La comunione spirituale

Eucarestia

“Se non potete comunicarvi sacramentalmente
fate almeno la comunione spirituale, che consiste
in un ardente desiderio di ricevere Gesù nel vostro cuore”

(San Giovanni Bosco, MB III,p.13)

 
La comunione spirituale è una pratica che consente di unirsi con Gesù presente nell’Eucaristia quando, animati da un vivo desiderio, si è nell’impossibilità di riceverlo sotto forma di Sacramento.

L’autore de “L’ Imitazione di Cristo” spiega: «Infatti questo invisibile ristoro dell’anima, che è la comunione spirituale, si ha ogni volta che si medita con devozione il mistero dell’incarnazione e della passione di Cristo, accendendosi di amore per lui.» (Lib. IV; cap. 10).

«Questa comunione spirituale – insegna Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori – si può praticare più volte al giorno, quando si fa l’orazione, quando si fa la visita al SS. Sacramento.
 
La comunione spirituale, a differenza di quella sacramentale, si può ripetere tutte le volte che si vuole, e può sostituire – ma non con la stessa efficacia – la comunione sacramentale.

In merito, Padre Pio così risponde a una figlia spirituale: «Vi rammaricate che, per causa della malattia, siete costretta a rimanervi digiuna della santissima Eucaristia; ed in ciò vi comprendo e non vi do torto.

Conviene rassegnarsi e non cessare di supplicar Gesù che venisse a visitarvi spiritualmente. La comunione spirituale, quando la sacramentale addiviene impossibile, supplisce in parte alla reale».
 
Quali benefici porta?

«La Comunione spirituale – scrive il cardo Elia Dalla Costa (1872-1961), arcivescovo di Firenze – non ci fa ricevere realmente Gesù, ma ci dà un aumento di grazia, una forza nuova per preservarci dal peccato e per avere una più intima unione con Gesù Cristo.

[Fonte: www.viapulchritudinis.net]

 

Condizioni per fare la Comunione spirituale

(dal sito Amici Domenicani)

Quesito

Caro Padre Angelo,

vorrei sapere quando e come è nata la pratica della Comunione Spirituale.
Vorrei inoltre sapere:
1) se si può fare anche se si è in peccato mortale, come “viatico” in attesa di riconciliarsi con Dio
2) se si può fare un numero illimitato di volte durante la giornata
3) se si può fare anche in mezzo alla gente o svolgendo altre attività, sempre che si riesca ad avere un proprio raccoglimento interiore
4) se vi sono particolari disposizioni da osservare nel farla.
La ringrazio in anticipo per la Sua risposta e per questa rubrica che è una vera benedizione del Signore.
Giulia
 
Risposta del sacerdote

Cara Giulia,

1. la Comunione spirituale che unisce l’anima a Dio, anzi alle tre Persone divine, è venuta fuori con la promessa del Signore: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv 14,21) e “se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
Gli Apostoli hanno inteso che davvero ci si poteva unire personalmente al Signore dall’interno del proprio cuore. Perciò san Pietro scriveva: “adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori” (1 Pt 3,15).
Ma nel Medio evo è gia affermato il convincimento che il Signore quando viene in noi sacramentalmente, appena svanita la sua presenza corporale col venir meno delle sacre specie, vi rimane con la propria anima. Ne parla esplicitamente san Bonaventura.
Il Concilio di Trento parla esplicitamente della Comunione spirituale.
Allora fare la Comunione spirituale non significa soltanto essere uniti alle tre Persone divine, ma anche essere uniti all’anima di Gesù, che è una componente essenziale della sua umanità.
Fare la Comunione spirituale significa ravvivare la presenza di Gesù e renderlo operante nel medesimo modo in cui lo è nella Comunione sacramentale.

2. Mi chiedi se si possa fare la Comunione spirituale in peccato mortale.
Per goderne tutti i frutti, è necessario essere in grazia di Dio. Il proposito di andarsi a confessare, unito al pentimento dei peccati commessi, può essere già un segno che la grazia di Dio ci ha raggiunti, sebbene non si sia ancora fatta la confessione sacramentale.
In ogni caso, non è mai sbagliato farla. Il Signore vede il desiderio dell’anima.

3. La Comunione spirituale può essere fatta ovunque, anche se per godere frutti più abbondanti è necessario un certo raccoglimento e stabilire una vera comunione di pensieri e di affetti col Signore.
È vero che si può fare anche in un istante e quante volte si vuole, ma in ogni caso deve essere vera Comunione, vale a dire fusione del nostro io con suo, dei nostri pensieri e dei nostri affetti con i suoi. Deve essere un momento santificante e non un fatto magico.
Ottimo metodo di fare la Comunione spirituale è quello di unirla all’ascolto della Parola del Signore, e cioè nella meditazione. Ma nella meditazione e soprattutto nella contemplazione si attua la Comunione spirituale senza esprimere delle formule particolari. La si vive senza pensare di porre l’atto.
Molti fanno la Comunione spirituale quando ricevono la benedizione eucaristica.

Ti ringrazio, ti saluto, ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo.
(Amici Domenicani)
 

Preghiera per la Comunione spirituale

Gesù mio,
io credo che sei realmente presente
nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa
e ti desidero nell’anima mia.

Poiché ora non posso riceverti
sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente
nel mio cuore.

Come già venuto,
io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai
a separare da te.

Eterno Padre, io ti offro
il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo
in sconto dei miei peccati,
in suffragio delle anime del purgatorio
e per i bisogni della Santa Chiesa.
 
(Preghiera di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)