Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. Il vescovo: “grazie a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza”

Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene mons. Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera
 
Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle 17:30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia. Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochi minuti, ma sul web piovono critiche pesanti, e pochissimi messaggi di sostegno. Interpellato sul punto il rettore Francesco Adornato è esplicito: «Si tratta di un atteggiamento assolutamente improprio e censurabile, mi scuso a nome dell’ateneo».

E sulla vicenda è intervenuto oggi il vescovo di Macerata, monsignor Nazareno Marconi, che in una nota dal tono ironico pubblicato sul sito dell’emittente diocesana chiede scusa, come credente, per «aver destabilizzato la serenità di un’Università». Continua a leggere

Milano scopre una grande speranza. La città di chi corre e di chi non ce la fa

Lettera ad Avvenire di Paolo e Luca Tanduo
 

Caro Avvenire,
domenica 24 settembre la città di Milano accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini. Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con una gran folla ad attenderli fuori dalla cattedrale dopo la cerimonia. Sabato 7 ottobre circa cinquemila giovani nel Duomo di Milano per la Redditio Symboli si incontravano con l’arcivescovo Delpini. Per una città frenetica, piena di tante occasioni di ogni tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza: che ricorda che anche in una metropoli multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione. Ha proprio ragione l’arcivescovo di Milano che nella sua prima Messa in Duomo ha ricordato alla città: «Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare», e ancora, in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e scetticismo: «Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio».

Luca e Paolo Tanduo, Milano
 
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Continua a leggere

Lutero e la Riforma: Bergoglio in continuità con Wojtyla e Ratzinger

ultimi tre pontefici

(dal sito UCCR)
 
«Occorre riconoscere più chiaramente l’alta importanza della richiesta di Lutero di una teologia vicina alle Sacre Scritture e della sua volontà di un rinnovamento spirituale della Chiesa». Sono parole di Francesco? No, lo disse Giovanni Paolo II il 22/06/1996, in occasione del 450° anniversario della morte del padre della Riforma.

La posizione della Chiesa su Lutero è riemersa in occasione del recente viaggio di Francesco in Svezia. Il Papa ha espresso parole in linea con i suoi predecessori, venendo redarguito dal suo gruppetto di persecutori mediatici, esattamente come fecero con Papa Ratzinger: «Benedetto XVI devoto di san Lutero», si legge su un sito web tradizionalista, in riferimento al suo famoso discorso di Erfurt. «Davvero geniale Ratzinger! A quest’uomo, tra le sue mura, va a rendere omaggio e da lui prende lo spunto per esortarci a ripensare la nostra fede e riviverla in modo nuovo. Ma Ratzinger è un fedele di Lutero o il Vicario di Cristo?». Le stesse ironie su cui alcuni sghignazzano oggi rivolgendosi a Bergoglio.

In quell’occasione, Benedetto XVIspiegò infatti che «ciò che non dava pace a Lutero era la questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino. Il pensiero di Lutero, l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica». Recentemente Francesco ha spiegato che «l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla». Continua a leggere

Pena di morte: la Chiesa e i Papi, il Vangelo e il cinema

di Giovanni Marcotullio

(da Aleteia)
 
In un discorso tenuto ieri, papa Francesco ha chiesto che il n. 2267 del Catechismo sulla pena di morte venga modificato ancora una volta. Vediamo come e perché…
 

“Il giorno sette agosto 1797 fu uno de’ segnalati nella mia vita e lunga carriera. Ebbi l’onore di eseguire le mie funzioni per la prima volta in Roma, a piazza del Popolo, al cospetto de’ più eccelsi magistrati ecclesiastici, di insigni personaggi della Corte Pontificia, di ambasciatori, ministri, patrizi e dame del più alto lignaggio, impiccando Giacomo Dell’Ascensione. Era costui un pericolosissimo scalatore di botteghe, che dedicandosi a tal pericoloso mestiere, aveva saputo sottrarsi sempre alle indagini della punitiva giustizia e menar vita allegra, gioconda, lietissima. Ma dàlli e dàlli finì col cadere in una trappola tesagli con arte sottilissima. Colto quasi in flagrante, tentò sulle prime di far resistenza, ma poi mise senno, si lasciò arrestare e condurre alle carceri, ove confessò tutti i suoi delitti. Condannato, non voleva saperne di subir la pena. Diceva che i suoi delitti non erano passibili di morte, che la sentenza era un abominio. E ci volle del bello e del buono per metterlo legato sulla carretta. Mentre stavo per farlo salire sulla scala, mi diede un così terribile spintone che per poco non vacillai. Ma questo tratto villano mi inasprì e senza ulteriori complimenti, passatagli la porta al collo, lo mandai all’altro mondo, dove avrà portate le sue lagnanze contro la giustizia di Roma”.

