«Radio Maria ha successo perché parla chiaro»

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Il 29 ottobre Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina la famiglia di Radio Maria. Ha affermato che il successo «non comune» di questa radio mostra che si possono conquistare trenta milioni di ascoltatori nel mondo proponendo giudizi «a partire da una chiara appartenenza cristiana», senza necessità di diluire il messaggio.

Il saluto del Papa è andato non solo ai presenti ma anche agli «ascoltatori che, in misura crescente, apprezzano e seguono i programmi radiofonici di Radio Maria e la sostengono con il volontariato e le offerte». Francesco ha voluto ricordare per che cosa è nata l’emittente. «Radio Maria, fin dalla sua nascita, si è proposta l’obiettivo di aiutare la Chiesa nell’opera di evangelizzazione; e di farlo nel modo suo proprio, cioè con la vicinanza alle preoccupazioni e ai drammi della gente, con parole di conforto e di speranza, frutto della fede e dell’impegno di solidarietà». Si trattava di un «obiettivo chiaro e alto». Ed è stato «perseguito con determinazione e costanza, che ha saputo guadagnarsi attenzione e seguito non comuni».

Radio Maria non è nata con grandi risorse. Si è fidata, ha detto il Papa, «della Provvidenza, che non vi ha mai fatto mancare i mezzi per le necessità quotidiane: per l’ammodernamento delle tecnologie, in modo da disporre di strumenti al passo con i tempi, e per lo sviluppo della Radio, prima in Italia e poi in tanti Paesi del mondo, con una capillarità e una rapidità sorprendenti». Francesco ha esortato a «mantenere lo stile di sobrietà, pur nella ricerca degli strumenti adeguati».

Il successo di Radio Maria, ha affermato il Pontefice, è una ricchezza per la Chiesa e dimostra che si possono conseguire buoni risultati parlando chiaro e non tacendo la verità. «Il diffondersi di Radio Maria in tanti ambienti tra loro diversi per cultura, lingua e tradizioni, costituisce una buona notizia per tutti, perché dimostra che, quando si ha il coraggio di proporre contenuti di alto profilo a partire da una chiara appartenenza cristiana, l’iniziativa trova buona accoglienza oltre le migliori previsioni, a volte anche presso coloro che magari per la prima volta vengono in contatto con il messaggio evangelico. Questo non deve però troppo stupire, perché Maria, la Madre di Dio e Madre nostra, sotto il cui nome e la cui protezione è posta la vostra Radio, Lei sa trovare il modo per compiere, a partire da piccoli e umili inizi, grandi opere».

Che cosa deve fare, ora, Radio Maria? Continuare così, ha detto il Papa, invitando a «perseverare nel vostro impegno, che è diventato una vera missione, con fedeltà al Vangelo e al Magistero della Chiesa» e «in ascolto della società e delle persone, specialmente dei più poveri ed emarginati, in modo da essere per tutti i vostri ascoltatori un punto di riferimento e un sostegno». Infatti, «diffondendo il Vangelo e la devozione alla Madre di Gesù, promuovendo l’amore alla Chiesa e alla preghiera, si offre un “canale” valido per ascoltare belle riflessioni, per imparare a pregare, per approfondire i contenuti della fede che edificano e ampliano gli orizzonti».

Radio Maria non è una radio comune. È «un mezzo che non comunica solo un insieme di notizie, di idee, di musiche senza un filo conduttore, e che potrebbe solo cercare di distrarre e forse di divertire, ma diventa un mezzo di prim’ordine per veicolare la speranza, quella vera che deriva dalla salvezza portata da Cristo Signore, e per offrire buona compagnia a tante persone che ne hanno bisogno».

C’è, ha detto Francesco, un vero «carisma di Radio Maria». Esso «fa sì che questa Radio venga ascoltata ogni giorno da più di 30 milioni di persone nel mondo e viva mediante il contributo di migliaia di volontari, offrendo un servizio apprezzato nella Chiesa locale e importante anche per la comunità civile». Gli ascoltatori riconoscono Radio Maria «come una Radio che dà ampio spazio alla preghiera, testimoniando che, quando ci si apre alla preghiera, si apre la porta, anzi la si spalanca, al Signore».

Forse, ha detto il Papa, il segreto di Radio Maria sta nel nome. Ha «quale modello la Madonna», ed è sempre necessario «amare con il cuore di Maria per vivere e sentire in sintonia con la Chiesa». I dirigenti e conduttori dovranno dunque «coltivare sempre il “giardino interiore” della preghiera, dell’ascolto della Parola di Dio», e avvalersi di «buone letture approfondendo la vostra fede; in altre parole, facendo voi stessi ciò che proponete agli altri con i vostri programmi». «Abbiate sempre presente, ha concluso il Papa, che voi donate qualcosa di grande e unico: la speranza cristiana, che è ben più di una semplice consolazione spirituale, perché si fonda sulla potenza della Risurrezione, testimoniata con la fede e le opere di carità». Rimanendo «sotto il manto protettivo di Maria», Radio Maria potrà continuare nella sua missione ancora a lungo.
 

fonte: lanuovabq.it, 30.10.15