La vittoria di Obama…

“Per gli Stati Uniti, il meglio deve ancora venire”: così Barack Obama ha arringato i suoi elettori nel discorso della sua vittoria a Chicago.

Il presidente degli Stati Uniti ha conquistato il suo secondo termine, accettato anche dallo sfidante Mitt Romney, ma gli economisti guardano con preoccupazione al futuro. Mentre si diffonde nel mondo la notizia della vittoria di Obama, i mercati asiatici segnano pochi cambiamenti: quasi piatte le borse di Tokyo, Seoul e Hong Kong.

I timori dei mercati si concentrano sul futuro e sul cosiddetto “fiscal cliff”, il “precipizio fiscale” che l’America dovrà affrontare con il 1mo gennaio 2013.

Alla fine del 2012 scadono gli incentivi fiscali stabiliti dall’era Bush e il governo deve incrementare di 600 miliardi di dollari le tasse. Allo stesso tempo, Obama e il Congresso – dominato dai suoi oppositori – devono trovare una soluzione per il tetto del debito Usa, che ha raggiunto cifre da capogiro, per non incorrere in tagli automatici alla spesa.

Nonostante alcuni segnali positivi nella scorsa settimana, la disoccupazione negli Usa rimane intorno all’8% e si pensa che il futuro possa portare perfino alla recessione. Le prospettive non sono incoraggianti per le economie asiatiche, che per l’export si basano molto sulla domanda dagli Usa e dall’Europa.

In compenso, la vittoria di Obama ha già portato a qualche cambiamento di costume.
Infatti ieri gli elettori sono stati chiamati a decidere anche su diversi temi etici attraverso la formula del referendum. In tre stati americani – Maryland, Maine e Washington – i referendum approvati hanno legalizzato i matrimoni omosessuali. È la prima volta che viene dato il via libera alle nozze gay in un referendum. Finora i matrimoni gay erano riconosciuti in Massachusetts, Iowa, New York, Connecticut, New Hampshire, Vermont e District of Columbia, ma come decisione della corte suprema. La vittoria alle urne mostra un profondo cambiamento nella mentalità della popolazione Usa. Quest’anno Barack Obama è diventato il primo presidente a sostenere questo tema, cambiando la posizione che egli aveva assunto nel 2008. Secondo alcuni exit poll, i tre quarti di coloro che volevano il voto sul matrimonio gay sono sostenitori di Barack Obama. (AsiaNews 7.11.12)

Nello stato di Washington, nel Massachusetts e in Colorado è passata la legalizzazione della marijuana. La Florida invece ha respinto il referendum in cui si chiedeva di tagliare i fondi federali per l’aborto. Stando a quanto riferito da Cnn e Nbc, il no alla proposta è passato con il 55% dei voti contro il 45% dei favorevoli. (Tempi.it 7.11.12)

 
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ROMNEY – RYAN

Devo dire che personalmente tifavo per Romney, perché apprezzavo il suo vice Paul Ryan con il suo chiaro no all’aborto, no al matrimonio omosessuale, sì alla sussidiarietà: era il candidato cattolico con idee chiare sui “principi non negoziabili” e sulla “dottrina sociale della Chiesa” : candidato che in Europa possiamo solo sognare.
Vedremo.
Purtroppo non sono per nulla ottimista, vista la linea di Obama tenuta finora in tema di famiglia, vita umana, libertà religiosa e obiezione di coscienza [1].

Ucsr

 

[1] Cfr. “Libertà religiosa minacciata”. I vescovi americani votano contro Obama e aprono un sito web (Il Foglio, 6 novembre 2012); Vescovi Usa: la campagna per la libertà religiosa (Radio Vaticana 3.7.12); Due settimane per la libertà religiosa: “Questi diritti sono fondamentali per ogni essere umano, non possiamo lasciarli calpestare” (Agenzia Fides 22.6.12); Lotta estrema a Obama. Vescovi americani: «Disobbedite alla legge» (Tempi.it 4.6.12); Le diocesi statunitensi denunciano Obama: no alla legge che impone di pagare l’aborto (Avvenire 22.5.12); I vescovi cattolici Usa si schierano contro Obama (Libero, 24/04/2012); L’ingerenza del governo americano mai così forte. Stiamo diventando uno Stato etico (Tempi.it, 16.2.12); “Negli Stati Uniti sta tornando un’intolleranza anticattolica” (Zenit, 28.6.12);

 
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