L’ospedale ripristina la nutrizione e l’idratazione per David Ruiz

Patricia Adames di 51 anni, ha combattuto instancabilmente per suo figlio David.
La donna ha denunciato tramite i social media la situazione in cui versava David, mostrandolo nella sua magrezza in foto e facendo anche un video in cui, il 24 gennaio, pronunciava queste parole: “Come potete vedere, il suo corpo è emaciato. Il suo corpo si sta letteralmente deteriorando, sta scomparendo davanti a noi perché gli viene negata la nutrizione. Sta morendo di fame in ospedale.”

David Ruiz, padre di tre figli, ha subito un ictus e una successiva lesione cerebrale che lo hanno lasciato in coma il 31 dicembre 2018.
I medici hanno poi dichiarato David cerebralmente morto circa due settimane fa, nonostante abbia contrazioni e riesca a muovere e sollevare le dita quando un familiare gli parla.
Patricia, con la figlia Diana, aveva già programmato di trasferire David in una struttura in grado di fornirgli assistenza a lungo termine.
Tuttavia, dopo quasi tre settimane senza nutrizione e adeguata idratazione, David è diventato troppo fragile per essere trasferito.
L’ospedale St. Joseph di Tucson, Arizona, aveva tolto la nutrizione a David e la maggior parte della sua idratazione il 9 gennaio 2019 adducendo come motivazione che cibo e acqua erano trattamenti medici “futili” a causa della situazione medica di David.

Steadfast Onlus, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani, si è prontamente messa a servizio della famiglia e, in stretto contatto con Patricia e Diana, ha seguito l’evoluzione della vicenda portandola all’attenzione dei media italiani.
La famiglia ci ha avvisati che era riuscita a contattare Bobby Schindler, fondatore della rete Life and Hope Terri Schiavo, con il quale spesso abbiamo collaborato difendendo la vita e la dignità di altri pazienti malati a cui venivano negate le cure come Charlie Gard, Alfie Evans e Payton Summons solo per citarne alcuni.

Ieri, 28 gennaio 2019, Bobby Schindler con il direttore e avvocato della Life Legal Defense Foundation Alexandra Snyder ha avuto un incontro con gli amministratori ospedalieri per discutere riguardo la situazione di David Ruiz in cerca di una mediazione efficace che restituisse a David la dignità che merita.

L’ospedale St. Joseph fa parte del Sistema Medico Carondelet, che risale agli anni 70 dell’800 fondato dalle Suore di San Giuseppe di Carondelet, e aderisce alle Direttive Etiche e Religiose pubblicate dalla Conferenza Episcopale dei Vescovi Cattolici Americani.

Durante l’incontro, l’ospedale ha accettato di reintegrare cibo e liquidi a David.
L’ospedale ha anche accettato di assistere David con adeguate cure per permettere il trasferimento a una struttura di assistenza a lungo termine scelta dalla madre.

“Siamo lieti che l’ospedale St. Joseph abbia accettato di riprendere a fornire cibo e acqua a David”, ha dichiarato Bobby Schindler “Continueremo a difendere David finché non troveremo una struttura che gli fornisca un’assistenza adeguata a lungo termine. In questo momento, anche se fossimo in grado di trovare una struttura che lo accetti, è stato senza nutrimento e poca o nessuna idratazione per quasi tre settimane. È fragile dal punto di vista medico e non so se riusciremo a trasferirlo.”
Bobby ha dichiarato che non riesce a capire perché “c’è stata una tale corsa ad interrompere le cure”, aggiungendo che la famiglia sta ora lottando contro il tempo per “vedere se possono far curare questo figlio e avere l’opportunità che migliori”.

Questa la dichiarazione di Alexandra Snyder: “Life Legal è entusiasta degli sviluppi odierni ed è inaccettabile che a un paziente vengano negati i diritti fondamentali di cibo e acqua. Siamo grati che l’ospedale abbia accettato di riprendere le cure ordinarie per David.”

Il Presidente di Steadfast Onlus, Emmanuele Di Leo, appena appresa la notizia non riesce a contenere la gioia e afferma: “Il Valore della Vita trionfa! Siamo persona non in base alla qualità della vita, ma per il suo valore e dignità assoluti. Dagli USA ci arrivano bellissime notizie, David è libero! La famiglia ci ha confermato che gli sono state ripristinate idratazione e alimentazione. Appena si sarà stabilizzato si potrà fare il trasferimento nello stato del New Jersey dove una struttura lo accoglierà e assisterà!”

Per quanto riguarda la fornitura di supporto vitale ai pazienti, secondo il Centro nazionale di bioetica cattolica americano, “La Chiesa cattolica insegna che la vita è un bene intrinseco. Anche quando una persona è afflitta da una malattia, quel valore rimane intatto. In effetti, gli ammalati e gli anziani meritano una nostra speciale cura.” Prosegue dicendo: “La posizione di default per la cura di coloro che soffrono di coscienza diminuita e non hanno iniziato il processo della morte, così come per quelli al fine della vita, dovrebbe essere a favore della somministrazione di cibo e acqua anche con mezzi artificiali. Se la fornitura di cibo e acqua risulta inutile (se non vengono assimilati dall’organismo) o se causa gravi complicazioni (come polmonite da aspirazione o infezioni), può essere interrotta.”
Il centro di bioetica osserva che “sfortunatamente” la rimozione di nutrizione e idratazione da pazienti inabili è “abbastanza comune.” Prosegue: “Ogni volta che viene suggerita una raccomandazione per rimuovere cibo e acqua, ci si dovrebbe chiedere: ‘Quale sarà la causa della morte?’ Se la risposta è la disidratazione o la fame, e la nutrizione e l’idratazione assistita possono essere facilmente fornite e assimilate, allora non fornirle è una forma di eutanasia. L’incoscienza non è una malattia mortale. Nessuno muore per incoscienza.”

Indipendentemente dalla prognosi di David, cibo e acqua – come ha detto Papa Giovanni Paolo II – “rappresentano sempre un mezzo naturale per preservare la vita, non un atto medico”.
Fornire nutrizione e idratazione è “ordinario e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio”.

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, “a prescindere dai motivi e dai mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, malate o morenti. È moralmente inaccettabile. Quindi un atto o un’omissione che, di per sé o per intenzione, causa la morte per eliminare la sofferenza costituisce un omicidio gravemente contrario alla dignità della persona umana e al rispetto dovuto a Dio vivente, il suo Creatore.”

La reintegrazione della nutrizione e dell’idratazione di David è ripresa già nel pomeriggio, in Italia notte, di ieri 28 gennaio 2019.

Patricia e Diana stanno cercando di raccogliere fondi necessari per il trasporto aereo verso gli ospedali di altre parti del paese che possono accettare David come paziente. Calcolano che il trasporto costi all’incirca $25.000 ed è stata creata una pagina GoFundMe per ricevere donazioni.
Sembra che un’associazione si sia offerta di coprire i costi. Non appena avremo notizie certe lo comunicheremo.

Steadfast Onlus continuerà a monitorare la situazione e a far in modo che David e la sua famiglia possano stare sereni in questo momento di particolare difficoltà.
 

Read more info at those links:

http://www.standardnewswire.com/news/5165014917.html

https://www.lifesitenews.com/…/food-water-restored-to-comat…

https://www.lifenews.com/…/catholic-hospital-denied-futile…/

Watch this video https://youtu.be/MUU2LYlkoBU.

 

(fonte: Steadfast ONLUS)