15 insegnamenti dei santi sull’amicizia

15 insegnamenti dei santi sull’amicizia

Chi trova un amico trova un tesoro!
 
Può essere che molti di noi siano ricchi e ancora non se ne rendano conto. La Parola di Dio ci insegnava già dall’Antico Testamento che “un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore” (Siracide 6, 14-16).

Se Gesù, che è Dio, ha voluto aver bisogno di amici per proseguire il suo percorso in questo mondo, immaginatevi noi! L’essere umano non può vivere come un’isola. San Giovanni Bosco ha affermato che “il Signore ci ha messo al mondo per gli altri”. È una grande verità! Potremmo perfino dire che a partire da Cristo l’amicizia ha acquisito un senso nuovo. L’amico è colui che ha scoperto il valore e la dignità del fratello, alla luce del Vangelo. Continua a leggere

Riscopriamo il pudore o sarà un massacro

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da tempi.it
 
Cosa pensare del caso di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni che si è tolta la vita in seguito alla diffusione in rete di alcuni suoi filmati hard? Sui giornali si trova di tutto, anche se – a nostro parere – un discorso che si limiti a chiedere “regole per il web” è importante, ma non sufficiente.
È ovvio che ciascuno di noi rimane sgomento dopo un fatto del genere e i particolari di cronaca che in queste ore emergono aumentano la sensazione di disagio e sdegno. Che si trovino rimedi affinché tali tragici episodi possano essere limitati, è auspicabile. Ma, diciamolo senza infingimenti, tutti noi sappiamo che, anche una volta approvato il miglior regolamento per il galateo sul web, questo non basterà.

NASCONDIMENTO DEL BELLO. E dunque? E dunque ci pare interessante segnalare un articolo apparso oggi sul Giornale a firma dello psicologo Claudio Risè che ci pare non limitarsi al prontuario di “regole utili per orientarsi nella giungla della rete”, né fornire generici richiami al buon costume (prima di girare pagina, fino al prossimo episodio). Continua a leggere

Il nuovo progetto del Pontifico Consiglio per la Famiglia sull’educazione affettiva e sessuale degli adolescenti

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E’ destinato agli educatori cattolici di tutto il mondo. Mons. Vazquez: proviamo a spiegare attraverso un corso on line la bellezza dell’amore vero
 
Non poteva esserci cornice migliore della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia per presentare il nuovo progetto delPontifico Consiglio per la Famiglia, dedicato all’educazione affettiva e sessuale degli adolescenti e dei giovani.

Intitolato “Il luogo dell’incontro” e costruito sull’immagine della tenda, questo itinerario educativo on line accompagna i ragazzi nella comprensione di sé come persone, chiamate a vivere ogni relazione con gli altri nella dignità e nel rispetto. La scoperta del progetto di Dio che chiama ciascuno ad amare costituisce il culmine delle sei unità in cui il percorso è suddiviso. Continua a leggere

L’uomo, il possesso e la violenza contro le donne

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Analisi lucidissima di Giuliano Guzzo
 
Il susseguirsi di fatti e notizie purtroppo allarmanti sta continuando, in questi giorni, ad attirare l’attenzione sul problema della violenza di coppia e, in particolare, sull’amore malato e possessivo. L’argomento è estremamente delicato e, insieme, troppo importante per non essere affrontato con serietà. Una serietà che impone, per quanto possibile, un approfondimento ragionato, non cioè emotivamente ma antropologicamente ispirato e finalizzato a comprendere le cause di quanto sta accadendo al di là di tesi false, per quanto diffuse. E dato che vi sono essenzialmente due modi per arrivare alla verità delle cose – direttamente oppure per gradi, iniziando con lo smascherare le menzogne –, direi che è utile, per meglio comprendere le dinamiche della violenza di coppia, partire proprio dalle false tesi che circolano al riguardo.