Giovanni Battista Bugatti, Le memorie di Mastro Titta

 
Certo, il libro che va sotto il nome di “Memorie di un carnefice scritte da lui stesso” si gioverebbe non poco di un’edizione critica: a naso si scorgono almeno due o tre mani intervenute sul testo – un diario, probabilmente scarno, del boia; un redattore anticlericale intervenuto diffusamente a caricare il chiaroscuro delle contraddizioni insite nel soggetto; Continua a leggere

Bertocco. Domande che incalzano, la cura non si nega

di Gian Luigi Gigli*

Alzarsi e leggere la lettera in cui Loris Bertocco ha ricostruito il suo calvario e comunicato la decisione di darsi un suicidio assistito è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Loris era un uomo amante della vita, fino al punto di impegnarsi in un movimento, quello per la Vita Indipendente, che ha come finalità la rivendicazione per i gravi disabili del diritto a un’assistenza completa e finanziata. Malgrado la grave doppia disabilità che gli aveva prima impedito di muovere gli arti e successivamente tolto anche la vista, era un uomo che aveva vissuto una vita piena, mettendo su famiglia, impegnandosi socialmente e politicamente, realizzando una intensa presenza sui social e sui media, fino al punto di candidarsi alle elezioni tra gli ambientalisti. Quale sia stato il percorso di amarezze, disillusioni, perdita di affetti, solitudine che possa averne minato l’istinto vitale possiamo immaginarlo da ciò che lui stesso ha raccontato delle sue vicende personali e familiari.

Quel che è certo però, per sua stessa ammissione, è che la decisione di gettare la spugna è stata dovuta a difficoltà di ordine economico che lo avevano privato di una cura qualitativamente adeguata alle sue pesanti condizioni cliniche. «Se avessi avuto i mezzi per pagare qualcuno che si prendeva cura di me, non avrei forse deciso in questo senso». Loris non ha rivendicato un astratto diritto di darsi la morte, ma ha scelto di morire perché non era garantito il suo diritto alla cura. Questo è il tremendo atto d’accusa che egli ha rivolto alla società dei sani. Continua a leggere

Washington. L’associazione mondiale dei medici: noi incompatibili con l’eutanasia

Rappresenta 109 associazioni e 10 milioni di professionisti in tutto il mondo: ora la Wma dichiara che un medico non può dare la morte a un paziente anche se gli è chiesto e la legge lo consente.
 
di Francesco Ognibene

(Avvenire, 10.10.17)
 
Una delle sigle più rappresentative a livello globale: questo è la World Medical Association (Wma), che con le sue 109 associazioni mediche nazionali federate (e 10 milioni di membri) convoca congressi mondiali per redigere linee guida etiche da diffondere tra i camici bianchi di tutto il mondo. La sua storia parla chiaro: nasce infatti nel 1947 per reagire all’asservimento della scienza e della professione medica ai ripugnanti disegni del totalitarismo nazista (e non solo). Una sorta di garanzia morale che l’orrore dell’uso di vite umane come cavie o la morte procurata a esseri umani considerati sacrificabili non avrebbe mai più dovuto verificarsi, non con un medico come esecutore materiale, almeno. Si capisce meglio con questa premessa la ferma presa di posizione che la Wma ha assunto nei giorni scorsi a Washington durante la 53esima assemblea: l’Associazione infatti, afferma la dichiarazione finale, «ha notato che la pratica dell’eutanasia attiva con l’assistenza medica è stata adottata nella legge di alcuni Paesi». Per questo «riafferma la sua forte convinzione che l’eutanasia è in conflitto con i principi etici basilari della pratica medica» e «incoraggia con forza tutte le associazioni mediche nazionali e i medici ad astenersi dal prendere parte all’eutanasia, anche se la legge nazionale lo consente o depenalizza questa condotta a certe condizioni». Continua a leggere

Bioetica nel Nobel per la Letteratura 2017

Il Premio Nobel per la Letteratura del 2017 è stato assegnato ad un romanziere britannico-giapponese, Kazuo Ishiguro, che in uno dei suoi più famosi romanzi ha toccato uno scottante tema bioetico: l’ingegneria genetica e la clonazione.

