Ecco la splendida canzone per la Marcia per la Vita 2016

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di Costanza d’Ardia e Libby Reichert

(da Aleteia)
 
“Hear our voice, we are one, we will fight until we’ve won”.
 
È arrivato ancora una volta quel periodo dell’anno in cui persone di ogni età provenienti da ogni parte degli Stati Uniti si recano a Washington e in altri luoghi per sostenere a una sola voce la dignità della vita umana.

Quest’anno, uno degli artisti favoriti di Cecilia – PJ Anderson – si esibirà al raduno dei giovani e alla Messa per la Vita alla Marcia per la Vita di Washington. Per l’occasione ha composto la canzone “Love Will Heal”.

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare PJ e di chiedergli qualcosa sulla canzone e sul suo messaggio per il movimento pro-vita: 

Quando ti è stato chiesto di suonare per la Marcia per la Vita, perché hai scelto questa canzone con il messaggio “l’amore guarirà”?

Partecipo alla Marcia da anni ed è una grande benedizione farne parte in un modo nuovo quest’anno. Chiedo le vostre preghiere per portare altre persone più vicine a Cristo per sostenere la vita. Mia moglie Rachel ha detto “Dovresti scrivere una canzone per la Marcia”. È una causa in cui crediamo fermamente e che è molto vicina al nostro cuore.

Abbiamo due bambini. Sentire per la prima volta il battito del loro cuore, vederlo per la prima volta, avere la possibilità di essere la loro mamma e il loro papà è una benedizione per la quale sarò eternamente grato. Niente dà più gioia alla mia vita che essere il loro papà. La loro vita e quella di milioni di bambini che non hanno mai avuto la possibilità di avere una mamma e un papà sono molto vicine al mio cuore.

Perché questa canzone? È un inno alla vita. È una chiamata a opporsi ai mali dell’aborto, del razzismo, del bullismo, degli attacchi terroristici. Non possiamo starcene con le mani in mano e aspettare che siano altri a parlare a favore della vita. Dobbiamo essere la voce della verità, la voce della vita. Dio ci chiede di essere la Sua voce. “Ascoltate la nostra voce, siamo una cosa sola, lotteremo fino alla vittoria. L’amore guarirà ogni cuore, lotteremo fino alla vittoria, fino alla vittoria”.

Cosa pensa che sia accaduto nel cuore umano per non renderlo più capace di riconoscere la vita nel battito del cuore di un feto?

Il demonio è molto scaltro e intelligente. Non ci colpirà sempre sulla testa con il peccato. È un po’ come mettere una rana nell’acqua calda. Salterà fuori immediatamente, sapendo che è troppo calda e che le farà male o l’ucciderà. Se però si mette la rana nell’acqua tiepida e la si riscalda gradualmente, la rana rimarrà lì fin quando l’acqua calda non la uccide. È come per noi con il peccato. E penso che il peccato originale dell’orgoglio giochi un ruolo importante nello spiegare perché la nostra cultura non riesce a riconoscere il suono della vita nel battito del cuore di un bambino. La nostra è diventata una cultura sempre più egoista, ripiegata su di sé. Se qualcosa o qualcuno si frappone a ciò che NOI vogliamo o a ciò che NOI pianifichiamo, allora il nostro mondo dice che quella cosa o quella persona è dispensabile. È vero con la questione dell’aborto, del razzismo, del bullismo, degli attacchi terroristici e di altri mali che minacciano la santità della vita. Non valorizziamo la vita come dovremmo, come intendeva Dio. Siamo una cultura egoista che ha dimenticato il valore della vita. Dobbiamo prendere posizione insieme con un’unica voce per porre fine a questi mali e offrire solo speranza, amore e vita! La vita NON è usa e getta!

Cosa siamo chiamati a fare perché l’uomo arrivi a riscoprire quanto è preziosa la vita?

Cosa dobbiamo fare per riscoprire la preziosità della vita? Dobbiamo portare il regno di Cristo sulla terra ogni giorno della nostra vita, non riservare la nostra fede solo alla domenica. Dobbiamo unire le nostre voci come un’unica voce umana che valorizza la vita, lotta per la vita, prega insieme per combattere i mali di questo mondo! Solo l’amore può cambiare i cuori. Nessuna legge sull’aborto cambierà a meno che i cuori non cambino. Come possiamo cambiare i cuori? Attraverso l’amore. Cos’è l’amore? Dio è amore. Dobbiamo invocare l’amore di Dio nella nostra vita quotidiana, di modo che il Suo regno possa vincere il male.

L’amore richiede l’azione. L’amore chiede di essere coraggiosi, di essere scomodi, di parlare per chi non ha voce. Il mondo come Dio lo ha creato non includeva l’odio, non includeva la violenza, non includeva il peccato. Abbiamo portato il peccato nel mondo e abbiamo bisogno di ripristinare il nostro mondo nella bellezza per la quale è stato creato. Dobbiamo trarre la bellezza dalla confusione. In Romani 12, San Paolo dice: “La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene”. Fuggite il male con orrore. Attaccatevi al bene. E fatelo con amore sincero.

Le sue parole ci incoraggiano a non arrenderci di fronte alla violenza. Lei parla di sfide, di costruire un futuro di pace… Come possiamo incoraggiare i giovani, con le parole di San Paolo, a combattere la “buona battaglia”?

Viaggio in tutto il Paese suonando, condividendo le canzoni che ho scritto e incoraggiando gli adolescenti nella loro fede con le mie canzoni e le mie storie. Cerco sempre di instillare l’idea per cui la fede non è un temporeggiamento. La fede non è una cosa riservata a preti e suore, ai nostri genitori o alle persone anziane. La fede dev’essere vissuta con coraggio da tutti noi, indipendentemente dall’età.

La tua domanda e il riferimento a San Paolo mi ricorda Romani 12, in cui San Paolo esorta a “offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale”. Prosegue poi parlando di come siamo tutti un unico corpo in Cristo. Dio ha benedetto ciascuno di noi con doni diversi, che devono essere usati INSIEME, come un’unica cosa. Ho due bambini e sono il mio mondo! Giochiamo tutti i giorni. Tra le tante lezioni importanti che ho imparato come padre, una è che i giochi dei bambini hanno tante parti, e quando manca una parte vitale il giocattolo diventa inutilizzabile. È come quando noi non ci uniamo. Dio non ci ha creati tutti con gli stessi doni. Lo ha fatto per incoraggiarci a unirci in comunità per offrire il Suo amore. E quando una persona lotta, la solleviamo, non la buttiamo giù. Quando una persona soffre, la amiamo, non aggiungiamo dolore. Dobbiamo quindi incoraggiare i giovani a combattere insieme la buona battaglia, e a non aspettare di essere più adulti. Vivete una vita di fede ora.