Acconsentire alla conversione

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Una bellissima meditazione di Santa Caterina da Genova sul Vangelo di oggi (rito romano)
 

Dio incita l’uomo a rialzarsi dal peccato, poi, con la luce della fede, illumina l’intelligenza. Dopo, mediante un certo gusto e un certo sapore, infiamma la volontà. Tutto ciò, Dio lo compie in un istante, benché lo esprimiamo in molte parole e introducendovi un intervallo di tempo.

Dio compie questa opera più o meno negli uomini, a seconda del frutto che prevede. A ognuno è data luce e grazia affinché, compiendo ciò che è in suo potere, possa salvarsi soltanto donando il proprio consenso. Questo consenso si attua nel modo seguente: Quando Dio ha fatto la sua opera, basta che l’uomo dica: sono contento, Signore, fa’ di me ciò che ti piace, mi decido a non più peccare e a lasciare, per il tuo amore, ogni cosa del mondo.

Questo consenso e questo moto della volontà si fanno così rapidamente che la volontà dell’uomo si unisce a quella di Dio senza che lui stesso se ne accorga, tanto più che si fa in silenzio. L’uomo non vede il consenso, ma rimane in lui un’impressione interiore che lo spinge ad andare avanti. Così facendo si trova talmente infiammato che rimane sbarlodito e stupefatto e non può volgersi altrove. In quest’unione spirituale l’uomo è legato a Dio con un vincolo quasi indissolubile, perché Dio fa quasi tutto, avendo ricevuto il consenso dell’uomo. Se egli si lascia portare, Dio lo stabilisce e lo conduce fino a quella perfezione che gli ha destinato.
 
Santa Caterina da Genova (1447-1510), laica, mistica
Il libero arbitrio