Il Matrimonio: intreccio di due fili che formano il tessuto di un disegno divino

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I beati coniugi Beltrame Quattrocchi ci hanno lasciato parole che sembrano poesia: il Matrimonio come l’intreccio di due fili che formano il tessuto, incomprensibili l’uno senza l’altro, ma che trovano il loro senso più pieno quando sono uniti a formare il tessuto di un disegno divino.
 

“Vita terrena – vissuta nel perenne pensiero, ispirato da Dio stesso, di render felice la persona amata, per quanto dipenda da sé. Di abbellire con la propria trama di delicatezza … e di amore, l’ordito di una consistenza virile, meno fatta di minuzie, ma tutta compatta nella donazione di sé. Quanto ricambio, del resto, anche di sfumature, che pur avvincono il cuore della donna, ricambio crescente con gli anni, a misura che la trama è più sentita e compresa – filo per filo – per formare il tessuto meraviglioso che risulta dall’insieme dei due.
Vita terrena – fatta di ansietà e di cure – di timori e di raccomandazioni – di tenerezze reciproche, che non sono sentimentalismi o romanticismi, bensì un mondo recinto che dalle abissali profondità e sconfinate estensioni, pur restando fra i due, sa irradiare di fuori amore e luce… Filo per filo; la trama in funzione dell’ordito; l’ordito ragione della trama – e come uno senza l’altra non riesce a formare il tessuto, così l’altra dal primo ha la forza e il sostegno.”

 
(tratto da “La trama e l’ordito. Radiografia di un matrimonio” di Maria Luisa Corsini)