La verità non può essere nascosta ai giovani

Marcia per la vita: contestata la partecipazione di una scuola

di Maurizio Patriciello
 
«La verità vi farà liberi». Parola di Gesù. La Verità con la maiuscola – il figlio di Dio incarnato – e ogni verità che da lui prende corpo. La menzogna, però, non si arrende e tenta in ogni modo di scimmiottare la verità. La verità genera fiducia. San Paolo, riferendosi a Gesù: «Io so in chi ho creduto», diceva. E perciò riesco a riposare. Perché di lui mi fido. Riposare nella verità. Ci sono valori che sono cari a tutti. Sono diventati veri pilastri del vivere civile. Il valore della vita, per esempio. Chi non sarebbe disposto a battersi per la difesa di un cagnolino? Chi oggi avrebbe il coraggio di affermare che un bambino dalla pelle nera è da considerare inferiore a un bambino europeo? Non sempre fu così e ce ne vergogniamo.

Pur tra mille battaglie abbiamo raggiunto traguardi un tempo inimmaginabili. È un bene, l’umanità avanza. Ma quanto siamo strani! In Sicilia un vecchio fruttivendolo viene insultato e massacrato da un gruppo di ragazzini. Poi gli danno fuoco. Disumano. Inorridiamo. Ci chiediamo dove abbiamo sbagliato nell’educazione dei figli. La comoda storiella che è l’ambiente malsano a generare i bulli è stata smentita da tempo. A Capri un giovane viene picchiato e oltraggiato da alcuni coetanei. I bulli sono tutti di via Chiaia, la via dei napoletani benestanti. Che cosa dunque accade ai nostri giovani? A Caserta, sabato, vengo invitato a parlare ai giovani di alcune scuole che fanno una marcia per la vita. Stupendo.

La vita innanzitutto. La vita che ci è stata data in dono. Hanno i permessi delle scuole e dei genitori. Prendono liberamente parte alla marcia. Nessuno è stato costretto da nessuno. Una marcia per la vita non per la morte. Nessuna paura. Nessun tentativo di indurre i ragazzi alla violenza. A qualcuno però la parola ‘vita’ mette paura. Se si parla della vita, pensano, si parlerà anche della vita nascente e della vita morente? Forse gli studenti saranno invitati a riflettere su questi temi che addolorano e dividono? Meglio non farlo? Non lo so. So solo che il ministero dell’ Istruzione ha avviato approfondimenti su questa partecipazione. Ecco, ci siamo. I bulli ci spaventano. Vogliamo formare giovani capaci di intendere e di volere. Vogliamo prepararli a essere persone oneste e responsabili.

Per farlo occorre il coraggio di essere di esempio. «Non maestri ma testimoni» ci ricorda papa Paolo VI. Ma essere testimone non è semplice. Chi ha paura di dire ai giovani che prima di vedere il sole essi erano già vivi nel grembo della mamma? Questa elementare verità non è dogma di fede ma evidenza scientifica. Lo diciamo con dolore: il grembo materno è diventato il posto più pericoloso al mondo. L’unico luogo dove al condannato non viene data nemmeno una parvenza di difesa d’ufficio. So bene che il diritto alla vita nascente confligge con altri diritti considerati inalienabili. Capisco i problemi che nascono in chi il figlio non lo aveva preventivato. Capisco il dramma di chi attende un figlio non sano. I drammi e i problemi però non potranno mai rendere lecito l’illecito.

La verità deve essere presentata ai giovani senza ipocrisie e senza ambiguità. Non si può chiedere a un giovane di non maltrattare un gattino e poi far finta di non sapere che il frutto di un aborto è un essere umano cui è stato negato il diritto alla vita. I giovani chiedono chiarezza. I bambini accarezzano e baciano il fratellino nel pancione della mamma in attesa. La verità ci farà liberi. Davvero. L’aborto in una società civile, articolata, complessa si può solo tollerare. Con le lacrime agli occhi e la morte nel cuore. Cercando di arrivare quanto prima a eliminarlo dalla società.

Rimanendo fermi sul valore immenso della vita nascente e della esatta informazione. Cambiando le parole nessuno mai sarà in grado di cambiare la realtà e questo i giovani lo sanno. La vita è sacra fin dal primo giorno del concepimento. Talmente sacra che finanche la condanna a morte del reo ci scandalizza. Davanti a un bambino non nato non c’è niente da festeggiare. C’è invece da gioire e tanto solo stringendo tra le braccia un piccolo essere umano che, in modo misterioso, viene a ringiovanire la faccia della terra.
 
(fonte: Avvenire, 12.10.16)