Due Nobel che testimoniano la Creazione

Uno dei racconti meno citati e più belli dello scrittore e filologo inglese J.R.R. Tolkien (1892-1973) s’intitola “Foglia” di Niggle. Datato 1938-1939, fu pubblicato per la prima volta nel 1945. Un pittore, Niggle, dipinge una foglia; il quadro cresce, cresce, diventa un albero maestoso, poi una selva, così ricca di particolari, talmente lussureggiante di dettagli che il dipinto non viene mai terminato. Sembra il paradosso della Mappa dell’Impero in scala 1:1 contenuto nel frammento Del rigore della scienza, l’ultimo di Storia universale dell’infamia, pubblicato per la prima volta nel 1935 e poi riveduto e corretto nel 1954 dallo scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges (1899-1986). Solo che dove in Borges il paradosso esemplifica la vanità di un’impresa prometeica, in Tolkien l’opera che cresce come cosa viva è l’allegoria dell’infinito. Giunse poi il giorno in cui a Niggle toccò di partire per l’ultimo viaggio; pensava di avere sprecato l’esistenza rincorrendo un mito incapacitante e invece, premio per una vita spesa bene, gli fu concesso di entrare nel proprio stesso quadro, di viverlo, di spaziare per sempre nella sua infinità. L’universo in cui viviamo è come il quadro di Niggle più la Mappa dell’Impero, ma concreti, meravigliosi, stupefacenti, sorprendenti, e noi già li abitiamo.

Lo testimoniano una volta in più i Premi Nobel 2017 per la Medicina e per la Fisica. Il primo è stato assegnato lunedì 2 settembre dal Karolinska Institutet di Solna, a pochi chilometri da Stoccolma, in Svezia, ai ricercatori statunitensi Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young scopritori dei meccanismi che presiedono ai ritmi circadiani degli esseri viventi. Continua a leggere

La specie umana esiste soltanto per miracolo

La specie umana esiste soltanto per miracolo

Se le proprietà dell’Universo fossero leggermente diverse, la nostra esistenza non sarebbe possibile

L’idrogeno, l’elio e piccole quantità di altri elementi chimici leggerisi sono sviluppati pochi minuti dopo il Big Bang. Poi, a causa dell’instabilità gravitazionale, sono emerse le stelle, le galassie e i gruppi di galassie. Nel tempo si è sviluppata, all’interno delle stelle, una temperatura sufficientemente elevata da consentire la sintesi di elementi chimici complessi, tra cui il carbonio.

“Affinché un’evoluzione biologica si possa sviluppare, abbiamo bisogno della chimica organica, cioè della chimica dei composti del carbonio. Affinché il carbonio possa emergere, il combustibile nucleare deve essere consumato in alcune generazioni di stelle. Alla fine del loro ciclo vitale, le stelle giganti esplodono e contaminano lo spazio esterno con la loro ‘cenere’. Queste ceneri contaminate, entrando in contatto con i gas, creano successive generazioni di stelle, che contengono carbonio. Una di queste stelle è stata il perno del nostro sistema planetario; su uno dei suoi pianeti, conosciuto come Terra, è sorto l’essere umano”, scrive il cosmologo Padre Michał Heller nel suo libro Rozmowy o człowieku. Wywiady z ekspertami [Dialoghi sulla persona umana. Interviste ad esperti]. Continua a leggere

La Laudato sì non somiglia affatto a Gaia

Nella laudato sì le fondamenta di una nuova ecologia umana

 di Robi Ronza
 
«L’imperativo ecologico da Gaia a Francesco» era il titolo di un intervento di Salvatore Settis su la Repubblica di ieri. Con una sorprendente escursione al di fuori del suo campo di studi, il noto archeologo e storico dell’arte, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, vi ha sviluppato tesi interessanti per chiunque voglia capire le radici degli equivoci che stanno accompagnando la lettura dell’enciclica Laudato si’ da parte dell’ordine costituito, rigorosamente «laico», della cultura oggi dominante nel nostro Paese.