Il suo romanzo distopico è del 2005, e ha ricevuto parecchi premi  che potevano lasciar presagire il Nobel di oggi.  Never Let Me Go – Non lasciarmi , è stato uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese , secondo Time, dal 1923 al 2005.

Da esso è stato tratto un film del 2010, con lo stesso titolo, accolto positivamente dai critici, ma che non ha avuto altrettanto successo di pubblico al botteghino.

Non lasciarmi racconta la storia di Kathy, una giovane che scopre pian piano di essere un clone destinato a fungere da magazzino di organi di ricambio.  Cresce con i suoi amici in una scuola speciale per ragazzi speciali, destinati, però, a vita breve: verso i vent’anni cominciano a donare organi e sono destinati a morire dopo quattro operazioni. Continua a leggere

Le due mosse di Trump per la libertà religiosa

Donald Trump libertà religiosa

La Casa Bianca approva due norme nella stessa direzione: tutelare l’obiezione di coscienza sul posto di lavoro

di Federico Cenci 

“Un ritorno al buon senso e ad una pacifica convivenza tra Chiesa e Stato”. Così la Chiesa cattolica statunitense ha salutato la decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi della Casa Bianca di tutelare il diritto dei datori di lavoro di non comprendere i farmaci anticoncezionali tra i benefici assicurativi.

Ad intervenire, con una nota ripresa dall’AgenSir, sono stati il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, e l’arcivescovo William Lori, a capo della commissione sulla libertà religiosa.
 
Modifica dell’Obamacare

La nuova misura apporta una importante modifica su uno dei passaggi più controversi della riforma sanitaria approvata durante la presidenza Barack Obama, nel 2010, che obbligava i datori di lavoro, eccetto le Chiese, alla copertura assicurativa totale per i sistemi di contraccezione e aborto usati dalle loro dipendenti. Continua a leggere

Vaticano. «Cure palliative, la risposta umana sul fine vita»

«Cure palliative, la risposta umana sul fine vita»

Dalla Pontificia Accademia per la Vita l’invito a rilanciare il patto tra medico, paziente e familiari per evitare nelle scelte di fine vita soluzioni astratte e burocratiche, come il biotestamento.

Mentre al Senato è allo studio il disegno di legge sulle «Dat» – le disposizioni anticipate di trattamento, conosciute forse dai più come testamento biologico –, la Pontificia Accademia per la Vita nel secondo giorno di workshop internazionale – aperto giovedì dal grande discorso del Papa sulla nuova cultura della vita – ha dato spazio, tra gli altri, anche al tema dell’accompagnamento e del sostegno al malato terminale, quantomai attuale nel dibattito biopolitico non solo italiano ma anche globale. «Dalla nostra assemblea – è la sintesi di don Renzo Pegoraro, cancelliere dell’Accademia – esce un messaggio forte a sostegno delle cure palliative. Occorre promuovere l’assistenza ai malati terminali, offrire un buon trattamento del dolore, un adeguato supporto psicologico e spirituale, e soprattutto permettere che il malato viva, fino alla morte, una dignitosa esistenza. Le Dat all’esame del Parlamento italiano sembrano più uno strumento burocratico che una vera risposta ai problemi reali».  Continua a leggere

Papa Francesco contro il gender e la dittatura del “materialismo tecnocratico”

“Non può essere passato sotto silenzio lo spregiudicato materialismo che caratterizza l’alleanza tra l’economia e la tecnica, e che tratta la vita come risorsa da sfruttare o da scartare in funzione del potere e del profitto”.  No alla discriminazione delle donne, ma no anche all’“utopia del neutro”: sono da “contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale di chi vuole cancellare tale differenza”.

Un bellissimo discorso pronunciato ieri da Papa Francesco nell’udienza con i partecipanti all’assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita.

