Vittoria della vita nelle isole Hawaii

La vita nascente vale più del presunto diritto all’aborto. Così è stato deciso nelle isole Hawaii, dove qualche giorno fa è stata cancellata una legge che obbligava i medici pro-vita e i centri di gravidanza, anche se legati alla Chiesa, di – scrive la CNA – «informare i clienti sui programmi statali che offrivano gratuitamente o a basso costo “servizi di pianificazione familiare completi”, incluso l’aborto».

Questo importante cambiamento è stato naturalmente accolto con favore dal fronte pro-vita.

Derald Skinner, pastore di Calvary Chapel Pearl Harbor e presidente di “A Place for Women in Waipio”, ha dichiarato in un comunicato stampa: «Siamo grati che lo Stato abbia tirato indietro il suo attacco incostituzionale al nostro ministero [per la vita, ndR]. Le nostre porte rimangono aperte e continuiamo a offrire amore, cura e compassione per tutte le donne e i loro piccoli bambini, preziosi per la nostra comunità».

Infatti, dietro tutto questo c’è un equivoco di fondo tanto grossolano, quanto diffuso: l’idea che aiutare le donne ad abortire sia un atto di carità, un segno del progresso, nel nome del “diritto”. Invece è vero piuttosto il contrario: il primo diritto fondamentale, da tutelarsi sia per la madre sia per il nascituro, è il quello alla vita.

Questo significa che il bambino nel grembo non ha colpa alcuna per il fatto di “esserci” e che è portatore di una dignità pari a quella di qualsivoglia altro essere umano. Ma significa altresì che va tutelata anche la madre, sia dal punto di vista fisico, sia psicologico: l’aborto è infatti una falsa soluzione. Una soluzione che non cancella il fatto che una donna è diventata madre, come la sua psiche sa, e che potrebbe portarla a sviluppare – presto o tardi – la sindrome post-aborto. E una soluzione che incide sulla salute della donna: anche in questo caso, infatti, il corpo della donna si era preparato a vivere la gravidanza e il fatto di interromperla in maniera brusca e innaturale comporta conseguenze importanti, a breve e lungo termine.

La vita conosce solo le leggi della vita. Quelle imposte dallo Stato, che vanno in direzione contraria, non contano e portano solamente dolore: le isole Hawaii sembrano aver fatto un passo in questa direzione.
 
(fonte: notizie provita, 25.09.18)