Lo storico Holland: «mi sbagliavo, la nostra etica deriva solo dal cristianesimo»

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Il 14/11/16 su New Statesman, settimanale della sinistra britannica, è comparso l’articolo che qui sotto abbiamo tradotto. L’autore è Tom Holland, apprezzato storico e scrittore, ha introdotto così la sua testimonianza: «Mi ci è voluto molto tempo per realizzare che i miei costumi non sono greci o romani, ma in fondo, e con orgoglio, cristiani».
 
di Tom Holland*
*storico e scrittore inglese

da NewStatesman, 14/09/16
 
Quando ero un ragazzo, la mia educazione come cristiano è stata sempre in balia dei miei entusiasmi. In primo luogo, ci sono stati i dinosauri. Ricordo vividamente il mio shock quando, durante il catechismo, ho aperto la Bibbia per bambini e ho trovato una illustrazione di Adamo ed Eva con vicino un brachiosauro. Avevo solo sei anni ma di una cosa era certo: nessun essere umano aveva mai visto un sauropode. Il fatto che l’insegnante sembrava non preoccuparsi di questo errore ha solo aggravato il mio senso di indignazione e sconcerto. Una debole ombra di dubbio, per la prima volta, era stata portata a scurire la mia fede cristiana.

Con il tempo, l’oscurità è aumentata. La mia ossessione verso i dinosauri si è evoluta senza soluzione di continuità in un’ossessione verso gli antichi imperi. Continua a leggere

Saint-Exupéry

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di Antonio Giuliano
 
Ci sono libri che non finiscono di stupire. E Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) di certo lo è. Non è un caso se oggi – pare- sia il volume più tradotto al mondo (257 traduzioni) dopo la Bibbia, con oltre 140 milioni di copie vendute dal 1943, quando uscì in piena guerra mondiale. Siamo però sicuri che i numeri da record, gli adattamenti cinematografici e il successo commerciale non abbiano svilito o addirittura alterato il messaggio reale del libro? Possiamo dire di aver compreso lo spirito dell’autore o ne abbiamo fatto una fiaba cult, ecologista e all’insegna del volemose bene?

Una banalizzazione da cui ci aveva messo in guardia lo stesso Saint-Exupéry sin dall’incipit del suo racconto. «Tutti gli adulti sono stati bambini. Ma pochi se ne ricordano»: se abbiamo perso la capacità di stupirsi dei più piccoli e non proviamo a guardare la realtà andando al di là delle apparenze, cercando «non con gli occhi che sono ciechi ma con il cuore», potremmo parlare «solo di bridge, di golf, di politica e di cravatte». Cioè di tutte quelle cose banali o di minor conto con le quali gli adulti hanno perso la capacità di guardare oltre. Continua a leggere

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

Risale a 2000 anni fa. Per gli studiosi è autentico e rivela il legame tra Cristo e Re Davide
 
Gesù e gli apostoli Giacomo, Pietro e Giovanni. Sono tutti citati in quello che, secondo alcuni studiosi, è il più antico testo esistente in cui si parla del Cristo. Sono alcune tavolette di metallo unite con degli anelli, un libretto scritto con un codice particolare che sarebbe stato tradotto come riporta il Daily Mail (30 novembre).
 
LA SCOPERTA IN GIORDANIA
 
La scoperta in realtà risale al 2008, quando un beduino ritrovò questo manufatto in una vallata dell’attuale Giordania, che secondo gli esperti corrisponde al territorio in cui si rifugiarono i cristiani di Gerusalemme dopo la distruzione della città nel 70 dopo Cristo. Continua a leggere

La saga di Harry Potter parla dell’uomo

di Giovanni Fighera
 
J. K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori (edizioni Ares) è la prima biografia italiana della creatrice della saga di Harry Potter. L’autrice Marina Lenti, per anni redattrice di Fantasy Magazine, ha scritto anche numerosi saggi sulla saga, tra cui L’incantesimo Harry Potter, La metafisica di Harry Potter, Harry Potter: il cibo come strumento letterario.