In tema di ambiente, in Italia ma non solo, l’attuale ambientalismo ufficiale si muove tutto all’ombra di due teorie generali affermatesi negli Anni ’60 – ’70 del secolo scorso.  Una fa capo allo storico medioevalista anglo-americano Lynn Townsend White, Jr. (1907 –1987)  e alla tesi che egli espose per la prima volta nel 1966 in una famosa conferenza dal titolo “The Historical Roots of Our Ecologic Crisis” (Le radici storiche della nostra crisi ecologica). Continua a leggere

La sensibilità ecologica? Nasce nel Medioevo (altro che secoli bui!)

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Una delle ultime falsità creata durante l’epoca illuminista, e che ancora resiste con forza, è la denigrazione del Medioevo come un periodo “buio”. E’ il potere del luogo comune, delle fiction televisive, dei libri scandalistici a mantenere viva questa immagine che, tuttavia, non ha nulla a che vedere con la realtà.

In quest’epoca, infatti, nacque il metodo scientifico (sotto l’ala della Chiesa), sorsero i primi ospedali(sotto l’ala della Chiesa), vennero fondate le prime università volute o finanziate dai Papi, come Benedetto XIV fece con l’Università di Bologna, favorendo così il primo Istituto di Scienze e donando materiale scientifico di sua proprietà (G. Gandolfi, L’instituto delle Scienze di Bologna, CLUEB 2011, pp. 1-9), per la prima volta le donne poterono assumere posti di responsabilità («ad onta dei luoghi comuni sulle sue chiusure, il Medioevo apriva spazi di presenza femminile ai vertici più alti della gestione della cosa pubblica finanche internazionale, irradiantesi dalle corti e dai monasteri affidati per vicende ereditarie e nobiltà di lignaggio alle loro cure», ha spiegato Angelo Varni, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna). Continua a leggere

L’enciclica di Papa Francesco Laudato si’: un inno di lode al Creatore

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Dal sito della Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici (FIAMC)

Dr. med. Ermanno Pavesi

Segretario generale della Federazione delle Associazioni dei Medici Cattolici FIAMC
 
La nuova enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ affronta molte tematiche dell’ecologia: dal problema dei cambiamenti climatici all’inquinamento, dalla questione degli organismi geneticamente modificati alla sperimentazione sugli animali. Si tratta di un testo complesso e che presenta diversi livelli, e c’è il rischio concreto che molti “commentatori” si limitino a estrapolare solo alcune affermazioni per confermare le proprie teorie e sostenere che anche il Papa la pensa allo stesso modo o, in altri casi, a criticare l’enciclica per un presunto ecologismo con un approccio troppo mondano.   Continua a leggere

Ecologia: papa Francesco e New Age faccia a faccia

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L’enciclica Laudato si’ costituisce la proposta di un’autentica ecologia cristiana diversa dalle nuove spiritualità che divinizzano la natura
 
Nel New Age si parla della Terra e anche dell’universo come di un grande organismo vivo, che viene considerato in modo personale e divino.

Per questo l’enciclica appena pubblicata da papa Francesco “sulla cura della casa comune”, intitolata Laudato si’, è un buon esempio di un’ecologia equilibrata, cristiana, con un atteggiamento che non cade né nell’estremo dello sfruttamento della natura né in quello della sua divinizzazione.

Vediamo alcuni punti dell’enciclica che spiegano qual è la visione cristiana dell’ambiente e che, come si può verificare molto bene, sono diametralmente opposti a ciò che insegna il New Age. Continua a leggere

“Chi dimentica i deboli, dimentica il creato”

 
Il vicario generale dell’Ordine di Sant’Agostino commenta l’enciclica Laudato si’

Roma, 23 Giugno 2015 (ZENIT.org)

“Il tema che attraversa tutta l’enciclica è il discorso sulla creatura umana. Quando il Santo Padre scrive: “Non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo. Non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia”, riporta l’attenzione sul rapporto fra creatura e Creato”. Lo sostiene padre Joseph L. Farrell O.S.A., Vicario Generale dell’Ordine di sant’Agostino, che dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco ha compiuto una rilettura in chiave agostiniana alla luce della grande attenzione che il santo Dottore della Chiesa nei suoi scritti ha dedicato al discorso antropologico.  Continua a leggere

L’enciclica “verde” di papa Francesco e la dottrina sociale della Chiesa

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di Bernardo Cervellera
 
I “cattolici di destra” la rifiutano come “comunista”; quelli “di sinistra” applaudono alla novità, ma quanto dice Francesco nella sua “Laudato sì” è sulla linea della dottrina sociale della Chiesa. In sintonia con Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Qualche tono apocalittico annuncia “la fine”, il fallimento “dell’epoca moderna” e del suo “antropocentrismo deviato”. La critica ai poteri politici, l’invito alla collaborazione con tutti.

