Quarantena con Tolkien. Il consiglio di Elrond, ovvero il mosaico della storia

Un’interessante riflessione sul periodo che stiamo vivendo, attraverso la rilettura de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.
 
da Avvenire 17.04.20
 
(…) Ci siamo riproposti, in tempo di virus, di farci guidare da Tolkien in un viaggio nella Terra di Mezzo e il nostro cammino può iniziare proprio con qualche spunto sull’importanza dell’agire d’intesa superando inutili individualismi. Forse le riflessioni più significative a riguardo possono essere suggerite da un episodio centrale di La Compagnia dell’Anello: il consiglio di Elrond, in cui si ricostruisce la storia dell’anello e si decide come affrontare la minaccia che incombe sulla Terra di Mezzo.

Per la dimora di Elrond il mezzelfo, Rivendell (Gran Burrone o Valforra, nelle traduzioni italiane), Tolkien probabilmente si lasciò ispirare da Lauterbrunnen, in Svizzera, dove si recò nel 1911. Una rapida ricerca online vi permetterà di ammirare una magnifica vallata incorniciata da montagne maestose. Ma Rivendell non è solo un luogo di bellezza e quiete. “Il tempo non sembra passare qui: semplicemente, è” (traduzione mia, come per tutte le altre citazioni). Sono le parole di Bilbo, che Frodo e compagni ritrovano, con grande sorpresa, proprio a Rivendell. La dimora di Elrond è il luogo in cui il tempo non solo è sospeso, ma diventa anche una dimensione in cui sostare, da cui lasciarsi circondare. Una pausa narrativa – dopo le lunghe avventure di Frodo e compagni in fuga dai Cavalieri Neri, al servizio di Sauron – ma soprattutto un presente in cui ricostruire il passato e decidere come affrontare il futuro.

Al consiglio partecipano i rappresentanti dei popoli della Terra di Mezzo. Essi hanno risposto a una chiamata, ma non è stato Elrond a convocarli: piuttosto, le cose si sono disposte in modo tale – dice Elrond – che “fossimo noi che sediamo qui, e non altri, a trovare ora un piano per il pericolo che corre il mondo”. Per capire l’entità della minaccia se ne deve ripercorrere la storia, ma nessuno la conosce per intero: la storia dell’anello, infatti, è un mosaico ed è necessario che ognuno dei presenti contribuisca con la sua tessera, con il suo frammento di verità. Continua a leggere

CANNABIS/ Libera se coltivata in casa: i documenti che la Cassazione non ha letto

Inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte di Cassazione (LaPresse)

Cannabis libera purché coltivata in casa: lo ha detto ieri la Cassazione in una sentenza giudicata “storica”. Che stride con la Relazione del Dipartimento antidroghe
 della Presidenza del Consiglio

Agli inizi di dicembre il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio ha diffuso la sua relazione annuale sullo stato delle varie dipendenze in Italia nell’anno 2018. Nonostante l’evidente drammaticità del quadro descritto da un ente istituzionalmente dedicato alla prevenzione e al monitoraggio delle tossicodipendenze, e collocato a Palazzo Chigi, sotto la stretta area di influenza del Presidente del Consiglio, la relazione è stata accolta nell’indifferenza generale. Indifferente il mondo della comunicazione, telegiornali compresi, indifferente il governo. Probabilmente ben pochi dei nostri ministri, sia Pd che M5s o Leu, né conoscono i contenuti e forse neppure sanno della relazione. In modo paradossale la maggioranza in Parlamento rispondeva al grido d’allarme della relazione con la proposta di un inusuale emendamento in legge di bilancio, che proponeva di liberalizzare la droga usando l’espediente della maggiore o minore concentrazione di principio attivo nei prodotti di libera vendita.

L’emendamento canaglia, che qualcuno aveva voluto inserire surrettiziamente nell’unica notte dedicata alla discussione della legge in Senato, approfittando del sonno della ragione di gran parte della Commissione, è stato poi stoppato solo dal coraggio, dalla determinazione e, cosa fondamentale, dalla rigorosa competenza tecnico-professionale della presidente Casellati. Continua a leggere