La preghiera di intercessione

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di padre Angelo Bellon

“Il Rosario è una preghiera particolarmente potente perché decina per decina si offrono a Dio per le cause che stanno a cuore i meriti infiniti di Gesù”.
 
Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Elena, ho 24 anni e anch’io desidero porle delle domande.
Prima però, mi permetto di unirmi all’elogio, che molti le fanno, per il suo servizio nel rispondere ai vari quesiti in modo chiaro e puntale: in molte occasioni le sue risposte mi hanno “mandato in crisi”… ma sono crisi che servono per fare piccoli passi avanti, per cui … grazie! Le mie domande riguardano la preghiera d’intercessione: la sera, quando mi ritiro a pregare, dedico parte di questo tempo ricordando al Signore le persone a me vicine o che mi hanno espressamente chiesto una preghiera. Mi aiuto con il libricino delle Massime Eterne dove trovo delle preghiere ad hoc (per esempio per i genitori, i fidanzati ecc..): ricordo la persona per cui voglio intercedere e le sue eventuali necessità, leggo la preghiera specifica e poi aggiungo tipicamente un’Ave o un Pater, e così per ognuna delle persone. Mi rendo conto che è poco, ma le intenzioni sono molte mentre la mia capacità di pregare a lungo è ancora scarsa. Mi spiacerebbe, quindi, lasciar escluso qualcuno: ho dunque optato per il “poco per tanti”. Inoltre, non chiedo quasi mai nulla di specifico (a meno che non conosca bene le varie situazioni) e non mi perdo in “chiacchiere”: so bene che Dio conosce meglio di tutti di cosa ciascuno ha bisogno e io non vorrei chiedere cose sbagliate. Se invece mi si presenta un’intenzione di preghiera “forte”, come potrebbe essere aiutare qualcuno a convertire il proprio cuore, allora opto per una novena a un santo, scelto tra quelli a cui sono devota, a cui associo, per quei nove giorni, qualche penitenza o mortificazione (niente di esagerato!).

Le domande sono: va bene come sto facendo? Ha qualche suggerimento per migliorare questo tipo di preghiera?
Inoltre, a volte capita che le preghiere siano molto difficili! Alcune suggestioni mi inducono a credere che non sono gradite, a volte che non sono neppure ascoltate, oppure che sono arrogante a pensare che le mie preghiere possano essere “utili” e che dovrei pregare solo per me perché ne ho più bisogno io. E’ giusto farsi forza e pregare lo stesso in queste condizioni che a volte sono davvero penose poiché generano sentimenti di disgusto nei confronti della preghiera stessa? Se sì, si può offrire al Signore questa difficoltà proprio come “impreziosimento” della preghiera stessa?
Di nuovo la ringrazio e la saluto cordialmente!
Elena
 

Risposta del sacerdote

Cara Elena,

1. nelle devozioni personali o private ognuno percorre le proprie vie, secondo quello che gli sembra più opportuno.
Fare novene particolari per una determinata persona o una determinata causa è sempre una cosa buona e meritoria.
Quando però le cause si moltiplicano, rimane pur vero che bisogna fare delle scelte perché diversamente rimarremmo come paralizzati. Inoltre può succedere che alcune preghiere già preparate ti risultino difficili. Potrei dire che quello che hai deciso è cosa buona.

2. Detto questo, mi permetto di suggerire un metodo più semplice, che non causa tormento nell’anima, che può portarsi simultaneamente in varie direzioni e su varie persone ed è una preghiera sempre particolarmente efficace. È la preghiera che il Cielo (penso ad apparizioni approvate dalla Chiesa come Lourdes e Fatima) non cessa di raccomandare esplicitamente: il Santo Rosario. Papa Giovanni XXIII lo recitava intero (15 poste) ogni giorno. Lui stesso diceva che ad ogni decina affidava un’intenzione particolare.

3. Il Rosario è una preghiera particolarmente potente perché decina per decina tu offri a Dio per le cause che ti stanno a cuore i meriti infiniti di Gesù. Sono meriti che Gesù ha guadagnato volentieri, sebbene fossero a caro prezzo, per metterli nelle nostre mani e fossero il nostro prezzo da presentare al Padre. Inoltre col Rosario non preghi da sola, ma preghi insieme con Maria, la cui preghiera è più preziosa di quella di tutti i santi mesi insieme. Infine il Rosario puoi dirlo dappertutto, anche negli andirivieni per strada, mentre le preghiere formulate richiedono sempre un libretto a portata di mano.

4. In conclusione potresti fare così: impegnati a recitare il Santo Rosario ogni giorno, almeno una terza parte (5 poste). Nelle varie decine o per l’intera corona metti tutte le intenzioni che vuoi. Se poi c’è qualche causa particolare, oltre a tenerla presente nel Rosario, farai anche qualche novena secondo quello che puoi leggere nelle Massime eterne, oppure con qualche breve preghiera come ad esempio il Memorare di san Bernardo, o anche la coroncina della divina misericordia.

5. A proposito del Memorare di san Bernardo, madre Teresa di Calcutta, quando aveva qualche necessità particolare, la recitava per nove volte di seguito per nove giorni consecutivi. Completata la novena di invocazione di grazie, subito cominciava con un’altra novena di ringraziamento! Era sicura di essere esaudita.

6. Anche la coroncina della divina misericordia è particolarmente potente. Per le nostre cause offriamo in continuazione i meriti infiniti della passione di nostro Signore: “Per la sua dolorosa passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”.

Ti ringrazio dei complimenti che non taglio dalle varie email perché in definitiva non vanno alla mia persona, ma molto di più al magistero della Chiesa di cui sono ministro e infine a Nostro Signore, di cui la Chiesa è sposa e ministra.

Ti benedico.
Padre Angelo

(Fonte: Amici Domenicani)

Tratto da Aleteia