San Josemaria Escrivá (2008)

san_josemaria_escriva_de_balaguer_2

IL RAGAZZO CHE FONDO’ L’OPUS DEI

Il cartone animato ripercorre la vita del santo dalla nascita alla vocazione sacerdotale

In occasione dell’entrata nell’80 anno dalla fondazione dell’Opus Dei, è uscito un lungometraggio animato sull’infanzia del fondatore, San Josemaría Escrivà. Attraverso alcuni episodi significativi, il cartone fa un ritratto del Santo da bambino, in cui emergono quei tratti caratteristici che lo porteranno, da adulto, a dedicare la sua vita al messaggio della santificazione dell’ordinario.

Il cartone racconta del clima di affetto e di fede che c’era nella sua famiglia, il rapporto del piccolo Josemaría con i suoi genitori, con le sorelle e con i compagni di scuola.
Dipinge fedelmente la vita e le ambientazioni della Spagna dell’epoca. Emerge dalla storia come la straordinaria personalità di San Josemaría, la sua capacità di voler bene autenticamente, la sua dedizione e la sua eroicità, siano tutte cose che ha imparato dai suoi genitori, dal loro modo di volersi bene e dal clima che respirava in famiglia.
Il cartoon ha una durata di 70′, la sceneggiatura è stata scritta da Francesco Arlanch ed è prodotto dalla Mondo TV uno dei i principali operatori europei nel settore della produzione e commercializzazione di serie televisive e lungometraggi animati destinati al mercato televisivo e cinematografico.
Vengono raccontati anche episodi dolorosi (il fallimento del padre, José, la morte delle sorelline) ma con uno stile sereno che non scade mai nella tragedia, anzi apre sempre alla gioia di una famiglia piena di speranza e coraggio. Il cartone è piacevole, a tratti molto poetico, vi sono anche numerosi episodi divertenti.
È adatto sia ai bambini che agli adulti. La storia culmina con la scelta di Josemaría di farsi sacerdote per mettersi a disposizione del Signore. Nelle scene finali viene sintetizzata con alcune immagini la fondazione dell’Opus Dei e la Canonizzazione del 2002.
Il cartone è andato in onda su Rete 4 il 19 ottobre 2008.

FRASE INTRODUTTIVA DEL CARTONE ANIMATO
Le vere biografie degli eroi della fede sono come la nostra storia personale. Lottavano e vincevano, lottavano e perdevano. In tal caso, contriti, tornavano alla lotta.
La lotta per identificarsi con Cristo però è un impegno arduo e sincero, lieto e tenace, ma è soprattutto l’opera dello Spirito Santo, spirito d’amore, che in Gesù Cristo ci fa diventare figli di Dio.
Il santo è un uomo di Dio, un’anima che si è identificata con Gesù Cristo “come tu padre sei in me e io in te”. E tuttavia i santi non sono superuomini, né persone fuori dal comune, esseri inarrivabili: i santi sono come noi. I santi sono tra noi. E’ questa la sensazione che si prova affacciandosi alla vita di San Josemaría Escrivà, come ora tenteremo di fare.

ORME SULLA NEVE
Il momento culminante del cartone animato, quando San Josemaria scopre la sua vocazione.


 
LA FAMIGLIA, VERA PROTAGONISTA DELLA VITA DEL SANTO

josemaria_escriva_de_balaguer_7

I santi non sono superuomini, né esseri inarrivabili: i santi sono come noi… i santi sono tra noi

Anche i santi sono stati bambini. È ovvio. Ma non era mai stato prodotto un cartone animato per raccontare ai ragazzi l’infanzia di uno di loro, da poco salito agli onori degli altari […] Josemaria Escrivà de Balaguer.
Il cartoon (poco più di un’ora) è stato realizzato in Corea del Nord, è prodotto da Mondo tv, la sceneggiatura è di Francesco Arlanch (autore di episodi di Don Matteo e che ha lavorato per il film tv Giovanni Paolo II e come story editor per Nerone e Augusto della serie Imperium). Un santo «ordinario» Josemaria, fin da piccolo. Fatto oggetto del bullismo dei compagni, coinvolto dalla crisi economica dell’azienda del padre. Esposto ai problemi della famiglia, segnata dalla morte delle sorelline, e da quelli dell’ambiente scolastico. Eppure «straordinario». Dato per morto dal medico e «salvato» a due anni dalle preghiere della madre alla Madonna di Torreciudad («La Madonna ti ha lasciato al mondo per qualcosa di grande, perché tu eri più morto che vivo», gli dice la madre nel cartoon). Ragazzo che a quindici anni, per una sua scelta personale, decide di lasciar perdere l’aspirazione di fare l’architetto per farsi sacerdote, preannunciando al contempo alla madre che avrà un altro figlio maschio che avrebbe potuto curarsi di lei nella vecchiaia, dato che lui stava per prendere i voti. […]
Protagonista del lungometraggio, insieme al piccolo Josemaria, è la sua famiglia: il bellissimo rapporto esistente tra il padre e la madre e tra i genitori e i figli (José e la sorella Carmen). «Quello che più impressiona è il clima molto semplice, ma pieno di speranza e di coraggio che si respirava in quella casa spagnola, all’inizio del XX secolo», commenta Pippo Corigliano, portavoce dell’Opus Dei in Italia.
Una quotidianità umile ma piena di utilità e di significato anche negli aspetti più «ordinari» del vivere. Come indica nel cartoon quello che è l’«alter ego» del bimbo Josemaria: un «burrito», ovvero l’asinello Torcido (che vuol dire Storto). Pochi sanno che il fondatore dell’Opus Dei ha elaborato una vera e propria «teologia dell’asinello»: il compagno della vita di tutti i giorni, che gira la macina senza lamentarsi, ma grazie al quale tutti possono mangiare il pane. Anzi, lui stesso, il santo, si definiva con gli amici più intimi, un «burro», un asino, dicendo: «Noi dobbiamo trasformare – con l’amore – il lavoro umano della nostra giornata abituale in Opera di Dio, di portata eterna».

Corriere della Sera, 7 giugno 2008


 
[Fonte: Film Garantiti]
 

Leggi anche: San Josemaria Escrivá