“La Luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolta”

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“La Luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,5). Nasce dunque la necessità di conoscere più da vicino queste “tenebre”, per rimanere saldi e pronti per affrontare il nemico e le sue insidiose armi. Proponiamo da oggi una serie di meditazioni sul tema del maligno, scritte dall’amico Crescenzo Marzano.
 
E’ sempre il caso di tornarci su. L’ho già fatto altre volte, ma da oggi in poi lo tratterò ancora più incisivamente. Pazienza, se rischierò di essere tacciato di “esagerazione” o di “integralismo” cattolico. Se così sarà (avendo studiato un po’ di Storia del Cristianesimo), vorrà dire che mi sentirò in buona compagnia. Sto parlando di un argomento a cui tengo particolarmente, per certi versi molto “delicato”, ma quanto mai – oserei dire – vitale per la nostra salvezza. Ne ho parlato diffusamente anche nel mio “L’equilibrista di Dio” perché ritengo che glissarci su, o esserne male informati, sia alla base delle nostre “derive”, delle derive dell’uomo. Inutile dire che ne parlo anche per “diretta” esperienza, quindi so di cosa sto trattando. Ma tutti, prima o poi, dovranno (spero) interrogarsi su questa “infuocata” materia. Pertanto è opportuno fare chiarezza. Mi riferisco al diavolo e alle sue seduzioni (e dintorni).

Inizio subito a considerare due grandi “equivoci”, due grandi rischi (ma ve ne sono altri, come vedremo) che gravitano attorno a questo argomento.

Due visioni apparentemente “differenti”, agli estremi opposti, ma che possono, in un certo qual modo, anche essere convergenti.
Coloro che appartengono alla prima visione asseriscono che:
– Il diavolo non esiste, niente paura, è solo un retaggio medievale …
I secondi, invece, affermano che:
– Il diavolo esiste, ma solo nelle manifestazioni “straordinarie” (esorcismi, infestazioni, vessazioni ecc.) … I soggetti più a rischio sono: 1) i santi (vedi padre Pio); 2) chi bazzica attorno alle sette e all’occultismo; 3) i protagonisti immaginari di certi romanzi e film. Pertanto, è molto difficile che possa toccare a noi, il rischio è marginale, basta tenersi lontano da una “particolare” santità e da certe deviazioni pericolose. Per i film non c’è problema, sono solo finzione, c’è solo da tenere a bada quel temporaneo groviglio di emozioni negative, durante la visione di scene terrorizzanti e truculente …

Quindi, da una parte troviamo l’assoluta negazione dell’esistenza del diavolo (e in questa visione – forse maggioritaria – c’è già il primo grande inganno, pericolosissimo, “profetizzato” da Charles Baudelaire : “Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste”). Dall’altra parte, tuttavia, c’è l’errata interpretazione della sua esistenza (e influenza), non meno pericolosa della precedente. Complice di questa distorsione, come abbiamo visto, è anche l’effetto spettacolarizzazione (spesso esagerata) che nel tempo può creare non solo una “naturale” deformazione sull’argomento, ma anche – a lungo andare – una certa assuefazione, consequenziale all’abitudinarietà delle visioni horror, e, quindi, la poca attenzione in altri ambiti più “ordinari”, che ci riguardano da vicino.

Infatti, il diavolo, in tutto questo labirintico andare, continua indisturbato la sua opera distruttrice. E lo fa proprio attraverso la sua azione ordinaria e quotidiana (senza soste!), la sua fitta rete di interminabili tentazioni, confondendoci le menti, talmente tanto, che, “semplicemente”, non ci accorgiamo più di lui. E per essere sicuro che non ci siano impedimenti, per la sua diabolica causa, si impegna a delegittimare le sole istituzioni che potrebbero, di fatto, aiutarci a non soccombere: la Chiesa e la famiglia. Soprattutto la seconda, dato che nel “non praevalebunt” crede più di noi. Vuole che l’uomo resti sempre più solo, spinto verso quel nichilismo, quella disperazione, che – come su un piano inclinato – è l’ultima tappa prima del salto finale, nel vuoto della perdizione …
Insomma, se c’è chi continua – nonostante tutto – ancora a negare l’esistenza del diavolo, c’è chi invece continua a vederlo solo come uno spauracchio da “esorcizzare”, nel senso che bisogna essergli indifferenti, facendo finta di niente.

In entrambi i casi, ve ne sarete accorti (almeno spero), si è più attenti agli “estremi” che a quello che c’è di mezzo, e che conta veramente. Infatti, negandone l’esistenza si vive “giustificandosi” in tutto e per tutto. Vedendolo, invece, solo in certe rare manifestazioni, si è tentati di credere che bisogna solo stare attenti a non “sforare” nel soprannaturale “occulto”. Tuttalpiù, magari, si è pronti ad “analizzare”, e interpretare, paure e rumori notturni, piuttosto che, per esempio (!), passare in rassegna una vita moralmente non ineccepibile, se non dissoluta; vita che, naturalmente, ci porta sempre più lontano da Dio, e che, proprio per questo, ci spinge verso “colui” che vorremmo invece evitare!

Cosa fare allora? Quali accorgimenti adottare per non “cadere in tentazione”? E come fare per riconoscerle queste tentazioni? Tranquilli, ancora oggi, alle soglie del “progredito” 2015, ci aiuta il Nostro Salvatore Gesù Cristo, l’unico che ha vinto per sempre il Male e il Diavolo. E l’unico che può vincerlo ancora oggi. Eh sì, perché, per permissione divina, un certo potere il diavolo ce l’ha ancora, sebbene adesso sia solo circoscritto, temporaneo e limitato, e – dipende soprattutto da noi – anche controllabile. In questa Buona Battaglia Gesù ci aiuta attraverso la Chiesa, la stessa fondata – e voluta – da Lui, e mediante il Suo Vicario, il Papa. Inutile dire che, proprio per questo, molto astutamente, il diavolo tenti di delegittimarne l’autenticità e la veridicità … «Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo. Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: “Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!”. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui”. (Papa Francesco)

Alla prossima meditazione …
 

Crescenzo Marzano