Santo Sepolcro. Più gli studiosi scavano e più la sua autenticità viene confermata

Le date concordano con i resoconti storici relativi agli sforzi di Costantino di reclamare il luogo

La tomba del Santo Sepolcro, chiamata anche Edicola, è stata aperta per la prima volta nell’arco di secoli nel 2016 ed è stata sottoposta a un accurato restauro. In questo periodo sono stati estratti per essere datati dei campioni di malta, e i risultati hanno confermato la convinzione che si tratti davvero del luogo in cui Gesù venne deposto dopo essere stato tirato giù dalla croce.

Riferisce il National Geographic:

Durante il restauro dell’Edicola, durato un anno, gli scienziati sono riusciti a stabilire che una quantità significativa della grotta sepolcrale rimane racchiusa tra le mura del santuario. I campioni di malta estratti dai resti del muro meridionale della grotta sono stati fatti risalire al 335 e al 1570, il che offre prove ulteriori dei lavori di costruzione del periodo romano e del restauro documentato del XVI secolo. La malta estratta dall’ingresso della tomba è stata fatta risalire all’XI secolo, datazione coerente con la ricostruzione dell’Edicola dopo la sua distruzione nel 1009.

La malta è stata analizzata e ritenuta risalente all’anno 345, il che si adatterebbe ai resoconti storici relativi all’opera di Costantino.

Sappiamo che Costantino, primo imperatore romano cristiano, decise di scoprire il luogo della sepoltura di Gesù nel 325. I suoi rappresentanti si diressero a un tempio romano dedicato a Venere che era stato costruito sopra quel sito. Costantino lo fece radere al suolo, e ulteriori scavi rivelarono una piccola tomba scavata nel calcare. Costantino vi costruì sopra la chiesa del Santo Sepolcro, e i suoi architetti rimossero la parte superiore della tomba per poter costruire la splendida Edicola. Continua a leggere

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

di Domenico Agasso Jr.
 
È una scoperta importante perché dimostra «come la comunità degli esseni che viveva sulla terrazza rocciosa proprio al di sopra delle grotte fosse straordinariamente attiva e che produsse una gran quantità di documenti, molti dei quali probabilmente sono ancora da trovare». Simone Venturini, docente di Scienze bibliche presso l’Università della Santa Croce di Roma e officiale presso l’Archivio segreto vaticano, commenta così l’impresa dell’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme, e Randal Price della Liberty University della Virginia (Usa): il ritrovamento della «Grotta 12 di Qumran (Q12)».

Qumran è la celebre località sulla riva occidentale del Mar Morto, in Palestina, all’interno del territorio dell’attuale stato di Israele, vicino alle rovine di Gerico, in cui, in undici grotte, sono stati trovati documenti biblici, i cosiddetti «manoscritti del Mar Morto». Continua a leggere

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

 (da Aleteia)

Uno dei giorni più affascinanti del cristianesimo, quello dell’ingresso di Paolo a Roma

Secondo gli storici, San Paolo è stato la figura più affascinante del cristianesimo, e il giorno in cui è entrato a Roma è stato uno dei più decisivi del genere umano.

Come ha segnalato Benedetto XVI, “l’apostolo Paolo, figura eccelsa e pressoché inimitabile, ma comunque stimolante, sta davanti a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all’umanità e alle sue culture”.

“È giusto dunque che gli riserviamo un posto particolare, non solo nella nostra venerazione, ma anche nello sforzo di comprendere ciò che egli ha da dire anche a noi, cristiani di oggi” (Benedetto XVI, udienza generale, 2 luglio 2008).   Continua a leggere

Corinto e le lettere ai Corinzi (meditazione sulla fatica dell’ unità cristiana, nello scavo della città antica)

Capitello con Menorah dell'antica sinagoga di Corinto

Capitello con Menorah dell’antica sinagoga di Corinto

di Andrea Lonardo

La comunità di Corinto è una delle comunità paoline che conosciamo meglio, per l’ampiezza dei testi che si sono conservati. Paolo, dicono gli Atti deg li Apostoli, abitò a Corinto un anno e mezzo, la prima volta che vi giunse, poi si fermò qui una seconda volta. Ha scritto ai Corinzi non solo le due lettere che possediamo, ma, probabilmente, almeno altre due. Gli studiosi dicono che la 1 lettera ai Cori n zi è una lettera unitaria. Invece nella seconda lettera ne riconoscono due, poiché ipotizzano che la seconda parte della lettera sia la lettera “ dalle molte lacrime” che Paolo dice di aver inviato precedentemente a quella che è la nostra 2 Cor.

