Hollande si rifiuta di incontrare la mamma di Vincent Lambert. «Mio figlio non è un vegetale»

Viviane, la madre dell’uomo che sta per essere condannato a morire di fame e di sete, è andata ieri all’Eliseo per consegnare al Presidente il suo libro sul figlio. Ma Hollande non l’ha ricevuta
 
È arrivata sulla soglia dell’Eliseo, il palazzo presidenziale francese, con in mano il suo libro appena scritto per vedere François Hollande. E lì è rimasta. Perché nessuno l’ha accolta, né l’ha fatta entrare. Chiedeva solo «qualche minuto» per suo figlio «in fin di vita», ma non ha ottenuto niente. Qualcuno le ha preso però di mano il libro, assicurandole che il presidente l’avrebbe ricevuto.

VINCENT LAMBERT. Eppure il 22 aprile Viviane Lambert aveva scritto a Hollande una lettera accorata. Lei è la madre di Vincent, 39 anni, che tra poche settimane la Corte europea per i diritti dell’uomo potrebbe condannare a morire di fame e di sete come Terri Schiavo. I giudici francesi infatti hanno ordinato di staccare alimentazione e idratazione all’uomo, entrato e uscito dal coma nel 2008 e oggi in stato di coscienza minima. Vincent è sveglio, non è in fin di vita, non è attaccato ad alcuna macchina, ma la moglie, insieme ad alcuni dei familiari, vogliono lasciarlo morire. I genitori ed altri familiari chiedono di potersi occupare di lui e per questo hanno fatto ricorso a Strasburgo e sono in attesa di una sentenza.

«IL PIANTO DI UNA MADRE». Nella lettera a Hollande, Viviane ha scritto: «Le chiedo qualche minuto per ascoltare una madre disperata che vuole solo parlare dello stato attuale di suo figlio, che non è in fin di vita». Per Vincent, la madre ha scritto un libro (Per la vita di mio figlio), che è «un grido, il pianto di una madre che soffre e che ha paura ogni giorno per la vita di suo figlio gravemente handicappato, ma vivo». «Ho scritto un libro», ha dichiarato ieri, «per dire la verità su Vincent, che non è un vegetale, è handicappato. Io e mio marito vediamo ogni giorno quello che succede, appena arriviamo in ospedale lui si emoziona. Non può parlare ma dialoghiamo nel silenzio. Oggi vogliono far morire Vincent ed è molto diverso dal volere lasciarlo andare».

«UN MINIMO DI UMANITÀ». La donna ha chiesto di incontrare Hollande in nome di «un minimo di umanità»: «La vita di mio figlio è diventata un affare giudiziario e mediatico che ha sospeso tutto, ma non si sospende, signor presidente, un minimo di umanità». Ma Hollande non le ha mai risposto e per questo lei ha deciso di «invitarmi all’Eliseo».

1.700 PERSONE. E ieri si è dunque recata a Parigi «per difendere l’onore di mio figlio, ma anche quello delle 1.700 persone che, in Francia, sono nel suo stesso stato di salute». Viviane, insieme al marito, chiede solo di «poterci prendere cura di mio figlio fino alla fine». Né il capo dello Stato, che si trovava nel palazzo, né un suo consigliere l’ha accolta. Ora non le resta che sperare che a Strasburgo agiscano diversamente.
 

(fonte: Tempi, 7.05.15)