Personalmente ho sempre creduto al valore educativo dei romanzi della Rowling. Infatti, al di là delle piacevoli avventure fantastiche, la scrittrice non dimentica mai la realtà, il desiderio di bene dell’uomo e la fragilità che lo porta, talvolta, a scegliere per il male. Questo è lo spazio della libertà.  Al contempo, la crescita di Harry è accompagnata dalla presenza di maestri e di amici. In anteprima a Milano, presso WOW Spazio Fumetto, giovedì 1 dicembre, alle 18 Marina Lenti presenterà la biografia sulla Rowling in dialogo con Paolo Gulisano. Continua a leggere

Al centro del desiderio

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Hanno tutti bisogno di un maestro e di una compagnia umana per riscoprire che l’alba non è una cosa ovvia. Serve però una domanda desta e uno sguardo attento. Allora la realtà ci sorprenderà.
 
di Giovanni Fighera
 
Che cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra l’alcool, la droga e una musica assordante? Forse loro non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li giudicano, li criticano, li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. «Quid animo satis?», cioè «che cosa può bastare all’animo umano?». Il cuore dell’uomo è nato per la felicità, piena ed infinita, non ridotta a formule. Ecco perché, non appena qualcuno ha il coraggio di rimetterla a tema, l’attenzione di molti o forse dei giovani o di chi si sente ancora giovane sobbalza e rimane in ascolto, forse cercando la formula o la regola d’oro. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in fondo al nostro animo e provare a chiederci: «Che cosa può bastare al nostro animo?». Continua a leggere

CORNELIS DE WAEL, pittore fiammingo della Fede e delle Opere

 
Le opere di Misericordia corporale nell’arte
 
 
Antica stampa raffigurante un Frate Cappuccino, ricco di purezza e fede, nell’atto di guarire un ammalato. Si notino il Rosario, riassunto dei Misteri cristiani; il teschio alla corona, segno di mortificazione; i gigli, simbolo di purezza ed amore mariano. Sullo sfondo, un frate assiste spiritualmente un confratello gravemente infermo.
 
La memoria di molti non rintraccia facilmente artisti ed opere legati alle opere di misericordia, ma, dal Medioevo in avanti, se ne realizzarono non poche nel Vecchio Continente. Se ne trovano al British Museum, nell’Abbazia di Floreffe in Belgio, nel Battistero del Duomo di Parma, nella porta di San Gallo della Cattedrale di Basilea, nella Cattedrale di Canterbury, nei Musei Vaticani, nella Chiesa di San Fiorenzo in Alsazia, in codici miniati diversi e in artisti assai noti come: BrueFratigel il Giovane, o, Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (vedi nostro precedente articolo), o, nel pittore fiammingo Cornelis De Wael. Egli dipinse spesso non per chiese, ma per privati, che amavano arricchire le proprie dimore di opere di devozione.   Continua a leggere

“S. Maria degli Angeli, costruita col sudore dei martiri”

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di Margherita del Castillo
 
Fu l’imperatore Diocleziano, tra il 298 e il 306, a volere a Roma il grandioso complesso delle Terme, per la cui costruzione furono utilizzati innumerevoli martiri cristiani che avevano rifiutato di venerare gli dei tradizionali e scelto di non rinunciare alla propria fede. E fu un sacerdote siciliano, Antonio Del Duca, più di milleduecento anni dopo, a chiedere e ottenere da Papa Pio IV di consacrare alla loro memoria e al culto degli Angeli una porzione di questa vastissima area. Era il 1561 quando l’ambizioso progetto fu affidato al grande Michelangelo, all’epoca già ultra ottantenne e contemporaneamente impegnato nella fabbrica della basilica di San Pietro.