Infatti nel la seconda parte di 2 Cor, nei capitoli da 10 a 13, vediamo Paolo che si offende, si agita, si commuove, che è profondamente adirato con i Corinzi. Se è vera questa ipotesi, allora la prima parte della seconda lettera ai Corinzi – dal capitolo 1 al capito l o 9 – sarebbe in realtà la terza lettera scritta da Paolo a questa città e la nostra 2 Cor sarebbe un insieme di queste due lettere. L’ ultima parte, più antica, evidenzierebbe questa profonda frizione con Paolo, la prima parte, più recente, ci mostrerebbe Paolo ormai tornato in buoni rapporti con la comunità locale. Continua a leggere

Spiego al mio amico protestante perché prego la Madonna

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tratto dal sito lalucedimaria.it
 
L’apologetica ha molte cose da dire riguardo la Vergine Maria. Sapete che la dottrina cattolica sulla Madonna, il culto che la Chiesa e i cattolici rendono alla Madre di Dio, le verità dogmatiche che La riguardano e che i cattolici sono tenuti a credere vengono contestate, tutte o in parte, dal mondo protestante e dai Testimoni di Geova.

Secondo costoro, la Chiesa altera la verità del Vangelo quando afferma e insegna che ogni cristiano è chiamato a venerare la Madre di Dio, a pregarla, a crederLa mediatrice tra Dio e gli uomini di tutte le grazie.

Per loro, la venerazione della Madre di Dio nasconde o diminuisce il vero culto che si deve prestare soltanto a Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo (per i protestanti), o che è solo Padre (per i Testimoni di Geova). Continua a leggere

La vanga del Nazareno

di Giovanni Cesare Pagazzi
Avvenire, 26 ottobre 2015
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Una delle immagini più consuete e belle per descrivere Gesù è quella del “buon Pastore”. Egli stesso s’è definito così (Gv 10,1-18), mostrando di sapersi muovere a proprio agio nella pratica della pastorizia. Come esperto, riferisce di nemici del gregge, allude al diverso comportamento del padrone delle pecore da quello del salariato che le sorveglia, indica la posizione da assumere rispetto al gregge, parla con competenza dell’importanza della voce ed evidenzia il legame tenace tra l’uomo e ciascuno dei suoi animali (Lc15,5-7). Tuttavia – ciò appare anche ad uno sguardo superficiale – le pagine evangeliche si soffermano ben più diffusamente sulla padronanza di Gesù in ambito agricolo.

Lo si nota nelle parabole, dove il Signore racconta di sentimenti e pratiche contadine in maniera così puntuale ed esperta che difficilmente sono solo frutto del “sentito dire”. Egli parla della semina, mostrando precisa conoscenza della morfologia del terreno con cui avevano a che fare gli agricoltori galilei della sua epoca (Mc 4,1-9). Continua a leggere

Non giudicate… ma per favore abbiate giudizio… 

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di Robert Cheaib
 
Mi capita a volte di trovarmi giudicato da alcune persone quando esprimo un mio giudizio su qualche situazione… lo so, sono contraddittori, ma per ora prendiamo la loro obiezione per buona. Si rifanno, infatti, subito alle parole del Signore: «Non giudicate, per non essere giudicati». Ma è proprio vero che il Signore ci chiama a non esprimere giudizio? A non avere una visione? A non discernere i fatti?

Dato che è un problema che non affronto soltanto io, ma che mi è stato sottoposto in varie salse, e per rimanere nel formato di #rispostalvolo [col senno di poi, la risposta non è poi così breve…], formulo la domanda così: è sbagliato giudicare? Continua a leggere

Amore e rispetto

tratto dal bellissimo sito: “mogli e mamme per vocazione
 

Amore e rispetto: un “simple secret” che può aiutarvi ad avere il meglio dal vostro matrimonio! Questo è quanto afferma l’autore del libro “Love & Respect – The love she most desires, the respect he desperately needs” e quanto testimoniano le tante coppie che hanno visto rifiorire il loro rapporto grazie ai consigli di Emerson Eggerichs.

