EllaOne: l’attacco alla vita nascente continua

Nei giorni scorsi, ricordavo la bellissima enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II sul valore e l’inviolabilità della vita umana e sulle crescenti minacce da essa subite soprattutto nelle sue fasi più vulnerabili, come quelle della vita nascente e terminale. E riportavo, tra le tante altre parti dell’enciclica, quella in cui il Beato Giovanni Paolo II denunciava: “Per facilitare la diffusione dell’aborto, si sono investite e si continuano ad investire somme ingenti destinate alla messa a punto di preparati farmaceutici, che rendono possibile l’uccisione del feto nel grembo materno, senza la necessità di ricorrere all’aiuto del medico. La stessa ricerca scientifica, su questo punto, sembra quasi esclusivamente preoccupata di ottenere prodotti sempre più semplici ed efficaci contro la vita e, nello stesso tempo, tali da sottrarre l’aborto ad ogni forma di controllo e responsabilità sociale”.

Dal 2 aprile scorso, è in vendita nelle farmacie la pillola EllaOne, la c.d. “pillola dei 5 giorni dopo”. Qui di seguito, riporto un articolo di Paolo e Luca Tanduo, pubblicato sul sito Cultura Cattolica, che parla dell’introduzione in Italia di questa pillola presentata ufficialmente (anche nel bugiardino) come contraccettivo, mentre trattasi in realtà di abortivo a tutti gli effetti.

Il ‘cornuto’ per eccellenza – come noto – si serve dell’anti-lingua per ingannare le coscienze, contando sull’ignoranza delle persone semplici. Ecco perchè, nella sua appassionata enciclica di cui sopra, Giovanni Paolo II esortava tutti a mobilitarsi per la difesa della vita, proprio attraverso una “battaglia culturale” ed educativa. Anche questo dell’anti-lingua è un vecchio trucco (utilizzato sin dai tempi della propaganda per la legge sull’aborto) di cui il Papa era perfettamente consapevole quando metteva in guardia da quella che lui chiamava la “cultura della morte”.
Così come il regnante Papa Benedetto XVI non manca mai di denunciare la “tecnocrazia”, ovvero quell’ideologia oggi assai diffusa a livello mediatico, politico e giurisprudenziale che, sganciandosi dalla verità, pretende di influenzare l’etica e le coscienze, ponendosi come unico metro per valutare la moralità di certi esperimenti (1).

A questo proposito, approfitto per segnalare un evento che si terrà nei prossimi giorni a Milano. Sabato 12 maggio 2012, alle ore 21.00, si terrà una Veglia per la vita, a difesa del concepito minacciato dal proliferare dei nuovi metodi abortivi.

La veglia si svolgerà presso la parrocchia S. Maria Nascente, in Piazza S. Maria Nascente (MM1 – fermata QT8) e sarà composta da un S. Rosario meditato, seguito da una breve adorazione eucaristica.

Presiede Monsignor Mario Delpini, nuovo Vicario Generale della Arcidiocesi di Milano.

L’iniziativa è organizzata dall’Arcidiocesi di Milano e da: Associazione Scienza & Vita – Alleanza Cattolica – Associazione Medici Cattolici Italiani – Comunione e Liberazione – Centro Culturale Cattolico San Benedetto – Circolo don Mario Pisoni – Movimento per la Vita Ambrosiano – Unione Farmacisti Cattolici Italiani.

Si raccomanda la partecipazione e la massima diffusione dell’iniziativa.

 
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EllaOne: l’attacco alla vita nascente continua

 

Dopo approvazione da parte dell’Aifa (l’Agenzia Italiana del Farmaco), che ha ritenuto la “pillola dei 5 giorni dopo” EllaOne un contraccettivo di emergenza, simile alla “pillola del giorno dopo”, e non un farmaco abortivo, con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale essa è diventata commerciabile anche in Italia. Potrà essere messa in vendita nelle farmacie italiane come farmaco di classe “C”, ovvero a carico del paziente, avrà un costo di 35 euro e potrà essere impiegata solo da donne che avranno effettuato preventivamente un test di gravidanza.