La prima è che quella secondo cui la violenza contro le donne, in particolare nel nostro Paese, sarebbe in buona sostanza frutto di una cultura patriarcale e ancora troppo poco egualitaria. Più precisamente, sarebbero gli uomini italiani ad essere sempre più violenti perché spiazzati dal cambiamento culturale in corso e impreparati – per non dire spaventati – dal nuovo ruolo della donna, non più angelo del focolare ma finalmente libera di scegliere e protagonista di un riscatto sociale. Continua a leggere

Il significato del corpo (Papa Francesco, “Amoris Laetitia”)

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Dio stesso ha creato la sessualità, che è un regalo meraviglioso per le sue creature. Quando la si coltiva e si evita che manchi di controllo, è per impedire che si verifichi «l’impoverimento di un valore autentico». San Giovanni Paolo II ha respinto l’idea che l’insegnamento della Chiesa porti a «una negazione del valore del sesso umano» o che semplicemente lo tolleri «per la necessità stessa della procreazione». Il bisogno sessuale degli sposi non è oggetto di disprezzo e «non si tratta in alcun modo di mettere in questione quel bisogno». A coloro che temono che con l’educazione delle passioni e della sessualità si pregiudichi la spontaneità dell’amore sessuato, san Giovanni Paolo II rispondeva che l’essere umano è «chiamato alla piena e matura spontaneità dei rapporti», che «è il graduale frutto del discernimento degli impulsi del proprio cuore». È qualcosa che si conquista, dal momento che ogni essere umano «deve con perseveranza e coerenza imparare che cosa è il significato del corpo». La sessualità non è una risorsa per gratificare o intrattenere, dal momento che è un linguaggio interpersonale dove l’altro è preso sul serio, con il suo sacro e inviolabile valore. Continua a leggere

Educare all’amore vero (Papa Francesco)

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Papa Francesco, Amoris Laetitia:
 
“282. Un’educazione sessuale che custodisca un sano pudore ha un valore immenso, anche se oggi alcuni ritengono che sia una cosa di altri tempi. È una difesa naturale della persona che protegge la propria interiorità ed evita di trasformarsi in un puro oggetto. Senza il pudore, possiamo ridurre l’affetto e la sessualità a ossessioni che ci concentrano solo sulla genitalità, su morbosità che deformano la nostra capacità di amare e su diverse forme di violenza sessuale che ci portano ad essere trattati in modo inumano o a danneggiare gli altri.

283. Frequentemente l’educazione sessuale si concentra sull’invito a “proteggersi”, cercando un “sesso sicuro”. Queste espressioni trasmettono un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l’aggressività narcisistica invece dell’accoglienza. È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri, come se avessero la maturità, i valori, l’impegno reciproco e gli obiettivi propri del matrimonio. Continua a leggere

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Scoprirsi innamorati e nella fragilità amarsi

(dal blog mienmiuaif)

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico
 
Ho sempre immaginato l’innamoramento come un evento concreto, come una lista della spesa: lei possiede questa o quell’altra peculiarità, lui quello o quest’altro difetto; a lei piace fare questo, a lui quest’altra cosa; lei si diverte in un modo, lui in un altro. E nell’incontro di questo e quello si finiva per non scoprirsi innamorati, ma comprati.

L’Amore non si compra, l’Amore non si programma, l’Amore non si prende in affitto o si prenota. Concepire l’Amore come un fatto concreto, limitato al nostro desiderio e alla nostra soddisfazione di felicità, è un atto di brutale violenza verso noi stessi e verso l’altro. Eppure è proprio in questa sottile tentazione che l’uomo cade più spesso, pensando di amare e di usare amore, così come usiamo lo sciacquone del bagno. Continua a leggere

Il «grande mistero» dell’amore sponsale di S. Giovanni Paolo II

 
Riportiamoci oggi al classico testo del capitolo 5° della lettera agli Efesini, la quale rivela le sorgenti eterne dell’alleanza nell’amore del Padre e insieme la sua nuova e definitiva istituzione in Gesù Cristo.

Questo testo ci conduce a una dimensione tale del «linguaggio del corpo» che potrebbe essere chiamata «mistica». Parla infatti del matrimonio come di un «grande mistero» («Questo mistero è grande», Ef 5,32). E sebbene questo mistero si compia nell’unione sponsale di Cristo redentore con la Chiesa e nella Chiesa-sposa con Cristo («Lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa», Ef 5,32), sebbene si effettui definitivamente nelle dimensioni escatologiche, tuttavia l’autore della lettera agli Efesini non esita ad estendere l’analogia dell’unione di Cristo con la Chiesa
nell’amore sponsale, delineata in modo così «assoluto» ed «escatologico», al segno sacramentale del patto sponsale dell’uomo e della donna, i quali sono «sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo» (Ef 5,21). Non esita a estendere quella mistica analogia al «linguaggio del corpo», riletto nella verità dell’amore sponsale e dell’unione coniugale dei due. Continua a leggere