Ecco di seguito il testo completo:
 

Eccellenza,
Illustri Signori e Signore
,

sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra annuale Assemblea Plenaria e ringrazio Monsignor Paglia per il suo saluto e la sua introduzione. Vi sono grato per il contributo che offrite e che, col passare del tempo, rivela sempre meglio il suo valore sia nell’approfondimento delle conoscenze scientifiche, antropologiche ed etiche, sia nel servizio alla vita, in particolare nella cura della vita umana e del creato, nostra casa comune.

Il tema di questa vostra sessione: “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”, è impegnativo e al tempo stesso necessario. Esso affronta l’intreccio di opportunità e criticità che interpella l’umanesimo planetario, in riferimento ai recenti sviluppi tecnologici delle scienze della vita. La potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili, pone questioni formidabili. Continua a leggere

Due Nobel che testimoniano la Creazione

Uno dei racconti meno citati e più belli dello scrittore e filologo inglese J.R.R. Tolkien (1892-1973) s’intitola “Foglia” di Niggle. Datato 1938-1939, fu pubblicato per la prima volta nel 1945. Un pittore, Niggle, dipinge una foglia; il quadro cresce, cresce, diventa un albero maestoso, poi una selva, così ricca di particolari, talmente lussureggiante di dettagli che il dipinto non viene mai terminato. Sembra il paradosso della Mappa dell’Impero in scala 1:1 contenuto nel frammento Del rigore della scienza, l’ultimo di Storia universale dell’infamia, pubblicato per la prima volta nel 1935 e poi riveduto e corretto nel 1954 dallo scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges (1899-1986). Solo che dove in Borges il paradosso esemplifica la vanità di un’impresa prometeica, in Tolkien l’opera che cresce come cosa viva è l’allegoria dell’infinito. Giunse poi il giorno in cui a Niggle toccò di partire per l’ultimo viaggio; pensava di avere sprecato l’esistenza rincorrendo un mito incapacitante e invece, premio per una vita spesa bene, gli fu concesso di entrare nel proprio stesso quadro, di viverlo, di spaziare per sempre nella sua infinità. L’universo in cui viviamo è come il quadro di Niggle più la Mappa dell’Impero, ma concreti, meravigliosi, stupefacenti, sorprendenti, e noi già li abitiamo.

Lo testimoniano una volta in più i Premi Nobel 2017 per la Medicina e per la Fisica. Il primo è stato assegnato lunedì 2 settembre dal Karolinska Institutet di Solna, a pochi chilometri da Stoccolma, in Svezia, ai ricercatori statunitensi Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young scopritori dei meccanismi che presiedono ai ritmi circadiani degli esseri viventi. Continua a leggere

Il Congresso USA limita l’aborto

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La Camera dei deputati americana bandisce l’aborto dopo la 20ª settimana di gravidanza.

Ora la legge, “Pain Capable Unborn Child Protection Act”, deve passare al Senato e alla firma di Trump che in passato si è già dichiarato favorevole alla limitazione dell’aborto.

La House of Rapresentatives ha approvato il disegno di legge con 237 voti contro 189.

La medicina ha attestato che il sistema neurologico dei bambini si forma molto presto. Quindi i bambini sono in grado di percepire il dolore anche prima delle 20 settimane (dottor Maureen Condic, professore associato di neurobiologia e professore aggiunto di pediatria presso l’Università dell’Utah, School of Medicine, ha testimoniato davanti al Congresso che il bambino è in grado di reagire al dolore già da 8-10 settimane), ma dalla  20ª settimana in poi non può esserci alcun dubbio.  Oltretutto l’aborto tardivo è particolarmente disumano perché richiede lo smembramento del bambino (procedura descrita dal disegno qui sopra, chiamata D & E, con una sigla, per non far troppa impressione…)

Alcuni Stati federati avevano già approvato localmente il divieto di aborto tardivo (Ohio, Texas, Nebraska, Idaho, Oklahoma, Alabama, Georgia, Louisiana, Arkansas, North Dakota, Dakota del Sud, West Virginia, Wisconsin, Carolina del Sud, Kentucky e Kansas), ma a livello nazionale la legge, approvata dal Congresso già nel 2013  e poi nel 2015,  non è entrata in vigore perché il Partito Democratico allora controllava il Senato e perché Obama (che considera l’aborto un totem inviolabile) aveva dichiarato che avrebbe opposto il suo veto presidenziale. Continua a leggere

