“Una canzone per mio padre”: il film-rivelazione arriva a Montecitorio

Dott.ssa Picchi: “E’ importante far vedere che l’uomo è capace di grandi azioni, anche nel quotidiano”

Il perdono come base per la riconciliazione di un figlio con un padre “impossibile”. Dopo il successo in America, giovedì 19 settembre il film “Una canzone per mio padre” verrà presentato in anteprima nazionale presso l’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio.

L’evento

Una canzone per mio padre è un film drammatico americano del 2018 diretto dagli Erwin Brothers e scritto da Alex Cramer, Jon Erwin e Brent McCorkle, basato sulla storia dietro la famosa canzone I Can Only Imagine del gruppo rock cristiano MercyMe. Racconta la storia vera della difficile infanzia del cantante, Bart Millard, segnata da un padre violento e dipendente dall’alcol e da una madre che lo abbandona da piccolo. Un dolore intenso, dal quale sembra impossibile fuggire, ma che invece Bart riesce a riscattare con un profondo percorso interiore culminato nella scrittura di una canzone di enorme successo, I Can Only Imagine, vincitrice del triplo disco di platino e lungamente in vetta alle classifiche di musica pop e country americane. Il film è interpretato da J. Michael Finley nel ruolo di Bart Millard e da Dennis Quaid nella padre del padre alcolizzato. Anche Madeline Carroll, Trace Adkins, Priscilla Shirer e Cloris Leachman sono nel cast.

Dalle ore 15 a Montecitorio importanti ospiti animeranno il dibattito che precederà la proiezione: l’attore Luca Ward, doppiatore di Dennis Quaid, padre del protagonista; il professor Daniele Prucher, chimico e tossicologo, che illustrerà gli effetti della dipendenze sul cervello e sul comportamento; il professor Luciano Gheri, psichiatra e psicologo dell’infanzia e adolescenza, che analizzerà le ricadute psicologiche su chi ha subito violenza da parte di soggetti con dipendenza da alcol o droga, specie quando questi sono figure di riferimento come possono esserlo i genitori; il magistrato Domenico Airoma, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Napoli, che mostrerà come le dipendenze incidano sull’aumento della criminalità giovanile; la dott.ssa Federica Picchi, fondatrice della Dominus Production e presidente del Comitato “Spettacolo e Cultura”, che affronterà sia il tema dei messaggi subliminali presenti nei media, sia come gli stessi media possano trasformarsi da strumento negativo a indispensabile ausilio educativo per giovani e adolescenti. Seguirà alle ore 17, la proiezione del film Una canzone per mio padre in lingua italiana della durata di 80 minuti.

Per sottolienare l’importanza dell’evento, In Terris ha intervistato la dott.ssa Federica Picchi, fondatrice della Dominus Production.

Dottoressa, perchè ha fondato una casa di produzione?

“Ho fondato la Dominus Production perché mi accorsi – mentre lavoravo in una banca d’affari a Londra – di quanto i media fossero portatori di messaggi negativi usando falsità o messaggi subliminali che andavano profondamente a deviare e a dare modelli scadenti ai giovani. Brutti esempi che possono far perdere speranza e bellezza nella vita. Ho creduto però che i media potessero anche veicolare messaggi positivi e ho iniziato a usare il cinema per portare in sala storie di umana grandezza, bellezza, virtù. Queste storie sono soprattutto pensate per i giovani che sono la nostra forza e il nostro futuro per far vedere loro che esistono anche modelli positivi”.

Quale è l’obiettivo del film?

“Dimostrare che anche attraverso le difficoltà ce la si può fare. La sofferenza è parte integrante della nostra vita: come essere umani abbiamo di fronte sempre degli ostacoli ma non per questo dobbiamo buttarci via, o dobbiamo cadere nella dipendenza, ma cercare la bellezza che è dentro di noi e intorno a noi. Esempi positivi di rinascita e di perdono (come il protagonista del film) hanno grande importanza perché rappresentano un piccolo seme che viene gettato in un mondo dove i giovani non hanno più punti di riferimento. E’ invece importante far vedere che l’uomo è capace di virtù, è capace di grandi azioni, anche nel quotidiano”.

Come spiega l’enorme successo del film negli Usa?

“Ha avuto successo perché parla di una storia vera, del protagonista che è un uomo come tanti che però ha avuto la forza di portare a galla un dolore profondo, l’interruzione di un rapporto importante, quello tra padre e figlio, vale a dire di un legame naturale. Tramite il perdono il protagonista supera questa ferita e supera il rancore, tanto che riuscirà ad esprimere questo percorso di rinascita in una canzone che diventerà un successo mondiale, vincendo solo in America 3 dischi di platino”.

Perché è importante parlare, anche al cinema, del dramma delle dipendenze?

“Perché con questo film facciamo vedere il pericolo delle dipendenze che appaiono come un rifugio dalla noia o dalla sofferenza, ma che in realtà ci fanno perdere la bellezza della vita. Nel film, anche se si parla di alcolismo, non ci sono scene in cui si vede il padre bere alcolici: sia per non spingere all’emulazione sia per non dare uno shock emotivo e tutelare le fasce più giovani; sono evidenziati solo gli effetti nefasti sulle relazioni del padre col figlio e lo stravolgimento del carattere che la dipendenza produce. Fa perciò molto riflettere ma senza scandalizzare. Contiamo di aver fatto veramente un bel lavoro”.

Quanto pesa la fede nel cammino di guarigione?

“Moltissimo. L’umanità ha bisogno di trovare la forza per superare tutti i suoi limiti e questa forza interiore ci viene da Dio, da qualcosa di più grande. Dio è fondamentale perché è un Padre che dà speranza, virtù alla base del combattimento quotidiano. E’ bello sapere che il nostro Creatore ci ama per quello che siamo, anche con i nostri limiti. Ciò nonostante, il film non è solo per i credenti, ma anche per chi è lontano dalla fede. E’ un film per tutti soprattutto per giovani e giovanissimi, perché dà un messaggio universale, non di esclusività, poiché si tratta di una storia vera. E’ vero che il protagonista trova la forza del riscatto leggendo la Bibbia, ma il linguaggio del perdono è un linguaggio universale: anche chi non crede, infatti, attraverso il perdono può trovare la pace del cuore. Attraverso questo film, anche chi è lontano da Dio capisce che l’uomo ha un potenziale infinito”.

Il film uscirà in tutte le sale italiane a partire dal 7 novembre prossimo. Per sensibilizzare i ragazzi, le scuole possono chiedere delle proiezioni nelle mattinate del 7, 8 e  9 novembre scrivendo a scuole@dominisproduction.com; oppure spettacoliecultura.com o chiamando lo 0550468068. Inoltre, andando sul sito http://www.unancanzonepermiopadre.it, gli insegnanti potranno scaricare il materiale e la scheda didattica per le secondarie di prime e di secondo grado. L’ingresso alla giornata di presentazione del 19 settembre è con prenotazione (fino ad esaurimento posti) previa registrazione a press@dominusproduction.com oppure chiamando il numero 0550468068. Priorità sarà riconosciuta agli insegnanti, agli educatori e alla stampa. Per maggiori informazioni sul film, visitare la pagina: www.unacanzonepermiopadre.it.
 

(fonte: interris, 18.09.19)