Giusy Versace: «Ho perso le gambe ma Dio mi ha regalato talmente tante cose che oggi farei peccato a lamentarmi»

di Silvia Lucchetti
 
Un inno alla vita attraverso la testimonianza di fede della campionessa paralimpica
 
Ho trascorso il sabato pomeriggio sul divano a riposarmi, mi sono presa l’influenza in pieno aprile – la più antipatica – , il proverbio dice: “Aprile dolce dormire”, ma lo tradurrei nel mio #mood del momento: “Aprile dolce tossire!”.

Comunque mentre facevo zapping per trovare qualcosa di carino da vedere in TV, e mi lagnavo con mio marito con frasi tipo “perché non mi fai compagnia qui sul divano invece di sistemare il giardino?”, ho trovato su Rai1 Giusy Versace. Lei ha quegli occhi che ti colpiscono, scuri e accesissimi, due lucciole, e sempre umidi, come se avessero dentro il riflesso dell’acqua. Mi è venuta subito voglia di ascoltarla. Intanto i fazzolettini li avevo già a portata di mano per il raffreddore…

Era ospite della trasmissione “A Sua immagine”, condotta da Lorena Bianchetti, e nel momento in cui mi sono sintonizzata ha detto:

«Ho perso le gambe ma Dio mi ha regalato talmente tante cose che oggi farei peccato a lamentarmi perché ho due gambe finte».

Come ogni volta che mi è capitato di ascoltarla in televisione, anche in questa occasione ha pronunciato parole bellissime, di profonda gratitudine nei confronti del Signore per il dono della vita.

Ricordo un’intervista di qualche anno fa nella trasmissione “Bel tempo si spera” su TV2000 in cui raccontava come nel momento dell’incidente il dolore atroce quasi le impediva di richiamare le parole dell’Ave Maria, che cercava di recitare per restare presente e lucida, per non morire, per chiedere a Maria di sostenerla.
 
IL LEGAME CON LOURDES

Giusy Versace ha un rapporto speciale con la Madonna, una devozione profonda, quasi tutti gli anni si reca in pellegrinaggio a Lourdes con l’Unitalsi calabrese per ringraziare la Vergine di averla salvata, di averla fatta rialzare sulle sue gambe.

Nel video di TV2000 potete trovare la sua testimonianza a Lourdes del 2010:

«Ho pregato tanto. Avevo fatto una promessa: se fossi tornata a camminare sarei venuta a Lourdes a ringraziare la Madonna. Trovarmi davanti alla Grotta è stata un’emozione incredibile, ovviamente ho pianto, ovviamente il dolore non si può raccontare. Chiunque di voi ha subito o sta vivendo un momento difficile lo sa. Mi sono sempre chiesta: “perché è capitato proprio a me? Che ho fatto io di male? Ci sono tanti ladri, assassini in giro che scoppiano di salute, e io devo perdere le gambe?”. Poi ho guardato la statua della Madonna e sembrava come se mi stesse parlando e mi ha detto: “gira la domanda, perché non a te? che hai tu più degli altri?”. E in effetti è così, perché non a me».

L’intervento si conclude con parole di speranza e coraggio per i malati e le famiglie, Giusy invita tutti, nonostante la sofferenza, a sorridere per ringraziare Dio del dono della vita.

Anche nell’intervista con Lorena Bianchetti, la bella e coraggiosa atleta del sud, ripercorre in breve tutta la sua vita, dal giorno dell’incidente (avvenuto undici anni fa) ai successi sportivi, dalla fondazione della sua onlus “Disabili No Limits”, al progetto teatrale portato avanti insieme al suo insegnante di ballo Raimondo Todaro.

Chi non ricorda la sua bravura, la sua leggerezza, intesa davvero come levità e dolcezza, nel programma “Ballando con le stelle”, edizione che ha vinto?

Un’esperienza che nel 2014 ha portato l’umanità e l’allegria di Giusy Versace nelle case di tutti gli italiani che hanno avuto, attraverso il programma, la possibilità di “conoscerla”, di lasciarsi coinvolgere dal suo calore.

Quando Lorena Bianchetti le ricorda il giorno del tragico incidente e poi le elenca i suoi successi paralimpici, Giusy con la voce rotta dalla commozione commenta:

«Mai undici anni fa avrei potuto immaginare di riuscire a fare tutto questo».

 
LA FEDE CONTAGIOSA DI GIUSY

Il suo allenatore racconta con stima e affetto la tenacia e il coraggio di Giusy nella preparazione sportiva, nel sopportare cadute e dolori, nel superare blocchi emotivi e fisici, e poi afferma:

«Giusy è una persona di grande fede, è una fede contagiosa la sua perché fa del bene a chi ne ha bisogno, ai malati, alle persone con disabilità, ma fa del bene anche alle persone come me, perché comunque credere è anche trasmettere, trasmettere valori di positività, di bontà, di affetto, di pace».

 
IL ROSARIO

La bella atleta porta sempre con sé il rosario, durante gli allenamenti ne ha rotti un paio:

«Adesso ne ho uno benedetto dal Papa, che metto sempre prima di ogni gara, io prima di ogni gara prego, cerco di isolarmi, faccio il segno della croce quando parto e un altro quando arrivo. Bacio a terra e ringrazio, perché comunque sia andata l’ho fatto con due gambe finte».

Come sabato pomeriggio trascorso con l’influenza, sabato in albis vigilia della Festa della Divina Misericordia, non mi è andata poi così male…

Di fronte alla “negatività” e alla rinuncia della vita che permea l’impianto del provvedimento legislativo in discussione in questi giorni al Parlamento relativamente al cosiddetto “Testamento biologico”, testimonianze come questa di Giusy Versace fanno davvero esclamare: Che bello! Quanta speranza! Quale straordinario inno alla vita da parte di chi ha vissuto un’esperienza di dolore e una menomazione così grande!

Affidandoci a Cristo che ha vinto la morte, la sofferenza anche estrema non ha più il potere di annientarci e spingerci a rinunciare alla vita!

 

 
(fonte: Aleteia)