San Petronio. Dalla bufala sui wc alle proteste sul pranzo in chiesa a Bologna

Dalla bufala sui wc alle proteste sul pranzo in chiesa a Bologna

Ecco perché il pranzo nella Basilica di San Petronio, nel corso della visita del Papa, non è una profanazione

di Riccardo Maccioni

(Avvenire, 3 10.17)

Che gioia vederci in tanti in questa casa. Iniziava così domenica scorsa il saluto del Papa ai poveri, circa un migliaio tra cui molti rifugiati e detenuti, invitati a pranzo nella basilica di San Petronio. Un sentimento condiviso da molti, ma non da tutti, se è vero che soprattutto in Rete e sui social, non sono mancate le critiche, anche molto pesanti, alla decisione presa dall’arcidiocesi di Bologna con l’avallo della Santa Sede. Sotto accusa proprio la scelta del luogo, della «casa». Ospitando i tavoli della solidarietà, la chiesa sarebbe stata ridotta a una sorta di banale mensa aziendale, anzi secondo i siti più fieramente contrari al Pontefice, «profanata».

E come spesso succede nei confronti di Francesco, lo dimostrano le recenti accuse di “eresia”, i toni si sono fatti subito accesi, trovando facile eco in presunti esperti e polemisti sempre pronti a prenderlo di mira. Così le critiche, che potevano anche essere legittime, si sono in breve ingigantite a dismisura alimentandosi, come nel vecchio gioco del telefono senza fili, di false notiziebufale o fake news che dir si voglia, a cominciare dalla presunta presenza in Basilica di “bagni chimici“. Che naturalmente c’erano, ma altrettanto ovviamente si trovavano fuori dalla chiesa. Continua a leggere

Quei poveri che pranzano in chiesa, e l’accusa di “profanazioneˮ

I commenti per gli “ultimiˮ a tavola con il Papa in San Petronio. Avveniva agli inizi del cristianesimo. Accadeva anche a Roma, con Gregorio Magno che serviva a tavola. E nel V secolo si tenne un pranzo per i poveri a San Pietro ammirato da Paolino da Nola
 
Papa Francesco lo aveva detto poco prima durante l’incontro all’Hub Regionale di Bologna: «Da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa, come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet». È accaduto anche nel caso della decisione dell’arcivescovo Matteo Zuppi di far mangiare un migliaio di i poveri con Papa Francesco all’interno della basilica di San Petronio.

Commentatori, giornalisti e “hatersˮ di professione, insieme a siti sedicenti cattolici, non si sono limitati a dissentire dalla scelta (critica del tutto legittima), ma hanno come spesso accade esasperato i toni, tirando in ballo addirittura la parola «profanazione». Nessuna sorpresa: se si è arrivati a dare dell’eretico al Pontefice sulla base di presunte eresie che lui mai ha scritto o pronunciate, anche un pranzo con poveri e disagiati sotto le volte di una chiesa può venire presentato come un atto eversivo e gravissimo, un affronto alla sacralità del luogo e un’offesa – anzi una profanazione – del Santissimo Sacramento. Continua a leggere

Genetica, staminali e DNA: un passo avanti della scienza buona

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Un passo avanti della genetica: per riprogrammare il DNA e creare cellule staminali (pluripotenti) indotte non serve più “entrarci dentro”, al DNA, ma si può agire dall’esterno.

Noi “umani”, che non siamo laureati in ingegneria genetica e che abbiamo difficoltà a penetrare i misteri della cellula e del DNA, probabilmente non leggeremo mai l’articolo di  Nature Biotechnology in cui è stata pubblicata questa bella notizia per il progresso della scienza, della genetica e della cura delle malattie. Ma difficilmente la leggeremo anche sui media di regime che in questo campo divulgano principalmente notizie relative allo scientismo prometeico dei manipolatori di esseri umani.