Roma (AsiaNews) – Non è un libello ecologista di denunce e utopie bucoliche, ma un appello al mondo per cambiare stile di vita nei consumi, nei rifiuti, nell’energia e soprattutto nell’accoglienza di sé, degli altri, di Dio. Il punto forte di questa nuova enciclica di papa Francesco, dal poetico titolo “Laudato sì” è quella di proporre a tutti, cristiani e non, ambientalisti e tecnocrati, giovani e vecchi la “conversione” a una visione integrale del concetto di “ambiente” che dice sì la natura, ma anche l’uomo e i suoi simili, il rapporto con gli oggetti e con le generazioni guardando al tutto come un dono, un “fratello” e una “sorella”, proprio come san Francesco amava chiamare ogni cosa nel suo Cantico delle creature, che dà il titolo a questa opera del papa. Continua a leggere

L’ecologia non ideologica

Roma 18-6-2015 Conferenza stampa di presentazione dell' Enciclica di Papa Francesco " Laudato si" Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Massimo Introvigne commenta la nuova enciclica del Papa sul “Mattino” di Napoli del 19 giugno
 
Con la sua seconda enciclica, «Laudato si’», la più lunga pubblicata da un Pontefice, Papa Francesco propone un grande affresco della crisi del mondo contemporaneo, di cui la crisi ecologica è insieme segno ed effetto. Comprensibilmente, molti commenti si concentrano sul primo capitolo, che presenta una sintesi della ricerca scientifica contemporanea sull’ambiente e adotta anche la teoria controversa del riscaldamento globale come fenomeno ampiamente causato dall’uomo, che non manca di detrattori anche tra gli studiosi cattolici. Tuttavia il Papa ripete più volte nel documento che «la Chiesa non pretende di definire le questioni scientifiche», «non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere il dibattito onesto tra gli scienziati, rispettando le diversità di opinione». Continua a leggere

Ecco l’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco. La lode per il creato e l’appello alla responsabilità

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L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco è la prima enciclica interamente dedicata alla cura del Creato secondo la visione cristiana. Questa enciclica rappresenta una organica sistemazione della sapienza accumulata dal magistero pontificio.
 
di Giampaolo Crepaldi*
 
L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco è la prima enciclica interamente dedicata alla cura del Creato secondo la visione cristiana. Dobbiamo essere grati al Santo Padre per averci dato questo insegnamento di grande ampiezza e sistematicità. Questa enciclica rappresenta una organica sistemazione della sapienza accumulata dal magistero pontificio più recente, sulla scorta naturalmente dell’insegnamento biblico ed evangelico e alla luce delle verità della fede cattolica. Non può non essere notato, in particolare, che l’enciclica Laudato si’ si collega espressamente in più punti alla Caritas in veritate di Benedetto XVI, che viene ripetutamente citata. Ed infatti era stata questa enciclica ad affrontare per la prima volta in modo ampio e culturalmente approfondito due tematiche che ora Papa Francesco ulteriormente sviluppa. Continua a leggere

La creazione secondo Gaudí

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La Sagrada Família è un inno alla natura, è un canto alla luce e a tutto il creato che, secondo il libro della Genesi, seguì alla creazione della luce. La visione che Gaudí ha della natura e che plasma nella sua opera è molto vicina a quella di san Francesco d’Assisi. Pertanto, a ragione, si è parlato di un’ispirazione francescana nella sua opera, e di uno stile francescano nella sua vita, in particolare quanto a umiltà e povertà.