Il Buonarroti intervenne, senza però alterarne la struttura, sui resti archeologici trasformandoli, in parte, in un edificio religioso davvero particolare per l’epoca. Due architetti lo succedettero: Giacomo Del Duca e Luigi Vanvitelli. A quest’ultimo, a metà del XVIII secolo, si deve, per lo più, lo stravolgimento del progetto michelangiolesco, a cominciare dalla decorazione interna dello spazio concepito, in origine, con intensa sobrietà. Continua a leggere

Quel Magnificat in Notre Dame che convertì Claudel

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di Giovanni Fighera
 
Nato nel 1868 a Villeneuve-sur-Fère, Paul Claudel si forma in un momento storico e in una terra come quella francese che nella seconda metà dell’Ottocento è fortemente impregnata di cultura positivistica. La diffusione di questo nuovo approccio gnoseologico e culturale avviene negli anni in cui lo scienziato Charles Darwin (1809-1892) pubblica L’origine della specie (1859) e il filosofo Herbert Spencer (1820-1893) contribuisce alla nascita della psicologia moderna con l’ Introduzione alla psicologia sperimentale (1865).

Il fisiologo francese Claude Bernard (1813-1878) influisce non poco sull’avvento della medicina sperimentale, così come il filosofo August Comte (1798-1857) diventa padre della sociologia moderna. Di nuovo, come nell’epoca illuministica, l’uomo si convince di avere rivoluzionato il mondo della cultura. Con una perfetta consonanza rispetto agli illuministi, impregnati di materialismo e di una fiducia illimitata nella scienza che porterà a eliminare tutto l’ignoto e il mistero, i positivisti aprono la strada di una nuova religione, quella del Progresso e dell’Umanità. Continua a leggere

La storia del vino: Noè, Bacco, il monachesimo

di Susanna Manzin

(dal blog Pane & Focolare)
 
Il Castello Trauttmansdorff a Merano, noto soprattutto per avere ospitato la Principessa Sissi, ha uno splendido parco dove è allestito uno dei giardini botanici più grandi d’Europa. Passeggiando tra piante esotiche, laghetti di ninfee, arbusti profumati, paesaggi forestali e persino una piantagione di thè, i visitatori possono godere della bellezza e della varietà delle ricostruzioni di ambienti naturali del nostro continente e di terre lontane. Un settore è dedicato anche ai vigneti, con le varietà Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, tipiche dell’Alto Adige, e altri vitigni autoctoni molto  antichi. Tra le viti si erge un monumento che porta un nome solenne che evoca sacralità: Il Tabernacolo. Conserva, ben protetto, un vinacciolo di 7.000 anni fa, dono del museo nazionale di Tbilisi, in Georgia.

Secondo gli archeologi, i botanici e i genetisti che hanno analizzato alcuni vinaccioli fossili, le origini della viticoltura e della vinificazione risalgono proprio all’area che corrisponde oggi alla Georgia e all’Armenia. E’ curioso che la scoperta coincida con quanto racconta la Bibbia, che attribuisce a Noè l’invenzione del vino: il Patriarca, secondo il racconto del Libro della Genesi, si è fermato con la sua Arca sul Monte Ararat, situato proprio in quei territori. (In questo mosaico del Duomo di Monreale ecco Noè che produce il vino). Continua a leggere

Il paralitico

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“Io nemmeno ci credevo. Non esistono i miracoli, al mondo, dicevo: solo disperazione e miseria. Ero paralitico da sempre, cattivo per inclinazione, e non credevo a nulla. Però lasciai che mi ci portassero, per farli contenti. Lui era in una casa così affollata che non si passava dalla porta. Dovettero aprire un buco nel tetto per farmici passare, tutto imbracato: mi vergognavo. Lui mi fissò. Mi aspettavo lo sguardo rapito di un guaritore e invece aveva la sconfinata tenerezza di una madre. E in quello sguardo vidi immediatamente che lui sapeva: ogni menzogna, ogni bestemmia, ogni male. Lui mi sapeva. Ma tutto questo per lui non contava, il mio male per lui era come un velo di polvere su un tavolo, da poterlo soffiare via con un sorriso. Continua a leggere

