Meeting di Rimini: un viaggio di un’ora alla scoperta della Misericordia

Il Figliol Prodigo, Rembrandt Van Rijn / Wikimedia Commons - Hermitage Torrent, Public Domain

Il Figliol Prodigo, Rembrandt Van Rijn / Wikimedia Commons – Hermitage Torrent, Public Domain

Con il contributo del governo dell’Honduras e di tre università pontificie e il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, è in allestimento una mostra ispirata ai frutti del perdono nella nostra società

(da Zenit, 28.07.16)

Alla XXXVII edizione del Meeting di Rimini non poteva mancare un riferimento al tema dell’Anno Giubilare Straordinario. Nell’allestire una mostra sulla Misericordia, le chiavi di lettura potevano essere molteplici. Con il contributo di una pluralità di soggetti di diversa natura è ora in cantiere L’abbraccio misericordioso. Una sorgente di perdono, visitabile al pubblico di Riminifiera, durante tutta la durata del Meeting (19-25 agosto 2016)

Sorta da un’idea dell’ambasciatore dell’Honduras presso la Santa Sede, Carlos Avila Molina, la mostra è stata realizzata da quest’ultimo, assieme a suor Mary Melone, rettrice della Pontificia Università Antonianum, Federica Bergamino della Pontificia Università della Santa Croce, don Filippo Belli e Luca Pezzi, in collaborazione con i due atenei menzionati e con la Pontificia Università Salesiana.

L’iniziativa gode del patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e del contributo del governo dell’Honduras e del Programma Marca Pais Honduras.

A colloquio con ZENIT, uno dei curatori, don Filippo Belli, sacerdote dell’arcidiocesi di Firenze e docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, ha illustrato i contenuti e il filo logico del percorso espositivo: la ‘discesa agli inferi’ dell’umanità oscurata dal peccato e la Mano provvidente che risolleva i suoi figli perduti, mostrandone i frutti di una redenzione completa e convinta.

Don Filippo, può darci qualche anticipazione sui contenuti della mostra?

La mostra avrà come titolo L’abbraccio misericordioso. Una sorgente di perdono. L’idea è quella di mostrare come la misericordia di Dio sia venuta incontro all’incapacità dell’uomo di risolvere in maniera adeguata i vari conflitti, dai più minuti familiari ai più eclatanti a livello dei popoli. Chi fa esperienza di questa misericordia divina che si è fatta storia umana, può sperimentare in sé una capacità di perdono insperata e fruttuosa.

Come sarà strutturata l’esposizione?

L’allestimento che abbiamo pensato per il Meeting prevede cinque sezioni che introdurranno il visitatore all’esperienza della misericordia e del perdono. In primo luogo verrà evidenziata la situazione umana di tutti i tempi, che fa esperienza di una “strana contraddizione” per la quale desidera il bene, ma fa il male, come direbbe san Paolo. Una situazione alla quale l’uomo non sa rispondere con le proprie energie e chiede di essere “salvato”. La seconda parte farà vedere come Dio è intervenuto nella storia per farsi conoscere come misericordia, intessendo una trama di rapporti che ha educato il popolo di Israele a volere imitare Dio. Il culmine di questo intervento è il volto della misericordia nel volto di Gesù. Chi lo ha incontrato, ha fatto esperienza di un amore capace di vincere ogni male. La quarta sezione mostra i frutti, attraverso testimonianze, dell’uomo cambiato e perdonato, finalmente capace di gesti di perdono, carità, unità. L’ultima sezione tenterà di evidenziare come la misericordia e il perdono possono contribuire nei diversi ambiti della vita (familiare, politico, economico, giudiziario) a rendere più umana e pacifica l’esistenza degli uomini. In ultimo lasceremo i visitatori con un momento di contemplazione di fronte al famoso quadro di Rembrandt del Figliol Prodigo.

La mostra gode del patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione: c’è quindi un legame particolarmente stretto con il Giubileo non solo a livello di obiettivi ma anche a livello istituzionale ed organico?

Abbiamo ricevuto attestati di stima, di incoraggiamento e di sostegno da parte di diverse istanze ecclesiali, in modo particolare dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione. Per noi è una garanzia e un conforto nel proporre questa mostra nell’ambito del Giubileo della Misericordia. In effetti l’intenzione e lo scopo della mostra è quello di seguire e esprimere le preoccupazioni del Santo Padre in questo Anno Santo, soprattutto quella di permettere a quante più persone possibili di comprendere e sperimentare la misericordia di Dio. Oggi c’è un estremo bisogno, come sottolinea spesso il Santo Padre Francesco, di misericordia per curare le ferite del nostro tempo e rendere l’umanità più degna del suo nome.

Qual è il ruolo dell’Honduras nell’organizzazione della mostra?

Senza la proposta dell’Ambasciatore della Repubblica dell’Honduras presso la Santa Sede, Carlos Avila Molina, e il suo continuo stimolo, suggerimento, sostegno e decisione, questa mostra non avrebbe nemmeno visto la luce, tanto meno si sarebbe realizzata. Il Meeting di Rimini ha accettato la sfida che l’Ambasciatore dell’Honduras ha lanciato, assecondando volentieri e offrendo le sue energie e capacità per realizzare un sogno che da tempo albergava nel suo cuore, quello di proporre una mostra sul perdono, convinto com’è della sua importanza per la vita delle persone e dei popoli.

Quale infine il ruolo delle tre università pontificie (Antonianum, Santa Croce, Salesiana)?

Fin da subito, quando il progetto è iniziato, siamo riusciti a coinvolgere le tre università pontificie nella realizzazione della mostra. L’idea, sempre dell’Ambasciatore, era di condividere e di riunire le migliori energie possibili in questo lavoro. In effetti, abbiamo trovato in loro non solo una simpatia per l’opera, ma una fattiva collaborazione che si è tradotta in un lavoro di équipe in cui ognuno ha potuto mettere a frutto le proprie competenze e capacità. La mostra stessa “mostrerà” la bontà di tale collaborazione.

Concluso il Meeting (e concluso anche il Giubileo), la mostra avrà un seguito?

Ci auguriamo di sì, e stiamo facendo il possibile perché questo avvenga. Infatti stiamo predisponendo la trasformazione dell’allestimento al Meeting in mostra itinerante e in diverse lingue. Stiamo coinvolgendo anche le Università cattoliche di tutto il mondo perché la mostra possa essere visionata in più luoghi possibili. La nostra ambizione è di poter toccare tante persone nel mondo su questo tema, anche al di là del Giubileo, essendo la misericordia e il perdono così decisivi per la trasformazione in meglio della nostra umanità.