È ben noto che le strutture geometriche, nella cui creazione e uso Gaudí è geniale, si ispirano alla natura. «Il grande libro – affermava – sempre aperto e che conviene sforzarsi di leggere, è quello della natura. Gli altri libri sono tratti da questo e contengono gli errori e le interpretazioni degli uomini. Continua a leggere

Come Keplero cercò di scrivere lo spartito della musica di Dio. E scoprì le orbite dei pianeti

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di Francesco Agnoli
 
Siamo nel 1606 e l’editore Wolfgang Richter, di Francoforte, dà alle stampe un opuscolo, in latino, di una quarantina di pagine, intitolato “De Jesu Christi servatoris nostri vero anno natalitio”. L’autore di questo testo – tutto teso a ridatare il vero anno di nascita di Cristo, sulla base dell’ apparizione della stella di cui parlano i Vangeli, e che spinse i magi a mettersi in cammino-, è un tedesco che ha studiato presso il seminario inferiore di Adelberg e poi presso quello superiore di Maulbronn. Finiti questi studi, ha poi frequentato per quattro anni e mezzo un monastero di Tubinga per divenire teologo.

La sua formazione è, per l’idea che si ha oggi di fisica e di astronomia, del tutto lontana dalla scienza. Eppure non è affatto così. Non solo perché a quei tempi ogni seminario religioso prevede l’insegnamento della matematica, della geometria e dell’astronomia, ma anche perché quell’uomo, come i primi osservatori del cielo, un po’ come i magi dell’Oriente, ha una visione sacrale del cosmo. Continua a leggere

«I cieli narrano la gloria di Dio, e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento». Così dice anche Hubble

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L’immensità del cielo stellato, come la maestosità delle montagne e il sussurro d’infinito dei mari, sono come quei ritagli di carta colorata che usiamo per ricordarci le cose o per segnare la pagina di un libro, i famosi post-it. Solo in scala mastodontica. Adeguata, cioè, a ciò che ricordano: la grandezza e la maestà di Dio, il Padre celeste onnipotente, cui dobbiamo tutto, e che tutto, e tutti, ha creato.

Ogni volta che alziamo lo sguardo al cielo, il cielo ci ricorda Dio. Specialmente quando contempliamo il silenzio eloquente di quelle immagini grandiose provenienti dallo spazio profondo e misterioso del mistero di Dio che solo grazie alla tecnologia più avanzata (Dio benedica la tecnologia avanzata al servizio della verità) chiunque è in grado di ammirare. Continua a leggere

Un video bellissimo!

Questo video, realizzato da TSO Photography, è il risultato di 7 giorni di registrazioni a El Teide, la più alta vetta in Spagna.

E’ un luogo rinomato per essere uno dei migliori al mondo dove osservare e fotografare le stelle.

Assicurati che l’audio sia acceso (Ludovico Einaudi – Nuvole Bianche) e metti il video a tutto schermo per apprezzare al massimo questa esperienza!
 
fonte: http://www.incredibilia.it/paradiso/

Big Bang, un’idea nata…dalla Chiesa

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di Giuliano Guzzo
 
Il grande risalto avuto dalle parole di papa Francesco il quale, intervenendo alla Pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio IV ai Giardini Vaticani, ha dichiarato che il Big Bang «non contraddice l’intervento creatore divino, ma lo esige», lascia intendere che si sia trattato dell’ennesima “apertura” del pontefice argentino. In realtà così non è – né può essere – dato che nel 1927 fu un astronomo gesuita, padre Georges Lemaître (1894 –1966), il primo a formulare tale ipotesi, allora chiamata dell’atomo primigenio. E la Chiesa che fece? Perseguitò forse padre Lemaître come (non) fece, anche se molti ancora lo pensano, con Galileo? Nient’affatto. Infatti non solo l’ipotesi del gesuita venne progressivamente accolta – «Tutto sembra indicare che l’universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio» disse nel novembre 1951 papa Pio XII (1876-1958) -, ma pochi anni dopo, nel 1939, venne eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, della quale, dal marzo 1960, fu anche presidente sino alla morte. Continua a leggere

“Il big bang non contraddice la creazione”

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Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perchè l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono”. Lo ha affermato Papa Francesco in un discorso rivolto alla Pontificia Accademia delle Scienze.