“Ripacandida, la piccola Assisi di Basilicata”

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di Margherita del Castillo
 
E’ la bolla pontifica di Eugenio III il documento più antico in cui si fa esplicitamente menzione della chiesa di San Donato di Ripacandida, un piccolo paese in provincia di Potenza situato a poco più di 600 metri di altitudine in posizione panoramica dirimpetto al Monte Vulture. L’epistola papale, indirizzata al Vescovo della diocesi di Rapolla, è datata 1152. Due secoli più tardi la chiesa con la sua comunità viene posta sotto la diretta giurisdizione del Papa e solo  all’inizio del Seicento le viene costruito accanto un convento di frati Minori Osservanti, dal 1894 – e ancora oggi –  affidato alle cure delle suore di Gesù Bambino.

E’ questa, per sommi capi, la storia del santuario di quella che è stata soprannominata la piccola Assisi di Basilicata, la cui impronta francescana è senz’altro visibile nel semplice impianto architettonico a navata unica, articolata in tre campate coperte da volte a crociera rialzata, piuttosto che nella facciata disadorna e nel campanile dal paramento murario a conci squadrati a vista. Continua a leggere

Un catechismo per i bambini

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(dal blog di Costanza Miriano)
 
di padre Maurizio Botta
 
Ho la gioia sincera di  annunciarvi che a fine agosto sarà pubblicato dall’editrice ITACA il primo volume del Catechismo Le domande grandi dei bambini, di don Andrea Lonardo e padre Maurizio Botta, pensato per i bambini dell’eta delle Prime Comunioni.

Non sarà un catechismo ufficiale della diocesi di Roma, né dell’Ufficio Catechistico, perché è bene che ognuno sia libero di utilizzare i testi che ritiene più adatti. Ma abbiamo voluto scriverne uno Don Andrea Lonardo e io perché sentivamo che era importante farlo.

Non vogliamo che i bambini siano trattati in maniera infantile e desideriamo che i catechisti siano più coscienti delle domande grandi che essi portano nel cuore. Domande alle quali dobbiamo rispondere. Continua a leggere

La Madonna Bianca della Misericordia

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Una bella immagine mariana del Quattrocento in un’antica abbazia a Milano, ricca di simbolismi, riferibile alla bottega degli Zavattari. Da riscoprire in questo Anno Santo.
 
di Luca FRIGERIO
 
Ancor oggi capita di vederle, le candide spose, accompagnate dai novelli mariti, che appena terminata la cerimonia si avvicinano alla cappella della navata sinistra, nella chiesa del Casoretto, invocando grazia e benedizione per quella loro nuova famiglia che nasce, davanti alla venerata immagine di Maria, madre e sposa, anch’essa tutta di bianco vestita…
Siamo nella periferia nord-est di Milano, oltre Piazzale Loreto, dove le case e i palazzi sorgono fitti, in una ragnatela di strade. Ma fino agli inizi del secolo scorso qui era aperta campagna, e l’abbazia di Santa Maria Bianca della Misericordia sorgeva in quieta solitudine, nel salmodiare dei canonici agostiniani. Un complesso monumentale di grande interesse, più volte rimaneggiato nei secoli, ma che ancora conserva splendidi tesori d’arte, emozionanti testimonianze di fede. Continua a leggere

Il gioco e Dio. Una breve teologia dello sport

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(dal blog theologhia.com)
 
Se guardiamo gli scritti di alcuni antichi scrittori ecclesiastici, ma anche di qualcuno fra i Padri della Chiesa che ha affrontato il tema gioco-fede, ci troviamo davanti ad affermazioni adamantine di rifiuto. Per cui – specie per chi ama lo sport – siamo tristemente invitati, con la coda tra le gambe, di allontanarci dalla passione per lo sport e dalla prassi sportiva. Nondimeno, fare così sarebbe un grande errore ermeneutico.

