Quel fango della BBC su San Giovanni Paolo II

C’era una volta, tanto tempo fa, un’emittente televisiva modello di informazione equilibrata e imparziale, che si chiamava British Broadcasting Corporation, l’ente radiotelevisivo britannico, meglio conosciuto come BBC. Anche oggi la BBC è un modello, tuttavia non più di informazione imparziale, bensì del suo lato oscuro, il ‘politicamente corretto’, che consiste nell’evitare qualsiasi cosa che potrebbe risultare offensivo per ogni tendenza, razza e religione, delle quali ormai in Gran Bretagna vi è una grande varietà, tranne che per una: il cristianesimo, soprattutto per il cattolicesimo, del quale si può dire tutto e il contrario di tutto.

Nei giorni scorsi, dell’applicazione anticattolica di questo principio si è fatto interprete il giornalista Edward Stourton, che in un servizio andato in onda nella trasmissione d’inchiesta Panorama ha “rivelato“ il «rapporto molto intimo» – così l’autore dell’inchiesta – che vi sarebbe stato tra san Giovanni Paolo II e la filosofa polacca, residente negli Stati Uniti, Anna-Teresa Tymieniecka, sposata e madre di tre figli, morta nel 2014.

Non si tratta in realtà di cose nuove né clamorose – le lettere di Karol Wojtyla alla signora Tymieniecka sono tutto fuorché segrete, e sono da anni a disposizione di tutti presso la Biblioteca Nazionale Polacca -, e già altri giornalisti e scrittori avevano cercato di sfruttare questo filone, perfino quando Giovanni Paolo II era ancora in vita.

Sempre in osservanza del ‘politicamente corretto’, il giornalista inglese lancia il sasso e nasconde la mano, finge di ammettere che non vi fu alcuna violazione del voto di castità da parte del Papa («direi che sono stati più che amici ma meno che amanti»). Tuttavia, il clamore mediatico a livello mondiale che è seguito a queste presunte rivelazioni fa pensare che lo scopo era comunque quello di agitare le acque, insinuare il dubbio nel cuore dei fedeli, e far passare, nella vulgata popolare, l’idea che il Papa avesse un’amante; il fatto poi che dopo questo pseudo scoop propinato dal cattolico liberal Stourton molti siano tornati alla carica chiedendo l’abolizione del celibato ecclesiastico, fa pensare che con questo servizio si volesse comunque creare un polverone, un caso che spingesse a dare corpo a qualche pensierino che, a sentire il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, nei Sacri Palazzi è già stato fatto in quella direzione.

Cosa pensare di questa situazione? Che chi vive nel fango – utilizziamo per signorilità l’immagine del fango, pur pensando a qualcos’altro – e nel fango sguazza, si bea e si crogiola – vede solo fango attorno a sé e trasforma in fango tutto ciò che fa, pensa e tocca.

Fuor di metafora, l’umanità di oggi è letteralmente posseduta dal demone del sesso, e non può comprendere come tra un uomo e una donna vi possa essere un forte, puro legame di amicizia senza che il pensiero vada subito, appunto, al sesso. Di questa malattia e possessione non era per nulla affetto san Giovanni Paolo II, il quale, al contrario, può essere considerato un vero e proprio apostolo della purezza, per tutti gli uomini e soprattutto per i sacerdoti.

Come testimoniano molti che l’hanno incontrato di persona, Papa Wojtyla era talmente vicino a Dio, che, pur nell’intrinseca limitatezza della natura umana, non solo con la sua parola, bensì anche con la sua persona, trasmetteva la viva presenza di Dio tra gli uomini. Racconta ad esempio il cardinal Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria, che mentre nell’ottobre del 1998 percorreva con il Papa in automobile la strada tra le verdi colline dello Zagorje croato che collega Zagabria al santuario di Marija Bistrica, dove di lì a poco sarebbe stato beatificato il cardinale Alojzije Stepinac, egli notava come Giovanni Paolo II, pur essendo presente fisicamente e parlando con lui, desse di tanto in tanto l’impressione di essere con lo spirito altrove, presso vette più elevate rispetto al mondo degli uomini. Questa sua intima unione con Dio gli permetteva di trasmettere e di essere testimone fedele dell’Amore di Dio, che non è l’amore delle canzonette, ma l’Amore che Cristo ha provato per noi uomini quando era appeso al legno della Croce.