Il messaggio di questo libro è molto semplice:

il principale bisogno di una moglie è sentirsi amata
il principale bisogno di un marito è sentirsi rispettato

Quando questi bisogni trovano risposta, la coppia trova pace, riscopre una nuova intimità, entrambi si sentono profondamente apprezzati e, inoltre, si sperimenta una relazione di coppia così come l’ha da sempre intesa Dio, alla divina! Continua a leggere

Noi, come gli elfi, innamorati delle stelle

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(dal sito: Cattonerd
 
Le stelle, l’Assoluto

    “Un filosofo una volta si chiese:
    “Siamo umani perché osserviamo le stelle, oppure osserviamo le stelle perché siamo umani?”
    Quesito sterile. E le stelle ci osservano? Questa è la domanda!”
    Stardust, 2007

Mi sono sempre chiesta: perché siamo così attratti dal firmamento? Perché siamo così innamorati delle stelle? Continua a leggere

Il fondamento biblico del celibato sacerdotale

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Fin dal IV secolo esiste una documentazione esaustiva sulla pratica del celibato. Ma prima?
Da diversi secoli viene discussa la questione se l’obbligo del celibato per i chierici degli Ordini maggiori (o almeno quello di vivere nella continenza per quanti erano sposati) sia di origine biblica oppure risalga soltanto a una tradizione ecclesiastica, dal IV secolo in poi, perché fin da quel periodo, indubbiamente, esiste al riguardo una legislazione irrecusabile. La prima soluzione è stata recentemente presentata di nuovo con una straordinaria dovizia di materiali da C. Cochini: “Origini apostoliche del celibato sacerdotale”. La posizione dell’autore, chiaramente espressa nel titolo, sembra che si possa e si debba mantenere, purché si tenga attentamente conto con lui, meglio forse che nel passato, della crescita della tradizione antica, punto sul quale hanno insistito anche A. M. Stickler nella sua prefazione e H. Crouzel in una recensione. Continua a leggere

L’inferno esiste ed è eterno

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Vediamo secondo la Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione: che cos’è, come ci si va, chi ci abita…
 
di Claudio Crescimanno
 
Ritorniamo ancora una volta a parlare di un tema cruciale della nostra vita di uomini e di figli di Dio: l’inferno esiste, esiste la possibilità reale, ineludibile, della dannazione eterna.
È necessario ritornare periodicamente a parlarne, con chiarezza, aderendo fedelmente alla divina Rivelazione e al perenne magistero della Chiesa, affinché questo tema non cada mai nel dimenticatoio, come è facile che sia, specialmente nel nostro tempo, visto che «la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno» (santa Faustina Kowalska). Continua a leggere

Perché nella Bibbia Dio fa morire così tante persone?

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La Rivelazione è stata progressiva per adattarsi alla comprensione umana
 
di DON ANTONIO RIZZOLO
 
Ma se Dio è Amore e contrario a ogni violenza perché nell’Antico Testamento fa morire così tante persone?

Mauro
 

È un problema che molti si pongono, leggendo la Bibbia. Nell’antichità l’eretico Marcione aveva trovato una soluzione semplicista: basta non considerare parola di Dio l’Antico Testamento e parte del Nuovo. Come superare, invece, questo contrasto e considerare tutta la Bibbia rivelazione di Dio? La costituzione conciliare Dei Verbum ci fornisce i due criteri fondamentali. Continua a leggere

Chi sono i poveri in spirito

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Quesito

caro padre Angelo…chi sono davvero i poveri in Spirito?
grazie Serena.

 
Risposta del sacerdote

Carissima Serena,

il biblista F. Prat, a proposito dei poveri in spirito, scrive:
“Il povero di cui qui si parla non è l’indigente, il miserabile: la Bibbia, per indicare la miseria, come la conosciamo noi, usa altri vocaboli.

Il povero della Bibbia – specie nei salmi e nei profeti – è:

1. l’uomo senza difesa, vittima e ludibrio della tirannide dei potenti,
2. l’uomo inerme che accetta, in silenzio, la sua lagrimevole sorte,
3. e che volge solo a Dio il proprio sguardo e ripone soltanto in Lui la propria speranza.
4. E Dio protegge il povero: Egli è il suo unico rifugio, il suo unico sostegno… Le parole in spirito sono aggiunte dall’evangelista o dal suo traduttore greco, per indicare codeste disposizioni morali” (F. Prat, Gesù Cristo, vol I, p. 280). Continua a leggere

ECCE HOMO

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Si inaugura oggi nel Duomo di Torino l’ostensione della Sacra Sindone, in occasione del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Ma chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che ha lasciato la sua impronta su questo lino? E come l’ha formata? I numerosi studi compiuti portano a concludere che la vicenda dell’Uomo della Sindone coincide con la vicenda della crocifissione e morte di Gesù. Ecco le prove. Un articolo tratto dal mensile “Il Timone”.

