New York, uccide donna incinta ma con la nuova legge il bambino non esiste

Un uomo ha ucciso una donna incinta e il suo bambino di 14 settimane a New York, inizialmente viene accusato anche di aborto di secondo grado ma il procuratore generale rimuove l’accusa in quanto la nuova legge ha tolto l’aborto dal codice penale.
A fine gennaio 2019 il governatore “cattolico” di New York, Andrew M. Cuomoha firmato una delle leggi più permissive sull’aborto nella storia degli Stati Uniti. Il Reproductive Health Act (RHA) permette infatti l’interruzione di gravidanza fino all’ultimo giorno prima della nascita, una notizia che ha fatto il giro del mondo nonostante alcuni giornalisti, come Enrico Mentana, si siano affrettati -con scarsi risultati- a definirla una “bufala”.
 
L’uomo uccide donna incinta, prima accusato anche di aborto poi scagionato grazie al RHA

Una notizia inquietante dimostra che non c’è alcuna bufala e la nuova legge avrà conseguenze tragicamente imprevedibili. Il 3 febbraio scorso nel borgo Queens, a New York, Anthony Hobson ha ucciso con un coltello la sua ex fidanzata Jennifer, incinta alla 14° settimana. L’aggressione ha causato la morte sia della donna che del bambino non ancora nato, per questo l’uomo è stato inizialmente accusato anche di aborto di secondo grado.

Lo ha annunciato il procuratore distrettuale del Queens, Richard A. Brown, in un comunicato stampa. L’accusa però è stata incredibilmente rimossa dopo che alcuni giornalisti e membri della stampa hanno sottolineato che l’aborto non è più considerato un crimine a New York dopo la recente legge, il RHA, la quale consente di interrompere la nascita in qualsiasi momento, rimuovendo l’aborto dal codice penale dello Stato.
 
Uccidere una donna incinta significa due omicidi, ma non a New York

In un editoriale per il New York Daily News, antecedente all’assassinio della giovane donna newyorchese, Charles Camosy aveva predetto che la rimozione dell’aborto dal codice penale avrebbe eliminato la possibilità di accusare gli uomini che attaccano le donne incinte del crimine di uccidere i bambini non ancora nati. Eppure, «le persone intellettualmente oneste sanno che quando una donna incinta viene uccisa, accade qualcosa di diverso rispetto a quando viene uccisa una donna non incinta», scrisse Camosy. «Entrambe le situazioni sono incredibilmente tragiche, ma nella prima situazione, due esseri umani vengono uccisi, non uno».

Mentre per 38 stati americani e per il governo federale uccidere un bambino non ancora nato, contro i desideri della madre, è un crimine, a New York si resta impuniti. L’utero materno è il luogo più pericoloso per i bambini newyorkesi, che possono essere uccisi da chiunque e in qualunque momento senza che nessuno si alzi in loro difesa, nemmeno la legge.

E’ possibile anche sottolineare che la decisione di assolvere l’uomo dall’omicidio del bambino non ancora nato è un autogol clamoroso: dimostra che effettuare un’interruzione di gravidanza in una clinica medica non è poi così diverso dall’infilzare con un coltello l’addome di una donna, il bambino viene comunque ucciso e la nuova legge newyorchese non condannerà in nessuno dei due casi.
 
Il governatore Cuomo ha difeso la sua fede cattolica, ma l’aborto è un problema laico

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, si è difeso sul New York Times proclamando la sua identità cattolica ma spiegando che «non credo che i valori religiosi debbano guidare posizioni politiche». Peccato che finga di ignorare che il motivo per cui sempre più persone si oppongono all’aborto (il 75% degli americani, tra cui il 60% dei Democratici, secondo un recente sondaggionon è dovuto alla religione ma al fatto che si tratta di un atto che oggettivamente pone fine alla vita di una persona umana completamente distinta dalla madre.

Ed infatti esiste un’associazione chiamata Secular for life che riunisce centinaia di atei americani, i quali sognano «un mondo in cui l’aborto sia impensabile, per le persone di ogni fede e non fede»Papa Francesco ha chiaramente spiegato«Perché la Chiesa si oppone all’aborto? E’ un problema religioso? Filosofico? No, è un problema scientifico, perché lì c’è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. Nel pensiero antico e nel pensiero moderno, la parola “uccidere” ha lo stesso significato!”».
 
(fonte: Uccr, 16.02.19)