“Nel mondo, ma non del mondo”

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Meditazione tratta dal sito Cinque Passi
 
Il santo è un uomo che ascolta e custodisce con perseveranza nel tempo le parole di Dio. Resiste al calore infuocato durante le tentazioni perché sotto di lui c’è terra e le radici possono scendere a raggiungere la terra nera, fresca e umida. Libera sopra di sé il suo campo dai rovi, cioè dalle preoccupazioni e dalle vanità che soffocano lo sviluppo del seme verso l’alto. Il santo stringe un legame con la persona di Cristo più decisivo e stringente di un legame di sangue. Gesù arriva a definire il santo addirittura come sua madre. E la presenza di questa unione ha una verifica possibile. Il vero discepolo, il vero santo è nel mondo, ma non è di questo mondo. Unito a Cristo è perseguitato.

Una ragazza che per ascoltare Cristo chiedesse al ragazzo di aspettare il matrimonio per fare l’amore non stringerebbe forse con una ragazza che oggi vive la stessa cosa un rapporto più profondo di quello che potrebbe avere con una sorella carnale? Perché questo? Perché Cristo le ha legate a sé in un legame più forte rispetto a quello terribilmente forte che è quello biologico. Un legame che per Lui comporta il pagamento di un prezzo nella propria vita. Ecco perché G. K. Chesterton nel suo San Francesco d’Assisi poteva scrivere: “Ancora ogni generazione cerca per istinto il suo santo. Ed egli è non ciò che la gente vuole, ma piuttosto colui del quale la gente ha bisogno (…). Da ciò il paradosso della storia che ciascuna generazione è convertita dal santo che la contraddice maggiormente”.
 
a cura di Padre Maurizio Botta C.O.

 

Vangelo Lc 8,19-21
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».