Criteri per un’adeguata lettura dell’Amoris laetitia (card. Scola)

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“Al servizio di questo accompagnamento lungo il cammino, espressione di una pastorale misericordiosa, si deve intraprendere «un itinerario di accompagnamento e di discernimento che “orienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c’è gradualità (cfr Familiaris consortio, 34), questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa. Perché questo avvenga, vanno garantite le necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta più perfetta ad essa”. Questi atteggiamenti sono fondamentali per evitare il grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente “eccezioni”, o che esistano persone che possano ottenere privilegi sacramentali in cambio di favori. Quando si trova una persona responsabile e discreta, che non pretende di mettere i propri desideri al di sopra del bene comune della Chiesa, con un Pastore che sa riconoscere la serietà della questione che sta trattando, si evita il rischio che un determinato discernimento porti a pensare che la Chiesa sostenga una doppia morale» (n. 300). L’impegno dei fedeli e dei pastori «deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti» (n. 305). Mi sembrano questi i criteri per un’adeguata lettura del n. 305 e delle sue note.”

Card. Angelo Scola

(tratto dalla Prefazione all’Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia)
 
fonte: http://tracce.mobi/default.asp?id=344&id_n=53528