Maria Cristina di Savoia, donna di carità e regina dei poveri

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Sabato 25 gennaio, alle ore 11, a Napoli nella Basilica di Santa Chiara, la beatificazione

Indagando sulle virtù della regina beata, approdiamo alle origini della sua ascesi personale e al fondamento stesso della santità cristiana, la carità. La carità! La pietra d’angolo o meglio la strada maestra sulla quale Maria Cristina si incamminò libera e sicura, fin dai primissimi anni della sua breve vita, per iniziare il suo cammino di sequela del Signore Gesù.
Nella tessitura di questi pensieri conclusivi, in modo del tutto naturale, si evince che la nota dominante di questa singolare storia di santità è la carità. Una disposizione naturale e soprannaturale che abbraccia come un raggio luminoso ed intreccia l’esperienza dell’agape cristiana nei suoi due inscindibili versanti, quello materiale e quello spirituale. Da qui partono e si dilatano gli spazi dell’ amore cristiano nel cuore di ogni credente e di questa straordinaria donna di carità.

E non solo! Questo vale per noi, se, talvolta, ci risulta difficile ridurre ad unità la molteplicità degli aspetti e delle esperienze; da parte sua la giovane Sovrana, con la sua vita, attesta in totale trasparenza e semplicità che tale unificazione è possibile, a condizione che l’amore evangelico stia realmente all’inizio di ogni scelta e di ogni azione.

In questo contesto è impossibile non ricordare il precetto di non anteporre nulla all’amore di Cristo della Regola benedettina, incarnato nella quotidianità di questa esistenza così straordinaria. In tal senso, colpisce cogliere, quasi raccolte in una naturale quanto superiore unità, la predilezione per i poveri e la ricerca del volere di Dio; il sostegno alla gioventù esposta al pericolo e l’ impegno per il perdono e la pace in famiglia e nella società; la scelta di stili di vita semplici e sobri e la difesa dei diritti inalienabili della persona umana. In sostanza ci si rende conto che la carità è l’ elemento base su cui è fondata la breve ma difficile esistenza della Principessa Sabauda. Se il santo è una persona che esperisce e rende visibile agli uomini e alle donne del suo tempo la perenne contemporaneità di Gesù Cristo con ogni generazione umana, allora nulla gli può essere estraneo di quanto è veramente umano. Ed è su questa base che si deve leggere il sorprendente anticipo con cui la Regina del regno di Napoli attuò la sua azione caritativa in ambito umano e sociale.

In solo tre anni, infatti, realizzò una lunga e sorprendente lista di opere di autentica carità e promozione umana a favore dei poveri, delle donne, dei malati. Basta ricordare il suo coraggioso impegno per restaurare la colonia di S. Leucio a Napoli per la produzione della seta e a Torre del Greco l’artigianato del corallo. Questo al fine di rimettere in piedi una economia dissestata, creando posti di lavoro anche per le donne e aiutare economicamente tante famiglie. Così pure, all’indomani dell’ arrivo a Napoli, con una somma di denaro sottratta ai festeggiamenti nuziali Ferdinando II e Maria Cristina finanziarono il riscatto di tutti gli oggetti depositati in pegno al Monte di Pietà e preparare la dote per 240 prossime spose.

In ogni caso la “Regina dei poveri” dimostra il lato più genuino della sua altissima concezione della carità cristiana rivolgendo in primo luogo le attenzioni del suo grande cuore ai membri stessi della sua nuova famiglia. In un ambiente totalmente diverso per cultura e abitudini Maria Cristina con grande sensibilità umana e spirituale creò condizioni di incontro, di riappacificazione e di reciproco perdono. Infine, intelligente e ispirata all’amore cristiano risultò la sua mediazione presso il suo sposo per la commutazione delle condanne a morte alla pena del carcere anche per cospiratori e nemici.

Ma è davvero commovente leggere la nota ultima della sua carità. Alla sua morte venne consegnato al re il “tesoro della Regina”: un grosso baule nel quale erano conservate le ricevute rilasciate al padre Terzi dagli innumerevoli beneficati di Maria Cristina. Una notizia che si commenta da sé. Maria Cristina, regina delle Due Sicilie, come il santo martire Lorenzo, aveva stimato ed amato i poveri come il tesoro della Chiesa. Ed è proprio questo il segreto e la polla sorgiva della sua santità.
 
Dossier con testi, immagini, commenti, liturgia, studi in:

http://www.assisiofm.it/maria-cristina-di-savoia-3607-1.html

http://regio18.blogspot.it/2014/01/quando-gli-statisti-erano-santi.html

https://unacasasullaroccia.wordpress.com/2014/01/12/modello-di-discernimento-vocazionale/

http://www.cristianocattolico.it/catechesi/santi/bicentenario-della-nascita-della-venerabile-maria-cristina-di-savoia.html