C’era un santo a Caporetto: Riccardo Pampuri

Durante la “rotta” Pampuri si distingue con un’azione eroica. L’Esercito lo decorerà con la medaglia di bronzo. Un eroe, ma anche un santo
 
Pubblichiamo il comunicato stampa del Fatebenefratelli – Caporetto, 24 ottobre 1917. Cent’anni fa, come oggi. Gli austriaci travolgono le truppe italiane. Del servizio sanitario dell’Esercito regio fa parte anche uno studente di Medicina, Erminio Pampuri, 20 anni. È un soldato ma fin dal primo giorno si preoccupa più di salvare i soldati che di uccidere i nemici. I suoi superiori lo ammirano, per la dedizione e il coraggio, e anche durante la “rotta” Pampuri si distingue con un’azione eroica: conducendo un carro tirato da una coppia di buoi, per 24 ore sotto la pioggia battente, mette in salvo il materiale sanitario che era stato abbandonato. Sa quanto saranno preziose quelle medicine, una volta finita quella sanguinosa ritirata.

L’Esercito lo decorerà con la medaglia di bronzo. Un eroe, ma anche un santo. Perché Erminio Pampuri, decimo di undici figli, originario di Trivolzio (Pavia), dopo il liceo Manzoni a Milano e l’Università a Pavia, vivrà con grande fede sia la professione medica – sarà “condotto” a Moribondo – che quella religiosa: nel giugno 1927, a 30 anni, chiede di entrare nell’Ordine Ospedaliero fondato da San Giovanni di Dio nel 1537 per l’assistenza agli infermi. Continua a leggere

Fatima. Francesco e Giacinta santi: ecco chi è il bambino del miracolo

di Stefania Falasca
 
Saranno i primi bambini proclamati santi (il 13 maggio). La storia del piccolo brasiliano Lucas, guarito per intercessione dei due pastorelli.
 
Saranno i primi bambini non martiri ad essere proclamati santi. I primi in due millenni di storia della Chiesa. Il 13 maggio è la data attesa per la canonizzazione dei due pastorinhos di Fatima, Francesco e Giacinta Marto. Proprio in questo stesso giorno di diciassette anni fa Giovanni Paolo II celebrava la loro beatificazione.
Papa Francesco, nel corso della sua visita in Portogallo in occasione del centenario delle apparizioni mariane, li eleverà al culto della Chiesa universale durante la celebrazione eucaristica prevista nel piazzale davanti al santuario di Fatima. Continua a leggere

Lead, Kindly Light: John Henry Newman sung by Audrey Assad

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di Robert Cheab

(dal blog Theologhia)
 
Sentire questo poema di Newman cantato così bene, mi ha riportato con la mente ai tempi dello studio della teologia, quando abbiamo fatto un corso prevalentemente su Newman. Durante quel corso, il docente, il caro gesuita p. Michael Paul Gallagher, ci raccontò che il giorno in cui Newman ricevette la notizia della sua nomina a fellow ad Oxford stava suonando il violino. Era così preso dalla musica che non intese del tutto le parole del messaggero e proseguì – dopo essersi accontentato di annuire alla notizia – a suonare come se niente fosse. Solo dopo si accorse di quanto gli è stato annunciato e corse di gioia verso Oxford.

Ecco, me lo immagino così allegro allora a sentire il suo poema più famoso cantato così bene.

Buon ascolto!

Segue sotto il testo del poema in inglese e poi in italiano Continua a leggere

Uomini

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di Antonio Giuliano
 
Le catastrofi naturali, così come ogni forma di sofferenza, ripropongono un quesito insopprimibile: il senso del male e del dolore innocente. Soprattutto quando a farne le spese sono i più piccoli, i più  indifesi. E se la sola ragione ci conduce nel vicolo cieco dell’assurdo, anche per i credenti la fede è messa a dura prova: com’è possibile che un Dio di giustizia e d’amore permetta la sofferenza degli innocenti?

