Portogallo. Il Parlamento fissa nuovi limiti all’Ivg “per il diritto a nascere”

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Lisbona 7ago2015 – Il Parlamento portoghese ha approvato una legge che limita la normativa sull’aborto, anzi, per la precisione si tratta di due diverse leggi unificate sotto il titolo “Per il diritto di nascere”. Il provvedimento ha raccolto il voto favorevole dei parlamentari di maggioranza (Coalizione tra il Partito Socialdemocratico e il Partito Democristiano) ed il voto contrario dei partiti dell’opposizione, che hanno qualificato la misura come una battuta d’arresto per i diritti delle donne.

La prima proposta, approvata e presentata dal governo, è stata l’introduzione di una “tassa moderata” a carico delle donne che vogliono interrompere la gravidanza nel sistema sanitario pubblico. Il secondo testo, ben più significativo, è una proposta di iniziativa cittadina chiamata “Diritto di nascere” il cui scopo è la “tutela della maternità e della paternità”. Le donne che cercano di abortire devono prima ricevere consulenza e informazione psicologica e sociale da parte di professionisti della salute così come essere informate sulle opzioni e alternative all’aborto, come gli aiuti per la maternità.

“Le donne devono essere consapevoli delle condizioni dell’assistenza in relazione alla gravidanza e alla maternità. Per garantire un accesso tempestivo ed efficace alle informazioni si deve eseguire un controllo obbligatorio sugli impianti sanitari ufficiali, così come fornire consulenza ginecologica e ostetrica, cosa che dovrebbero fare i servizi di consulenza e i programmi di assistenza sociale rivolte alle donne in stato di gravidanza”, si legge nella legge.

È inoltre necessario il “consenso informato” da parte di entrambi i genitori prima della decisione di abortire, poiché non è solo una decisione delle donne, ma anche del padre. La legge include i medici obiettori, che non saranno più esclusi dalla consultazione e potranno essere coinvolti nel processo di consulenza e assistenza alle donne.

I partiti dell’opposizione e le associazioni femministe e pro aborto hanno dichiarato che questi emendamenti vanno contro i diritti delle donne e che i consulti renderanno più facile raggiungere la scadenza dell’aborto libero fissata in 10 settimane.

In Portogallo, la legge sull’aborto è stata approvata con un referendum nel 2007. La legge permette l’aborto entro le prime 10 settimane. Dopo quella scadenza, l’aborto è consentito solo in caso di pericolo per la salute della madre o se il bambino ha anomalie fetali.
 
(fonte: siallavitaweb.it)