Averne memoria per averne coscienza

Quello che oggi si deve ricordare è che, a distanza di anni, il mondo si ferma su di un dato di fatto: che “vite senza valore” o “vite non degne di essere vissute” è stata ed è ancora una macchia nera sull’uomo.

“Le prime camere a gas furono costruite nel 1939, in ottemperanza al decreto di Hitler, del primo settembre di quell’anno, secondo cui alle “persone incurabili” doveva essere “concessa una morte pietosa”. (…) Il programma suscitò enorme scalpore. Era impossibile tener segreta l’uccisione di tanta gente; la popolazione tedesca delle zone in cui sorgevano quegli istituti se ne accorse e ci fu un’ondata di proteste, da parte di persone di ogni ceto che ancora non si erano fatte un’idea “oggettiva” della natura della scienza medica e dei compiti del medico. Nell’Europa orientale lo sterminio col gas -o, per usare il linguaggio dei nazisti, il “modo umanitario” di “concedere una morte pietosa” – iniziò quasi il giorno stesso in cui in Germania fu sospesa l’uccisione dei malati di mente. Nessuna delle varie Sprachregelungen studiate in seguito per ingannare e camuffare ebbe nelle menti degli esecutori l’effetto potente di quel decreto hitleriano (…) dove la parola “assassinio” era sostituita con la perifrasi “concedere una morte pietosa”. Eichmann, quando il giudice istruttore gli chiese se l’istruzione di evitare “inutili brutalità” non fosse un po’ ridicola visto che gli interessati erano comunque destinati a morte certa, non capì la domanda, tanto radicata nella sua mente era l’idea che peccato mortale non fosse uccidere, ma causare sofferenze inutili.” (Hannah Arendt)

Giulia Bovassi

Un commento su “Averne memoria per averne coscienza

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