***

Il reperto archeologico più studiato al mondo, la più preziosa reliquia della Cristianità: stiamo parlando della Sacra Sindone, il venerato lenzuolo che sarà di nuovo esposto nel Duomo di Torino da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno, nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco.

Da dove viene questo antico lino? Chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che vi ha lasciato la sua impronta? La Sindone (dal greco Sindon, lenzuolo) può essere davvero il sudario funebre di Gesù di Nazareth, come la tradizione afferma, oppure è la testimonianza di un atroce delitto, perpetrato per realizzare una falsa reliquia? Per rispondere a questi inquietanti interrogativi, da più di cento anni gli scienziati si sono impegnati nell’esame di questo enigmatico lenzuolo. Continua a leggere

Vangeli e Sindone, una coincidenza straordinaria

Sacra Sindone

di Francesco Agnoli
 
Professore di storia e filosofia in un prestigioso istituto veronese paritario, Marco Fasol studia da anni la questione dell’autenticità dei Vangeli canonici alla luce delle più moderne conoscenze filologiche e documentali. Un argomento di nicchia, che è esploso ai tempi de Il codice da Vinci di Dan Brown, quando milioni di persone hanno appreso, per la prima volta, dell’esistenza dei cosiddetti Vangeli apocrifi, e, con il gusto classico delle cose proibite, si sono fatti guidare da un narratore americano in un percorso romanzesco ed immaginifico che però non ha, con i fatti, alcun collegamento.

L’idea che i veri Vangeli siano quelli apocrifi (o qualcuno di essi), non era nuova: Dan Brown, notoriamente vicino ad ambienti esoterici, poteva trovarne traccia in altri passaggi della storia. Vari gerarchi nazisti, per esempio, erano convinti dell’esistenza di un Quinto Vangelo, nascosto dalla Chiesa, in cui erano contenute verità coerenti con l’ideologia nazional-socialista, e in conflitto, invece, con la dottrina cattolica. Continua a leggere

La discesa agli inferi del Signore

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“Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Continua a leggere

Porgere l’altra guancia…

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Il mondo ci insegna che vanno amati solo i buoni, ma Gesù ci dice che questa logica è superata
 
di JUAN ÁVILA ESTRADA
 
Il Discorso della Montagna, quel bel testo che appare ai capitoli 5-6-7 di Matteo, tocca leggi mosaiche perfettamente conosciute dagli ebrei. “Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente” – quella che conosciamo come legge del taglione (che non cercava la vendetta ma la giustizia, riparare al danno fatto); Gesù ora dice qualcosa che sembra aggressivo all’orecchio umano: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra”. Non è forse un insegnamento contrario al nostro istinto di conservazione, difesa e vendetta? Senz’altro.

Ci troviamo di fronte a un insegnamento rivoluzionario perché la legge del taglione si basa sulla giustizia commutativa: mi dai perché io ti dia. Riceverai tutto ciò che offrirai (non possiamo dimenticare che la giustizia è una virtù cardinale difesa da tutti i popoli). Scopriamo, però, che il Vangelo non si basa sulla giustizia commutativa, ma la supera perché la sua base è costituita da misericordia, perdono e amore. Continua a leggere

San Paolo e le donne

San-Paolo

da famigliacristiana.it
 
Domanda 1 Ho seguito le celebrazioni sull’Anno paolino, conclusosi senza che nessuno accennasse alle tante affermazioni misogine di san Paolo. Se penso a lui non mi vengono in mente la caduta da cavallo, l’inno alla carità e la missionarietà, ma la sua cnclamata disistima per le donne. Giusi C. – e-mail

 
RISPOSTA 1
Paolo e la donna in 1Cor 11,2-16 e 14,33b-35; e in Gal 3,28

Negli scritti sicuramente autentici di Paolo i brani che fanno più problema, specialmente se accostati tra loro, si trovano nella stessa lettera, la 1Corinti. Il primo è quello in cui egli tratta dell’acconciatura delle donne nelle riunioni di preghiera (11,2-16), il secondo è quello in cui ordina alle donne di tacere nell’assemblea (14,33-35). Continua a leggere

Il pungo del Papa e lo schiaffo di Gesù

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Me l’aspettavo che la frase del Papa, per spiegare la normale reazione alle offese, sarebbe diventata oggetto di dibattito tra i “sapienti”; era ovvio, troppo semplice per essere vera. Perfino qualche sedicente biblista ha detto che il Papa era stato quantomeno inopportuno. C’è gente che vuole insegnare al Papa come si fa il Papa, cosa deve dire e come dirlo,amen! Ma veniamo a noi.

