Che significato abbiano le parole del Signore “Porgi l’altra guancia”

scudo

di padre Angelo Bellon
 

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
posso capire che il cristiano, che deve essere un operatore di pace, abbia il dovere (ma anche il diritto) di difendere se stesso dall’aggressione di qualcun altro. E QUINDI di salvaguardare la pace anche con la forza.
Sul piano personale invece? Ammettiamo che debba difendermi da un individuo che mi vuole fare del male e lo uccida involontariamente.
Commetto peccato?
Immagino ancora: se lo faccio volontariamente, commetto peccato perché potrei anche solo ferirlo o intimorirlo. Dipende dalle circostanze.
Quindi la Chiesa ammette la legittima difesa?
Mi vengono in mente diverse frasi dei vangeli riguardanti l’argomento sopra citato: “Porgi l’altra guancia” e “chi di spada ferisce di spada perisce”.
Da un’interpretazione superficiale sembrerebbe che il cristiano non si debba opporre al malvagio.
Come vanno interpretate queste frasi?
Inoltre dove esattamente Cristo nei vangeli dice che ammessa la legittima difesa?
Un ricordo nella preghiera
Benny
 

Risposta del sacerdote

Caro Benny,
1. Se una persona per difendersi e se la sua reazione è proporzionata al bene che vuol difendere, e se uccide involontariamente, non commette peccato.
Infatti non aveva alcuna volontà di uccidere e la difesa era giusta e proporzionata.
Come ho già ricordato più volte, la Chiesa dice che è lecito difendersi in caso di aggressione individuale o collettiva, purché la difesa non diventi illecita perché sproporzionata al bene che si vuole tutelare.
Ad esempio: non posso uccidere e neanche ferire chi mi ruba i fagioli nell’orto!

2. Chiedi allora che significato abbiano le parole del Signore: “Porgi l’altra guancia” (Mt 5,39) e “chi di spada ferisce di spada perisce” (Mt 26,52).
Il Signore, con la prima espressione, chiede con linguaggio paradossale di rinunciare alla vendetta.
È interessante il commento che Lui stesso ha dato con i fatti a queste sue parole.
Quando il servo del sommo sacerdote gli ha dato uno schiaffo, Gesù non ha detto: scusi, l’altra guancia ne è gelosa.
Ma ha rimproverato quel servo. E gli ha detto: “Se ho parlato male, dimostralo. E se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23).
Certo il Signore era disposto anche a porgere l’altra guancia, tanto che era disposto perfino ad essere crocifisso.
Inoltre egli chiede di non reagire alla violenza con la violenza, ma con la ragionevolezza.
Ma se il bene l’avesse richiesto, sarebbe stato disposto anche a chiedere al Padre suoi dodici legioni di angeli. Ma in tal modo come avrebbe potuto compiere la redenzione?

Per la seconda frase, l’interpretazione di sant’Agostino è la seguente: Chi uccide di spada, perirà spiritualmente proprio a motivo della spada che ha usato.
Invece in un commentario biblico leggo: “è un modo di dire proverbiale, che significa: chi di propria autorità, per privata vendetta, ricorre alla spada, merita di morire di spada. Gesù richiama alla mente di Pietro questo proverbio, non per rimproverarlo, ma per fargli comprendere che, stante il numero dei nemici, è inutile ogni tentativo di resistenza e di difesa”.

Ti saluto, prego per te e ti benedico.
Padre Angelo

(fonte: Amici Domenicani)