Nell’uomo percosso ed umiliato rimane l’immagine di Dio

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…L’umanità si troverà sempre nuovamente davanti a tale alternativa: dire “sì” a quel Dio che opera soltanto con il potere della verità e dell’amore o contare sul concreto, su ciò che è a portata di mano, sulla violenza… Pilato lo presenta alla folla – all’umanità: “Ecce homo” – Ecco l’uomo! (Gv 19,5). Probabilmente il giudice romano è sconvolto dalla figura percossa e schernita di questo misterioso accusato. Egli conta sulla compassione di coloro che lo vedono. “Ecce homo” – questa parola acquisisce spontaneamente una profondità che va al di là del momento. In Gesù appare l’essere umano come tale. In Lui si manifesta la miseria di tutti i colpiti e rovinati. Nella sua miseria si rispecchia la disumanità del potere umano, che schiaccia così l’impotente. In Lui si rispecchia ciò che chiamiamo “peccato”: ciò che l’uomo diventa quando volge la spalle a Dio e prende autonomamente in mano il governo del mondo. Ma è vero anche l’altro aspetto: a Gesù non può essere tolta la sua intima dignità. Resta presente in Lui il Dio nascosto. Anche l’uomo percosso ed umiliato rimane immagine di Dio. Da quando Gesù si è lasciato percuotere, proprio i feriti e i percossi sono immagine del Dio che ha voluto soffrire per noi. Così, nel mezzo della sua passione, Gesù è immagine di speranza: Dio sta dalla parte dei sofferenti…
 
Joseph Ratzinger/Benedetto XVIda “Gesù di Nazaret” dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione – a cura di Biancamargherita Leonardi

(fonte: Da Porta Sant’Anna)