10 grandi citazioni dalla Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II

<a href="http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=124886485&src=id" target="_blank" />Couple kissing under umbrella at the beach in sunset</a> © Masson / Shutterstock 
Imparare il progetto di Dio per gli sposi può essere un bel regalo di nozze…
 
di Constance Hull
 
Se volete fare un grande regalo al/la vostro/a futuro/a sposo/a, suggerirei di studiare un po’ la Teologia del Corpo di San Giovanni Paolo II.

Imparare il progetto di Dio per mio marito e me, come uomo e donna, così come la chiamata di Dio alla comunione con lui ha cambiato il corso del nostro rapporto prima che ci sposassimo. Quando contraete matrimonio, ricordate che il vostro sacramento è in comunione con la Santissima Trinità e che Dio vi sta chiamando a un incontro più profondo con Lui attraverso il/la vostro/a sposo/a.  

La Teologia del Corpo è una raccolta di 129 discorsi che San Giovanni Paolo II ha pronunciato nelle sue udienze del mercoledì dal 1979 al 1984. Sono un tesoro di profondità teologica su ciò che significa essere maschio e femmina in relazione l’uno all’altra e con Dio.

Ecco 10 citazioni stupende per farvi partire nel percorso:
 

1. Gli uomini e le donne sono creati a immagine di Dio

L’uomo, che Dio ha creato “maschio e femmina”, reca l’immagine divina impressa nel corpo “da principio”; uomo e donna costituiscono quasi due diversi modi dell’umano “esser corpo” nell’unità di quell’immagine (2 gennaio 1980)
 

2. L’uomo e la donna sono stati fatti l’uno per l’altra

Da “solo” l’uomo non realizza totalmente questa essenza [di essere una persona]. La realizza soltanto esistendo “con qualcuno” – e ancor più profondamente e più completamente: esistendo “per qualcuno”… Comunione delle persone significa esistere in un reciproco “per”, in una relazione di reciproco dono (9 gennaio 1980)
 

3. Il nostro corpo ci permette di diventare un dono per gli altri nell’amore

Il corpo umano… racchiude fin “dal principio”… la capacità di esprimere l’amore: quell’amore appunto nel quale l’uomo-persona diventa dono e – mediante questo dono – attua il senso stesso del suo essere ed esistere (16 gennaio 1980)
 

4. Il corpo rivela il mistero dell’amore di Dio per gli esseri umani

Il corpo, e soltanto esso, è capace di rendere visibile ciò che è invisibile: lo spirituale e il divino. Esso è stato creato per trasferire nella realtà visibile del mondo il mistero nascosto dall’eternità in Dio [l’amore di Dio per l’uomo], e così esserne segno (20 febbraio 1980)
 

5. Il matrimonio è la più antica rivelazione del progetto di Dio

Il matrimonio [è] la più antica rivelazione (e “manifestazione”) di quel piano [di Dio] nel mondo creato, con la rivelazione e “manifestazione” definitiva, la rivelazione cioè che “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei” (Ef 5, 25), conferendo al suo amore redentore indole e senso sponsale (8 settembre 1982)
 

6. Il matrimonio è l’unione in un’unica carne

Il matrimonio… [è] sacramento in cui l’uomo e la donna, chiamati a diventare “una sola carne”, partecipano all’amore creatore di Dio stesso. E vi partecipano, sia per il fatto che, creati ad immagine di Dio, sono stati chiamati in virtù di questa immagine ad una particolare unione (“communio personarum”), sia perché questa stessa unione è stata fin dal principio benedetta con la benedizione della fecondità (15 dicembre 1982)
 

7. I mariti sono chiamati ad amare le proprie mogli come ama Cristo, e le mogli a sottomettersi perché amano Cristo

Il marito è soprattutto colui che ama e la moglie invece colei che è amata. Si potrebbe perfino arrischiare l’idea che la “sottomissione” della moglie al marito, intesa nel contesto dell’intero brano (Ef 5, 22-23) della lettera agli Efesini, significhi soprattutto il “provare l’amore”. Tanto più che questa “sottomissione” si riferisce all’immagine della sottomissione della Chiesa a Cristo, che certamente consiste nel provare il suo amore (1° settembre 1982)
 

8. La vocazione al matrimonio richiede una comprensione della Teologia del Corpo

Coloro che cercano il compimento della propria vocazione umana e cristiana nel matrimonio, prima di tutto sono chiamati a fare di questa “teologia del corpo”, di cui troviamo il “principio” nei primi capitoli del Libro della Genesi, il contenuto della loro vita e del loro comportamento. Infatti, quanto è indispensabile, sulla strada di questa vocazione, la coscienza approfondita del significato del corpo, nella sua mascolinità e femminilità! Quanto è necessaria una precisa coscienza del significato sponsale del corpo, del suo significato generatore! (2 aprile 1980)
 

9. La sessualità umana è un dono di sé nel matrimonio ed è procreativa

Poiché ad un tempo “l’atto coniugale unisce profondamente gli sposi . . . e li rende atti alla generazione di nuove vite”, e l’una cosa e l’altra avvengono “per la sua intima struttura”, ne consegue che la persona umana (con la necessità propria della ragione, la necessità logica) “deve” leggere contemporaneamente i “due significati dell’atto coniugale” e anche la “connessione inscindibile tra i due significati dell’atto coniugale”. Di null’altro qui si tratta che di leggere nella verità il “linguaggio del corpo” (11 luglio 1984)
 

10. Cristo è il modello per il matrimonio cristiano

Cristo, manifesta l’amore di cui l’ha amata [la Chiesa] dando se stesso per lei. Quell’amore è immagine e soprattutto modello dell’amore che il marito deve manifestare alla moglie nel matrimonio, quando ambedue sono sottomessi l’un l’altro “nel timore di Cristo” (25 agosto 1982).

 
fonte: Aleteia