a Suo Figlio. Tanto è vero che di lì a poco – praticamente trascinata da alcuni amici – mi sono recata a Medjugorie, dove la Regina della Pace ha lasciato in me il primo grande ed evidente segno. Non sto qui a raccontare quale sia questo segno, per pudore e per rispetto al mistero. Dico solo che guardando indietro, in tutte le vicende più importanti della mia vita vedo oggi chiaramente la mano di Maria.
 
Vorrei approfittare per riportare qui gli episodi salienti della storia della Madonna delle Lacrime, dono d’amore e di grazia per la città di Siracusa e per i pellegrini di tutto il mondo.
 
IL FATTO

Il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio, n. 11, ha versato lacrime umane.

Il fenomeno si verificò, ad intervalli più o meno lunghi, sia all’interno che all’esterno della casa.

Molte furono le persone che videro con i propri occhi, toccarono con le proprie mani, raccolsero e assaggiarono la salsedine di quelle lacrime.

Il 2° giorno della lacrimazione, un cineamatore di Siracusa riprese uno dei momenti della Lacrimazione.

Quello di Siracusa è uno dei pochissimi eventi così documentati.
 
LA SCIENZA

Il 1° Settembre, alle ore 11, una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, si recò in casa della famiglia Iannuso. Dopo aver asciugato il volto del quadretto e aver atteso che il fenomeno si ripetesse, prelevò più di un centimetro cubo di quel liquido che sgorgava dagli occhi dell’immagine.

Sottoposto ad analisi microscopica, il liquido risultò aver tracce di proteine e di urati, di quelle stesse sostanze che si riscontrano nelle lacrime di un bambino e di un adulto. Il responso della scienza fu: “Lacrime umane”.
 
GUARIGIONI E CONVERSIONI

Le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica, appositamente istituita, furono circa 300 (fino a metà novembre del 1953). In particolare le guarigioni di Anna Vassallo (tumore), di Enza Moncada (paralisi), di Giovanni Tarascio (paralisi).

Numerose sono state anche le guarigioni spirituali, ovvero le conversioni.

Fra le più eclatanti quella di uno dei medici responsabili della Commissione che analizzò le lacrime, il dott. Michele Cassola.
Dichiaratamente ateo, ma uomo retto ed onesto dal punto di vista professionale, non negò mai l’evidenza della lacrimazione. Venti anni dopo, durante l’ultima settimana della sua vita, alla presenza del Reliquiario in cui erano sigillate quelle lacrime che egli stesso aveva controllato con la sua scienza, si aprì alla fede e ricevette l’Eucarestia
 
PRONUNCIAMENTO DEI VESCOVI

L’episcopato della Sicilia, con la presidenza del Card. Ernesto Ruffini, emise rapidamente il suo giudizio (13.12.1953) dichiarando autentica la Lacrimazione di Maria a Siracusa:

«I Vescovi di Sicilia, riuniti per la consueta Conferenza in Bagheria (Palermo), dopo aver ascoltato l’ampia relazione dell’Ecc.mo Mons. Ettore Baranzini, Arcivescovo di Siracusa, circa la “Lacrimazione” della Immagine del Cuore Immacolato di Maria, avvenuta ripetutamente nei giorni 29-30-31 agosto e 1 settembre di quest’anno, a Siracusa (via degli Orti n. 11), vagliate attentamente le relative testimonianze dei documenti originali, hanno concluso unanimemente che non si può mettere in dubbio la realtà della Lacrimazione.

Fanno voti che tale manifestazione della Madre Celeste ecciti tutti a salutare penitenza ed a più viva devozione verso il Cuore Immacolato di Maria, auspicando la sollecita costruzione di un Santuario che perpetui la memoria del prodigio».
 
PIO XII

Un anno dopo l’evento della lacrimazione, la domenica 17 ottobre 1954, il Papa dell’epoca, Pio XII, concluse il Convegno Mariano di Sicilia con un Radiomessaggio:

«Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell’Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell’evento. Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo.

Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la Maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi?» (A.A.S. 46 (1954) 658-661).
 
LE PAROLE di GIOVANNI PAOLO II

Il 6 Novembre 1994, Giovanni Paolo II, in visita pastorale alla città di Siracusa, durante l’omelia per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, ha così detto:

«Le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico.
Santuario della Madonna delle Lacrime, tu sei sorto per ricordare alla Chiesa il pianto della Madre. Qui, tra queste mura accoglienti, vengano quanti sono oppressi dalla consapevolezza del peccato e qui sperimentino la ricchezza della misericordia di Dio e del suo perdono! Qui li guidino le lacrime della Madre.

Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l’amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli.

Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà forza ad ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per quanti non pregano perché distratti da mille altri interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio.

Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all’incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l’intera società».
 
IL MESSAGGIO

«Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di queste lacrime?», si chiedeva Papa Pio XII, nel Radiomessaggio del 1954.