Ci fa piacere però registrare – in modo semplice – che la scienza vera, la scienza buona, quella che rispetta la dignità dell’essere umano e non lo usa mai come mezzo, ma lo tiene di conto sempre  e solo come fine, ha fatto un altro passo avanti nel campo delle cellule staminali. Continua a leggere

L’Islanda senza bimbi down: «È un delitto uccidere questi bambini»

L’Islanda si avvia a diventare il primo Paese europeo senza nascite di persone con sindrome di Down: negli ultimi anni, in media, ne nascono una o due all’anno
 
Intervista a Lucetta Scaraffia
 
In Islanda non nascono quasi più bambini con la sindrome di Down. Merito degli screening prenatale. Lucetta Scaraffia, dal 2007 nel Comitato nazionale di Bioetica, che cosa ne pensa?

«Che non c’è niente di cui esultare».
 
Perché?
 
«Dal punto di vista morale è un omicidio. È un delitto ammazzare questi bambini che hanno tutto il diritto di vivere. Provi a chiedere a loro se sono felici e senta le loro risposte».
 
In effetti la cronaca ci offre tante storie di integrazione, come quella di Valerio Catoia, il 17enne con la sindrome di Down che ha salvato una bambina che stava annegando.

«Non sono mai vite spaventose, dobbiamo riportare le cose nei loro limiti. Certe mamme e papà ai giardinetti guardano male i genitori di chi ha la sindrome di Down, colpevolizzandoli, come se quella visione potesse turbare i loro figli. È una cosa molto cattiva e brutta». Continua a leggere

Papa Francesco ferma la “via cattolica” all’eutanasia

di PierLuigi Zoccatelli

Come riportato dall’agenzia di stampa Catholic News Service, Papa Francesco ha dato ordine alla congregazione belga dei Fratelli della carità – un istituto religioso fondato dal servo di Dio Pierre-Joseph Triest (1760-1836), sacerdote per il quale nel 2001 è stato aperto il processo di beatificazione, la cui vocazione è la cura e l’assistenza degli anziani, dei malati psichiatrici e dei disabili, nonché l’istruzione soprattutto di ciechi e sordomuti – di cessare entro la fine di agosto il permesso all’eutanasia ai pazienti psichiatrici nei propri centri sanitari. In Belgio, infatti, i Fratelli della carità gestiscono 15 ospedali, per un totale di oltre 5mila posti letto.

Ne ha dato notizia il superiore generale della congregazione, fratel René Stockman F.C., sacerdote e psichiatra, precisando che il Papa ha dato la personale approvazione alla richiesta vaticana inoltrata ai Fratelli della carità, con la quale – a seguito di un’indagine congiunta svolta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica – si richiede che tutti i religiosi facenti parte dei consigli che gestiscono gli ospedali dell’istituto, debbano fare pervenire al proprio superiore generale – sotto pena di sanzione canonica –una lettera con la quale sottoscrivono il «pieno supporto alla posizione del magistero della Chiesa Cattolica, il quale ha sempre confermato che la vita umana va rispettata e protetta in maniera assoluta, dal momento del concepimento alla morte naturale». Continua a leggere

Le ultime ore di baby Charlie e le troppe ombre sul caso

In questa foto, pubblicata dal Daily Mail, si vede che Charlie, nelle sue ultime ore, è stato attaccato a un respiratore «portatile». Poteva quindi essere portato a casa

Perché i medici si sono battuti per impedire il trasferimento in un altro ospedale, visto che i genitori sono in grado di prendersi cura del figlio? Perché hanno voluto staccare il ventilatore?
 
di Assuntina Morresi

(Avvenire, 5.08.17)
 
Il suo cuore ha resistito dodici minuti anziché i cinque o sei che le infermiere dell’hospice si aspettavano dopo aver disattivato il respiratore. Fino alla fine, Charlie si è dimostrato un «guerriero», come ha detto commossa mamma Connie in una lunga intervista al Daily Mail, raccontando le ultime ore di suo figlio. Un’ultima mail al giudice, la mattina presto del 28 luglio, per chiedere qualche ora in più con il figlio. «Speravo in un po’ di compassione», spiega lei. La risposta, via email, è semplice: non è possibile, il Gosh (il Great Ormond Street Hospital for Children) non è d’accordo. Si parte alle sette, davanti l’ambulanza con Charlie e dietro i genitori, in macchina, scortati dalle guardie di sicurezza.  Continua a leggere

Resistere perché consegnati

Nei giorni scorsi il Papa ha nominato arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, che a settembre succederà al cardinale Angelo Scola.