Prima di cercare la corretta ermeneutica, è bene guardare qualche affermazione esemplificativa. Tertulliano affermava che chi avesse promesso alla fonte battesimale di rifiutare le opere del diavolo e dei suoi angeli non poteva partecipare alle manifestazioni di natura diabolica. Lo sport, secondo lo scrittore nord-africano, rende furiosi, collerici e litigiosi. Gli schiamazzi e gli scherni ingiuriosi non si conciliano con la mitezza cristiana. Dal canto suo, Clemente Alessandrino considerava l’ippodromo come «sede di disordine e iniquità». Forse nella stessa linea George Orwell considerava lo sport moderno come «una guerra senza fucili» o come «una religione senza i sacrifici»? Continua a leggere

La nascita degli ospedali

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L’edificio del lebbrosario di San Lazzaro in Valloncello

Risalendo il fiume Nera, due chilometri prima di imboccare la valle di Preci, in un “valloncello” si adagia un gruppetto di case dette “San Lazzaro”.

Qui, nel XIII secolo, nasce quello che si può considerare uno dei primi ospedali d’Italia: il lebbrosario di San Lazzaro in Valloncello. “Lo stesso significato etimologico – spiegano Emanuela Ruffinelli e Daniela Ghione, autrici del volume Dalla saggezza pratica alla scienza della salute – aiuta a comprendere come in origine gli ospedali non fossero luoghi di cura, ma avessero invece due precise caratteristiche: l’ospitalità dei viandanti, dei pellegrini e dei poveri, e l’assoluta gratuità della prestazione”.

Di fatto, una grossa spinta alla realizzazione di ospizi e ricoveri fu la diffusione della lebbra – arrivata nel Mediterraneo dall’Asia e dall’Egitto – e che vede la sua massima diffusione in Europa nel secolo XIII, probabilmente anche a seguito dei numerosi contatti avvenuti con le crociate. Continua a leggere

Feriti dalla ‘freccia della bellezza’

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“In un ambiente culturale privo di stupore, la bellezza si afferma con un’importanza ancora più rilevante, perfino in chi rigetta l’idea della verità o della bontà”

“La freccia della bellezza di Dio può perforare molti strati di confusione e di errore. Quando questa freccia raggiunge il bersaglio, dentro al cuore si apre una via. La ricerca della verità diviene possibile e scompare un ostacolo alla fede”.
 
di James D. Conley
 
Quando iniziai gli studi seminaristici, ero divenuto cattolico solo da pochi anni. Mi ero convertito alla Chiesa cattolica negli anni in cui ero stato studente all’Università del Kansas durante un corso di studi sui “Great Books” chiamati “Integrated Humanities Program”. Quando entrai in seminario, stavo ancora imparando i fondamenti del cattolicesimo. Nel mio primo semestre, scoprii che i nuovi entrati in seminario dovevano cercarsi un direttore spirituale. Alcuni miei compagni mi suggerirono Padre Anton Morganroth, uno dei nostri professori. Padre Morganroth era un ebreo convertito alla fede cattolica, fuggito con la famiglia dalla Germania nazista nel 1938. Era una figura alta e imponente. Era amato e temuto dai seminaristi. Continua a leggere

Alle origini della bellezza

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Nel suo primo libro Stefano Chiappalone cerca di svelare che cosa c’è alle origini della bellezza
 
(Zenit.org, 4.06.15)
 
Bello e brutto sono i temi che caratterizzano anche l’epoca moderna.

Tanto è bella e luccicante la modernità tecnologica e frenetica, quanto brutto il nichilismo che alimenta il mal di vivere.

Ma, che cos’è bello e che cos’è brutto? Il relativismo morale ed estetico ha mescolato tutto in una liquidità che è a volte maleodorante.

