Attacco delle Nazioni Unite alla Chiesa Cattolica

FRANCESCO TOIATI SAN PIETRO ULTIMO ANGELUS DI PAPA RATZINGER

Da anni capita troppo spesso di parlare della gioia di essere cristiano e trovare sempre qualcuno che ti rinfaccia quella macchia scura, imbarazzante e inquietante. “Come spieghi l’esistenza dei preti pedofili?”. Sì, una domanda imbarazzante e inquietante, perché anche la presenza di un solo prete pedofilo è un dramma per tutti noi. Noi siamo membra di uno stesso Corpo e allora come non potremmo soffrire, come non potremmo preoccuparci anche se una sola unghia fosse gravemente malata?
Quella gioia allora è scalfita? Assolutamente no. Innanzitutto, e non è poco!, perché siamo cristiani e sappiamo bene che il male (anche quando ci ferisce da dentro) non può prevalere.

Ma non solo. Il rapporto di sedici pagine sulla conformità dei comportamenti dello Stato della Città del Vaticano alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia diffuso dal Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite, parla, come spesso è successo in questi anni, senza alcuna documentazione statistica e scientifica, di “decine di migliaia” di bambini vittime di preti pedofili. In realtà la situazione è ben diversa.

Studi statistici hanno dimostrato una bassa percentuale di sacerdoti che a seguito delle accuse sono risultati effettivamente pedofili, rispetto ad altri ambienti, come la scuola (di recente pubblicazione Massimo Introvigne-Roberto Marchesini «Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo» Sugarco, 2014). Inoltre non è affatto vero che la Chiesa non abbia preso dei decisi provvedimenti. Questi dati certo non sono una consolazione, ma ci fanno capire che le non documentate accuse del Comitato siano pretestuose e che gli invocati diritti del fanciullo siano solo una scusa per colpire la Chiesa.

Il citato documento infatti richiede alla Gerarchia Ecclesiastica, con evidente violazione della liberta religiosa, la modifica della dottrina in materia di omosessualità, contraccezione e aborto. Viene alla luce proprio quella visione del mondo pansessualista oggetto della relazione Lunacek recentemente votata nel Parlamento europeo e di molti altri provvedimenti legislativi e amministrativi adottati nei paesi occidentali che, ledendo la libertà di educazione (che appartiene ai genitori e non allo Stato), vogliono imporre fin dall’infanzia ai nostri figli.

Secondo questa visione i bambini dovrebbero precocemente scoprire la sessualità per diventare “adulti”, scegliere fin da piccoli se essere maschi o femmine, essere – permettetemi – “iniziati” alla contraccezione, all’aborto per poter vivere così il sesso con soddisfazione e senza responsabilità. Tutto questo ovviamente senza l’influenza negativa e bigotta dei sacerdoti, ma anche dei genitori e nonni che potrebbero avere ancora una visione troppo retrograda della vita! Ma questo si fa a favore dei bambini? Gli adulti oggi sono liberi, tanto liberi che è di moda la madre childfree, che non vuole avere figli “per avere tutto”. Inoltre in alcuni locali, per la tranquillità dei clienti, è interdetta la presenza dei bambini. Che lo scopo di questi provvedimenti sia solo voler inculcare un’ideologia edonistica fin dall’infanzia è più di un sospetto.

È chiaro perciò che la nemica principale di questa ideologia è la Chiesa il cui Fondatore ha detto “se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli” (Matteo 18, 3-4). Il cattolico sa che esiste il male, il peccato, la malizia, l’egoismo che ci fa chiudere gli occhi e non ci fa accogliere il prossimo, specialmente quando è piccolo e indifeso come un bambino. Ma se noi ci pentiamo e ci facciamo così piccoli da entrare dalla porta stretta, la Chiesa ci accoglierà nell’abbraccio della Misericordia di Dio. È questa la gioia che testimoniamo contro le accuse di chi usa il male non per riconoscerlo, rifiutarlo, perdonarlo ma come pretesto per imporre la propria ideologia.

di Alessio Biagioni

(Fonte: Prolife news)
 

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