Qui un articolo che parla del nuovo arcivescovo.

Ho trovato una sua bella meditazione scritta per Pasqua (12.04.17).

Ne riporto uno stralcio:
 

“Resistere. Anche quando sembra di rimanere soli: tutti se ne sono andati, spaventati, scoraggiati, disperati. Resistere anche nella solitudine, perché stare vicini al Signore, seguirlo sulla via dolorosa, continuare a tenere fisso lo sguardo su di lui è la grazia di una amicizia che non delude, è l’ingresso nella comunione che salva, è il rimanere che consente di portare molto frutto.

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Sgreccia: i 10 punti critici sul caso del piccolo Charlie Gard

La Stampa, 02/07/2017
 
Pubblichiamo un commento del Presidente emerito della Pontificia Accademia Vita sul caso del bimbo inglese, malato incurabile, che dovrebbe essere accompagnato alla morte
 
di ELIO SGRECCIA*
 
In queste ore drammatiche, assistiamo, dolenti ed impotenti, agli sviluppi ultimi e agli esiziali contorni che sta assumendo la vicenda del piccolo Charlie Gard, il neonato inglese di 10 mesi affetto da Sindrome dell’encefalomiopatia mitocondriale ad esordio infantile, il quale, sulla base di distinte statuizioni giudiziarie emesse da tre differenti Corti inglesi, di diverso grado, e da ultimo dalla stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dovrebbe essere accompagnato alla morte per mezzo del distacco dalla macchina che ne assicura la ventilazione meccanica e della contestuale interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali, non prima di avergli procurato uno stato di sedazione profonda.

Nei differenti gradi di giudizio, le Corti inglesi hanno ribadito che il processo di decadimento generale delle condizioni cliniche di Charlie e, con esso, il deterioramento progressivo ed inarrestabile della funzionalità degli organi che presiedono alle funzioni vitali, primi tra tutti quelli respiratori, inducono a credere che qualsiasi decisione relativa ad ulteriori azioni che prolungassero simili condizioni di vita, sarebbe da giudicare illegittima, dacché non assunta nell’effettivo, migliore interesse del piccolo, ma piuttosto volta ad aumentare, nel tempo e nell’intensità, il dolore e le sofferenze dello stesso. Continua a leggere

Il Papa: cure fino alla fine per Charlie. Il Bambino Gesù: venga da noi a Roma

Il Papa: cure fino alla fine per Charlie. Il Bambino Gesù: venga da noi a Roma

Papa Francesco interviene nuovamente sulla vicenda del piccolo Charlie esprimendo la propria vicinanza ai genitori. Anche Trump pronto ad aiutare: contatti per trasferirlo negli Usa.
 
Papa Francesco interviene nuovamente sulla vicenda del piccolo Charlie, il bimbo di 10 mesi ricoverato in un ospedale a Londra per una malattia rara definita incurabile. I medici staccheranno la spina in breve tempo: la data era stata già stabilita per venerdì, poi ai genitori è stato concesso un ultimo periodo per accommiatarsi dal figlio. L’appello del Papa è che si ascolti la volontà dei genitori. “Affetto e commozione”: con questi sentimenti Francesco sta seguendo la vicenda del piccolo Charlie Gard. Lo ha riferito il direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke. Il Papa “esprime la propria vicinanza ai suoi genitori” e prega per loro “auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”. Continua a leggere

“Fermatevi! Vi diciamo che Charlie ha ancora speranze”

Piero Santantonio di Mitocon

Una sola parola: “Fermatevi”. Piero Santantonio è presidente di Mitocon Onlus, l’associazione che da dieci anni si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla ricerca per le malattie mitocondriali. E’ il grido disperato di un papà il cui figlio 18enne ha la stessa malattia di Charlie Gard, seppure in forma meno grave. Ma è un papà che con il distacco della spina al ventilatore che tiene in vita il piccolo di dieci mesi, sa che da oggi il destino di tutti i pazienti come Charlie è fortemente segnato. Le prospettive di vita, il decorso che c’è e di cui nessuno parla, ma anche la disponibilità dei massimi esperti di queste patologie a prendersi in carico il piccolo Charlie. Sono questi i temi che Santantonio va ripetendo in questi giorni e di cui ha parlato con la Nuova BQ nella speranza che anche le sue parole possano servire a convincere il boia di Stato a fermarsi.

