Beata Vergine Maria di Loreto

10 dicembre

Il Santuario della Santa Casa si trova a Loreto (AN): è un luogo popolare di pellegrinaggio dove i cattolici venerano la Vergine Lauretana.  

È il più importante santuario mariano d’Italia; al suo interno è custodita la Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l’Annunciazione.

Il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), riferendosi alla Santa Casa di Loreto, fece la seguente riflessione : « Quello Lauretano è un Santuario mirabile. In esso è inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con Maria e Giuseppe. Attraverso questo mistero umano e divino, nella casa di Nazaret è come inscritta la storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una “casa”, dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri e la storia di ogni uomo, è segnata in modo particolare da una casa: la casa della sua infanzia, dei suoi primi passi nella vita. Ed è eloquente ed importante per tutti che quest’Uomo unico e singolare, che è il Figlio unigenito di Dio, abbia pure voluto legare la sua storia ad una casa, quella di Nazaret, che secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazaret lungo l’intero arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua misteriosa maturazione umana […]. La casa del Figlio dell’uomo è dunque la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa […].» 

Le tre pareti della Santa Casa

Le tre pareti della Santa Casa

La Casa di Nazareth era stata trasformata in chiesa sin dai tempi apostolici. Laggiù era costituita da tre pareti addossate ad una grotta scavata nella roccia che ora si trova all’interno della Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Il muro mancante a Loreto è ora occupato dall’altare sul quale si trova la statua della Beata Vergine di Loreto o Vergine Lauretana.

L’altare della Santa Casa a Loreto, posto sul lato dov’era l’accesso alla grotta.

L’altare di Nazareth, dov’era la grotta, all’interno della Basilica dell’Annunciazione.

La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 le pietre della casa di Nazaret vennero trasportate in volo dagli angeli.

In realtà, alcuni studi, e dei documenti ritrovati, hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate. Infatti, dopo la cacciata dei cristiani dalla Terra santa  da parte dei musulmani, un esponente della famiglia Angeli, regnanti dell’Epiro (regione della Grecia nord-occidentale), si interessò di salvare la Santa Casa dalla sicura rovina, che fu, dunque, trasportata prima a Tersatto (odierna Croazia), nel 1291, e poi a Loreto il 10 dicembre 1294.

Sarà. Sta di fatto che la malta che tiene insieme le pietre dei tre muri è costituita da materiali e realizzata con metodo sconosciuti nelle Marche, ma tradizionali in Terra Santa; sicché – secondo questa ipotesi – la famiglia Angeli avrebbe dovuto trasportare via nave la Casa lasciandola tutta intera…

Fin dall’inizio del Trecento fu già meta di pellegrinaggio anche per quanti, prendendo la strada costiera, erano diretti a S. Michele al Gargano oppure in Terrasanta; il flusso nei secoli XV e XVI diventò enorme fino ad indurre, nel 1520, Pp Leone X (Giovanni de’ Medici, 1513-1521) ad equiparare il voto dei pellegrini del Santuario di Loreto a quello di Gerusalemme che, già man mano, Loreto aveva sostituito nelle punte dei grandi pellegrinaggi penitenziali, che vedevano Roma, Santiago di Compostela, Gerusalemme.

Il prodigio eclatante della traslazione della Santa Casa attirò anche, a partire dal secolo XV, la peregrinazione di re e regine, principi, cardinali e papi, che lasciarono doni o ex voto per grazie ricevute; a loro si aggiunsero, successivamente, condottieri, poeti, scrittori, inventori, fondatori di Ordini religiosi, filosofi, artisti e oltre 200 futuri santi e beati.

Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermano l’origine palestinese,  esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina.

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L’interno della Santa Casa

Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secoloritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazaret. Il santuario fu costruito per proteggere la Santa Casa, su iniziativa del vescovo di RecanatiNicolò delle Aste, nel 1469 e fu concluso nel 1587.

