Contrari ad aborto e contraccezione: non è contraddittorio

Donna-incinta

[Tratto da: UCCR, 30 maggio 2013]
 

Frequentemente i pro-life vengono accusati in modo retorico di criticare l’aborto ma anche la contraccezione. Secondo chi avanza queste accuse, essi dovrebbero invece cercare di prevenirlo favorendo e contribuendo a diffondere contraccettivi e metodi anticoncezionali, magari in modo gratuito.

Ci sono due motivi per cui questa obiezione è errata, il primo di natura etica e il secondo di natura tecnica.

Motivo di natura etica: innanzitutto occorre dire che società non ha evidentemente la stessa concezione di “amore” e di “sessualità” di cui invece parla la Chiesa cattolica.
Non può esistere alcuna scissione tra i due e la sessualità non è un bene di consumo o una fonte di gratificazione fine a se stessa.

Il Magistero della Chiesa individua giustamente nella contraccezione un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè del non donarsi all’altro in totalità: ne deriva non soltanto il positivo rifiuto all’apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell’interiore verità dell’amore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale. Solo un amore vissuto come dono totale, anche dal punto di vista fisico, è rispettoso per il coniuge in quanto considerato come termine del proprio dono e non semplicemente come oggetto di godimento. Allo stesso modo il Magistero sconsiglia fortemente i rapporti prematrimoniali perché una unione sessuale, spiega bene padre Maurizio Faggioni ordinario di Bioetica presso la Accademia Alfonsiana, è vera quando l’unione dei corpi simboleggia e compie l’unione delle esistenze e, quindi, esprime una relazione di totale coinvolgimento, di reciproca conoscenza, di corresponsabilità, di condivisione. Il contesto migliore perché ciò avvenga è soltanto nel matrimonio perché solo in esso, inteso come progetto globale di vita, la sessualità può esprimere le due dimensioni fondamentali dell’amore coniugale, la comunione e la fecondità (ovviamente bisogna distinguere i rapporti occasionali da quelli tra fidanzati onestamente impegnati nel loro itinerario verso il matrimonio).

In secondo luogo occorre comunque ricordare che la Chiesa sostiene e aiuta le coppie sposate all’uso dei metodi naturali per la regolamentazione della fertilità, è sbagliato pensare che la Chiesa inviti ad «un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così» come spiegava Giovanni Paolo II nel 1994. E’ evidente che i metodi naturali non sono intesi come contraccettivi, come viene spiegato qui.

Motivo di natura tecnica: come più volte abbiamo mostrato l’uso di contraccettivi non diminuisce affatto il numero di aborti, anzi in parecchi casi lo aumenta. Lo hanno mostrato proprio recentemente i dati diffusi dal Ministero della Salute della Spagna: il 43% (contro il 32%) delle 119mila donne che hanno abortito nel 2011 avevano usato un metodo contraccettivo. Secondo la Fundación Española de Contracepción (FEC) il motivo sarebbe il “cattivo uso” del preservativo ma la spiegazione non risulta esplicativa per cifre così alte e oltretutto proviene da chi ha un’oggettivo conflitto di interesse in gioco.

La causa è molto probabilmente quella riscontrata in tanti altri studi che rilevano esattamente la stessa problematicità. Il dott. Renzo Puccetti proprio su UCCR spiegava che un’ampia offerta di contraccettivi porta facilmente ad assumere il modello comportamentale conosciuto come rational choice model, ovvero la convenienza verso una vita sessuale liberata dalla paura della gravidanza. E’ quello che Edward C. Green, direttore dell’AIDS Prevention Research Project al centro Harvard per gli Studi su Popolazione Sviluppo definisce “compensazione di rischio” parlando dell’HIV: «C’è un’associazione costante, dimostrata dai nostri migliori studi, inclusi i “Demographic Health Surveys” finanziati dagli Stati Uniti, fra una maggior disponibilità e uso dei condoms e tassi di infezioni HIV più alti, non più bassi. Questo può essere dovuto in parte a un fenomeno conosciuto come “compensazione di rischio”, che significa che quando si usa una “tecnologia” a riduzione di rischio come i condoms, spesso si perde il beneficio (riduzione di rischio) “compensando” o prendendo chances maggiori di quelle che uno prenderebbe senza la tecnologia di riduzione del rischio».

Abbiamo dunque visto due motivi, che non pretendono certo di essere esaustivi, per cui è fallace la retorica accusa verso chi è contrario sia all’aborto sia all’uso della contraccezione ma è invece aperto alla vita e ad un amore inteso come dono totale di sé, anche nella sessualità.