Chi sono i sette nuovi santi

Le gigantografie a Piazza San Pietro

Paolo VI e monsignor Romero. Ma anche due sacerdoti, due suore ed un fabbro. Ecco le canonizzazioni di Papa Francesco
 
La Chiesa proclama oggi sette nuovi santi. Papa Francesco eleva agli altari il suo predecessore Paolo VI ma anche monsignor Oscar Romero, don Francesco Spinelli, don Vincenzo Romano, suor Maria Caterina Kasper, suor Nazaria Ignacia March Mesa e Nunzio Sulprizio.
 
La canonizzazione

Con la messa di canonizzazione queste sette figure entrano ufficialmente nel novero dei santi e diventano ancora di più patrimonio di tutta la Chiesa. Fino ad oggi, erano 42 i santi proclamati da Papa Francesco dall’inizio del suo pontificato nel 2013. Tra di essi, anche due dei pastorelli di Fatima, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
 
Paolo VI

Giovanni Battista Montini nacque nel 1897 a Concesio, in provincia di Brescia. Studioso brillante e attento alle esigenze dei giovani, fu assistente ecclesiastico nazionale della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Avviato verso la carriera diplomatico, Montini entrò in Segreteria di Stato dove rivestì la carica di Sostituto fino al 1952 per poi diventare Pro-Segretario per gli Affari Straordinari, il ruolo più importante in quel momento. Nel 1954 Pio XII lo nominò arcivescovo di Milano ma fu Giovanni XXIII a farlo cardinale. Alla morte di Papa Roncalli, partecipò al Conclave del 1963. Eletto Pontefice, scelse il nome di Paolo VI. Il suo pontificato si caratterizzò per aver concluso il Concilio Vaticano II aperto dal predecessore. Nei 15 anni e 46 giorni in cui sedette sul soglio pontificio, Paolo VI guidò la Chiesa nella transizione dall’epoca della modernità a quella della post-modernità. Avviò la riforma liturgica, inaugurò la stagione dell’ecumenismo con l’abbraccio con il Patriarca Atenagora ma non fu un Papa progressista. L’eredità spirituale del suo pontificato si ritrova nella sua ultima enciclica, l'”Humanae Vitae” in cui ribadì la dottrina di sempre della Chiesa sul matrimonio, inquadrandola nelle linee guida emerse durante il Concilio. Paolo VI morì il 6 agosto del 1978 per infarto nella residenza estiva di Castel Gandolfo.
 
Monsignor Oscar Romero

L’arcivescovo Romero fu la voce principale contro il sanguinoso regime militare che vigeva in El Salvador e che si nascondeva dietro ad un apparente sistema democratico. Dalla parte degli ultimi, il presule nelle sue omelie denunciò costantemente le violenze e le repressioni operate dal governo latinoamericano. Fu ucciso da un sicario degli squadroni della morte mentre officiava la messa, proprio nell’atto di consacrare l’Eucarestia.
 
Don Francesco Spinelli

Don Francesco Spinelli nacque da una famiglia nobile originaria di Milano. Fondò e guidò la Congregazione delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento. Don Spinelli fu beatificato da San Giovanni Paolo II nel 1992.
 
Don Vincenzo Romano

Don Vincenzo Romano fu parroco a Torre del Greco tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Fu allievo di Alfonso Maria de’ Liguori e dedicò il suo apostolato alla sua terra, in particolare agli operai. Dopo la tremenda eruzione del Vesuvio del 15 giugno 1794, il sacerdote si spese moltissimo per contribuire alla ricostruzione di Torre del Greco.
 
Suor Maria Caterina Kasper e suor Nazaria Ignacia March Mesa

Suor Maria Caterina Kasper fu proclamata beata proprio da Paolo VI il 19 aprile del 1978. Tedesca, di umilissime origini, lavorò duramente in gioventù anche come spaccapietre. Fu la fondatrice della congregazione delle Povere Ancelle di Gesù Cristo, nata in Germania ma ormai diffusa in tutto il mondo. Suor Nazaria Ignacia March Mesa nacque a Madrid ma prese i voti in Messico nel 2011, dove si era trasferita. Svolse attività missionaria in Bolivia dove, davanti ad una situazione sociale sempre più problematica, fondò la congregazione delle Missionarie Crociate della Chiesamettendosi al servizio dei poveri.
 
Nunzio Sulprizio

Nunzio Sulprizio è l’unico laico ad essere proclamato santo nella cerimonia di oggi. Nacque nel 1817 in Abruzzo ma la sua vicenda umana si legò indissolubilmente a Napoli, dove morì nel 1836. Il duro lavoro come fabbro ne compromise la salute ma il giovane accettò la sofferenza trovando conforto nei sacramenti.
 

(fonte: interris, 14.10.18)