Un graffito sul muro della Santa Casa

Un graffito sul muro della Santa Casa

L’interno attuale del Santuario è a croce latina a tre navate, ospita sotto la grande cupola la Santa Casa, letteralmente coperta da un rivestimento marmoreo, arricchito da statue e bassorilievi raffiguranti sibille e profeti e narranti otto storie della vita di Maria, oltre a rilievi bronzei narranti alcuni episodi della vita di Gesù.

Rivestimento Marmoreo della S.Casa

Rivestimento Marmoreo della S.Casa


 
La Santa Casa vista dall'esterno

La Santa Casa vista dall’esterno

Il campanile fu disegnato da Luigi Vanvitelli e fu costruito nel 1755.  Il battistero in bronzo di Tiburzio Vergelli si trova nella navata sinistra.  Sulla volta vi sono dipinti del Pomarancio. Sotto la cupola, opera di Giuliano da Sangallo e con la decorazione rinnovata in occasione dei restauri del Sacconi dal romano Virginio Monti, si trova la Santa Casa.

All’interno della Santa Casa si trova la statua della Vergine Lauretana, scolpita su legno di un cedro del Libano dei Giardini Vaticani, che sostituisce quella del sec. XIV andata distrutta in un incendio scoppiato nella Santa Casa nel 1921. È stata fatta scolpire da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) che nel 1922 la incoronò in Vaticano e la fece trasportare solennemente a Loreto. Fu modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani. Fin dal secolo XVI è rivestita di un manto, detto “dalmatica”.

L'immagine della Madonna di Loreto

Statua della Vergine Lauretana

Il rivestimento marmoreo, all’esterno, è stato progettato da Donato Bramante. Le ultime opere che corredano l’interno della Basilica sono l’altare maggiore ed il pulpito, ricavati da due monoliti di marmo di Carrara in occasione dell’Anno Santo 2000, opere dello scultore lombardo Floriano Bodini.

Fra le cappelle e le sacrestie, meritano particolare attenzione le seguenti: la Sacrestia di S. Giovanni o del Signorelli per gli affreschi di Luca Signorelli, e l’ancor più famosa Sacrestia di San Marco o del Melozzo per i meravigliosi affreschi, recentemente restaurati, di Melozzo da Forlì : desta meraviglia la capacità di questo pittore di produrre effetti “tridimensionali”, da vero maestro della prospettiva, nonché la Cappella dei Duchi d’Urbino, unica salvatasi con il suo apparato secentesco dai profondi restauri, a cui fu sottoposta la Basilica a cavallo dei secoli XIX e XX, ad opera dell’architetto Giuseppe Sacconi.

Infine, la chiesa della Santa Casa possiede un concerto di 8 campane in reb3 Pasqualini di Fermo più un campanone di grandissime dimensioni chiamato “Loreta” fuso da Bernardo da Rimini del peso di più di 7 tonnellate; questo suona solo la notte tra il 9 ed il 10 dicembre e il 10 insieme alle altre 8 prima della messa.

Oltre 50 papi si sono recati in pellegrinaggio a Loreto e sempre è stata grande la loro devozione. Alla Vergine si rivolsero i Papi Pio II (Enea Silvio Piccolimini, 1458-1464) e Paolo II (Pietro Barbo, 1464-1471) per guarire miracolosamente dalle loro gravi malattie.

Papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922), in considerazione della traslazione della Santa Casa, dalla Palestina a Loreto, la proclamò patrona degli aviatori.

Loreto è considerata la Lourdes italiana e tanti pellegrinaggi di malati vengono organizzati ogni anno, con cerimonie collettive come quelle di Lourdes.  C’è da ricordare, infine, le “Litanie Lauretane” che dal XII secolo sono divenute una vera e propria orazione alla Vergine, incentrata sui titoli che in ogni tempo le sono stati tributati, anche con riferimenti biblici.
 

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[Fonti: vangelodelgiornocomunitasantiapostoli.it]
 
Per approfondire -> santuarioloreto.it