38mo Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita. “Non si spenga lo sguardo sul concepito”

“Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno avesse il coraggio di cominciare” apre così Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita, il Convegno dei Centri di aiuto alla vita.
Quello del Mpv è un “popolo che vuole fare la differenza” afferma la Casini che sottolinea come “La differenza la fanno gli oltre 200mila bambini aiutati a nascere dai nostri Cav” in poco più di 40 anni.
“Il vostro servizio è stato ed è di eccezionale importanza. La differenza che il popolo della vita ha fatto è stata anche di non avere lasciato spegnere “lo sguardo sul concepito”.
Siamo “assediati da una potente cultura abortista. È necessario capire perché è considerato inaccettabile il tentativo di salvare una vita nascente insieme alla madre”. Davanti a fatti recenti come “le irritate reazioni e scomposte indignazioni al discorso del Papa del 10 ottobre” e le reazioni “alla decisione del consiglio comunale di Verona” ci si chiede perché la cultura della morte ritiene “inaccettabile lo sguardo sul figlio concepito”. È “la corruzione del concetto di libertà intesa come autodeterminazione”.
È venuto il tempo secondo Marina Casini “di riflettere a fondo sulla maternità” che è “privilegio e ricchezza femminile legati alla gravidanza”.
“La più grande difesa della vita nascente è proprio la madre” incalza la Casini “senza la sua collaborazione la difesa concreta della vita nascente è impossibile“.
“È arrivato il momento che la voce delle madri superi il clamore di un femminismo arrogante che dimentica il valore della donna” dice con forza la Casini.
Due, quindi, sono le linee culturali “che emergono dal lavoro dei Cav: il riconoscimento della dignità umana del concepito e il valore della maternità. I Cav devono essere espressione di un’intera società che accoglie” propone Marina Casini.
Per questo commentando la legge sull’aborto che ha compiuto 40 anni dice: “la 194 è integralmente iniqua perché oltre a offendere la vita offende la libertà” perché anche quelle norme che potrebbero essere positive sono molto equivoche.
Di fronte a questa legge il “modello dei Cav dovrebbe influenzare la funzione e la metodologia dei consultori familiari” attraverso una proposta di legge che definisca la proposta consultoriale “come esclusivamente diretta ad evitare l’aborto aiutando la donna a superare le difficoltà che rendono indesiderata la sua gravidanza”.
 
fonte: mpv.org