Siamo fatti per cercare…

C’è un’ora in cui il sole allenta la morsa, il sale diventa più gentile sulla pelle, il respiro delle cose è meno avido di vita. In quell’ora si fanno le scoperte migliori. Io per esempio in quest’ora scopro sempre di più che la felicità non è una condizione di pienezza, ma di desiderio. La felicità non è nel “pienessere” ma nell’apertura, non nel prendere ma nel perdere. Posso guardare ogni sera un tramonto e non sarà mai mio, per averlo lo devo perdere ogni sera. Posso leggere un libro bellissimo e nel farlo lo perdo. E ciò che cerco è sempre oltre le cose. Siamo fatti per cercare più che per possedere. E tutta quella malinconia che ci prende quando le cose finiscono o ci sfuggono è soltanto una benedizione, che ci ricorda che c’è altro, più in là, più oltre… e questa ricerca continua intensifica la vita e la rende, questa volta sì, piena.
 
Alessandro D’Avenia
 

Ama la vita…

 
Ama la vita così com’è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.

Amala quando ha senso
o quando sembra non averne nemmeno un po’.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.

Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
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La complessità del concreto

Nello snervante comodo della vita moderna la massa delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata; […] la maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo delle personalità […]. La frontiera del bene e del male è svanita. […] Ci siamo confinati nelle ASTRAZIONI anziché andare incontro alla realtà concreta. Certo, è difficile cogliere la realtà concreta e il nostro spirito sceglie il minimo sforzo. Forse la pigrizia naturale dell’uomo gli suggerisce la semplicità dell’astratto anziché la complessità del concreto. È meno arduo salmodiare formule o sonnecchiare sui principi che cercare laboriosamente come sono fatte le cose e quale sia il metodo per servirsene. Osservare è meno facile che ragionare. È risaputo che poca osservazione e molto ragionamento sono causa di errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Ma sono assai più gli spiriti capaci di costruire un sillogismo che quelli che sanno cogliere esattamente il concreto.

(Alexis Carrel, da “Riflessioni sulla condotta della vita”)

Sulla nostra capacità affettiva

Sulla nostra capacità affettiva, sulla evoluzione della nostra capacità affettiva cosa possiamo costruire di stabile, cosa possiamo costruire di sicuro? E’ una domanda che appartiene alla grande domanda che si può fare su qualsiasi nostro impeto umano, su qualsiasi nostro impegno umano: che conto si può fare sulla fedeltà, sulla capacità, sulla lealtà, sula trasparenza? …
O vittime di ciò che ci circonda. Perciò l’affezione, che è la cosa più fragile in noi, resta la più immediatamente rovinata e scartata. Quindi il mondo ci scarta, scarta il meglio di noi (perché l’affettività è il meglio di noi! Quando ci si guarda con amicizia, con simpatia, si capisce che l’affettività è il meglio di noi: guardarci con simpatia o con amicizia vale di più che avere i soldi. …)
Oppure, seconda cosa, siamo disperati perché, se prendiamo sul serio, a differenza del mondo, la nostra affettività, a un certo punto ci troviamo di fronte a un’incapacità che appare più drammatica, terribile. Per esempio, il suo culmine, la gratuità, si capisce che diventa impossibile. Continua a leggere

Arte e bellezza

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“Nessun ragazzo, nessun uomo ammira un paesaggio prima che l’arte, la poesia – una semplice parola anche – gli abbiano aperto gli occhi”.

Cesare Pavese, Feria d’agosto

La vita è cosi curiosa e sorprendente

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“La vita è cosi curiosa e sorprendente e infinitamente piena di sfumature, a ogni curva del suo cammino si apre una vista del tutto diversa… E persino dalla sofferenza si può attingere forza”.

(Etty Hillesum)

 
*Dipinto di Félix Vallotton “Panorama del borgo di Rocamadour” (1925)

fonte: facebook