Commissario Ue pro-life? Levata di scudi a Bruxelles

Un commissario europeo fermato dall’Europarlamento per le sue convinzioni cattoliche? È la domanda che torna a risuonare, a otto anni dal caso che vide lo stop a Rocco Buttiglione, tra le mura dell’unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini europei.
Al centro è l’attuale ministro degli Esteri maltese Tonio Borg, nominato dal governo della Valletta a prendere il posto a Bruxelles dell’ex commissario John Dalli, costretto alle dimissioni dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso dopo che l’Olaf, l’Ufficio europeo per la lotta anti frode, l’aveva accusato di contiguità con un lobbista nel settore del tabacco. Borg dovrebbe assumere il portafoglio di Dalli, che è quello della Salute e della Tutela dei consumatori.

Oggi pomeriggio, per tre ore – come prevede il trattato Ue – l’aspirante neo-commissario dovrà sottoporsi al fuoco di fila delle domande delle tre Commissioni parlamentari dei settori interessati (Sanità e Ambiente, Mercato e protezione dei consumatori e Agricoltura e sviluppo rurale). Il voto finale sul commissario è in calendario la prossima settimana in plenaria a Strasburgo. Il problema è che al Parlamento Europeo si registra una diffusa ostilità nei confronti di Borg, cattolico praticante.

Pesa la dura dichiarazione dell’Epha (European Public Health Association, organismo che riunisce tutte le organizzazioni nazionali che si occupano di sanità pubblica), secondo la quale la nomina di Borg «solleva dubbi sulla compatibilità delle sue convinzioni e dei valori personali con i suoi pubblici doveri come commissario», in quanto «come membro del governo maltese, Borg ha sostenuto dure normative anti-aborto e si è fieramente opposto a proposte per abolire il carcere per donne che hanno abortito».
Molto critico anche il gruppo misto dell’Europarlamento sui diritti degli omosessuali di cui fanno parte 139 eurodeputati che accusa Borg di posizioni «ultra-conservatrici» su aborto, divorzio e omosessuali, «potenzialmente problematiche per il suo portafoglio». E ieri 8 Ong hanno pubblicato un appello all’Europarlamento a stoppare il maltese sostenendo che «la nomina di Borg sarebbe un serio rischio per i principi dei diritti fondamentali». Vari europarlamentari sono su quella linea. «Il Parlamento Europeo – ha dichiarato l’eurodeputata liberale olandese Sophie in’t Veld – si è espresso ripetutamente a favore di politiche che includono i diritti degli omosessuali e quelli della salute riproduttiva. Noi vogliamo un commissario che collabori con noi per attuare quelle politiche». Agguerriti i Verdi e il gruppo dell’estrema sinistra. Più cautela sul fronte del gruppo dei Socialisti e Democratici all’Europarlamento, che potrebbero essere l’ago della bilancia, anche se il capogruppo Hannes Swoboda ha avvertito che durante l’audizione Borg «sarà vagliato con grande attenzione». «Tutto dipenderà da come risponderà – spiegano fonti del gruppo –, noi porremo domande sui diritti degli omosessuali, sul divorzio e sull’aborto. Non voteremo per un commissario che non rispetti la Carta dei diritti fondamentali della Ue». Borg, insomma, dovrà districarsi per evitare le trappole di cui sarà disseminata l’audizione per non finire come Buttiglione nel 2005.

Sul fronte dei popolari c’è grande preoccupazione. «Rischiamo di essere isolati – diceva ieri una fonte Ppe –, sembra proprio che siamo di fronte all’ennesimo attacco contro un personaggio “reo” solo di essere un cattolico coerente». «Per questi critici – chiosa in un comunicato l’Ong di ispirazione cristiana Human Dignity Watch – il solo essere cristiani equivale a essere “estremisti”. Questo avrebbe certamente sorpreso i padri fondatori dell’integrazione europea, molti dei quali erano cristiani praticanti». Due eurodeputati popolari molto impegnati sul fronte della difesa della vita, il tedesco Peter Liese e l’austriaco Richard Seebe, hanno esortato il Parlamento a concentrarsi sulle qualità professionali di Borg. «Tutti i nostri contatti con il commissario designato hanno dimostrato che si è occupato intensamente dei temi relativi a salute e tutela dei consumatori». Per il resto, «se Borg si riconoscerà senza limitazione nella Carta dei diritti fondamentali Ue, avrà soddisfatto un necessario requisito per la carica di commissario europeo. Se così è, la Ue deve tollerare concezioni diverse».

[Fonte: Avvenire 13.11.12]