La Camera sdogana la «salute riproduttiva»

CameraOK_300

Aborto e contraccezione al posto di veri aiuti

Le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri della Camera hanno approvato con un solo voto contrario il controverso testo che impegna il governo nelle sedi internazionali – a cominciare dal G7 in corso in Giappone – a «promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuali e riproduttivi», espressione di conio Onu che vuol dire aborti e contraccezione nei Paesi più poveri, spesso come condizione degli aiuti per lo sviluppo.

«Invece di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri da dove partono i flussi migratori – commenta Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la vita, unico ad aver votato no – l’Italia si associa a chi preferisce eliminare alla radice la richiesta di giustizia attraverso il ricorso a politiche antinataliste». (fonte: Avvenire, 26.05.16)
 
Ecco il commento per intero del presidente del Movimento per la vita, Gianluigi Gigli, su facebook:

«Ieri sono stato l’unico Deputato a votare contro la risoluzione delle Commissioni congiunte Affari Esteri e Affari Costituzionali con la quale si impegna il Governo a destinare almeno il 10 % delle spese per la cooperazione internazionale alla salute riproduttiva. Con questa risoluzione l’Italia si allinea, quasi senza dibattito e riflessione, alle troppe Agenzie che condizionano l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo alla promozione della cosiddetta salute riproduttiva, il pacchetto Onu che include aborto, sterilizzazione, contraccezione e pillole dei giorni dopo. Invece di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze del pianeta e migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri da dove partono i flussi migratori, anche l’Italia si associa a quanti preferiscono eliminare alla radice la richiesta di giustizia attraverso il ricorso a politiche antinataliste. Mentre a parole promuove il Migration Compact, nei fatti l’Italia si inchina alle multinazionali del farmaco e a Planned Parenthood International, la multinazionale dell’aborto. Con evidente superficialità e poco attrezzato culturalmente, il Parlamento Italiano subisce senza alcuna resistenza il virus della mentalità neo-malthusiana».