Santantonio, come state vivendo la vicenda di Charlie?

Con grande sofferenza. Anche perché nessuno ha detto che le patologie mitocondriali hanno un decorso. Quello che sappiamo dai genitori che seguiamo è che l’evoluzione è molto particolare specie per i bambini piccoli. E’ dunque arbitrario dire che non c’è più niente da fare. Conosciamo molti casi di bambini dati per spacciati con pochi mesi di vita, ma che hanno recuperato e da anni vivono, in maniera difficile, ma hanno una vita che ha superato di gran lunga le aspettative dei medici. Continua a leggere

Il grande inganno dell’accanimento terapeutico

di Tommaso Scandroglio
 
Charlie deve morire. Questa è la sentenza emessa dai giudici inglesi prima e successivamente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in merito al destino del piccolo Charlie Gard, affetto da una rara patologia genetica.

Qualche commentatore, anche in  casa cattolica, ha definito le decisioni dei tribunali giuste perché direbbero “Stop” a terapie che configurano accanimento terapeutico. Le cose non stanno così. Richiamiamo prima di tutto la definizione di accanimento terapeutico così come indicata da Giovanni Paolo II al n. 66 dell’Evangelium vitae: l’accanimento terapeutico si concretizza in “certi interventi medici non più adeguati alla reale situazione del malato, perché ormai sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o anche perché troppo gravosi per lui e per la sua famiglia. In queste situazioni, quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza ‘rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi (Iura et bona, IV) Si dà certamente l’obbligo morale di curarsi e di farsi curare, ma tale obbligo deve misurarsi con le situazioni concrete; occorre cioè valutare se i mezzi terapeutici a disposizione siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento. La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all’eutanasia; esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte”. Continua a leggere

Charlie & noi. Diritto di vivere, dovere di morire

di Francesco Ognibene
 
L’epilogo della vicenda di Charlie smaschera i ragionamenti su libertà di scelta e autodeterminazione del paziente usati per ottenere la morte a richiesta. E l’Europa finisce i suoi figli più fragili.
 
Ci hanno detto in ogni modo che conta solo la volontà del paziente, o dei suoi genitori, se è troppo piccolo per poterla esprimere da sé. Ci hanno fatto credere che le determinazioni dei medici devono fermarsi un passo prima di quelle del malato o dei suoi tutori, e che è ora di dire basta col paternalismo medico. Ci hanno riempito la testa di autodeterminazione e dignità del paziente i cui desideri non possono essere coartati in alcun modo. Hanno però omesso di ricordare che tutti questi ragionamenti valgono solo in una direzione: quella della morte, chiesta o cercata, mentre se la volontà è di vivere, di lottare, di sperare, allora si comincia con i distinguo, l’appello al potere assoluto di medicina e scienza soppianta ogni altra considerazione, e si chiama accanimento quello che per i pazienti o chi li rappresenta è solo una ragionevole chance da tentare, fosse pure l’ultima, e anzi proprio per questo impossibile da ignorare. Continua a leggere

Lettera aperta alla CEDU della mamma di un bambino con la stessa malattia di Charlie Gard

Gentili Signori,

Sono la mamma di Emanuele Campostrini, detto “Mele”. Mio figlio ha 9 anni ed è considerato uno dei pittori italiani di maggior talento, spesso paragonato ad altri giovani artisti famosi di tutto il mondo.

Mio figlio è affetto da malattia mitocondriale e da deplezione mitocondriale.

Non può camminare, stare seduto, sostenere il capo, viene nutrito con un sondino nasogastrico e ha bisogno di un ventilatore elettrico per respirare. E’ sordo e parzialmente cieco, ha sopportato migliaia di crisi epilettiche durante tutta la sua vita. Non può piangere, non può ridere….lui ride DENTRO.

Quando eravamo in ospedale i medici lo considerarono in uno stato così grave e con nessuna possibilità di sopravvivenza che ricevette la Cresima con il rito per i bambini in pericolo, o vicini alla morte. Continua a leggere