Egli fu testimone del primordiale progetto di amore di Dio sull’uomo e sulla donna, che noi uomini, a causa del peccato originale, non abbiamo più saputo recepire, quello cioè di vedere nell’uomo e nella donna, creati a immagine e somiglianza di Dio, una persona degna di rispetto e meritevole di ricevere puro amore, e non di essere umiliata e ridotta a oggetto di desiderio per il soddisfacimento di pulsioni semi-animalesche. Da qui l’insistenza, nella sua catechesi, sulla necessità della castità prematrimoniale, vera prova di amore che si dà e si riceve dalla persona amata, nonché sulla continenza e la fedeltà all’interno del matrimonio.

Con la sua “Teologia del corpo”, che occupò molti mesi di catechesi nelle Udienze del mercoledì nei primi anni del suo pontificato, egli elaborò ciò che, secondo una rivelazione privata, Gesù disse in poche parole a proposito dei genitori di Maria Santissima, i santi Gioacchino e Anna: «Per ottenere tutto questo, dovettero farsi re di una virtù verace e duratura che nessun evento lese. Virtù di fede. Virtù di carità. Virtù di speranza. Virtù di castità. La castità degli sposi! Essi l’ebbero, ché non occorre esser vergini per esser casti. E i talami casti hanno a loro custodi gli angeli e da essi scendono figli buoni, che della virtù dei genitori fanno la norma della loro vita».

Dal rapporto intimo con Dio e dal vivere il Suo Amore derivò anche la sua capacità di potere vivere rapporti di profonda, affettuosa e purissima amicizia con non poche donne, talvolta – è questo il caso di un’altra sua grande amica polacca, Wanda Póltawska – perfino con evidente fastidio e imbarazzo del suo stesso entourage in Vaticano, evidentemente vittima di alcuni tipici tabù clericali antifemminili e incapace di comprendere la grandezza di spirito di un vero uomo di Dio qual era il Papa.

Anche il celibato, e la verginità sacerdotale a esso connessa, furono spesso oggetto delle sue catechesi. San Giovanni Paolo II insegnava, con le parole e con la vita, come essa sia possibile solamente se il sacerdote cresce nella spiritualità giungendo a un’unione intima con Dio e il suo Amore, vivendo questo Amore nel proprio cuore e nel proprio corpo con una vita di intensa preghiera e penitenza, e attraverso l’affidamento totale a Maria, giacché Maria è l’unica che può condurre l’anima a vivere pienamente tale unione intima con Dio e il suo Amore.

Non deve sorprendere se anche Giovanni Paolo II, uno dei più grandi santi di questo ultimo secolo, sia fatto oggetto di insinuazioni di natura sessuale. Lo stesso accadde a padre Pio, accusato di avere un’amante, con presunte registrazioni compromettenti fatte arrivare perfino in Vaticano, e anche ad altri papi di questo secolo, come ad esempio a Pio XII. In questo caso, causa scatenante fu la presenza accanto a lui per più di quarant’anni di suor Paschalina Lehnert, che lo accudì dai tempi della Nunziatura di Monaco di Baviera fino alla morte di lui nel 1958. In modo differente furono accusati di questo anche Paolo VI e lo stesso Benedetto XVI. Ciò che in questa epoca perversa è stato imputato perfino a Gesù, non può essere risparmiato ai suoi discepoli.

Noi credenti non dobbiamo lasciarci irretire da queste voci, e dobbiamo essere coscienti che in questi tempi, e ancora di più nel prossimo futuro, tutto ciò che è santo verrà gettato nel fango e calpestato. Sta a noi, con la grazia del Signore e l’intercessione di Maria Santissima e dei suoi santi, non credere a queste malignità ed essere forti nella fede. Vivendo queste prove nell’amore e mantenendo la fede, come ha promesso Gesù stesso, salveremo le nostre anime.
 
(fonte: lanuovabq.it, 24.02.16)