“Alla conclusione della vostra Sessione plenaria, cari Accademici, sono felice di esprimere la mia profonda stima e il mio caloroso incoraggiamento a portare avanti il progresso scientifico e il miglioramento delle condizioni di vita della gente, specialmente dei più poveri. State affrontando il tema altamente complesso dell’evoluzione del concetto di natura. Non entrerò affatto, lo capite bene, nella complessità scientifica di questa importante e decisiva questione. Continua a leggere

L’antropocentrismo salva l’ambiente

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di Paolo Togni
 
“Facciamo l’uomo a nostra immagine … e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra” (Gen. 1, 26-27). Anche perché ispirati dalla Genesi, i cristiani nelle questioni riguardanti l’ambiente hanno fin qui seguito una logica antropocentrica; nel rispetto della scala di valori stabilita dalla Rivelazione, dal Magistero e dalla Tradizione, l’essere creato a similitudine del Creatore è sempre stato considerato diverso, distinto e superiore rispetto agli altri esseri viventi.

Il possesso dell’anima è esclusivo dell’uomo, che va quindi collocato in categoria diversa da quella nella quale sono collocati tutti gli altri esseri viventi. Per chi non volesse accettare l’esistenza dell’anima, basterà sostituire “anima” con “consapevolezza” o un termine equivalente, per esempio “autocoscienza”: anch’essa, infatti, è propria solo dell’uomo tra gli esseri viventi. Continua a leggere

Riscaldamento globale? Congelato fino al 2025

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Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science mette in dubbio le tesi del riscaldamento globale e aggiunge altri dubbi sulle sue cause. Riscaldamenti e raffreddamenti dipenderebbero dalle maree degli oceani e sarebbero ciclici. Probabilmente avremo più freddo fino al 2025.
 
Contrordine compagni, il riscaldamento globale è temporaneamente congelato. Si prevede, almeno, fino al 2025. Chiunque guardi la colonnina del mercurio o, semplicemente, esca di casa in un giorni di agosto, in Italia del Nord o nel centro Europa, se n’è già reso perfettamente conto. Ma quando lo “accendono” questo riscaldamento globale, se a metà agosto abbiamo 15 o 16 gradi? Oltre ad essere l’estate più piovosa del secolo, questa è anche la più fredda. E le eccezioni, fra inverni straordinariamente gelati (come quello del 2013) ed estati straordinariamente fresche e piovose, iniziano ad essere tante, troppe per considerarle eccezioni. Continua a leggere

Il dono della Scienza, l’amore per il creato

Michelangelo, la Cappella Sistina

di Massimo Introvigne

Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale del 21 maggio 2014, nell’ambito del suo ciclo sui doni dello Spirito Santo, al domo della scienza, proponendo alcune interessanti riflessioni anche in tema di ecologia.

Il dono della scienza non fa riferimento, ha spiegato il Papa, a una disciplina accademica ma alla capacità di guardare all’universo in tutte le sue parti e a riconoscerlo come «segno» del’«infinito amore» di Dio. Mentre una scienza profana chiusa al soprannaturale ha uno sguardo opaco, che osserva le cose ma non sa andare al di là di esse, il dono della scienza sa vedere la realtà come trasparente, così che dietro ogni parte del creato si rivela Dio. Continua a leggere

L’arte come custodia della bellezza del Creato

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Papa Francesco afferma: «La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato»[1].

In questa custodia del creato, anche l’arte a mio avviso risulta implicata.  L’arte è come un grande specchio nel quale è possibile contemplare riflesse le bellezze del Creato, e attraverso di esse anche lo splendore del Creatore.

L’uomo è chiamato da Dio ad essere nel creato il custode e il coltivatore della bellezza. Questa finalità originaria è espressa fin dal racconto del Genesi: « Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente (…) Il Signore fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare (…) Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse » (Gen 2, 8-9;15.)  Continua a leggere

L’uomo è più antico di quanto si pensi. Scoperta sballa le cronologie accettate

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Scoperto nel giacimento di Atapuerca, in Spagna, il Dna umano più antico della storia. Una ricerca realizzata in collaborazione con l’Istituto tedesco Max Planck di Antropologia Evolutiva, ha consentito di ricostruire con nuove tecniche la sequenza del genoma mitocondriale quasi completo di resti umani datati 400.000 anni, conservati nel sito paleontologico di Atapuerca, a 20 km da Burgos, uno dei più importanti in Europa perché custodisce testimonianze dello stile di vita degli ominidi di milioni di anni fa.