Immortalità dell’amore

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Gli innamorati parlano spesso della immortalità del loro amore, e i cinici li deridono, ma gli innamorati hanno ragione. Il loro amore può diventare immortale. Basta che lo sommergano in Dio: allora esso diviene impervio allo spazio ed al tempo. Dio è Vita e Amore Eterno, e quegli amanti che siano uniti a Lui sono presi nell’incessante corrente di amore che circola tra le persone della Santissima Trinità. Povera cosa davvero sarebbe l’amore se consistesse soltanto in due fiamme entro due lanterne chiuse! In nessun luogo della terra può appagarsi il nostro anelito all’eternità. Non è qui che viene sollevato l’ultimo velo per la rivelazione finale dell’amore, né qui è il paradiso dell’amore senza sazietà, bensì oltre i «pilastri della morte, oltre i corridoi della tomba», là dove finalmente la solidarietà di giorni e di anni sarà assommata, non in un’ora di estasi in cui le parole e gli sguardi vengono meno, ma dove la consumazione dell’amore si perde nell’estasi dell’unione eterna col Battito del Cuore dell’Amore Sempiterno di Dio!

(Fulton Sheen, Tre per sposarsi)

Il canto profondo scritto nel cuore di un ragazzo…

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Belle ragazze! Ho molto bisogno di voi, perché nasca in me l’uomo che voi desiderate. Conoscete il vostro potere? Cosa avete fatto di me? Come una scintilla folle avete incendiato i miei sogni… E che rimane del falò acceso? Qualche ramo bruciato, che mai più avrà frutto. E voi vi siete bruciate le ali, farfalle di una sola estate, le ali che avrebbero potuto portarvi così in alto, mentre di me non avete avuto che un grido e non la mia canzone. Avevo bisogno di un No! Che non fosse un povero No, timoroso e sgomento; un No di disgusto, un No triste. Ma di un No sorridente, che mi desse la voglia di rispettarvi, belle ragazze! Voglia di credere che l’amore è un fiore troppo bello, perché sia calpestato, quando per il solo piacere, si tenta di strapparlo. Voi belle ragazze potete insegnarci a uscire da noi stessi e dimenticarci: donarci, invece di cercare sempre di prendere… Potete insegnarci ad Amare!
 
Michel Quoist“Parlami d’amore”, SEI, Torino, 1987

(tratto da Cinque passi)

L’amore e il valore della persona

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“Mentre l’amore puramente affettivo si caratterizza attraverso un’idealizzazione del proprio oggetto, l’amore imperniato sul valore della persona fa sì che noi l’amiamo com’è veramente: non l’idea che ce ne facciamo, ma l’essere reale. Noi l’amiamo con le sue virtù e i suoi difetti e, fino a un certo punto, indipendentemente dalle sue virtù e malgrado i suoi difetti. La misura di un tale amore appare più chiaramente nel momento in cui il suo oggetto commette un errore, quando vengono alla luce le sue debolezze, persino i suoi peccati. L’uomo che ama veramente non soltanto non gli rifiuta allora il suo amore, ma al contrario l’ama ancor di più, pur avendo coscienza dei suoi difetti e delle sue mancanze, senza approvarli. Perché la persona in sé non perde mai il valore essenziale di persona. Un affetto che segua il valore della persona resta fedele all’uomo”.
 
(San Giovanni Paolo II, Amore e responsabilità, p. 97)
 

L’Amore è trino

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Estratto del capitolo VI del libro Tre per sposarsi (Three to Get Married, Ed. Richter & C., 1957, Napoli), di mons. Fulton J. Sheen.
 
Tre elementi occorrono all’amore.

Quel che lega l’amante e l’amata sulla terra è un ideale che è al di fuori di entrambi. Come non si da pioggia senza nuvole, così è impossibile comprendere l’amore senza Dio. Nel Vecchio Testamento Dio è definito l’Essere la cui natura è di esistere: «Io sono Colui che è». Ma nel Nuovo Testamento Dio è definito Amore: «Dio è Amore». Ecco perché il fondamento di ogni filosofia è l’esistenza, ma la base di ogni teologia è la Carità, ossia l’amore. Continua a leggere

L’amore coniugale, come progetto e impegno comune

Opus Dei - L’amore coniugale, come progetto e impegno comune

Il segreto dell’amore è volere che l’altro sia felice. In tal modo la relazione coniugale e l’educazione dei figli si edifica sulla solida base della donazione.
 
L’unità è il segreto della vitalità e della fecondità a tutti i livelli della vita. La disgregazione è, per eccellenza, il segno della morte fisica.

