Santo Sepolcro. Più gli studiosi scavano e più la sua autenticità viene confermata

Le date concordano con i resoconti storici relativi agli sforzi di Costantino di reclamare il luogo

La tomba del Santo Sepolcro, chiamata anche Edicola, è stata aperta per la prima volta nell’arco di secoli nel 2016 ed è stata sottoposta a un accurato restauro. In questo periodo sono stati estratti per essere datati dei campioni di malta, e i risultati hanno confermato la convinzione che si tratti davvero del luogo in cui Gesù venne deposto dopo essere stato tirato giù dalla croce.

Riferisce il National Geographic:

Durante il restauro dell’Edicola, durato un anno, gli scienziati sono riusciti a stabilire che una quantità significativa della grotta sepolcrale rimane racchiusa tra le mura del santuario. I campioni di malta estratti dai resti del muro meridionale della grotta sono stati fatti risalire al 335 e al 1570, il che offre prove ulteriori dei lavori di costruzione del periodo romano e del restauro documentato del XVI secolo. La malta estratta dall’ingresso della tomba è stata fatta risalire all’XI secolo, datazione coerente con la ricostruzione dell’Edicola dopo la sua distruzione nel 1009.

La malta è stata analizzata e ritenuta risalente all’anno 345, il che si adatterebbe ai resoconti storici relativi all’opera di Costantino.

Sappiamo che Costantino, primo imperatore romano cristiano, decise di scoprire il luogo della sepoltura di Gesù nel 325. I suoi rappresentanti si diressero a un tempio romano dedicato a Venere che era stato costruito sopra quel sito. Costantino lo fece radere al suolo, e ulteriori scavi rivelarono una piccola tomba scavata nel calcare. Costantino vi costruì sopra la chiesa del Santo Sepolcro, e i suoi architetti rimossero la parte superiore della tomba per poter costruire la splendida Edicola. Continua a leggere

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

di Domenico Agasso Jr.
 
È una scoperta importante perché dimostra «come la comunità degli esseni che viveva sulla terrazza rocciosa proprio al di sopra delle grotte fosse straordinariamente attiva e che produsse una gran quantità di documenti, molti dei quali probabilmente sono ancora da trovare». Simone Venturini, docente di Scienze bibliche presso l’Università della Santa Croce di Roma e officiale presso l’Archivio segreto vaticano, commenta così l’impresa dell’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme, e Randal Price della Liberty University della Virginia (Usa): il ritrovamento della «Grotta 12 di Qumran (Q12)».

Qumran è la celebre località sulla riva occidentale del Mar Morto, in Palestina, all’interno del territorio dell’attuale stato di Israele, vicino alle rovine di Gerico, in cui, in undici grotte, sono stati trovati documenti biblici, i cosiddetti «manoscritti del Mar Morto». Continua a leggere

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

Com’è arrivato a Roma San Paolo?

 (da Aleteia)

Uno dei giorni più affascinanti del cristianesimo, quello dell’ingresso di Paolo a Roma

Secondo gli storici, San Paolo è stato la figura più affascinante del cristianesimo, e il giorno in cui è entrato a Roma è stato uno dei più decisivi del genere umano.

Come ha segnalato Benedetto XVI, “l’apostolo Paolo, figura eccelsa e pressoché inimitabile, ma comunque stimolante, sta davanti a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all’umanità e alle sue culture”.

“È giusto dunque che gli riserviamo un posto particolare, non solo nella nostra venerazione, ma anche nello sforzo di comprendere ciò che egli ha da dire anche a noi, cristiani di oggi” (Benedetto XVI, udienza generale, 2 luglio 2008).   Continua a leggere

Corinto e le lettere ai Corinzi (meditazione sulla fatica dell’ unità cristiana, nello scavo della città antica)

Capitello con Menorah dell'antica sinagoga di Corinto

Capitello con Menorah dell’antica sinagoga di Corinto

di Andrea Lonardo

La comunità di Corinto è una delle comunità paoline che conosciamo meglio, per l’ampiezza dei testi che si sono conservati. Paolo, dicono gli Atti deg li Apostoli, abitò a Corinto un anno e mezzo, la prima volta che vi giunse, poi si fermò qui una seconda volta. Ha scritto ai Corinzi non solo le due lettere che possediamo, ma, probabilmente, almeno altre due. Gli studiosi dicono che la 1 lettera ai Cori n zi è una lettera unitaria. Invece nella seconda lettera ne riconoscono due, poiché ipotizzano che la seconda parte della lettera sia la lettera “ dalle molte lacrime” che Paolo dice di aver inviato precedentemente a quella che è la nostra 2 Cor.

