L’Universo ordinato e sintonizzato rimanda all’intelligenza del Creatore

Nella tradizione cristiana e cattolica, il tema della perfezione dell’ordine del cosmo (che non a caso significa“ordine”, in greco) come rimando all’intelligenza del suo Creatore, e dunque prova della sua esistenza, è presente da secoli.

Nel libro della Sapienza si legge “Tu hai disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso” (Sap 11,20). Similmente San Paolo: “Le sue [di Dio] perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute” (Rm 1,20). Così anche San Tommaso: “La quinta via si desume dal governo delle cose. […] Vi è dunque un qualche essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e quest’essere chiamiamo Dio” (Summa Teologica Iª q. 2 a. 3 co.).

In epoca moderna e scientifica, il progresso della ricerca ha reso sempre più chiara la misteriosità di tale ordinata perfezione, portando molti pensatori ad intuire la necessità di un artefice della creazione. Riprendendo solo alcuni degli esempi che si possono portare, ricordiamo laceleberrima frase di Albert Einstein “Dio non gioca a dadi”, e la conversione da ateismo a deismo del filosofo Anthony Flew.

Certo, non tutti gli scienziati e i pensatori si lasciano affascinare dal cosmo, molti “duri e puri” si limitano velocemente a dire “è così e basta”. Altri arrivano a preferire la teoria del multiverso per non dover ricorrere a riflessioni teologiche: secondo costoro, infatti, è vero che il nostro universo è perfetto, ma solo perché esistiamo nell’unico universo perfetto tra infiniti universi imperfetti e inadatti alla vita. Con buona pace del rasoio di Occam, che sconsiglia di moltiplicare gli enti senza necessità. Le correnti di pensiero che evidenziano questa intuizione sono diverse, con contributi di varie discipline e pensatori, ma nella sostanza coincidenti: teleologia; via oggettiva; Disegno (o progetto) intelligente; principio antropico forte; fine-tuned universe (“universo sintonizzato finemente”). È quest’ultima dicitura che sembra essere preferita negli ultimi anni.

Una efficace sintesi degli argomenti del fine-tuned universe è offerta dall’astrofisico australiano Luke Barnes, ricercatore del Sydney Institute for Astronomy, dell’University of Sydney, in un contributo del 2011 il cui titolo può essere tradotto “La sintonizzazione fine dell’universo in vista della vita intelligente”. Un testo certo specifico e specialistico, che però può aiutare a rendersi conto delle dinamiche in gioco. E quasi a conferma dell’approccio prettamente scientifico usato, va notata l’assenza di sconfinamenti filosofici o teologici.  In sintesi: nell’universo ci sono in definitiva poche decine di leggi e costanti universali. Quello che si nota è che il valore di queste costanti sembra essere regolato apposta per ottenere un preciso effetto: l’organizzazione complessa della materia e la nascita della vita, che da questo punto di vista non sembra affatto casuale.

Riprendendo solo alcuni delle diverse decine di esempi che si possono citare. Se le leggi di Maxwell fossero diverse non esisterebbero gli atomi, ma solo particelle solitarie a spasso per l’universo, e lo stesso p.es. se l’elettromagnetismo fosse repulsivo e non attrattivo. Se la gravità fosse repulsiva e non attrattiva, l’universo sarebbe costituito da atomi solitari. Se il valore della massa dei quark fosse stato leggermente diverso, l’universo sarebbe consistito di atomi di idrogeno, mentre tutti gli altri atomi con peso atomico maggiore sarebbero stati instabili ecc. L’esempio però più chiaro di una sintonizzazione fine, vero e proprio cavallo di battaglia del fine tuning, si ha nel caso del “processo 3 alfa”, per il quale 3 atomi di elio si fondono originando il carbonio. Si tratta della reazione nucleare che avviene nelle stelle, che ha dato origine all’elemento fondamentale per la nascita della vita. Ora, perché questa reazione possa avvenire, calcoli teorici evidenziano come l’energia dello stato eccitato del carbonio dovrebbe trovarsi in un intervallo tra 7,596 e 7,716 MeV. E il valore effettivo è 7,656 MeV. Quasi che (come Barnes non esplicita, ma lascia intuire) un progettista abbia regolato una manopola per calibrare questo valore, che avrebbe semplicemente potuto essere diverso, sintonizzandolo esattamente al centro dell’intervallo necessario per la nascita del carbonio e della vita.

In definitiva, conclude Barnes, “solo un piccolissimo insieme di condizioni permette l’esistenza della vita intelligente”. Di fronte a queste considerazioni, appunto, ci si può limitare a scrollare le spalle dicendo “è così e basta”. Oppure non accontentarsi e interrogarsi sul “perché” di questo “come” così ben calibrato. Fermo restando che la cronaca, e le esperienze di ingiustizia e dolore nella vita, ci mostrano come la perfezione del cosmo è stata rovinata dal male liberamente voluto dagli uomini, e sarà piena e definitiva solo nei cieli nuovi e terra nuova che la speranza cristiana attende.
 

fonte: uccronline.it