Dopo aver dibattuto sul tema nel corso di diverse conferenze svolte all’interno del progetto culturale di “Alleanza Cattolica”, Stefano Chiappalone collaboratore di “Radio Maria” e della rivista “La Roccia” ha pensato bene di raccogliere le sue riflessioni nel libro “Alle origini della Bellezza” edito da Cantagalli. Continua a leggere

Da Tex Willer a Dylan Dog

Quando verità e relativismo si scontrano nei fumetti

(da cattonerd.it)

Franco Nembrini: “In Italia e in Europa occidentale quella famosa cultura che da dopo il Medioevo ha preso le distanze dalla fede, fino a diventare dichiaratamente nemica dell’esperienza religiosa, compie la sua rivoluzione anche in Occidente; e irrompe nella vita del popolo in modo violento, in quel fenomeno storico del ’68. Negli ’60 e ’70 avviene la rivoluzione. Questa cultura entra improvvisamente nella vita della gente, attraverso la televisione, il giornalismo e la Scuola di Stato. Così saltò in modo violento il rapporto tra due generazioni. Una generazione di padri, che voleva dare la fede ai propri figli, si trovarono di fronte a figli che non erano più in grado di riceverla. Cos’è che non capirono questi genitori? Era accaduta una cosa senza precedenti, che non erano divisi dai loro figli da venticinque anni, ma che a separarli si erano infilati cinquecento anni di storia. Una distanza incolmabile.”

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Il “meraviglioso cristiano” in Eugenio Corti

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A due anni dalla scomparsa dello scrittore Eugenio Corti, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Université Paris-Sorbonne hanno hanno organizzato un convegno «per far conoscere la sua grande eredità di cui il mondo accademico ha bisogno». Elena Landoni, docente di lingua italiana dell’Università Cattolica di Milano, interverrà insieme ad altri relatori, nella seconda sessione di lavori (la prima si è svolta nell’ateneo parigino il 29 e 30 gennaio scorsi) che avrà luogo il 7 giugno prossimo dalle 9.00 nella cripta dell’aula magna dell’università di Largo Gemelli a Milano.

Perché oggi il mondo accademico dovrebbe conoscere Eugenio Corti?
L’idea del convegno è nata per iniziativa dell’Università Sorbona di Parigi, quindi il mondo accademico già conosce da tempo Corti. Le dirò di più: proprio in ambito francese è uscita qualche anno fa un’antologia della letteratura italiana dal titolo L’Italie littéraire de Dante à Eugenio Corti, con un accostamento ardito ma che mette efficacemente in luce la dimensione che potremmo definire “canonica” dello scrittore lombardo. Corti sta insomma entrando nel canone della letteratura italiana. Continua a leggere

Stig Dalager: KIERKEGAARD, nostro contemporaneo

di ALESSANDRO ZACCURI

Precoce in tutto, Søren Kierkegaard capisce che sta per morire prima ancora che i medici del Frederikshospital di Copenaghen abbiano pronunciato una diagnosi. Resterà ricoverato quarantuno giorni, uno in più degli anni che toccano in sorte, accudito da un’infermiera che avrebbe voluto, anche lei, affermarsi come scrittrice e che a tratti gli ricorda Regine, l’amore assoluto e febbrile, desiderato, negato e infine consegnato alla perfezione dell’ultimo momento. «È anche per questo che il libro si intitola “L’eternità in un istante” », spiega Stig Dalager, scrittore danese molto amato in patria e straordinariamente prolifico in poesia, narrativa e teatro. Nato nel 1952, è autore di oltre cinquanta opere, tra cui diversi romanzi storico-biografici come Il libro di David e Quei due giorni di luglio, tradotti negli anni scorsi da Lantana. Adesso è invece Iperborea a proporre la fortunata biografia romanzata di Kierkegaard apparsa in patria nel 2013, per il secondo centenario della nascita del filosofo. Racconto appassionante e documentatissimo, che da noi si presenta come L’uomo dell’istante (traduzione e postfazione di Ingrid Basso, pagine 416, euro 18,50).   Continua a leggere

Péguy e il dramma di una civiltà senza padre

In una recente serata al Centro culturale Rosetum di Milano, Mauro Grimoldi ha presentato il pensiero di Charles Péguy sulla paternità.