Maria a Siracusa non ha parlato come a Caterina Labouré a Parigi (1830), come a Massimino e Melania a La Salette (1846), come a Bernadette a Lourdes (1858), come a Francesco, Giacinta e Lucia a Fatima (1917), come a Mariette a Banneux (1933).

Le lacrime sono l’ultima parola, quando non ci sono più parole.

Le lacrime di Maria sono il segno dell’amore materno e della partecipazione della Madre alle vicende dei figli. Chi ama condivide.

Le lacrime sono espressione dei sentimenti di Dio verso di noi: un messaggio di Dio all’umanità.

L’invito pressante alla conversione del cuore e alla preghiera, rivoltoci da Maria nelle sue apparizioni, ci viene ancora una volta ribadito attraverso il linguaggio silenzioso ma eloquente delle lacrime versate a Siracusa.

Maria ha pianto da un umile quadretto di gesso; nel cuore della città di Siracusa; in una casa vicina ad una chiesa cristiana evangelica; in una abitazione molto modesta abitata da una giovane famiglia; su una mamma in attesa del suo primo bambino ammalata di tossicosi gravidica. Per noi, oggi, tutto ciò non può essere senza significato…

Dalle scelte fatte da Maria per manifestarci le sue lacrime è evidente il tenero messaggio di sostegno e di incoraggiamento della Madre: Ella soffre e lotta insieme a coloro che soffrono e lottano per difendere il valore della famiglia, l’inviolabilità della vita, la cultura dell’essenzialità, il senso del Trascendente di fronte all’imperante materialismo, il valore dell’unità. Maria con le sue lacrime ci ammonisce, ci guida, ci incoraggia, ci consola
 
IL SANTUARIO

Il 19 settembre 1953, il quadro ripristinato nella sua interezza, fu sistemato in una stele di pietra bianca in Piazza Euripide; il grande culto sviluppatosi, fece accorrere negli anni milioni di fedeli e si rese necessario nel tempo la costruzione di un degno Santuario.

Il quadretto rimase a Piazza Euripide fino al 1968, quando fu spostato sull’altare della cripta dell’erigendo Santuario; qui rimase dal 1968 al 1987 e dal 1° maggio 1994 al 4 novembre 1994.

Il nuovo tempio fu iniziato nel 1989. Ha una struttura moderna (che a dire il vero non mi entusiasma particolarmente, prediligendo personalmente l’architettura antica per le chiese), è alto circa 103 metri; si erge nel cuore della città e si vede da lontano. L’ardita realizzazione è opera degli architetti francesi Andrault e Parat, la sua forma sembra indicare una lacrima caduta dal cielo; ha la capienza di 11.000 posti in piedi e 6.000 a sedere, con 16 cappelle; la cripta ha 18 ingressi e una capienza di 3.000 posti.

Il santuario venne consacrato con solennità da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994.

Le lacrime sono state raccolte in un artistico e prezioso reliquiario, opera del prof. Biagio Poidimani di Siracusa, è a tre ripiani sovrapposti e alla base, ai quattro angoli, vi sono le statuine di s. Lucia, patrona di Siracusa, s. Marziano, primo vescovo della città e quelle dei santi apostoli Pietro e Paolo.

E questo reliquiario fu richiesto sul letto di morte nel 1973, dal dottor Cassola, il quale se lo strinse al petto e dopo un po’ singhiozzando, chiese un confessore, dicendo: “Prima, vedevo davanti a me come una muraglia invalicabile. Ora quella muraglia, grazie al pianto della Madonna, è crollata”.

Il nuovo santuario accoglie circa un milione di pellegrini all’anno, provenienti da tutto il mondo.
 
Per approfondire: madonnadellelacrime.it

 

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Supplica alla Madonna delle Lacrime

Madonna delle lacrime,
abbiamo bisogno di Te:
della luce che si irradia dai Tuoi occhi,
del conforto che emana dal Tuo cuore,
della Pace di cui sei Regina.
Fiduciosi ti affidiamo le nostre necessità:
i nostri dolori perchè Tu li lenisca,
i nostri corpi perchè Tu li guarisca,
i nostri cuori perchè Tu li converta,
le nostre anime perchè Tu le guidi a salvezza.
Degnati, o Madre buona,
di unire le Tue lacrime alle nostre
affinché il Tuo divin Figlio
ci conceda la grazia…(esprimere)
che con tanto ardore noi Ti chiediamo.
O Madre d’Amore,
di Dolore e di Misericordia,
abbia pietà di noi.

(+ Ettore Baranzini – Arcivescovo)

 

Preghiera alla Madonna delle Lacrime

O Madonna delle Lacrime
guarda con materna bontà
al dolore del mondo!
Asciuga le lacrime dei sofferenti,
dei dimenticati, dei disperati,
delle vittime di ogni violenza.
Ottieni a tutti lacrime di pentimento
e di vita nuova,
che aprano i cuori
al dono rigenerante
dell’amore di Dio.
Ottieni a tutti lacrime di gioia
dopo aver visto
la profonda tenerezza del tuo cuore.
Amen

(Giovanni Paolo II)