Potenza. Gloria, nata alla 26esima settimana e salvata dai medici

bimba_2_53680755-1

Alla madre era stato consigliato un aborto ma ha deciso si portare avanti la gravidanza. La piccola, dopo mesi di ospedale, adesso è finalmente a casa e sta bene.
 
Le avevano consigliato di interrompere la gravidanza, altrimenti avrebbe messo a rischio la sua stessa vita. E invece Lorena Di Stefano, trentenne laureata in scienza della riabilitazione e supportata dal marito Lopardo Cataldo, trentenne perito agrario di Brianza in provincia di Potenza, ha deciso di continuare portando così alla luce la piccola Gloria. Il calvario per la coppia è iniziato quando Lorena, visitata in un altro ospedale, ha appreso che la gravidanza era ad altissimo rischio per la presenza di un patologico assottigliamento della parete dell’utero. Si tratta di una patologia molto grave e rara e che può essere devastante in gravidanza: in caso di rottura dell’utero spesso bisogna ricorrere alla sua asportazione, con l’impossibilità poi di avere figli. La donna, allora, ha deciso di rivolgersi al Reparto di Gravidanza a rischio del “Ruggi” di Salerno diretto dal dottor Raffaele Petta, il quale è riuscito a portare avanti la gravidanza fino alla 26/ma settimana.

La paziente è stata operata il primo agosto dall’èquipe del reparto guidata dal dottor Petta. La bimba, di appena 600 grammi, è stata affidata alla nascita alle cure dei dottori Giuseppe Vassallo e Annarita Frascogna e successivamente ai medici e al personale della Terapia Intensiva Neonatale guidati da Graziella Corbo. Per l’estrema prematurità ed il basso peso della neonata vi erano altissime probabilità di morte o di handicap successivi. Nonostante tutte le complicazioni la piccola Gloria, ricoverata in Terapia Intensiva Neonatale per oltre due mesi, ha mostrato notevoli miglioramenti e, dopo un breve ricovero all’Ospedale Santobono di Napoli per un delicato intervento agli occhi perfettamente riuscito, da tre giorni è finalmente a casa con la mamma ed il papà in ottima salute. “Ci fa piacere – spiega la mamma Lorena – ringraziare il reparto di Gravidanza a rischio con il personale tutto che mi ha assistito nella mia lunga permanenza di oltre 60 giorni e poi tutti i medici ed il personale della terapia intensiva neonatale che per mesi ci hanno sostenuto ed accompagnato nel lungo percorso di Gloria. Un grazie particolare alle infermiere che noi chiamiamo ‘le mamme della Tin’ che hanno accudito la piccola Gloria con affetto seguendola in modo encomiabile grammo per grammo”.
 
(fonte: avvenire.it, 3.12.16)