La lucidità di Massimo Fini: «La felicità è impossibile, ci manca l’infinito»

(da UCCR, 6.07.18)
 
«Lanciare la Festa della felicità è un’idiozia. Meglio quella del nulla». Come non essere d’accordo con Massimo Fini, scrittore ed opinionista. Anarchico, anticlericale ma segnato dalla vita, profondamente interessato alla realtà.

Non solo Fini sta ultimamente esprimendo una visione parallela alla nostra su tematiche etiche come utero in affitto, adozioni Lgbt ed unioni civili, ma anche una vicinanza di pensieri esistenziali. Commentando la sciocchezza delle varie Giornate dedicate a qualunque cosa, si è soffermato appunto su quella dedicata alla Felicità (20 marzo).

«Sono stati gli americani con il loro consueto ed ottuso ottimismo ad avere l’ardire di inserire nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776 “il diritto alla ricerca della felicità”, che però è stato quasi subito tradotto dall’edonismo straccione contemporaneo in un vero e proprio ‘diritto alla felicità’. Diritti di questo genere non esistono». E celebrare questa fantoccia felicità ha proseguito Fini, «significa rendere l’uomo, per ciò stesso, infelice». Perfettamente d’accordo, sopratutto per la motivazione che l’editorialista de Il Fatto Quotidiano utilizza: «quel che ci manca non ha limiti, non si può essere “felici mai”. Solo la Superintelligenza illuminista, dei Kant, degli Hegel and company, poteva attingere a simili livelli di cretineria».

Che grande intuizione quella di Fini: l’uomo è esistenzialmente infelice perché vive di una mancanza, percepisce in sé un vuoto che non riesce a colmare. Ovvero, aspira l’Infinito. Così l’anarchico si avvicina a Sant’Agostino«Il nostro cuore è inquieto, finché non trova riposo in Te, o Signore». Ecco l’Infinito a cui l’uomo, gran parte delle volte inconsapevolmente, aspira, cercando inutilmente di appagare tale sete tuffandosi in infiniti più piccoli e menzogneri: il denaro, il progresso, il sesso…qualunque cosa da cui gli esseri umani sperano arrivi questa agognata risposta al desiderio di felicità che abita in loro. La Bibbia e Papa Francesco li definiscono “idoli”: «Il denaro, il piacere, il successo abbagliano, ma poi deludono», ha ricordato il Papa.

Proprio Agostino vedeva in questo senso religioso una prova dell’esistenza di Dio poiché, come ha ben spiegato il filosofo francese Philippe Nemo«l’uomo non può più accontentarsi del fatto che la sua vita individuale e sociale non abbia altro fine se non quello di “vivere”. “Vivere” non è ciò che fanno anche gli animali e i batteri? “Esistere” non è ciò che fanno anche le pietre e la polvere di stelle? L’intima coscienza di ogni uomo sa che questa mancanza di senso è un errore» (La bella morte dell’ateismo moderno, Rubettino 2017, p. 131). Un Senso dev’esserci, tanto che questa inestirpabile e nient’affatto illusoria domanda di felicità non permette all’uomo di abbassare lo sguardo e accontentarsi di ciò che, in fondo, mai lo soddisferà. E’ una griffe del Creatore impressa nella coscienza della sua creatura. «Quello che l’uomo cerca nel piacere è un infinito e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di raggiungere questo infinito» (Cesare Pavese).

Raggiungere la felicità è impossibile perché “quel che ci manca non ha limiti”, ci ha ricordato lucidamente il laicissimo Massimo Fini. Benedetto XVI invitò, però, ad andare oltre la constatazione della finitudine umana, invitando la ragione dell’uomo a compiere l’ultimo passo, l’apertura al Mistero: «Inquietudine, insoddisfazione, desiderio, impossibilità di acquietarsi nelle mete raggiunte: queste sono le parole che definiscono l’uomo e la legge più vera della sua razionalità. Egli avverte un’ansia di ricerca continua, che vada sempre più in là, sempre oltre ciò che è stato raggiunto. Dio, l’infinito, si è calato nella nostra finitudine per poter essere percepito dai nostri sensi, e così l’infinito ha “raggiunto” la ricerca razionale dell’uomo finito. Sta qui la “rivoluzione” cristiana: Dio Creatore “raggiunge”, oggi e permanentemente, la ricerca razionale dell’uomo tra gli uomini: “Io sono la via, la verità e la vita”».