Così i bambini tornano a far sorridere gli anziani

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Un progetto di solidarietà coinvolge 400 persone di una casa di riposo di Seattle
 
Gli ultimi, coloro che la “cultura dello scarto” tanto evocata da Papa Francesco relega in fondo alla scala sociale tenuti per mano dai più piccoli, dai bambini. E’ un piccolo miracolo quello che sta avvenendo quotidianamente nella Providence Mount St. Vincent di Seattle negli Stati Uniti. Una anonima casa di riposo ospita ogni giorno una scuola materna e i suoi piccoli scolaretto (helloworld.it, 29 giugno).

PROGRAMMA DI INTEGRAZIONE
Da qualche tempo in questa struttura è stato avviato un programma dell’Intergenerational Learning Center che fa stare nella stessa casa di riposo anziani e bambini. Quella che potrebbe sembrare una piccola trovata in realtà ha cambiato completamente la vita ai residenti, insegnando anche ai bambini come relazionarsi con loro.

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO
Un esperimento che sembra riecheggiare quelle parole del Papa che identificano gli anziani come un «dono», come quelle uniche persone ad avere una capacità «di comprendere le situazioni più difficili». Non a caso il pontefice ha detto senza giri di parole che si commette un «peccato» quando si accantonano, si abbandonano dalla società.

DIVERTIMENTO E TENEREZZA
L’obiettivo di questo programma è proprio quello di riscattare una fascia sociale che troppo spesso è emarginata e passiva rispetto all’evoluzione della società. Il progetto vuole arricchire l’esperienza di ognuno di loro e regalare momenti di divertimento e tenerezza che molti anziani spesso non vivono. Il 43% degli anziani che vivono nelle case di riposo negli Stati Uniti si sente isolato socialmente. Questo isolamento li porta a un più rapido deperimento fisico e mentale.

RISALE L’AUTOSTIMA
Fare interagire i 400 pensionanti di Seattle con tantissimi bambini di 5 anni li sta aiutando a sentirsi meno soli e ad avere più autostima. Tutte le attività che svolgono nella casa di riposo sono organizzate per rendere l’esperienza piacevole sia ai grandi che ai piccoli. La musica, la danza, la pittura. Basta anche un semplice momento di socialità, come abbracciarsi e scambiare due chiacchiere a fare stare bene gli anziani.

LA SOLIDARIETA’ CORRE SUL WEB
Questa esperienza permette anche ai bambini di imparare. La presenza continua di anziani li aiuta, senza traumi, a comprendere il processo naturale di invecchiamento, ad accettare le persone con disabilità e a ricevere incondizionatamente amore e attenzioni. Il progetto è finanziato con il crowdfunding, cioè con una serie di donazioni che avvengono attraverso la rete. Una solidarietà che si sta propagando anche oltre Seattle e lo Stato di Washington. 
 
fonte: ALETEIA