(da Il Sussidiario)

Che cosa sarebbe una salvezza che non fosse libera? Una salvezza che non venisse da un uomo libero non sarebbe nulla. Può forse piacere essere amati da degli schiavi? La libertà di Dio è la libertà dell’uomo, affermava Luigi Giussani, ed è questo che si ritrova nel passaggio di Péguy richiamato. Paradossalmente la battaglia che la società contemporanea conduce per censurare Dio con il fine di fare posto all'”io” non è che è un controsenso poiché tale “io” trova la sua perfetta collocazione in “Dio”.   Continua a leggere

Sulle note innamorate di Giotto

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di Francesca Capitelli

04/04/2016 – Una serata di musica tra gli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Al pianoforte, il pianista brasiliano Marcelo Cesena, con un concerto che nasce dall’incontro con il pittore italiano. E da una domanda: «Qual è il senso di tutta questa bellezza?»

Un cielo blu trapuntato di stelle. È la prima cosa che ha colpito Marcelo Cesena, pianista di fama internazionale, quando è entrato nella Cappella degli Scrovegni. Questa sera l’artista brasiliano ritorna sotto la volta di Giotto per presentare in anteprima il suo ultimo lavoro: il concerto per piano Armonie giottesche, dall’affresco alla musica. Primo di tre concerti padovani previsti nei prossimi tre mesi, l’appuntamento di oggi è riservato alle sole personalità con invito. Gli altri due appuntamenti saranno nel carcere Due Palazzi (in collaborazione con la Cooperativa Sociale Giotto) e presso l’Auditorium del Conservatorio Cesare Pollini. Continua a leggere

Contemplare l’uomo per scoprire il Mistero

Dostoevskij

di Giovanni Moleri
 
Cristo è l’immagine “ridata” dell’uomo: è la sua Bellezza; e la sua Bellezza è comunione e vita di relazione “assolutamente vissuta” con lo Spirito Santo ed il Padre; è il rendersi perfetto nella “volontà del Padre che sta nei cieli”. Arte, creatività, cultura, insomma il lavoro umano, diviene espressione dell’essere individuale universale, della fatica umana, quella di trasfigurare la realtà riportandola al suo creatore.

È il compito della vocazione umana che si fa cultura consacrando il mondo, restituendogli la sua sacralità originaria, riportando la divisione demoniaca all’unità della comunione divina. Così la creatività non diviene semplice copia, riproduzione della natura e della sua necessità meccanicista ma la trasfigura alla realtà ultima, quella del Regno, rivelatasi nella croce di Cristo; la creatività umana diviene contributo al compimento della stessa fatica divina. Continua a leggere

Il nostro Getsemani alla ricerca di Dio

di Alessandro D€’Avenia

da Avvenire 24 marzo 2016

​«Sono terribilmente infelice. Se credi che una preghiera possa essere efficace (non scherzo), prega per me e vigorosamente». Così scriveva Charles Baudelaire a sua madre il 18 ottobre del 1860, dall’inferno spirituale da cui cercò di uscire negli ultimi anni della sua vita. Ogni uomo ha la sua notte. Ed è proprio in quella notte che trova Dio, perché la notte lo lascia nudo e senza risorse di fronte all’insufficienza di tutto e di se stesso. Dalla ferita inguaribile della propria radicale solitudine emerge l’unica preghiera vera, perché è la vita stessa a farsi supplica: voglio essere da te salvato, perché io da solo, ora che mi conosco, non posso. Dante, nel suo viaggio, si perde nella selva oscura, nella notte tra il giovedì santo e il venerdì santo dell’anno giubilare. Continua a leggere