Subito bisognerebbe dire che anche per questa richiesta del test di gravidanza pare assurdo che ellaOne sia pubblicizzata e commercializzata come anticoncezionale d’emergenza: infatti il suo principio attivo è lo stesso della RU486 (dichiaratamente abortiva) ed ha effetto antiannidatorio nel caso sia avvenuto il concepimento, provocando quindi l’aborto.

La pillola ellaOne agisce tra il momento della fecondazione e quello dell’annidamento nell’utero, sfruttando l’azione del principio attivo ulipristal acetato, ovvero la versione sintetica dell’ormone sessuale femminile chiamato progesterone.

Il principio attivo ulipristal acetato contribuisce anche ad impedire l’annidamento dell’embrione nel caso in cui sia avvenuta la fecondazione, modificando l’endometrio e il rivestimento uterino di modo che questo non sia predisposto a supportare un’eventuale gravidanza. Sul sito dell’HRA pharma si trova “The primary mechanism of action is thought to be inhibition or delay of ovulation, but alterations to the endometrium may also contribute to the efficacy of the medicinal product”.

Secondo la casa farmaceutica il principio attivo dell’ulipristal acetato contenuto in ellaOne consente di ridurre del 98% il rischio di gravidanza indesiderata se assunto entro i 5 giorni successivi al rapporto considerato a rischio. Le percentuali diminuiscono se la pillola è assunta oltre le 120 ore. Secondo chi sostiene questo farmaco, il solo effetto indotto è quello di inibire e ritardare il rilascio dell’ovulo da parte delle ovaie attraverso una sorta di “simulazione di fecondazione”, in modo da impedire che avvenga una fecondazione.

Ma la realtà è diversa: infatti l’azione c.d. anti-ovulatoria sembra manifestarsi regolarmente soltanto all’inizio del periodo fertile (il secondo e terzo giorno fertile del ciclo), inoltre è opportuno ricordare che l’effetto della pillola parte dal momento dell’assunzione della stessa. In caso di rapporto in periodo non fertile l’assunzione della pillola sarebbe inutile. In caso di rapporto nel periodo fertile del ciclo l’assunzione della pillola ellaOne non sarà efficace come contraccettivo perché l’ovulazione avrà avuto già luogo, la fecondazione potrebbe quindi essere avvenuta prima dell’assunzione. Si avrà esclusivamente un’azione anti-annidamento, cioè contragestativo, cioè abortivo.

Assurdo sostenere che la gravidanza ha inizio quando l’embrione si annida, la gravidanza inizia con il concepimento. Gli ultimi studi dicono che l’embrione già nelle tube nel percorso che lo porta verso l’utero scambia messaggi tramite ormoni con la madre.

Sul test di gravidanza va detto che, essendo fatto per prendere la pillola nei giorni immediatamente successivi al rapporto sessuale, se il concepimento è avvenuto e l’embrione non è ancora arrivato nell’utero, il test risulterà comunque negativo.
Se anche poi fosse realmente negativo, siccome la confezione di ellaOne contiene più pillole, nessuno spiega come e quando verranno “consumate” la volta successiva senza neanche il test.

In ogni caso la limitazione introdotta dal test di gravidanza è solo una magra consolazione per chi si opponeva ad una nuova banalizzazione dell’aborto e della sessualità specie tra i giovani. Inoltre non sarà possibile controllare se le donne che riceveranno la pillola la useranno subito o la terranno per un successivo rapporto non protetto, nel quale potrebbe invece risultare positivo il test della gravidanza.