“Io però vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti colpisce la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio a toglierti la tunica, lascia anche il mantello” (Mt 5,39) Quest’affermazione di Gesù è il cavallo di battaglia di tutti i pacifisti e lo fu anche per Tertulliano che sosteneva non essere lecito ai cristiani fare il servizio militare perché avrebbero dovuto impugnare le armi; ma è stato invocato anche contro Papa Francesco dopo “il pugno” che avrebbe giustificato come conseguenza di un’offesa alla mamma. Continua a leggere

Come va interpretato l’Antico Testamento in riferimento a narrazioni di violenza?

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(Quesito tratto dal sito Amici Domenicani)

Come va interpretato l’Antico Testamento, soprattutto in riferimento a narrazioni di violenza e di sterminio?
 
Risposta del sacerdote:

Carissimi Nicola e Alessandro,

1.noi siamo abituati a leggere il vangelo e gli altri scritti del Nuovo Testamento, dove il modo di esprimersi e anche gli stessi contenuti hanno notevoli differenze con larghi passi dell’Antico Testamento. Continua a leggere

Scoperto palazzo di Erode e nuove prove storiche su Re Davide

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Il “Washington Post” ha rilanciato in questi giorni la tesi esposta nel 2010 nel libro The Final Days of Jesus del prof. Shimon Gibson, archeologo della University of North Carolina a Charlotte: sarebbe stato trovato nella Vecchia Gerusalemme il palazzo di Erode dove Ponzio Pilato processò Gesù.

In esso sarebbe emerso il praetorium del prefetto romano dove egli si lavò le mani della sorte di Gesù, consegnandolo alle autorità ebraiche che lo condannarono alla crocifissione. Il Vangelo di Giovanni descrive il luogo come situato vicino a una porta della città e su un lastricato di pietre irregolari, il “litostrato”. Il palazzo di Erode trovato da Gibson si trova effettivamente non lontano dalla porta di Giaffa e ha un pavimento costruito con “pietre irregolari”. Continua a leggere

Commento alla lettura di oggi (Incidente di Antiochia)

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« […] visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti – e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi. Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare. Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: “Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?” » (Gal 2,7-14) Continua a leggere

Una domanda su Salomone

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di don Angelo Bellon
 

Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei farle una domanda.
Tra i personaggi della Bibbia mi ha incuriosito il re Salomone: sono rimasto molto impressionato dal fatto che nonostante avesse ricevuto il dono della Sapienza da Dio, si è in seguito corrotto e perverso con gli idoli.
Tuttavia mi è sorto un dubbio: visto che la Bibbia non dice che fine ha fatto, si può supporre che si sia pentito alla fine della sua vita oppure si è dannato?
Magari le preghiere di suo padre Davide l’hanno salvato.
Grazie per la sua risposta e, la prego, mi ricordi nelle sue preghiere. Continua a leggere

SS. Michele, Gabriele, Raffaele

Arcangeli (festa)

Il nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre.

Dell’esistenza di questi Angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura che dà loro un nome e ne determina la funzione:

S. Michele, l’antico patrono della Sinagoga, è ora patrono della Chiesa universale;

S. Gabriele è l’angelo dell’Incarnazione e forse dell’agonia nell’orto degli ulivi;

S. Raffaele è la guida dei viandanti. Continua a leggere

La donna che gridava per le doglie e il travaglio del parto (Ap 12,2) e la verginità in partu di Maria

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di padre Angelo Bellon
 
Quesito

Carissimo Padre Angelo,
le scrivo brevemente per una piccola riflessione fatta oggi a Messa sulla prima lettura (festa dell’Assunta). Si legge “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto”. A prima vista quest’ultima frase non mi è sembrata andare molto d’accordo con il dogma della verginità in partu e su quanto alcuni padri hanno scritto in merito.
Come riconciliare queste due cose?
La ringrazio anticipatamente e la ricordo nel Rosario. Continua a leggere