La donna come passione totale per l’uomo

edithstein

L’essenza della donna
Il modo di pensare della donna, e i suoi interessi,sono orientati verso cio’ che è vivo e personale e verso l’oggetto considerato come un tutto. Proteggere, custodire e tutelare, nutrire e far crescere: questi sono i suoi intimi bisogni, veramente materni. Cio’ che non ha vita, la cosa, la interessa solo in quanto serve al vivente e alla persona, non in se stessa. E a cio’ è connessa un’altra caratteristica: l’astrazione, in ogni senso, è contraria alla sua natura. Cio’ che è vivo e personale è oggetto delle sue cure, è un tutto concreto, e dev’essere tutelato e sviluppato nella sua completezza; non una parte a danno dell’altra o delle altre: non lo spirito a danno del corpo o viceversa, e neppure una facolta’ dell’anima a danno delle altre. (…)
A queste disposizioni materne si uniscono quelle proprie della compagna. Saper partecipare alla vita di un altro uomo, cioè sapere prendere parte a tutto cio’, grande e piccolo, che lo riguarda alla gioia e al dolore, come al suo lavoro e ai suoi problemi: ecco il dono e la felicita’ della donna. L’uomo è tutto preso “dalle sue cose” e si aspetta dagli altri che mostrino per quelle interesse e pronta collaborazione; per lui in genere è difficile mettersi alla dipendenza di altri, dedicarsi alle cose altrui. Cio’ invece è naturale per la donna; ella è in grado di penetrare con sentimento e comprensione nell’ambito di quelle realta’ che di per sé le sono lontane, e delle quali non si prenderebbe cura, se non fosse l’interesse per una persona che le mette in contatto con esse.

La ferita originaria
Il fatto che l’uomo sia stata creato per primo manifesta una certa priorita’ di ordine. E il motivo per cui non fosse bene per lui essere solo, lo dobbiamo trarre dalla parola stessa di Dio. Questi fece l’uomo a sua immagine. Ma Dio è uno e trino: come dal Padre procede il Figlio, e dal Figlio e dal Padre la Spirito, cosi’ la donna è uscita dall’uomo, e da ambedue discendono i posteri. E ancora: Dio è amore. Ma fra meno che due non vi puo’ essere amore (come dice S. Gregorio nell’omelia sulla missione dei discepoli, mandati a due a due). Non si parla qui di un dominio dell’uomo sulla donna: ella viene detta compagna e aiuto, e dell’uomo si dice che a lei si sarebbe unita, e i due sarebbero diventati una “sola carne”. (…) Conseguenza del peccato è per la donna la pena del parto, come per l’uomo la pena della lotta per la vita. A cio’ si aggiunge per la donna come punizione, la sottomissione al dominio dell’uomo. E che egli non sarebbe stato un buon padrone lo dimostra proprio il tentativo di scaricare sulla donna la responsabilita’ del peccato. Il profondo legame d’amore è scomparso e si è destata qualcosa che prima essi non conoscevano: si avvidero di essere nudi, e se ne vergognarono. Cercarono di coprire da soli la loro nudita’, ma se ne prese cura Iddio.: “E il Signore Iddio fece ad Adamo e alla sua donna dei vestiti di pelli e li rivesti’”. Si era destata in loro la concupiscenza, e fu necessario difenderli da essa.

La mirabile corrispondenza tra gli opposti: peccato e redenzione
E’ stato cosi istituito un legame del tutto particolare fra peccato e redenzione e i particolari di questi due eventi si corrispondono in modo meraviglioso. Come la tentazione si presento’ prima alla donna, cosi l’annuncio salvifico di Dio fu rivolto anzitutto alla donna; e in tutti e due i casi il si’ pronunciato da una bocca femminile fu decisivo per la sorte di tutto il genere umano. All’inizio del nuovo regno di Dio vi è una coppia umana, come al principio del genere umano; si tratta pero’ di madre e figlio: il Figlio di Dio è diventato figlio dell’uomo per opera di sua madre; ma non per opera di un padre terreno. Egli non ha voluto scegliere la via comune alla procreazione umana per farsi uomo. Non è anche questo un’allusione che proprio su questa via comune il primo peccato ha impresso una macchia, macchia che solo nel regno della grazia puo’ essere cancellata? E non è insieme una dichiarazione della dignita’ della maternita’, che è il piu puro ed eccelso legame fra gli uomini? Una donna ha dato la sua collaborazione per la fondazione del regno di Dio: ecco il distintivo del sesso femminile; la redenzione ci è giunta per mezzo del figlio dell’uomo, il nuovo Adamo: ecco il distintivo del sesso maschile.

La bellezza di Maria
Se vogliamo contrapporre a tutto cio’ [le conseguenze del peccato originale N.d.R.] il quadro della sposa e della madre nel suo sviluppo piu genuino – quale il suo compito naturale lo esige – dobbiamo contemplare l’Immacolata. Al centro della sua vita sta suo figlio. Ella attende la sua nascita in beata serenita’, protegge la sua fanciullezza, lo segue nella sua via, vicino o lontano, come egli desidera; lo sorregge morto fra le sue braccia; esegue il suo testamento dopo la sua dipartita. Ma tutto cio’ ella lo compie non come cosa propria: è l’ancella del Signore e adempie cio’ cui da Dio è stata chiamata. Percio’ non considera il fanciullo come sua proprieta’: lo ha ricevuto dalle mani di Dio, nelle mani di Dio lo restituisce quando lo offre come vittima al tempi.o, quando lo accompagna al sacrificio della croce. Consideriamo la madre di Dio come sposa: una fiducia silenziosa, immensa, che si aspetta a sua volta una fiducia immensa; obbedienza tacita; compartecipazione fedele, ovvia al dolore; e tutto cio’ in piena adesione all’ordine di Dio che le ha dato un uomo come difesa terrena e capo visibile.
 
[Brani tratti dal libro “La donna” di Edith Stein]