È un mistero che ha segnato la vita di don Carlo Gnocchi (1902-1956), padre dei «mutilatini» e fondatore di un’opera di carità che oggi si prende cura di ogni genere di disabilità. Originario di San Colombano al Lambro, don Gnocchi, sacerdote a 23 anni, fu assistente d’oratorio a Cernusco sul Naviglio e a Milano, dove si rivelò appassionato educatore. Ma decisiva fu la seconda guerra mondiale. Partito per il fronte come cappellano volontario degli alpini e scampato per miracolo alla morte in Russia, maturò in quel contesto drammatico l’idea di dedicarsi totalmente ai più deboli. Continua a leggere

Erano le 4 di pomeriggio quando Andrea incontrò Gesù. Nulla fu mai più come prima

Erano le 4 di pomeriggio quando Andrea incontrò Gesù. Nulla fu mai più come prima

Il 30 novembre nel Martirologio romano si legge: Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono. All’apostolo Andrea, infatti, spetta il titolo di Primo chiamato. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo di Giovanni, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui.

La sua presenza è sottolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplicazione dei pani. Sappiamo inoltre che, proprio ad Andrea, si rivolsero dei greci che volevano conoscere Gesù, ed egli li condusse al Divino Maestro. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che hanno scarsa attendibilità. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Continua a leggere

Carlo, genio del computer morto a 15 anni: sarà il primo beato 2.0

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Il ragazzo morto a 15 anni, faceva volontariato e creava algoritmi. Il Vaticano: «Potrebbe diventare il nuovo patrono di Internet»
 
Potrebbe essere il primo caso di santità 2.0. E in Vaticano c’è già chi ipotizza che Carlo Acutis, quindicenne morto dieci anni fa, possa un giorno essere riconosciuto come «patrono di Internet». Il percorso è ancora lungo, ma domani a Milano si conclude la prima tappa: l’arcivescovo Angelo Scola dichiarerà conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione e invierà il fascicolo a Roma. Dove, a quanto pare, è atteso con interesse. «Chissà se Carlo Acutis, una volta proclamato beato, non possa essere riconosciuto come patrono di Internet — commenta monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede —. Carlo era un ragazzo molto flessibile, appassionato di quello che allora si chiamava personal computer. Il servizio che il Papa ci chiede di fare nella comunicazione è in fondo una sorta di corso di recupero di fronte a 30 anni di ritardo sulla competenza e convergenza digitale…». Continua a leggere

“Cura Brochero, la pelìcula”: il film sul primo Santo argentino

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 Presentata dall’Ambasciata d’Argentina, l’opera diretta da Lorena Chuscoff racconta l’esempio di vita cristiana del sacerdote canonizzato da Francesco domenica
 
Raccontare l’altissimo modello di vita cristiana di Josè Gabriel Brochero, sacerdote argentino vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento, e dimostrare come il suo esempio positivo possa cambiare in meglio le nostre vite anche oggi. Questo l’obiettivo del film argentino Cura Brochero, la pelìcula, presentato a Roma presso Casa Argentina, centro culturale collegato all’Ambasciata d’Argentina. Un’opera che assume un significato ancora maggiore alla luce della canonizzazione di Brochero, avvenuta domenica scorsa: il primo santo argentino proclamato dal primo Pontefice argentino. Quando i segni della provvidenza sono così evidenti…

Il film, diretto da Lorena Chuscoff, con sceneggiatura della stessa Chuscoff e di Pablo Gomez, è una produzione indipendente della Maranatha Asociaciòn Civil, che ha riunito uomini dello spettacolo e volontari dell’associazionismo sociale cattolico, tutti profondamente legati alla figura del sacerdote originario di Cordoba, conosciuto anche come il Cura (curato in lingua spagnola) Brochero e il Cura Gaucho (mandriano o cowboy in spagnolo). Continua a leggere

S. Luca, l’evangelista della Madonna

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Luca Evangelista (in greco Λουκάς), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è autore del Vangelo, che porta il suo nome, e degli Atti degli Apostoli : terzo e quinto libro del Nuovo Testamento. Per i cattolici è il santo patrono degli artisti e dei dottori, e si festeggia il 18 ottobre. Viene venerato anche dalla Chiesa copta. 

Luca nasce ad Antiochia, da famiglia pagana, ed esercita la professione di medico. Ad Antiochia aveva conosciuto Paolo di Tarso, qui condotto da Barnaba per formare alla fede la nuova comunità composta da ebrei e pagani convertiti al cristianesimo.

Luca diventa discepolo degli apostoli e Paolo lo cita in alcune sue lettere : « con Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori. » (Fm 1,23-24); « Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.» (Col 4,14); «Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero .» (2Tm 4,11). Questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista. Continua a leggere

Madre Teresa di Calcutta santa

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Domani alle 10.30 Papa Francesco presiederà in Piazza San Pietro la Messa di Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Di seguito riporto l’omelia che l’allora Papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della beatificazione della suora albanese, il 19 ottobre 2003.

 
1. «Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. È la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla. Continua a leggere

Madre Teresa: aprire il cuore a Dio

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(dal Corriere della Sera, 14.08.16)
 
Pubblichiamo qui due estratti dal volume «Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose», che contiene testimonianze pubbliche e citazioni dagli scritti della religiosa
 
Chi sperimenta l’amore non sarà mai disperato

Abbiamo aperto una casa a New York per i malati di Aids e queste persone sono gli indesiderati di oggi. Ma quale enorme cambiamento si è verificato nella loro vita grazie a quelle poche suore, perché si prendono cura di loro, perché hanno dato loro una casa, una casa d’amore, un dono d’amore; il fatto di essere desiderati, di essere qualcuno per qualcuno, ha cambiato la loro esistenza così radicalmente che muoiono della morte più bella. Nessuno di loro è morto angosciato. L’altro giorno una suora mi ha detto che uno di questi ragazzi (sono tutti giovani) (…) era in fin di vita e non riusciva a morire, così gli ha domandato: «Che cosa c’è? Stai lottando con la morte, che cosa ti succede?». Continua a leggere

La verità e l’amore hanno bisogno l’una dell’altro

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Dall’Omelia di San Giovanni Paolo II per la canonizzazione di Edith Stein – 11 ottobre 1998:
 
[…] All’inizio il suo ideale fu la libertà. Per lungo tempo Edith Stein visse l’esperienza della ricerca. La sua mente non si stancò di investigare ed il suo cuore di sperare. Percorse il cammino arduo della filosofia con ardore appassionato ed alla fine fu premiata: conquistò la verità, anzi ne fu conquistata. Scoprì, infatti, che la verità aveva un nome: Gesù Cristo, e da quel momento il Verbo incarnato fu tutto per lei. Guardando da carmelitana a questo periodo della sua vita, scrisse ad una benedettina: “Chi cerca la verità, consapevolmente o inconsapevolmente cerca Dio”.
Pur essendo stata educata nella religione ebraica dalla madre, Edith Stein a quattordici anni “si era consapevolmente e di proposito disabituata alla preghiera”. Voleva contare solo su se stessa, preoccupata di affermare la propria libertà nelle scelte della vita. Alla fine del lungo cammino le fu dato di giungere ad una constatazione sorprendente: solo chi si lega all’amore di Cristo diventa veramente libero. Continua a leggere

Pietro e Paolo, uomini vivi e amici di Cristo  

I santi apostoli Pietro e Paolo

di Angelo Busetto

(da lanuovabq.it)
 
Lo sguardo alla croce innalzata sulla cupola di San Pietro a Roma trascina nella profondità del tempo. Tirando una linea verso il basso, dalla sommità della croce si arriva al grande baldacchino che sovrasta l’altare papale della Basilica e  si scende fino alla tomba dell’apostolo Pietro.

La guida che ci accompagna sottolinea con decisione il punto più alto della città e il punto più basso. Il “pescatore di Galilea” arriva a Roma forse già nel 42-44, gli anni della prima persecuzione in Palestina contro i cristiani. Vi ritorna e rimane in un tempo corrispondente alla prigionia romana di Paolo, fino alla persecuzione di Nerone che li rese ambedue martiri nel 64. La liturgia li celebra insieme nel martirio e nella festa, e il popolo cristiano li riconosce come roccia e fondamento della propria fede. Ciascun cristiano si specchia nei due apostoli, così diversi e così uniti. Ci si  ritrova nell’entusiasmo di Simone: fin dal primo momento Gesù punta su di lui uno sguardo di compiacenza e gli affida un nome carico di destino, chiamandolo Pietro. Continua a leggere

Preghiera del buonumore

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22 giugno, s. Tommaso Moro.

Una preghiera a lui attribuita:
 
Dammi o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire.

Dammi la salute del corpo, col buonumore necessario per mantenerla.

Dammi o Signore, un’anima santa, che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla Tua presenza la via per rimettere di nuovo le cose a posto. Continua a leggere

“Sant’Antonio di Padova” (Film)

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Ieri sera su Tv2000 è stato trasmesso il film della Lux Vide “Sant’Antonio di Padova”, sulla vita del Santo di origine portoghese. Tra gli interpreti Daniele Lotti, Enrico Brignano, Vittoria Puccini.
Antonio è uno dei santi più popolari della Cristianità, infatti la Basilica di Sant’Antonio di Padova è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati nel mondo cattolico, ma la storia dell’uomo, avventurosa e intensa, non è molto nota. Il film tv è stato prodotto proprio con l’intento di far conoscere la sua vita.

Un film molto bello, che consiglio. Oggi, tra l’altro, è la sua festa. Sant’Antonio da Padova prega per noi!

***

Sicilia, 1221. Il francescano Antonio, naufragato sull’isola con il confratello Giulietto, racconta al vescovo del luogo la sua storia. Fernando, così si chiamava Antonio prima di vestire il saio, era un nobile portoghese destinato a diventare cavaliere. Continua a leggere

Il Papa istituisce la festa di Maria Maddalena

Esisteva già nel messale romano come memoria obbligatoria, ora Francesco la rende più solenne elevandola allo stesso grado delle feste che celebrano gli apostoli, per sottolineare l’importanza della prima testimone della resurrezione e il ruolo della donna nell’evangelizzazione. Il giorno della celebrazione rimane il 22 luglio

di Andrea Tornielli

La Stampa, 10.06.16
 
Per volere di Papa Francesco, la Congregazione del Culto con un decreto a firma del cardinale Robert Sarah ha elevato la memoria di santa Maria Maddalena al grado di festa. Il documento è datato 3 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù. Una decisione, spiega il Segretario del dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche, anch’egli firmatario del decreto, che «si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina». Continua a leggere

Maria Elisabetta Hesselblad. È santa la svedese, convertita dal luteranesimo

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di Elisabetta Longo Tempi.it 5.06.16

Intervista ad Aldo Maria Valli, vaticanista Rai, e autore di un libro sulla vita della santa: «Ha visto il mondo spaccato dalle guerre mondiali, eppure non ha avuto paura»
 
 Oggi è stata canonizzata a Roma Maria Elisabetta Hesselblad, nata luterana a Faglavik, Svezia, il 4 giugno 1870 e morta cattolica a Roma il 25 aprile 1957, nel convento di Santa Brigida, dopo aver girato il mondo. Quinta di tredici figli, Maria Elisabetta ha convissuto ogni giorno della sua vita con i dolori atroci del Morbo di Chron, che le provocavano ulcere e sanguinamenti senza fine. Nonostante la sofferenza personale, non ha mai smesso di dedicarsi agli altri, fin dall’adolescenza, quando in cerca di fortuna si è trasferita a New York, lavorando come infermiera. Ed è proprio curando una malata irlandese cattolica che Maria Elisabetta si incuriosisce per quella fede così diversa dalla sua, rigida, luterana. Continua a leggere

Domenica della Divina Misericordia

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“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”. (Gesù a S. Faustina)
 
Buona Festa della Divina Misericordia!!
 

***

 
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse denominata Domenica della Divina Misericordia (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Il culto della Divina Misericordia è legato a Suor Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell’Anno Santo del 2000, di cui il Santo è stato un fervente devoto, come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in misericordia scritta nel 1980 e dedicata alla Divina misericordia. Continua a leggere

Divina Misericordia: una storia lunga 85 anni

La Divina Misericordia (Wikimedia Commons)

Apparendo a Santa Faustina Kowalska, Gesù definì con esattezza tutti i criteri di celebrazione della nuova festa, compreso il culto dell’immagine che, per l’occasione, fu dipinta
 
Nel contesto del Giubileo della Misericordia, papa Francesco celebrerà uno speciale Giubileo con coloro che vivono la spiritualità della Divina Misericordia.

Sabato 2 aprile, il Santo Padre presidierà una veglia con i gruppi, associazioni e movimenti che si ispirano al messaggio della Divina Misericordia trasmesso da Santa Faustina Kowalska, diffuso da Giovanni Paolo II e costantemente presente nel magistero di Papa Francesco. L’indomani, domenica 3 aprile, alle ore 10 in Piazza San Pietro presiederà la Celebrazione Eucaristica. Continua a leggere

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Quel legame inscindibile tra San Giovanni Paolo II e la Divina Misericordia

 
Undici anni fa moriva il Papa apostolo della Misericordia. Il ricordo del vento che sferza tra i potenti mentre sfoglia benevolo le pagine del Vangelo

Sabato 2 aprile 2005, alle ore 21:37, moriva San Giovanni Paolo II. Quel giorno, proprio come oggi, era la vigilia della Festa della Divina Misericordia, ricorrenza fissata dallo stesso Karol Wojtyla la prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta Domenica in albis.

Tutti noi abbiamo ancora vive negli occhi le immagini di quei giorni. Una fra tutte il vento che soffiava fortissimo nella Piazza San Pietro il giorno del funerale. Era l’8 aprile del 2005. L’impeto di quelle potenti raffiche scompigliava le vesti dei 160 cardinali che stavano concelebrando il rito presieduto dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Lo stesso vento raggelava i potenti. Continua a leggere

La virilità di san Giuseppe: quel conformare la propria vita alla volontà di Dio, nel silenzio

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dall’esortazione apostolica Redemptoris Custos di Giovanni Paolo II
 
Anche sul lavoro di carpentiere nella casa di Nazaret si stende lo stesso clima di silenzio, che accompagna tutto quanto si riferisce alla figura di Giuseppe. E’ un silenzio, però che svela in modo speciale il profilo interiore di questa figura. I Vangeli parlano esclusivamente di ciò che Giuseppe «fece»; tuttavia, consentono di scoprire nelle sue «azioni», avvolte dal silenzio, un clima di profonda contemplazione. Giuseppe era in quotidiano contatto col mistero «nascosto da secoli», che «prese dimora» sotto il tetto di casa sua. Questo spiega, ad esempio, perché santa Teresa di Gesù, la grande riformatrice del Carmelo contemplativo, si fece promotrice del rinnovamento del culto di san Giuseppe nella cristianità occidentale. Continua a leggere

L’intreccio di obbedienza e libertà. Il carisma del Servo di Dio Luigi Giussani per tutti, ciellini e non

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Il 22 febbraio 2005 scompariva don Luigi Giussani, fondatore, a Milano, negli anni 1950, del movimento cattolico di Comunione e Liberazione. La sua eredità spirituale si spinge però ben oltre i soli aderenti a CL, soprattutto oggi che del Servo di Dio don Giussani è avviata la causa di beatificazione.

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, che ha ricevuto la prima formazione in CL, ha celebrato ieri la Messa nell’undicesimo anno dalla morte di don Giussani e nel trentaquattresimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL, un’associazione universale di fedeli riconosciuta dal Pontificio Consiglio per i Laici l’11 febbraio 1982 che raduna adulti che liberamente s’impegnano a vivere la sequela di Cristo e della Chiesa secondo il metodo trasmesso dal fondatore. Continua a leggere

Educazione e tradizione, la lezione di don Giussani

La copertina del libro di don Giussani, Il rischio educativo

 di Peppino Zola
 
Caro direttore,

due mesi fa, sono stato invitato ad effettuare un intervento a Treviso sul tema “Tradizione: motore di crescita” ed è stata per me l’occasione per rileggere uno dei capolavori del servo di Dio don Luigi Giussani, Il rischio educativo, pubblicato per la prima volta nel 1977 e poi nel 1988 da Jaca Book e ancora nel 1995 da Sei ed infine nel 2005 dalla Rizzoli. In tutte le edizioni, l’autore descrive i quattro «fattori dell’avvenimento educativo», che sono la tradizione, appunto, la presenza dell’autorità, la verifica personale, «il rischio, necessario alla libertà».

Mi colpisce come don Giussani, fin dall’inizio della sua esperienza educativa e fino alla fine, abbia sempre tenuto conto della tradizione, anche nei tempi in cui tale parola era entrata in crisi nel mondo culturale dominante, dato che ad essa veniva dato un significato negativo, che faceva assonanza con l’espressione “tradizionalista”.   Continua a leggere