Infatti nel la seconda parte di 2 Cor, nei capitoli da 10 a 13, vediamo Paolo che si offende, si agita, si commuove, che è profondamente adirato con i Corinzi. Se è vera questa ipotesi, allora la prima parte della seconda lettera ai Corinzi – dal capitolo 1 al capito l o 9 – sarebbe in realtà la terza lettera scritta da Paolo a questa città e la nostra 2 Cor sarebbe un insieme di queste due lettere. L’ ultima parte, più antica, evidenzierebbe questa profonda frizione con Paolo, la prima parte, più recente, ci mostrerebbe Paolo ormai tornato in buoni rapporti con la comunità locale. Continua a leggere

Spiego al mio amico protestante perché prego la Madonna

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tratto dal sito lalucedimaria.it
 
L’apologetica ha molte cose da dire riguardo la Vergine Maria. Sapete che la dottrina cattolica sulla Madonna, il culto che la Chiesa e i cattolici rendono alla Madre di Dio, le verità dogmatiche che La riguardano e che i cattolici sono tenuti a credere vengono contestate, tutte o in parte, dal mondo protestante e dai Testimoni di Geova.

Secondo costoro, la Chiesa altera la verità del Vangelo quando afferma e insegna che ogni cristiano è chiamato a venerare la Madre di Dio, a pregarla, a crederLa mediatrice tra Dio e gli uomini di tutte le grazie.

Per loro, la venerazione della Madre di Dio nasconde o diminuisce il vero culto che si deve prestare soltanto a Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo (per i protestanti), o che è solo Padre (per i Testimoni di Geova). Continua a leggere

La vanga del Nazareno

di Giovanni Cesare Pagazzi
Avvenire, 26 ottobre 2015
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Una delle immagini più consuete e belle per descrivere Gesù è quella del “buon Pastore”. Egli stesso s’è definito così (Gv 10,1-18), mostrando di sapersi muovere a proprio agio nella pratica della pastorizia. Come esperto, riferisce di nemici del gregge, allude al diverso comportamento del padrone delle pecore da quello del salariato che le sorveglia, indica la posizione da assumere rispetto al gregge, parla con competenza dell’importanza della voce ed evidenzia il legame tenace tra l’uomo e ciascuno dei suoi animali (Lc15,5-7). Tuttavia – ciò appare anche ad uno sguardo superficiale – le pagine evangeliche si soffermano ben più diffusamente sulla padronanza di Gesù in ambito agricolo.

Lo si nota nelle parabole, dove il Signore racconta di sentimenti e pratiche contadine in maniera così puntuale ed esperta che difficilmente sono solo frutto del “sentito dire”. Egli parla della semina, mostrando precisa conoscenza della morfologia del terreno con cui avevano a che fare gli agricoltori galilei della sua epoca (Mc 4,1-9). Continua a leggere

Non giudicate… ma per favore abbiate giudizio… 

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di Robert Cheaib
 
Mi capita a volte di trovarmi giudicato da alcune persone quando esprimo un mio giudizio su qualche situazione… lo so, sono contraddittori, ma per ora prendiamo la loro obiezione per buona. Si rifanno, infatti, subito alle parole del Signore: «Non giudicate, per non essere giudicati». Ma è proprio vero che il Signore ci chiama a non esprimere giudizio? A non avere una visione? A non discernere i fatti?

Dato che è un problema che non affronto soltanto io, ma che mi è stato sottoposto in varie salse, e per rimanere nel formato di #rispostalvolo [col senno di poi, la risposta non è poi così breve…], formulo la domanda così: è sbagliato giudicare? Continua a leggere

Il fondamento biblico del celibato sacerdotale

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Fin dal IV secolo esiste una documentazione esaustiva sulla pratica del celibato. Ma prima?
Da diversi secoli viene discussa la questione se l’obbligo del celibato per i chierici degli Ordini maggiori (o almeno quello di vivere nella continenza per quanti erano sposati) sia di origine biblica oppure risalga soltanto a una tradizione ecclesiastica, dal IV secolo in poi, perché fin da quel periodo, indubbiamente, esiste al riguardo una legislazione irrecusabile. La prima soluzione è stata recentemente presentata di nuovo con una straordinaria dovizia di materiali da C. Cochini: “Origini apostoliche del celibato sacerdotale”. La posizione dell’autore, chiaramente espressa nel titolo, sembra che si possa e si debba mantenere, purché si tenga attentamente conto con lui, meglio forse che nel passato, della crescita della tradizione antica, punto sul quale hanno insistito anche A. M. Stickler nella sua prefazione e H. Crouzel in una recensione. Continua a leggere

L’inferno esiste ed è eterno

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Vediamo secondo la Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione: che cos’è, come ci si va, chi ci abita…
 
di Claudio Crescimanno
 
Ritorniamo ancora una volta a parlare di un tema cruciale della nostra vita di uomini e di figli di Dio: l’inferno esiste, esiste la possibilità reale, ineludibile, della dannazione eterna.
È necessario ritornare periodicamente a parlarne, con chiarezza, aderendo fedelmente alla divina Rivelazione e al perenne magistero della Chiesa, affinché questo tema non cada mai nel dimenticatoio, come è facile che sia, specialmente nel nostro tempo, visto che «la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno» (santa Faustina Kowalska). Continua a leggere

Perché nella Bibbia Dio fa morire così tante persone?

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La Rivelazione è stata progressiva per adattarsi alla comprensione umana
 
di DON ANTONIO RIZZOLO
 
Ma se Dio è Amore e contrario a ogni violenza perché nell’Antico Testamento fa morire così tante persone?

Mauro
 

È un problema che molti si pongono, leggendo la Bibbia. Nell’antichità l’eretico Marcione aveva trovato una soluzione semplicista: basta non considerare parola di Dio l’Antico Testamento e parte del Nuovo. Come superare, invece, questo contrasto e considerare tutta la Bibbia rivelazione di Dio? La costituzione conciliare Dei Verbum ci fornisce i due criteri fondamentali. Continua a leggere

Chi sono i poveri in spirito

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Quesito

caro padre Angelo…chi sono davvero i poveri in Spirito?
grazie Serena.

 
Risposta del sacerdote

Carissima Serena,

il biblista F. Prat, a proposito dei poveri in spirito, scrive:
“Il povero di cui qui si parla non è l’indigente, il miserabile: la Bibbia, per indicare la miseria, come la conosciamo noi, usa altri vocaboli.

Il povero della Bibbia – specie nei salmi e nei profeti – è:

1. l’uomo senza difesa, vittima e ludibrio della tirannide dei potenti,
2. l’uomo inerme che accetta, in silenzio, la sua lagrimevole sorte,
3. e che volge solo a Dio il proprio sguardo e ripone soltanto in Lui la propria speranza.
4. E Dio protegge il povero: Egli è il suo unico rifugio, il suo unico sostegno… Le parole in spirito sono aggiunte dall’evangelista o dal suo traduttore greco, per indicare codeste disposizioni morali” (F. Prat, Gesù Cristo, vol I, p. 280). Continua a leggere

La discesa agli inferi del Signore

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“Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Continua a leggere

San Paolo e le donne

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da famigliacristiana.it
 
Domanda 1 Ho seguito le celebrazioni sull’Anno paolino, conclusosi senza che nessuno accennasse alle tante affermazioni misogine di san Paolo. Se penso a lui non mi vengono in mente la caduta da cavallo, l’inno alla carità e la missionarietà, ma la sua cnclamata disistima per le donne. Giusi C. – e-mail

 
RISPOSTA 1
Paolo e la donna in 1Cor 11,2-16 e 14,33b-35; e in Gal 3,28

Negli scritti sicuramente autentici di Paolo i brani che fanno più problema, specialmente se accostati tra loro, si trovano nella stessa lettera, la 1Corinti. Il primo è quello in cui egli tratta dell’acconciatura delle donne nelle riunioni di preghiera (11,2-16), il secondo è quello in cui ordina alle donne di tacere nell’assemblea (14,33-35). Continua a leggere

Il pungo del Papa e lo schiaffo di Gesù

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Me l’aspettavo che la frase del Papa, per spiegare la normale reazione alle offese, sarebbe diventata oggetto di dibattito tra i “sapienti”; era ovvio, troppo semplice per essere vera. Perfino qualche sedicente biblista ha detto che il Papa era stato quantomeno inopportuno. C’è gente che vuole insegnare al Papa come si fa il Papa, cosa deve dire e come dirlo,amen! Ma veniamo a noi.

“Io però vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti colpisce la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio a toglierti la tunica, lascia anche il mantello” (Mt 5,39) Quest’affermazione di Gesù è il cavallo di battaglia di tutti i pacifisti e lo fu anche per Tertulliano che sosteneva non essere lecito ai cristiani fare il servizio militare perché avrebbero dovuto impugnare le armi; ma è stato invocato anche contro Papa Francesco dopo “il pugno” che avrebbe giustificato come conseguenza di un’offesa alla mamma. Continua a leggere

Come va interpretato l’Antico Testamento in riferimento a narrazioni di violenza?

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(Quesito tratto dal sito Amici Domenicani)

Come va interpretato l’Antico Testamento, soprattutto in riferimento a narrazioni di violenza e di sterminio?
 
Risposta del sacerdote:

Carissimi Nicola e Alessandro,

1.noi siamo abituati a leggere il vangelo e gli altri scritti del Nuovo Testamento, dove il modo di esprimersi e anche gli stessi contenuti hanno notevoli differenze con larghi passi dell’Antico Testamento. Continua a leggere

Scoperto palazzo di Erode e nuove prove storiche su Re Davide

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Il “Washington Post” ha rilanciato in questi giorni la tesi esposta nel 2010 nel libro The Final Days of Jesus del prof. Shimon Gibson, archeologo della University of North Carolina a Charlotte: sarebbe stato trovato nella Vecchia Gerusalemme il palazzo di Erode dove Ponzio Pilato processò Gesù.

In esso sarebbe emerso il praetorium del prefetto romano dove egli si lavò le mani della sorte di Gesù, consegnandolo alle autorità ebraiche che lo condannarono alla crocifissione. Il Vangelo di Giovanni descrive il luogo come situato vicino a una porta della città e su un lastricato di pietre irregolari, il “litostrato”. Il palazzo di Erode trovato da Gibson si trova effettivamente non lontano dalla porta di Giaffa e ha un pavimento costruito con “pietre irregolari”. Continua a leggere

Commento alla lettura di oggi (Incidente di Antiochia)

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« […] visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti – e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi. Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare. Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: “Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?” » (Gal 2,7-14) Continua a leggere

Una domanda su Salomone

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di don Angelo Bellon
 

Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei farle una domanda.
Tra i personaggi della Bibbia mi ha incuriosito il re Salomone: sono rimasto molto impressionato dal fatto che nonostante avesse ricevuto il dono della Sapienza da Dio, si è in seguito corrotto e perverso con gli idoli.
Tuttavia mi è sorto un dubbio: visto che la Bibbia non dice che fine ha fatto, si può supporre che si sia pentito alla fine della sua vita oppure si è dannato?
Magari le preghiere di suo padre Davide l’hanno salvato.
Grazie per la sua risposta e, la prego, mi ricordi nelle sue preghiere. Continua a leggere

SS. Michele, Gabriele, Raffaele

Arcangeli (festa)

Il nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre.

Dell’esistenza di questi Angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura che dà loro un nome e ne determina la funzione:

S. Michele, l’antico patrono della Sinagoga, è ora patrono della Chiesa universale;

S. Gabriele è l’angelo dell’Incarnazione e forse dell’agonia nell’orto degli ulivi;

S. Raffaele è la guida dei viandanti. Continua a leggere

La donna che gridava per le doglie e il travaglio del parto (Ap 12,2) e la verginità in partu di Maria

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di padre Angelo Bellon
 
Quesito

Carissimo Padre Angelo,
le scrivo brevemente per una piccola riflessione fatta oggi a Messa sulla prima lettura (festa dell’Assunta). Si legge “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto”. A prima vista quest’ultima frase non mi è sembrata andare molto d’accordo con il dogma della verginità in partu e su quanto alcuni padri hanno scritto in merito.
Come riconciliare queste due cose?
La ringrazio anticipatamente e la ricordo nel Rosario. Continua a leggere

Come va letta la Genesi?

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Padre Angelo Bellon risponde ad alcuni quesiti sulla Genesi
 
(…)
Il 30 giugno 1909 la Commissione Biblica emanò un decreto sul carattere storico dei primi tre capi della Genesi.
In questo decreto si respingono alcune interpretazioni che vorrebbero ridurre i primi racconti della Genesi:
1) a miti orientali semplicemente purgati dal politeismo e adattati alla religione ebraica;
2) ad allegorie o simboli di verità religiose e filosofiche, cui non corrisponderebbe un fondamento oggettivo nella realtà (cioè i fatti);
3) a leggende parzialmente inventate a scopo didattico e formativo.

In particolare il decreto presenta un elenco di fatti, sui quali non è possibile avere dubbi. Continua a leggere

Riflessioni di Giovanni Paolo II sul Cantico dei Cantici

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Giovanni Paolo II, Udienza Generale 23 Maggio 1984
 
1. Durante l’Anno Santo sospesi la trattazione del tema dell’amore umano nel piano divino. Vorrei ora concludere quell’argomento con alcune considerazioni soprattutto circa l’insegnamento dell’Humanae Vitae, premettendo qualche riflessione circa il Cantico dei Cantici e il Libro di Tobia. Mi sembra, infatti, che quanto intendo esporre nelle prossime settimane costituisca come il coronamento di quanto ho illustrato.

Il tema dell’amore sponsale, che unisce l’uomo e la donna, connette in certo senso questa parte della Bibbia con tutta la tradizione della “grande analogia” che, attraverso gli scritti dei profeti, è confluita nel Nuovo Testamento e in particolare nella lettera agli Efesini (cf. Ef 5, 21-23), la cui spiegazione ho interrotto all’inizio dell’Anno Santo. Continua a leggere

Tutto questo male non è per sempre

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di  Inos Biffi
 
Il Figlio di Dio assicura ai suoi discepoli la vittoria sul demonio. Non è difficile avvertire una diffusa presenza di opere malvagie e l’esistenza di uomini dall’animo perverso che le commettono. Lo costatiamo con inquietudine e talora con raccapriccio, domandandoci come questo sia possibile e quale ne sia la causa, soprattutto quando l’azione raggiunge vertici quasi impensabili di malizia. Alla domanda la ragione non sa rispondere in maniera soddisfacente. Se istintivamente verrebbe da ipotizzare l’esistenza di un Principio del Male di fronte a un Principio del Bene, in lotta tra loro, in realtà, a una illuminata riflessione, la ragione stessa giunge a riconoscere che non può esistere un Principio del Male e che tutto quanto esiste proviene dall’unico Essere creatore, che è essenzialmente Bene. Continua a leggere

Giudicare o non giudicare?

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Due riflessioni in merito al comando “non giudicare” di Gesù (da non disgiungere dal “giudicate tutto” di san Paolo) molto utili in questo tempo di grande confusione.
 

***

 
“Non giudicate per non essere giudicati” (Mt 7, 1-2)

“Giudicate tutto e trattenete ciò che vale” (1 Tess 5,21)

Il comando di Gesù per bocca di Paolo, il primo per bocca di Matteo.

Dobbiamo giudicare o non dobbiamo giudicare? Il giudizio è una volta un comando, una volta una proibizione: che cos’è che dobbiamo giudicare? Che cos’è che non dobbiamo giudicare? Continua a leggere

Signore, tu mi scruti e mi conosci…

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Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie.

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere.

Tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

(Salmo 139)

La vita in monastero non contraddice il comando di Gesù di evangelizzare?

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I monaci non sono lì per se stessi, ma per beneficare tutta la Chiesa e il mondo

di padre Angelo Bellon, o.p.
 
Quesito

Caro padre Angelo,
l’altro giorno mi è capitata sotto mano questa frase del vangelo di Matteo: ”Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”. Mi chiedevo se la vita dei monasteri di clausura, dediti solo alla preghiera e rifugiati dal mondo non contraddica questo passo del Vangelo.
Gesù non ha mandato i suoi discepoli nel mondo ad annunciare la buona novella ed essere suoi testimoni? Se i dodici si fossero rinchiusi in un monastero a pregare oggi il cristianesimo non esisterebbe più. La ringrazio per il tempo che mi dedicherà nel chiarire questo dubbio. Continua a leggere

Papiro con la moglie di Gesù? Un falso bello e buono

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Ecco le prove che svelano l’inganno costruito da un abile falsario

Il “Vangelo della moglie di Gesù” è quasi certamente un falso. L’ennesima conferma, come scrive Tempi il 6 maggio, arriva da uno studio appena pubblicato da Christian Askeland, un ricercatore americano dell’Indiana Wesleyan University, specializzato in versioni copte del vangelo di Giovanni. Il testo scritto su un papiro risalente al 700 – 800 dopo Cristo e scoperto due anni fa dall’Harvard Divinity School, in cui si legge “Gesù disse loro: vi presento mia moglie”, sarebbe in realtà l’opera di un falsario degli anni 2000.

Diverse incongruenze
In uno studio giudicato legittimo e interessante dalla stessa autrice della scoperta del papiro, Karen King, Askeland ha dimostrato che il “vangelo della moglie di Gesù” è un falso grazie alla comparazione con un secondo frammento, una versione copta del vangelo di Giovanni, acquistato da Harvard insieme al frammento sulla moglie di Gesù e poi pubblicato sull’Harvard Theological Review. Continua a leggere

L’archeologia conferma la Bibbia: risposta al prof. Herzog

Mura di Gerico

Qualcuno ha segnalato l’articolo di ieri del quotidiano“Repubblica” in cui si cerca di sostenere con grande enfasi che l’archeologia avrebbe smentito i racconti della Bibbia. L’autrice è la femminista settantenne Vanna Vannuccini, poco competente in materia e che solitamente si concentra sulla sessualità degli anziani. L’articolo si basa sulla nota opinione -la ripete dal 1999- dell’archeologo Zeev Herzog, professore alla Facoltà di archeologia di Tel Aviv.

Innanzitutto occorre premettere che chi pensa di screditare l’Antico Testamento prendendolo alla lettera cade nella stessa imbarazzante situazione dei creazionisti protestanti. Non si tratta di un’opera storica e non è un volume scientifico, non è stato scritto con questi scopi: i suoi obiettivi sono rivelare verità morali, l’istruzione morale del popolo di Israele da parte dei profeti. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è stato usato un contesto storico, altre volte immaginario, per questo i libri che compongono l’Antico Testamento sono da secoli un materiale di studio per storici e archeologi. Continua a leggere

La morte di Gesù e il mistero del velo del Tempio che si squarciò

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di Rino Cammilleri (da Il Timone, gennaio 2014)

Dicono i Vangeli che, appena morto Gesù, il velo del Tempio si squarciò. I Vangeli, stringati resoconti storici, ci vengono ripetuti da duemila anni ogni domenica e, come accade delle cose cui si è fatta l’abitudine, finiscono col divenire parte del panorama consueto. Mi si passi l’esempio, è come vedere per la prima volta un bel paesaggio. La sua bellezza desta meraviglia e piacere ma, se si va ad abitare proprio lì davanti, in pochi giorni la meraviglia e il piacere svaniscono. L’abitudine, insomma, uccide lo stupore e un importante dettaglio, a furia di starci sotto il naso, rischia di non venire mai colto. Così è per il velo del Tempio cui accennavamo, un particolare che a noi forse dice poco ma che per gli astanti di allora deve essere stato sconvolgente. Continua a leggere

Sarà autentico il papiro che parla della “moglie” di Gesù, ma la “moglie” di Gesù resta una bugia gnostica

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Dunque, Gesù avrebbe avuto una moglie perché così sta scritto su un brandello di papiro scritto nel dialetto copto sahidico, tipico del Basso Egitto, che qualche anno fa è stato ritrovato dagli archeologi e da allora sottoposto a studi severi da Karen King, docente all’Harvard Divinity School. Quel brandello, infatti, è autentico, come dimostrano una serie di test condotti dai laboratori della Columbia University, del famoso MIT e della stessa Harvard, e risale a un’epoca compresa fra i secoli IV e VIII d.C.

Dal canto proprio, a valle dei testi la professoressa King si affretta a dire: «Non è la dimostrazione che Gesù ha avuto una moglie o che tra i discepoli ci fossero donne. Ma adesso si può concludere con qualche certezza che tra i primi cristiani c’erano discussioni attive su celibato, sesso, matrimonio e discepolanza». La prima delle due sue affermazioni è granitica, la seconda invece non si capisce. Perché, qualcuno hai mai pensato che di quegli argomenti i primi cristiani non abbiano mai parlato? Da quel pezzettino di papiro si evincono sul serio tutte quelle cose? E soprattutto, embè?… Continua a leggere

L’archeologia conferma almeno 50 personaggi della Bibbia

La bibbia aveva ragione

La prestigiosa rivista “Biblical Archaeology” ha pubblicato nel numero di marzo/aprile 2014 un interessante articolo del prof. Lawrence Mykytiuk, della Purdue University, intitolato: “50 personaggi della Bibbia confermati dall’archeologia”.

Il filone è quello della cosiddetta “archeologia sacra o biblica”, ovvero le innumerevoli conferme storico-archeologiche dei testi biblici. In questo caso si è provata a fare una sintesi delle scoperte archeologiche sui personaggi che compaiono nell’Antico Testamento.

Mykytiuk scrive che «almeno 50 persone menzionate nella Bibbia sono state individuate nella documentazione archeologica. I loro nomi compaiono in iscrizioni scritte durante il periodo descritto dalla Bibbia e nella maggior parte dei casi durante o in un tempo abbastanza vicino, alla vita della persona identificata». Continua a leggere

Che significato abbiano le parole del Signore “Porgi l’altra guancia”

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di padre Angelo Bellon
 

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
posso capire che il cristiano, che deve essere un operatore di pace, abbia il dovere (ma anche il diritto) di difendere se stesso dall’aggressione di qualcun altro. E QUINDI di salvaguardare la pace anche con la forza.
Sul piano personale invece? Ammettiamo che debba difendermi da un individuo che mi vuole fare del male e lo uccida involontariamente.
Commetto peccato?
Immagino ancora: se lo faccio volontariamente, commetto peccato perché potrei anche solo ferirlo o intimorirlo. Dipende dalle circostanze. Continua a leggere

La storia conferma la nascita di Gesù il 25 dicembre

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Per tradizione la Chiesa Cattolica festeggia la nascita di Gesù il 25 dicembre.
L’ipotesi più antica in merito a questa tradizione è che fu la Chiesa a scegliere il 25 dicembre per mettere la nascita del Cristo al posto della rinascita del Sol invictus, la celebre festa pagana del solstizio d’inverno. All’inizio, dunque, ci fu una decisione pastorale che poteva essere mutata, variando le necessità. La collocazione liturgica del Natale sarebbe stata una scelta pastorale, senza collegamento con la data della nascita di Gesù, che nessuno sarebbe in grado di determinare.
Ebbene, pare proprio che gli esperti si siano sbagliati. Continua a leggere

L’Inferno non è vuoto: scegliamo noi di andarci

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di Elisabetta Broli

Perché sull’Inferno è in atto la congiura del silenzio? Si preferisce parlare del Paradiso come possibilità per l’uomo dopo la morte, dimenticando che esiste anche la possibilità della dannazione eterna. Ben vengano, dunque, i libri su questo argomento, come quello scritto da Padre Livio con Diego Manetti, Inchiesta sull’Inferno. Salvezza e predizione nelle profezie di Medjugorje. E infatti le fondamenta della riflessione di queste duecento pagine sono i messaggi della Regina della Pace su questo argomento: “Oggi molti vanno all’Inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell’Inferno perché hanno commesso colpe gravi e imperdonabili. Coloro che vanno all’Inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte migliore” (28 luglio 1982). Continua a leggere

Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?

Dio con noi

Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Rm 8, 31-39

Tutto concorre al bene…

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[Tratto da Libertà e Persona, 26/07/2008]
 
di don Massimo Vacchetti
 
“Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”. Quest’espressione di San Paolo ci accompagna durante questa XVI domenica ed è un regalo per la vita. Sì, perché se c’è una questione che a tutti sta a cuore è sapere il “perché delle cose”.

L’insensatezza ci è insopportabile. Il sol pensare che la vita sia un succedersi casuale di avvenimenti, peraltro il più delle volte faticosi e disagevoli, ci è di sconforto immane. Le parole del Macbeth di Shakespeare “la storia umana è una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla” (Macbeth V,5) paiono a tutti intollerabili. Continua a leggere