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Nature’, il genoma corrisponde a un femore di 400.000 anni fa, (l’antico proprietario è classificato come Homo heidelbergensis) il fossile umano più antico di cui è stato ritrovato il Dna. Nell’articolo si sottolinea che solo nel permafrost (suolo glaciale) si è recuperato in passato Dna di tale antichità, ma non umano. Continua a leggere

Scola: «Un nuovo umanesimo per salvare il mondo»

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Nel discorso alla città per Sant’Ambrogio l’arcivescovo di Milano parla di Expo 2015: la fame, l’ecologia, la regolamentazione dei mercati finanziari

di ANDREA TORNIELLI

«Solo il riferimento all’uomo» permette di non «cadere in opposti estremismi nella considerazione dell’ambiente», evitando sia la logica «predatoria» nello sfruttamento delle risorse, sia la «sacralizzazione» dell’ambiente stesso che finisce per considerare gli esseri umani una minaccia per l’ecologia. E la grande «tragedia della fame» nel mondo non si risolve con la «tecnocrazia», con le radicali ricette dei super-esperti, ma soltanto riscoprendosi famiglia umana.

Sono alcuni degli spunti presenti nell’articolato discorso alla città pronunciato – com’è ormai tradizione – dall’arcivescovo di Milano alla vigilia della festa di Sant’Ambrogio. Continua a leggere

Le folli idee del professor Sartori

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di Fabio Spina

Il 15 agosto si può pensare che l’editoriale di Giovanni Sartori sia dovuto ad un colpo di sole, così anche il fatto che il Corriere della Sera ne condivida gli intendimenti. Ma perché rifilarci anche a novembre un nuovo editoriale che, facendo un minestrone un po’ di tutto,  finisce per dire che la colpa di quanto accade di brutto è del Papa e dell’aumento della popolazione? Anche stavolta la realtà viene stravolta al solo uso di far apparire condivisibili delle tristi e antiquate idee malthusiane senza capo né coda, che solo una società sempre meno sazia ma disperata come l’attuale può accettare.

Vale la pena riportare integralmente la parte centrale dell’editoriale pubblicato il 23 novembre 2013: Continua a leggere

Pio XII aveva ragione: siamo figli di Adamo ed Eva

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di Tommaso Scandroglio
 
Siamo tutti discendenti di Adamo ed Eva. A dircelo non è più solo la Bibbia ma, in un certo qual modo, anche la scienza. Come Amleto che prendendo un teschio gli rivolge la celebre domanda “Essere o non essere?”, così il paleoantropologo David Lordkipanidze reggendo tra le mani il teschio di un ominide o essere umano – la cosa è ancora da stabilire – trovato a Dmanisi in Georgia si è domandato: “Apparteniamo tutti alla stessa specie oppure no?”.

L’interrogativo nasce dal fatto che fino a ieri era dogma inconfutabile il fatto che esistevano cinque specie differenti di ominidi: l’Homo rudolfensis, l’Homo ergaster, l’Homo erectus, l’Homo georgicus e l’Homo habilis. I lettori del presente articolo, tutti esponenti dell’homo sapiens sapiens, provengono secondo la teoria darwiniana dall’homo habilis che si sarebbe evoluto nell’ergaster e infine nell’erectus (tralasciamo tante altre tappe). Continua a leggere

Le Quattro Stagioni

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[dal sito Comunità Ambrosiana]
 
di Stefano Chiappalone
 
C’è una bellezza cui solitamente non facciamo caso, non costruita da mani d’uomo, totalmente donata, gratis data, e in quanto tale ricorda anche alla nostra epoca, illusa di poter “fabbricare” tutto, che in realtà ci muoviamo all’interno di un mondo “dato”, non fatto da noi. La “società artificiale” riesce a produrre molte cose, alcune utili, altre tragicamente dannose, ma nessuno di noi ha il potere di ingiallire una foglia, di trasformare l’acqua in neve, la neve in ghiaccio, e alla fine di riportare il sole. Di solito ce ne accorgiamo solo per lamentarci di volta in volta del caldo o del freddo – invocando l’uno salvo poi non vedere l’ora che giunga l’altro. Continua a leggere