Altri due aspetti da sottolineare: i farmacisti non potranno fare obiezione di coscienza per non vendere questa pillola, e qui ci preme dire che, visti gli sviluppi e le immissioni di queste pillole sul mercato italiano, sarebbe ora di regolamentare con una legge anche l’obiezione di coscienza dei farmacisti, come suggerisce anche la presa di posizione del CNB del 25-02-2011 che estende la “clausola di coscienza” anche ai farmacisti. Questo sta diventando un punto decisivo, infatti, spostando il tema dell’aborto e la sua realizzazione dall’ospedale all’uso farmacologico di queste pillole, decisivo diventa il diritto dei farmacisti di obiettare secondo coscienza, anche di fronte a prescrizione medica.

Secondo aspetto: con l’assunzione della ellaOne si realizzerà un aborto a domicilio. La donna sarà sottoposta ad un grosso dosaggio ormonale e sarà lasciata ancora più sola, l’uomo sarà ancora meno coinvolto. Questo avrà sicuramente un impatto a livello educativo. Le conseguenze a livello psicologico dell’avvenuto aborto non saranno per nulla minori per le donne; un sessuologo e psicoterapeuta su Avvenire dice “abortire con una pillola realizza quello che si definisce ‘proporzionalità traumatica’, ossia l’idea che la sofferenza è minore se l’embrione è più piccolo. In realtà, è sempre presente nella donna il senso di colpa, tipico della sindrome del post-aborto”.
Inoltre nessuno indica e ricorda le controindicazioni delle pillole; si parla tanto di salute della donna e non si dice mai che assumere ormoni o alterarne le dinamiche può creare problemi alle donne che li assumono; se pensiamo poi che la maggior parte delle “utenti” saranno giovanissime già possiamo immaginare i risultati.

Dovrebbe far riflettere quanto è possibile trovare sul sito dell’HRA pharma: sul Summary of product characteristics della pillola EllaOne, troviamo scritto: “Children and adolescents: Safety and efficacy of Ellaone was only established in women 18 years and older”, eppure noi lasceremo che sia possibile reperirlo in tutte le farmacie anche alle minorenni.

La Società italiana della contraccezione (SIC) e la Società Medica Italiana per la Contraccezione (SMIC), il 6 giugno 2011, hanno emanato un paper nel quale sostengono che in base alle leggi vigenti, la prescrizione e somministrazione dei contraccettivi d’emergenza è consentita anche a minorenni fino a 13 anni d’età.

Negli ultimi anni con la diffusione dell’uso delle pillole come la Norlevo, 360mila confezioni all’anno distribuite in Italia, il 55% di esse alle giovanissime, si è contemporaneamente registrato un costante incremento nell’abortività spontanea; gli aborti spontanei sono aumentati di 11.000 unità all’anno nel 2001 (+20%), di 17.000 all’anno nel 2005 (+30%) e di 22.000 unità all’anno nel 2007 (+37%), con incrementi del +67% nel 2005 e +80% nel 2010 nelle giovanissime.

La commercializzazione di queste pillole ha anche un aspetto economico non secondario. L’HRA Pharma, la farmaceutica francese è già produttrice della pillola della giorno dopo. Impressiona il fatturato di questa azienda francese, 43,7 milioni di euro nel 2010 con un utile di 7,53 milioni. Solo in Italia con la vendita della pillola del giorno dopo ha avuto utili di 82.663 euro (dati tratti da èVita del 17 novembre 2011).

(Paolo e Luca Tanduo, CulturaCattolica.it, 6.05.12)

 
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(1) «Ricco di mezzi, ma non altrettanto di fini, l’uomo del nostro tempo vive spesso condizionato da riduzionismo e relativismo, che conducono a smarrire il significato delle cose; quasi abbagliato dall’efficacia tecnica, dimentica l’orizzonte fondamentale della domanda di senso, relegando così all’irrilevanza la dimensione trascendente. Su questo sfondo, il pensiero diventa debole e acquista terreno anche un impoverimento etico, che annebbia i riferimenti normativi di valore. […] Una mentalità fondamentalmente tecnopratica genera un rischioso squilibrio tra ciò che è possibile tecnicamente e ciò che è moralmente buono, con imprevedibili conseguenze». (Benedetto XVI, Discorso tenuto in occasione del 50° anniversario della nascita della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma)