Buona Pasqua

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“In tutti quei luoghi dove sembra che il sepolcro abbia avuto l’ultima parola e dove sembra che la morte sia stata l’unica soluzione, andiamo ad annunciare, a condividere, a rivelare che è vero: il Signore è Vivo. È vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità. Andiamo e lasciamoci sorprendere da quest’alba diversa, dalla novità che solo Cristo può dare. Lasciamo che la sua tenerezza e il suo amore muovano i nostri passi, che il battito del suo cuore trasformi il nostro debole palpito”.

Papa Francesco

 

Auguro a tutti gli amici e alle loro famiglie una serena e lieta Pasqua

 
 

Carnevale e Cristianesimo, quale legame?

Una maschera di carnevale

Dall’antica Grecia ai nostri giorni, la storia della festa più divertente dell’anno
 
di Gaetano Paciello
 
Coriandoli, maschere e stelle filanti sono i segni inconfondibili del carnevale, una ricorrenza che coinvolge grandi e piccini in una grande festa che si sviluppa nelle strade di ogni città. Dolci, buon cibo e musica la fanno da padroni durante i giorni che precedono l’inizio della Quaresima. Scherzi, risate e finzione sono all’ordine del giorno. Ma quali sono le origini di questo tempo di sfrenato divertimento?
 
Nell’antica Roma
 
La nascita del carnevale si può rintracciare nella civiltà greca, prima, e in quella romana, poi. Infatti, durante le feste dionisiache e i saturnali, la società rinunciava, per un breve tempo, a quasi tutti gli obblighi della legge. Ricchi e poveri, liberi e schiavi, davano sfogo ai piaceri della carne. La religione dell’epoca dava a questi giorni una doppia valenza: quella della festa e al contempo anche un rinnovamento simbolico. Il caos sostituiva l’ordine costituito, il quale tornava “rinnovato” dopo i festeggiamenti e garantito per un altro anno. Anche l’uso delle maschere è da ricondurre all’antica Roma. Con la conquista dell’Egitto venne importata in tutte i territori dominati dall’Urbe la festa della dea Iside. Come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle ‘Metamorfosi’, questa ricorrenza comportava la presenza di gruppi mascherati. Una tradizione, questa, che arriva dai popoli della Mesopotamia. A Babilonia, infatti, poco dopo l’equinozio di primavera, attraverso un grande “spettacolo teatrale” in movimento, veniva ri-attualizzato il processo originario di fondazione del cosmo così com’era descritto nei miti che formavano i testi sacri di questi popoli. La leggenda narrava della lotta del dio Marduk con il drago Tiamat, che si concludeva con la vittoria del primo. Una grande processione ricreava allegoricamente l’evento. Ma non solo. Erano rappresentate anche le forze del caos che contrastavano il mito della morte e risurrezione di Marduk. Nel corteo vi era anche una nave a ruote su cui la luna e il sole percorrevano “la grande via della festa”. Continua a leggere

Buon Natale

 

“Quando gli angeli annunciarono ai pastori la nascita del Redentore, lo fecero con queste parole: «Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). Il “segno” è proprio l’umiltà di Dio, l’umiltà di Dio portata all’estremo; è l’amore con cui, quella notte, Egli ha assunto la nostra fragilità, la nostra sofferenza, le nostre angosce, i nostri desideri e i nostri limiti. Il messaggio che tutti aspettavano, quello che tutti cercavano nel profondo della propria anima, non era altro che la tenerezza di Dio: Dio che ci guarda con occhi colmi di affetto, che accetta la nostra miseria, Dio innamorato della nostra piccolezza”.

Papa Francesco

 

Con queste parole del Santo Padre auguro a tutti un sereno Natale.

 

Preghiera ai Re Magi

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O perfettissimi adoratori del neonato Messia,
Santi Magi, veri modelli del cristiano coraggio,
che nulla vi sgomentò del gravoso viaggio
e che prontamente al segno della stella
seguiste le divine aspirazioni,
ottenete a noi tutti la grazia che a vostra imitazione
s’abbia sempre di andare a Gesù Cristo
e di adorarlo con viva fede quando entriamo nella sua casa,
e gli offriamo continuamente l’oro della carità,
l’incenso dell’orazione, la mirra della penitenza,
e non decliniamo giammai dalla strada della santità,
che Gesù ci ha insegnato così bene col proprio esempio,
prima ancora che con le proprie lezioni;
e fate, o Santi Magi, che ci si possa meritare dal Divin Redentore
le sue elette benedizioni qui sulla terra
ed il possedimento poi della gloria eterna.
Così sia.
 

“Non si pensi che sia stata poca la Misericordia”… Buon Natale!

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“Il Signore Gesù volle essere uomo per noi. Non si pensi che sia stata poca la misericordia: la Sapienza stessa giace in terra! In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio (Gv 1,1). O cibo e pane degli angeli! Di te si nutrono gli angeli, di te si saziano senza stancarsi, di te vivono, di te sono come impregnati, di te sono beati. Dove ti trovi invece per causa mia? In un piccolo alloggio, avvolto in panni, adagiato in una mangiatoia. E per chi tutto questo? Colui che regola il corso delle stelle succhia da un seno di donna: nutre gli angeli, parla nel seno del Padre, tace nel grembo della madre. Per noi soffrirà, per noi morirà, risorgerà mostrandoci un saggio del premio che ci aspetta, salirà in cielo alla presenza dei discepoli, ritornerà dal cielo per il giudizio. Colui che era adagiato nella mangiatoia è divenuto debole ma non ha perduto la sua potenza: assunse ciò che non era ma rimase ciò che era. Ecco, abbiamo davanti il Cristo bambino: cresciamo insieme con lui”.

(S. Agostino)

 

 

S. Luca, l’evangelista della Madonna

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Luca Evangelista (in greco Λουκάς), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è autore del Vangelo, che porta il suo nome, e degli Atti degli Apostoli : terzo e quinto libro del Nuovo Testamento. Per i cattolici è il santo patrono degli artisti e dei dottori, e si festeggia il 18 ottobre. Viene venerato anche dalla Chiesa copta. 

Luca nasce ad Antiochia, da famiglia pagana, ed esercita la professione di medico. Ad Antiochia aveva conosciuto Paolo di Tarso, qui condotto da Barnaba per formare alla fede la nuova comunità composta da ebrei e pagani convertiti al cristianesimo.

Luca diventa discepolo degli apostoli e Paolo lo cita in alcune sue lettere : « con Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori. » (Fm 1,23-24); « Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.» (Col 4,14); «Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero .» (2Tm 4,11). Questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista. Continua a leggere

Esaltazione della Santa Croce

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“Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce… e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. […]. Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell’albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. Se non ci fosse la croce, la morte non sarebbe stata vinta, l’inferno non sarebbe stato spogliato.

È preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l’universo”.

(Sant’Andrea di Creta, vescovo – Disc. 10 sull’Esaltazione della santa croce)

 

A Maria assunta in cielo

(da IL SANTO ROSARIO
di Luigi Giussani)
 
“Madonna, facci essere fedeli nel guardare alla tua presenza tutte le volte che tu ci riscuoti, tutte le volte che è necessario per noi. (…)
Avvenga in noi, o Spirito di Dio, come avvenne nella Madonna: il mistero del Verbo si fece carne in lei, si fece parte della sua carne e coincideva con le sue espressioni. Così la memoria di Cristo diventi carne della nostra carne, diventi parte di tutte le nostre azioni, consiglio per ogni pensiero e fiamma per ogni affetto, e si muova in noi con tutte le nostre mosse, da mattina a sera, nel mangiare e nel bere, in tutto il vivere e nel nostro morire”.
 
Buona festa dell’Assunta!
 

Il Papa istituisce la festa di Maria Maddalena

Esisteva già nel messale romano come memoria obbligatoria, ora Francesco la rende più solenne elevandola allo stesso grado delle feste che celebrano gli apostoli, per sottolineare l’importanza della prima testimone della resurrezione e il ruolo della donna nell’evangelizzazione. Il giorno della celebrazione rimane il 22 luglio

di Andrea Tornielli

La Stampa, 10.06.16
 
Per volere di Papa Francesco, la Congregazione del Culto con un decreto a firma del cardinale Robert Sarah ha elevato la memoria di santa Maria Maddalena al grado di festa. Il documento è datato 3 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù. Una decisione, spiega il Segretario del dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche, anch’egli firmatario del decreto, che «si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina». Continua a leggere

Visitazione

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Oggi la Chiesa ricorda la Visitazione di Maria a Sant’Elisabetta.
 
Da un’omelia di Papa Benedetto XVI:

«Come non notare che, nell’incontro tra la giovane Maria e l’ormai matura Elisabetta, il nascosto protagonista è Gesù? Maria lo porta nel suo seno come in un sacro tabernacolo e lo offre come il dono più grande a Zaccaria, alla moglie di lui Elisabetta ed anche al bimbo che si sta sviluppando nel grembo di lei. ‘Ecco – le dice la madre di Giovanni Battista – appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo’ (Lc 1,44). Dove giunge Maria è presente Gesù».

 

Ave Verum Corpus

“Era il luglio del 1791 quando Mozart compose per un amico, maestro di cappella in una chiesa, in occasione della festa liturgica di oggi, il Corpus Domini, un mottetto per coro, orchestra e organo di pochi minuti, basato sul classico testo di adorazione eucaristica che canta la presenza di Cristo nel pane consacrato.
Si incontrano due misteri. Da un lato il mistero umano della musica e di uno dei suoi geni più grandi, dall’altro il mistero divino della presenza reale del Cristo sotto le apparenze di un fragile pezzo di pane, come da lui stesso fatto e spiegato nel Vangelo.
Da un lato l’uomo si innalza, con il suo talento e la sua arte, verso l’altezza di Dio. Dall’altro Dio si inabissa, con il suo talento e la sua arte, verso la piccolezza dell’uomo. Qui il primo mistero, in una delle interpretazioni migliori. Il secondo mistero lo trovate a Messa, quando volete. Buona domenica!”

(Alessandro D’Aveniapagina facebook)

Papa Francesco: Vangelo di misericordia, un libro aperto da scrivere con gesti concreti di amore

 
Città del Vaticano (AsiaNews) – Il Vangelo, “libro della misericordia”, è un “libro aperto” dove i discepoli di Cristo “devono continuare a scrivere” con “gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia”.  Per questo i cristiani sono chiamati ad essere “apostoli della misericordia”, a “toccare e accarezzare le… piaghe, presenti anche oggi nel corpo e nell’anima di tanti … fratelli e sorelle”. Significa anche essere come tutta la Chiesa “portatrice della sua pace” “strumenti di riconciliazione”. Continua a leggere

Domenica della Divina Misericordia

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“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”. (Gesù a S. Faustina)
 
Buona Festa della Divina Misericordia!!
 

***

 
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse denominata Domenica della Divina Misericordia (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Il culto della Divina Misericordia è legato a Suor Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell’Anno Santo del 2000, di cui il Santo è stato un fervente devoto, come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in misericordia scritta nel 1980 e dedicata alla Divina misericordia. Continua a leggere

Divina Misericordia: una storia lunga 85 anni

La Divina Misericordia (Wikimedia Commons)

Apparendo a Santa Faustina Kowalska, Gesù definì con esattezza tutti i criteri di celebrazione della nuova festa, compreso il culto dell’immagine che, per l’occasione, fu dipinta
 
Nel contesto del Giubileo della Misericordia, papa Francesco celebrerà uno speciale Giubileo con coloro che vivono la spiritualità della Divina Misericordia.

Sabato 2 aprile, il Santo Padre presidierà una veglia con i gruppi, associazioni e movimenti che si ispirano al messaggio della Divina Misericordia trasmesso da Santa Faustina Kowalska, diffuso da Giovanni Paolo II e costantemente presente nel magistero di Papa Francesco. L’indomani, domenica 3 aprile, alle ore 10 in Piazza San Pietro presiederà la Celebrazione Eucaristica. Continua a leggere

Pasquetta, oggi è il Lunedì dell’Angelo: storia, significato e curiosità

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Il Lunedì dell’Angelo, più comunemente detto Pasquetta, è il giorno successivo alla Pasqua e in esso si ricorda l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al Sepolcro

Il Lunedì dell’Angelo, detto anche Lunedì di Pasqua, Lunedì dell’Ottava di Pasqua o Pasquetta, è il giorno successivo alla Pasqua e prende il suo nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al Sepolcro. Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salòme andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mc 16,1-7). Continua a leggere

L’inno alla speranza di papa Francesco

Papa Francesco nella veglia di Pasqua

di Massimo Introvigne
 
Nella veglia pasquale Papa Francesco ha battezzato dodici persone provenienti da vari Paesi del mondo, tra cui l’ambasciatore in Italia della Corea del Sud e sua moglie, che a Roma si sono convertiti al cattolicesimo. Ai nuovi battezzati e a tutti il Papa ha dedicato un’omelia che è un inno alla speranza.

Con la pietra del sepolcro di Cristo, ha detto Francesco,dovrebbe rotolare via la pietra della «mancanza di speranza che ci chiude in noi stessi». Non era affetto da questa mancanza di speranza San Pietro. «Non rimase seduto a pensare, non restò chiuso in casa come gli altri. Non si lasciò intrappolare dall’atmosfera cupa di quei giorni, né travolgere dai suoi dubbi; non si fece assorbire dai rimorsi, dalla paura e dalle chiacchiere continue che non portano a nulla. Cercò Gesù, non sé stesso. Preferì la via dell’incontro e della fiducia». Continua a leggere

Il nostro Getsemani alla ricerca di Dio

di Alessandro D€’Avenia

da Avvenire 24 marzo 2016

​«Sono terribilmente infelice. Se credi che una preghiera possa essere efficace (non scherzo), prega per me e vigorosamente». Così scriveva Charles Baudelaire a sua madre il 18 ottobre del 1860, dall’inferno spirituale da cui cercò di uscire negli ultimi anni della sua vita. Ogni uomo ha la sua notte. Ed è proprio in quella notte che trova Dio, perché la notte lo lascia nudo e senza risorse di fronte all’insufficienza di tutto e di se stesso. Dalla ferita inguaribile della propria radicale solitudine emerge l’unica preghiera vera, perché è la vita stessa a farsi supplica: voglio essere da te salvato, perché io da solo, ora che mi conosco, non posso. Dante, nel suo viaggio, si perde nella selva oscura, nella notte tra il giovedì santo e il venerdì santo dell’anno giubilare. Continua a leggere

L’amore di un padre

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Questo dipinto di Vincent Van Gogh si intitola “i Primi passi”: rappresenta una scena semplice e familiare piena di gioia e di vita perché raffigura l’amore di un padre, che emozionato e commosso, attende a braccia aperte i primi passi della sua bambina.
Desidero dedicarlo a tutti i papà. Buona festa del papà!

San Valentino, la vera storia

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di Giuliano Guzzo
 
Molti oggi lo festeggiano ma pochi, pochissimi sanno qualcosa di lui. Ed è un peccato perché quella di san Valentino (176-273) è una figura affascinante, particolare, sorprendente. In breve, Valentino – patrono di Terni, protettore degli innamorati e degli epilettici – fu un vescovo romano e martire. Di famiglia patrizia, divenne cristiano e vescovo di Terni giovanissimo, ad appena 21 anni. Doveva essere animato da una fede convinta e dal desiderio di convertire più pagani possibili, al punto che, una volta a Roma, pare abbia rifiutato di sospendere una celebrazione religiosa persino quando l’invito a farlo gli venne nientemeno che dall’imperatore in persona, Claudio II il Gotico (213-270).

Di più: non solo disobbedì all’imperatore, ma tento di convertire anche lui al Cristianesimo. Una prova di coraggio si dirà, ed è così. Però che avrebbe potuto costargli la vita, se Claudio, forse ammirato da tanta passione evangelica da parte di Valentino, non lo avesse graziato affidandolo ad una famiglia nobile. Continua a leggere

La gioia del Carnevale spiegata da Joseph Ratzinger

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In una riflessione pubblicata nel 1974, il Papa emerito spiega perché questa ricorrenza che precede il tempo di Quaresima ha a che fare con l’umanità profonda della fede cristiana. E sottolinea: «Noi cristiani non lottiamo contro, ma a favore dell’allegria»
 

«In merito al Carnevale non siamo forse un po’ schizofrenici? Da una parte diciamo molto volentieri che il carnevale ha diritto di cittadinanza proprio in terra cattolica, dall’altra poi evitiamo di considerarlo spiritualmente e teologicamente. Fa dunque parte di quelle cose che cristianamente non si possono accettare, ma che umanamente non si possono impedire? Allora sarebbe lecito chiedersi: in che senso il cristianesimo è veramente umano?». Comincia così la riflessione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger sul Carnevale, il periodo che precede la Quaresima e in qualche modo ha a che fare con il calendario liturgico cattolico. La riflessione è contenuta nel libro Speranza del grano di senape (Queriniana, Brescia 1974). Continua a leggere

Conversione di San Paolo Apostolo

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25 gennaio

La conversione di Paolo che siamo chiamati a celebrare e a vivere, esprime la potenza della grazia che sovrabbonda dove abbonda il peccato. La svolta decisiva della sua vita si compie sulla via di Damasco, dive egli scopre il mistero della passione di Cristo che si rinnova nelle sue membra. Egli stesso perseguitato per Cristo dirà: ‘Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa’. Questa celebrazione, già presente in Italia nel sec. VIII, entrò nel calendario Romano sul finire del sec. X. Conclude in modo significativo la settimana dell’unità dei cristiani, ricordando che non c’è vero ecumenismo senza conversione (cfr Conc. Vat. II, Decreto sull’ecumenismo ‘Unitatis redintegratio’, 7). (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Festa della Conversione di san Paolo Apostolo, al quale, mentre percorreva la via di Damasco spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, Gesù in persona si manifestò glorioso lungo la strada affinché, colmo di Spirito Santo, annunciasse il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo. Continua a leggere

Angelus, Papa Francesco: “L’esperienza dei Magi ci esorta a non “vivacchiare”, ma a cercare il senso delle cose”

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“I pastori e i Magi ci insegnano che per incontrare Gesù è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su sé stessi, sul proprio egoismo, ma avere il cuore e la mente aperti all’orizzonte di Dio, che sempre ci sorprende, saper accogliere i suoi messaggi, e rispondere con prontezza e generosità”. “L’esperienza dei Magi ci esorta a non accontentarci della mediocrità, a non “vivacchiare”, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita”. Così Papa Francesco all’Angelus di oggi, solennità dell’Epifania del Signore. Ecco di seguito il testo.
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo di oggi, il racconto dei Magi, venuti dall’oriente a Betlemme per adorare il Messia, conferisce alla festa dell’Epifania un respiro di universalità. E questo è il respiro della Chiesa, la quale desidera che tutti i popoli della terra possano incontrare Gesù, fare esperienza del suo amore misericordioso. E’ questo il desiderio della Chiesa: che trovino la misericordia di Gesù, il suo amore. Continua a leggere