Quando si tratta dell’unità tra un uomo e una donna per formare una famiglia, l’unità deve esserci non soltanto sul piano biologico ma su quello spirituale. L’amore coniugale, anche se ha inizio con il sentimento, si consolida grazie all’unità degli obiettivi, dei desideri e delle aspirazioni nel progetto comune di vita. “La donazione fisica totale sarebbe menzogna, se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente”1. Continua a leggere

L’agape come fondamento

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Se le ragioni per cui ami una persona sono tutte legate alle sue qualità, alle sensazioni oppure alle circostanze, prima o poi il fondamento del tuo amore cede. Scegli di amare. San Paolo fa riferimento a questo tipo di amore ricorrendo al termine greco agape. Differisce dagli altri tipi di amore, cioè phileo, che sta per amicizia, e eros, che indica l’amore sessuale. Questi hanno naturalmente il loro peso, ma sono per natura più instabili e possono mutare in base alle sensazioni. L’agape è invece la componente affettiva e incondizionata, è amore in salute e in malattia, nella buona e nella cattiva sorte. Scegli di amare così, non te ne pentirai. Questo è il tipo di amore che Dio prova per noi e che Dio dona a chi lo chiede per amore dell’amato. L’aspetto curioso è che se ricostruisci il tuo rapporto ponendo l’agape come fondamento, allora l’amicizia e gli aspetti romantici dell’amore diventano più allettanti che mai. Continua a leggere

Apertura alla vita e paternità resposnabile

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Una delle esigenze del Sacramento delle nozze è di essere aperti alla vita, cioè di lasciare a Dio spazio e fiducia, perchè il futuro della nostra coppia sia nelle Sue mani.

Ma questo, concretamente, cosa significa?

La Chiesa ci illumina, con gli scritti di tanti ispirati pontefici, e ci fa comprendere il senso della paternità e maternità responsabile. La fiducia in Dio non elimina la nostra ragione, anzi la eleva, perchè diventi sapiente e responsabile discernimento.

I testi della Chiesa che più ci aiutano e ci accompagnano in questa riflessione sono la Costituzione conciliare Gaudium et Spes (GS) e l’Enciclica Humanae Vitae (HV), entrambe mirabilmente commentate ed illuminate da Giovanni Paolo II nelle sue catechesi sullaTeologia del corpo, in particolare quella del 1 agosto 1984 (GP). Continua a leggere

“Conoscenza”

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Notiamo di sfuggita che, in tutta la Bibbia, il verbo “conoscere” è affetto da un’analoga ambiguità, poiché esso significa specialmente «l’uso del letto». La sua prima occorrenza si trova nella Genesi: «Adamo conobbe Eva, sua moglie» (Gn 4, 1). Ma ritorna curiosamente nella vocazione di Mosè, quando il Signore dice: «Conoscerete che Io sono Yahve, vostro Dio» (Es 6, 7). Povertà del vocabolario ebraico? Profondità dell’ironia divina. Ciò che ci deve affascinare senza fine è che l’incontro con Dio possa venir designato dalle stesse lettere che esprimono l’unione sessuale… Continua a leggere

Amore e rispetto

tratto dal bellissimo sito: “mogli e mamme per vocazione
 

Amore e rispetto: un “simple secret” che può aiutarvi ad avere il meglio dal vostro matrimonio! Questo è quanto afferma l’autore del libro “Love & Respect – The love she most desires, the respect he desperately needs” e quanto testimoniano le tante coppie che hanno visto rifiorire il loro rapporto grazie ai consigli di Emerson Eggerichs.

Il messaggio di questo libro è molto semplice:

il principale bisogno di una moglie è sentirsi amata
il principale bisogno di un marito è sentirsi rispettato

Quando questi bisogni trovano risposta, la coppia trova pace, riscopre una nuova intimità, entrambi si sentono profondamente apprezzati e, inoltre, si sperimenta una relazione di coppia così come l’ha da sempre intesa Dio, alla divina! Continua a leggere

Quotidianità che diventa sorpresa ogni giorno

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L’amore non è un aperitivo o una cena fuori, ma una dannatissima quotidianità che diventa una sorpresa ogni giorno grazie al fatto di essere in due. […] Amare è un’altra cosa: è un verbo, un’azione. Non è guardare un film su Paesi lontani, ma andarci davvero, in due: valigie, fusi orari, attese, moltiplicati per due. Asciugamani, spazzolini, letti, moltiplicati per due. Caffè, lacrime, sorrisi, moltiplicati per due. Tutto è raddoppiato. Mentre le fatiche vissute insieme, condivise fianco a fianco, mano nella mano, diventano meno di uno.

(Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa)

L’innamoramento: il ruolo dei sentimenti e delle passioni (1)

Opus Dei - L’innamoramento: il ruolo dei sentimenti e delle passioni (1)

Innamorarsi è un sentimento di attrazione verso un’altra persona. Che cosa proviamo quando ci innamoriamo? In che modo la fede cristiana aiuta a far sì che l’innamoramento ci tenga compagnia in una vita felice? Un nuovo articolo sull’amore umano.
 
Che vuol dire innamorarsi

I sentimenti sono la modalità più frequente di cui abbiamo esperienza nella vita affettiva. Possiamo definirli in questo modo: si tratta di stati d’animo vaghi, che hanno sempre una tonalità positiva o negativa, che ci avvicinano o ci allontanano da quello che abbiamo davanti a noi. Tenterò di spiegare la definizione che propongo:

―La frase stati d’animo indica qualcosa che è soprattutto soggettiva. L’esperienza è interiore. Si tratta di una conoscenza intima della persona. Continua a leggere

Con la Humanae vitae, Paolo VI si oppose a stereotipi culturali molto diffusi

Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione…

Angel Rodriguez Luño, decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce analizza l’attualità dell’enciclica montiniana, a 47 anni dalla pubblicazione

Roma, 25 Luglio 2015 (ZENIT.org) Rocío Lancho García
 
Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione e sulla genitorialità responsabile. Tutte tematiche che continuano a far parlare di sé, dentro e fuori la Chiesa. Per capire meglio i fondamenti teologici di questo documento, il suo contesto storico e le sue implicazioni, ZENIT ha intervistato il decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Angel Rodriguez Luño. Continua a leggere

Fidanzamento e vita cristiana

Opus Dei - Fidanzamento e vita cristiana

(dal sito opusdei.it)

Continua la serie di testi sull’amore umano. Questa volta riflettiamo sul fidanzamento, tempo di crescita nella vita cristiana.
 
Così come il matrimonio è una chiamata alla donazione incondizionata, il fidanzamento deve essere considerato come un tempo di comprensione che permette ai fidanzati di conoscersi e di decidere se fare il passo successivo: donarsi l’uno all’altro per sempre.

È dottrina della Chiesa la chiamata universale alla santità, che comprende l’intera vita dell’uomo[1]. È una chiamata che non si limita al semplice compimento di alcuni precetti, ma invita a seguire Cristo per assomigliare sempre più a Lui. Questo, che umanamente è impossibile, può avvenire quando ci si lascia portare dalla grazia di Dio. Continua a leggere

Papa Francesco ai giovani: «Sarò impopolare, ma vivete l’amore castamente»

Papa Francesco ha chiuso la prima giornata della sua visita a Torino incontrando 90 mila giovani in piazza Vittorio. Francesco li ha invitati anche a vivere il loro amore castamente, evitando così l’edonismo:
 
“E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti.
Tutti noi nella vita siamo passati per momenti in cui questa virtù è molto difficile, ma è proprio la via di un amore genuino, di un amore che sa dare la vita, che non cerca di usare l’altro per il proprio piacere. E’ un amore che considera sacra la vita dell’altra persona: io ti rispetto, io non voglio usarti, io non voglio usarti. Non è facile. Tutti sappiamo le difficoltà per superare questa concezione “facilista” ed edonista dell’amore. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente“.

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Metodi naturali, terapia per l’intera vita di coppia

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di Luciano Moia

Coppie più consapevoli, più informate, più generative, più dialoganti, più flessibili nell’affrontare i momenti di crisi. Non serve la bacchetta magica per ottenere questa terapia vincente per le crisi coniugali. Basta frequentare per almeno dodici mesi uno dei corsi proposti dalla Confederazione italiana dei centri per la regolazione naturale della fertilità. Lo spiega il primo dossier realizzato tra le coppie che hanno accettato di raccontare il loro approccio ai metodi naturali.

Denominazione che oggi, alla luce di quanto sta emergendo dal Congresso mondiale in corso a Milano – a cui prendono parte oltre cento esperti provenienti dai cinque continenti – appare un po’ riduttiva. Come completamente fuori strada risulta ormai chi pensa ancora che i “metodi” siano una sorta di procedura anticoncezionale di ispirazione cattolica. Continua a leggere